VADEMECUM DIGITALE TERRESTRE

Il passaggio alla TV digitale è una realtà che sta progressivamente interessando tutto il territorio italiano ed europeo. 

 

globo digitale

 

La televisione digitale terrestre, in sigla DTT (acronimo dell’analogo termine inglese Digital Terrestrial Television), spesso abbreviata in digitale terrestre, è la televisione terrestre rappresentata in forma digitale. Da un punto di vista tecnico infatti, il segnale televisivo è un’informazione elettronica e l’informazione elettronica può essere rappresentata in forma analogica o in forma digitale.

 

La TV digitale si basa sulla tecnologia DVB (Digital Video Broadcasting) di cui standard vengono sviluppati dal DVB Project, ovvero un consorzio internazionale che associa oltre 260 aziende.

 

E’ notizia di ieri che ADICONSUM ha attivato uno sportello online e pubblicato il vademecum che vi proponiamo qui di seguito:

  1. Il passaggio dall’analogico al digitale è per natura problematico. Passare dalla tv analogica a quella digitale è tecnologicamente complesso. Centinaia sono i tecnici impegnati a far sì che i canali televisivi siano visibili da tutti. Forse non tutti sanno che il passaggio al digitale è una scelta europea che garantirà uno sviluppo della televisione a vantaggio della qualità della visione e della quantità di canali, mettendo finalmente ordine nella giungla delle frequenze e garantendo maggiore pluralismo.
  2. Analizzare i propri apparati di ricezione: prima di fare nuovi acquisti occorre verificare il proprio impianto di trasmissione televisiva. Se si ha già in casa un decoder (sat, terrestre o IPTV) durante lo switch-over non occorre fare nulla. Se si ha un televisore privo di presa scart invece si potrebbero avere maggiori difficoltà. Forse sarebbe meglio acquistarne uno nuovo. Per legge i nuovi televisori in commercio hanno al loro interno un decoder digitale, al posto di quello esterno. Importante: per ogni televisore occorre un decoder! Ricordare inoltre che i videoregistratori non hanno il sintonizzatore analogico e quindi possono essere utilizzati solo parzialmente.
  3. Non affrettarsi ad acquistare il decoder: il passaggio alla tv digitale ha un costo. Costo che, purtroppo, pagano i cittadini. Il consiglio è quindi quello di spendere poco e bene. I decoder in commercio non sono tutti uguali. Gli zapper, ad esempio, costano pochissimo (circa €30) e permettono la ricezione dei canali in chiaro, cioè quelli gratuiti. Tutti gli altri costano di più e permettono di vedere anche le tv a pagamento, usare l’interattività e anche, se predisposti, vedere in alta definizione. Infine ci sono i decoder satellitari: free to air, che fanno vedere centinaia di canali e quelli offerti in comodato d’uso dalle pay tv. I decoder IPTV vengono invece offerti in comodato d’uso dalle compagnie telefoniche insieme alla banda larga. I decoder satellitari e IPTV sono utili per chi non ha un buon segnale terrestre. Prima di correre nel negozio è bene informarsi e decidere cosa acquistare.
  4. Informarsi da fonti istituzionali: in questo periodo si ricevono molte notizie sulla tv digitale. Molte di queste non sono attendibili e dietro alla somministrazione di informazioni c’è solo l’interesse a vendere un abbonamento ad una pay-tv o a far noleggiare il decoder di aziende telefoniche o di emittenti a pagamento facendo credere che solo attraverso questa dotazione si può ricevere la tv digitale. Ovviamente non è vero. La tv digitale si può vedere benissimo con decoder acquistati, anche a basso costo, nei negozi. Prima di operare qualsiasi tipo di acquisto è opportuno informarsi utilizzando solo fonti istituzionali, come collegandosi ad esempio con il sito messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico- Settore comunicazioni – o telefonando al numero verde 800.022.000.
  5. Se l’analogico si vede male, effettuare prima una prova con un decoder preso in prestito. Ormai è certo: il digitale terrestre in alcune zone potrebbe non essere visibile. Se attualmente alcuni canali analogici si vedono male, è probabile che non si riceveranno tutti i canali del digitale terrestre. In questo caso è consigliabile non acquistare immediatamente il decoder terrestre, ma provarne uno, preso in prestito da un amico o da un parente, per verificare la ricezione. Se si è residenti in una zona non raggiunta dal segnale terrestre, per vedere la tv digitale bisognerà utilizzare la ricezione da satellite e acquistare un decoder satellitare per i canali in chiaro. Da luglio sarà attivo Tivù sat che permetterà la visione dal satellite di tutti i canali trasmessi sul terrestre.
  6. L’importanza della neutralità tecnologica: la tv digitale non si vede solo con la piattaforma terrestre, che rappresenta il naturale sostituto dell’analogico terrestre. La tv digitale si può vedere anche attraverso la piattaforma satellitare o attraverso il doppino telefonico (piattaforma IPTV). La scelta della piattaforma è a cura dell’utente. È bene, quindi, tenere presenti le seguenti differenze: piattaforma terrestre: è la più economica perché utilizza, nella maggior parte dei casi, le antenne e gli impianti utilizzate per la tv analogica. piattaforma satellitare: indispensabile per chi ha problemi di ricezione del segnale terrestre. In aggiunta ha il costo della parabola e della sua installazione; piattaforma IPTV: è utilizzabile solo per chi ha la banda larga e ha il costo di un abbonamento mensile.
  7. Acquistare come primo decoder uno zapper: per non correre il rischio di una spesa eccessiva e di un incauto acquisto è consigliabile acquistare un decoder zapper abilitato alla sola ricezione dei canali gratuiti, per un solo televisore. Verificato che tutto funziona bene, si può procedere all’acquisto di altri tipi di decoder, anche più evoluti.
  8. Parola d’ordine: risintonizzare e risintonizzare il decoder! Quasi tutti i problemi di ricezione che si presentano durante lo switch-over e lo switch-off si risolvono sintonizzando spesso il decoder. Fino alla chiusura completa dell’analogico, le emittenti televisive, infatti, sono costrette a modificare spesso, senza avviso, le caratteristiche di trasmissione. Diventa, quindi, necessario effettuare nuovamente la sintonizzazione automatica dei canali: tutti gli utenti devono, pazientemente, utilizzare la funzione “sintonizzazione” ogni volta che perdono la visione di qualche canale. Se nonostante la nuova sintonizzazione, la totalità dei canali continua a non essere visibile, è probabile che ci sia bisogno di un intervento sull’impianto di ricezione. Prima di rivolgersi ad un installatore è, però, consigliabile contattare il numero verde del Ministero.
  9. Per ogni evenienza consultare il numero verde del Ministero. 800.022.000 è il numero gratuito messo a disposizione di tutti i cittadini dal Ministero dello Sviluppo Economico – Settore comunicazioni – per ottenere qualsiasi informazione relativa alla tv digitale. Attraverso questo numero è possibile conoscere i decoder ammessi all’incentivo, i canali ricevibili, e ottenere informazioni per utilizzare il decoder acquistato e consigli tecnici in caso di mancata ricezione. Qualsiasi problematica può essere risolta dal numero verde che deve essere consultato per ogni dubbio.
  10. Chiedere l’intervento di un tecnico solo se strettamente necessario. La spesa più grande da sostenere per passare alla tv digitale è quella relativa all’aggiornamento dell’impianto di ricezione, sia personale che condominiale. Tale spesa deve essere fatta solo se strettamente necessaria. Solo dopo aver verificato gli altri punti di questo decalogo e se nonostante tutto sussistono ancora problemi si deve richiedere l’intervento di un tecnico riconosciuto in grado di rilasciare l’obbligatorio certificato di conformità. È sempre consigliabile farsi fare più preventivi da installatori diversi.

Questo è il calendario 2009 per il passaggio al digitale terrestre in Italia (Fonte DGTVi):

italia 2009 passaggio al digitale terrestre

 

E’ curiosa la guerra che si sta aprendo a livello di TV locali. Secondo una notizia dell’ANSA del 24 giugno, gli italiani alle prese con il passaggio di Raidue e Retequattro sul digitale terrestre, stanno ’smanettando’ con il telecomando per continuare tranquillamente a guardare la tv. Ma proprio intorno a questo aggeggio così familiare rischia di consumarsi una piccola guerra, scatenata in particolare dalle emittenti locali che nell’era digitale temono di perdere posizioni acquisite, ciascuna sul proprio territorio. Non è stato ancora raggiunto, infatti, un accordo tra gli operatori sulla numerazione dei canali. “Dovrà farsene carico l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”, ha detto oggi Filippo Rebecchini, presidente della Frt (Federazione radio televisioni), intervenuto alla presentazione del rapporto It-Media Consulting sul mercato televisivo. “Non tutti i decoder permettono infatti ai cittadini di scegliere come impostare il telecomando: in particolare i televisori integrati (cioé con il decoder incorporato, ndr) procedono con la numerazione automatica e sbattono le tv locali dopo il numero 35. In questo modo le piccole emittenti non hanno neanche la possibilità di farsi conoscere”. Il suggerimento di Rebecchini é “adottare numeri a tre cifre, come fa Sky: ci sarebbe più spazio per governare la nuova realtà”. Marco Rossignoli, coordinatore dell’associazione di radio e tv locali Aeranti-Corallo, ha invece proposto di introdurre “la Epg, la guida elettronica ai programmi, consultabili in base alla tipologia”. In pratica, il telecomando non verrebbe più usato in sequenza, come si fa oggi, ma in modo selettivo – ancora una volta sull’esempio di Sky – dividendo così in canali tra generalisti e tematici e articolando questi ultimi in base al tipo di offerta.

Per approfondire:

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