Porto Marghera, tanti progetti di sviluppo e nuove prospettive. Bando Invitalia aperto fino al 7 marzo

ponte strallato porto marghera - fonte maeg costruzioni.jpg

Da ieri fino al prossimo 7 marzo, Invitalia ha aperto la call delle manifestazioni d’interesse per il rilancio di Porto Marghera e, in generale, per tutto il Comune di Venezia. Il modulo si compila facilmente ed è online qui. Invitalia è l’Agenzia nazionale di proprietà del Ministero dell’Economia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

All’iniziativa possono partecipare imprese italiane o estere con progetti di sviluppo e programmi occupazionali per la produzione di beni e servizi, tutela ambientale, innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Sono privilegiati progetti per la riqualificazione delle produzioni nel settore della meccanica, del vetro e della chimica, con investimenti migliorativi dell’efficienza dei processi e l’innovazione dei prodotti. Tra le priorità anche la promozione della logistica legata alle attività portuali, l’aggregazione delle PMI e la loro collaborazione con le Grandi Imprese, l’attrazione di nuovi investimenti anche finalizzati alla diversificazione produttiva.

Su Porto Marghera, nel Centenario della sua fondazione, ci sono interessanti segnali di sviluppo e opportunità da cogliere sul piano nazionale. Infatti, se andiamo a scorrere l’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico circa le Aree di crisi industriale complessa, nel quadro dei PRRI Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale, ci sono solo due Città Metropolitane interessate: Venezia con Porto Marghera e Genova con Sestri Ponente. In questo particolare scenario Venezia sta già dando evidenza di alcuni vantaggi e punti di forza istituzionali. Nel marzo 2017, con il Decreto del Ministro Carlo Calenda, sono state create le condizioni ottimali per snellire la burocrazia e progettare con maggiore efficacia la riconversione e la riqualificazione di Porto Marghera. Inoltre, è stato costituito il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Venezia – Porto Marghera.

Se da una parte c’è il vantaggio competitivo di avere solo Genova come Città Metropolitana “concorrente” per i finanziamenti metropolitani verso le Aree di crisi industriale complessa, dall’altra emerge un vantaggio non secondario visto che siamo nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Cioè, in questa fase vediamo lavorare sugli stessi obiettivi la Regione del Veneto, la Città Metropolitana di Venezia e il Comune di Venezia, nonché l’Autorità Portuale di Venezia, insieme a rappresentanti nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratta di una sorta di “Conferenza dei Servizi e di Progetto permanente”. Non è cosa da poco visto che le tenaglie della burocrazia e la scellerata pratica dei veti incrociati dei vari enti competenti, nel passato hanno spesso messo in ginocchio qualsiasi progetto di rilancio per Marghera.

In questo scenario si sta muovendo altro di interessante, ovvero il PON  METRO  e le ZES Zone Economiche Speciali. In particolare, nel Documento sulla strategia di sviluppo PON METRO della Città di Venezia, a pagina 15 nella tabella 3.b, si esplicita chiaramente che “Le strategie di rilancio dell’economia veneziana assumono l’obiettivo generale di promuovere lo sviluppo economico attraverso il rilancio dell’area di Porto Marghera”. Poi, verso la fine di pagina 16 si parla di “investimenti sui settori logistico-portuali, della Green Economy e della produzione di soluzioni energetiche alternative”. Per quanto riguarda le ZES, grazie ad un emendamento all’ultima legge di Bilancio, nel Nord Italia sono diventate ZLS Zone Logistiche Semplificate, ovvero zone franche con aiuti economici, meno burocrazia e vantaggi per attrarre investimenti nei porti. Avranno durata di sette anni, rinnovabile per altri sette.

Infine, ecco una serie di altri progetti in evidenza che sono segnali importanti del cambiamento in corso a Porto Marghera:

  • Ripartenza altoforno Pilkington – Chiuso nel 2012 l’altoforno del vetro è ritornato a funzionare a fine 2017. Con un investimento di 20 milioni di € la Pilkington ha riaperto la produzione creando 134 posti di lavoro. L’attività punta sulle forniture per il mercato delle attività edilizie nell’Europa centrale.
  • Autostrade del Mare – Con un co-investimento europeo TEN-T di 13 milioni di €, a Fusina è in programma l’ampliamento del Terminal Autostrade del Mare per lo sviluppo dei collegamenti marittimi ro-ro/ro-pax e delle connessioni intermodali con il Centro-Nord Europa (Venezia-Francoforte) e lo sviluppo dei collegamenti marittimi con i porti greci di Igoumenitsa e Patrasso.
  • Ecodistretto Marghera – Presentato nel 2012 e progressivamente sviluppato, si estende su una grande area a sud di Porto Marghera fino a Fusina. Nel luglio 2017 la Società Eco-Ricicli Veritas ha presentato il progetto “Ecodistretto Marghera, Area 10 Ha”. Consiste negli interventi di adeguamento dei comparti esistenti e di realizzazione di nuove linee per la selezione dei rifiuti ingombranti, della carta e cartone, del multimateriale leggero e pesante, plastiche monomateriale. L’intervento si articola in un primo stralcio che dovrebbe realizzarsi agli inizi di quest’anno, poi un secondo entro i primi mesi del 2019. La capacità di trattamento finale dell’Ecodistretto aumenterà del 20% e sarà di circa 365.000 tonnellate all’anno.
  • Progetto Venice LNG – Presentato lo scorso fine gennaio dalla newco formata da Decal Spa e San Marco Gas, prevede investimenti di oltre 100 milioni di € per il progetto che ha l’obiettivo di realizzare un deposito di stoccaggio costiero di GNL, acronimo di Gas Naturale Liquefatto. Sarà realizzato con il 20% di contributi UE su terreni bonificati lungo il Canale Industriale Sud di Porto Marghera. Il GNL permette di eliminare del 95% le emissioni di ossidi di zolfo e delle polveri sottili. Entro il 2025 l’Unione Europea prevede la realizzazione di un sistema di rifornimento GNL per navi e veicoli pesanti lungo la rete centrale di trasporto transeuropea TEN-T. Il Porto di Venezia rientra tra i porti dell’iniziativa GAINN_IT promossa dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
  • Polo energie alternative – C’era tempo fino allo scorso 31 gennaio per partecipare al bando promosso da ENEA finalizzato ad individuare la sede del DTT Divertor Test Tokamak, ossia un Centro di ricerca internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative. Investimento da 500 milioni di € con previsione di 2.000 nuovi posti di lavoro. Venezia ha partecipato mettendo a disposizione 6 ettari nel terreni ex Syndial del nuovo Petrolchimico.
  • Ampliamento One Works – Il leader nazionale tra gli studi di architettura ha scelto di investire su Marghera con l’ampliamento della sede in Via Elettricità dove lavorano 55 professionisti su 150 architetti complessivi dello studio. A Marghera si progettano le grandi infrastrutture del futuro come, ad esempio, lo stadio dei mondiali di calcio del Qatar nel 2022.
  • Riconversione area Pili – Cambierà il waterfront di Porto Marghera nell’ex Prima Zona industriale. E’ di qualche giorno fa la decisione del Consiglio Comunale di Venezia per realizzare il nuovo Palasport da 15.000 posti. Ai Pili, dopo le necessarie bonifiche, sono inoltre previsti investimenti milionari per strutture a fini turistici, ricettivi, residenziali, direzionali, ricreativi e commerciali. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, per evitare i rischi di conflitti di interesse, ha incaricato uno studio legale americano per le procedure di blind trust.

Foto by maeg costruzioni: Ponte strallato, Canale Industriale Ovest Porto Marghera 

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Dal PIXEL al VOXEL, ecco il futuro del digitale nel tempo dell’Industria 4.0

rivoluzione digitale - PIXEL VS VOXEL Intel, Brian Krzanich 2018 - studio baroni.jpg

Il voxel è la controparte tridimensionale del pixel bidimensionale. Sul piano pratico i giganti del digitale stanno producendo innovazioni per conquistare nuovi mercati.

In questi giorni al CES Consumer Electronic Show di Las Vegas, il CEO di Intel, Brian Krzanich, ha svelato come l’azienda sta creando un’esperienza immersiva basata sui dati. “Sto per mostrarti come stiamo usando il potere dei dati per trasformare alcune delle aree più emozionanti dell’intrattenimento umano” ha detto Krzanich.

Intel, portando l’esempio di una partita di football, ha fatto vedere come lo spettatore può entrare dal punto di vista del giocatore, come un film nel quale i registi possono virtualmente spostare la telecamera in qualsiasi punto della scena per catturare la ripresa perfetta.

Per poter sviluppare queste innovazioni c’è bisogno di infrastrutture digitali che garantiscano connessioni rapide visto che i sistemi utilizzati producono dati alla velocità di 3 terabyte al minuto.

In un periodo caratterizzato dall’Industria 4.0 gli utilizzi del voxel sono molteplici. Solo per fare alcuni esempi: dalla manifattura alla logistica, dall’intrattenimento alle strategie e operazioni militari, dalla formazione in aula e nei laboratori fino al campo medico chirurgico e moltissimi altri.

Online (gratis) la Guida ai finanziamenti 2017 by Eurosportello Veneto e Unioncamere del Veneto

guida ai finanziamenti europei 2017 unioncamere veneto eurosportello.png

Aziende, istituzioni, associazioni, organizzazioni e cittadini del Veneto hanno uno strumento in più per orientarsi nei finanziamenti europei. E’ disponibile gratis online la nuova Guida ai finanziamenti 2017. Si può scaricare qui dal sito di Eurosportello del Veneto.

La pubblicazione, proposta da Eurosportello Veneto ed Unioncamere del Veneto, è stata realizzata in collaborazione con 3 sportelli di Europe Direct del Veneto. Rinnovata rispetto agli anni precedenti, risulta uno strumento di facile utilizzo, ideato per orientare e informare sulla programmazione 2014-2020 che sta in piena fase attuativa.

L’interessate Guida si articola in 14 temi per una strategia di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.: Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Competitività, Ambiente, Agricoltura e Pesca, Cambiamento Sociale e Innovazione, Sicurezza Interna, Istruzione e Cultura, Giustizia e Uguaglianza, Salute e Sicurezza, Fiscalità e Dogane, Infrastrutture e Trasporti, Formazione, Cooperazione, Strumenti Finanziari, Cooperazione Territoriale Europea.

Ciascun tema della Guida curata da Gian Angelo Bellati, Roberta Lazzari e Ludovica Munari, è trattato in modo facilmente intuibile. Infatti, la consultazione in formato scheda risulta agile poiché, oltre alle descrizioni tematiche, sono riportati i budget approvati, la normativa di riferimento e i link.

Su questo importante argomento, dal 10 ottobre al 14 novembre, è in programma il Corso di Euroformazione che si terrà presso la sede di Unioncamere del Veneto.

Giuseppe Fedalto, Presidente Unioncamere del Veneto, sottolinea che “i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per lo sviluppo e l’integrazione degli stati Membri, rappresentano, oggi più che mai, un’opportunità che Imprese ed Enti Locali non possono lasciarsi sfuggire”.

Industria 4.0: Google Glass e Microsoft HoloLens, sfida della Realtà Aumentata tra i giganti del digitale

Logistica, assemblaggi, produzione, pubblica sicurezza, sport, medicina, turismo, istruzione… sono solo alcuni dei settori di applicazione degli occhiali intelligenti di Google e Microsoft. Ricco mercato quello che in Italia viene chiamato Industria 4.0.

Microsoft HoloLens Google Glass Enterprise Edition industria 4.0 studio baroni.jpg

Qui studio baroni ne parlava nel maggio 2014, convegno di Vicenza e azione pilota implementata dalla Marelli Motori. Ed era proprio in quelle settimane che dal Veneto usciva una notizia esplosiva: Luxottica e Google, leader nelle rispettive industrie, annunciavano una collaborazione strategica di ampia portata per creare dispositivi indossabili. Le due aziende dicevano che avrebbero formato una squadra di esperti dedicati a design, sviluppo, strumentazione e ingegneria. E di passi avanti ne sono stati fatti da Google, come ad esempio portare l’autonomia della batteria da soli 20 minuti a 8 ore.

Nel frattempo Microsoft non è stata a guardare. In fin dei conti, quello della Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, è uno dei mercati al mondo più importanti che non registra segnali di crisi, anzi. Gli HoloLens di Microsoft sono stati presentati agli inizi del 2015, poco dopo aveva già siglato un importante accordo con Volvo e sono stati messi in commercio nel 2016. L’azienda di Bill Gates ha annunciato che nel 2019 uscirà la nuova generazione a prezzi più economici. Attualmente il prezzo degli HoloLens si aggira sui 2.500€, Google Glass Enterprise Edition si attesta sui 1.500€ con tendenza a scendere. La sfida tra i giganti del digitale vede schierati partner di ogni genere sia per Google come per Microsoft.

L’azienda KONI ha recentemente implementato un nuovo sistema di rifornimento con dispositivi portatili che aumenta l’efficienza del 20%. Alla AGCO il tempo di produzione delle macchine è ridotto del 25%, i tempi di ispezione del 30%. Riscontri di miglioramento efficienza sono stati registrati alla Volkswagen e NSF International, Sutter Health e The Boeing Company, nonché in moltissime altre imprese.

Ed ecco alcune applicazioni HoloLens Microsoft per ThyssenKrupp:

Secondo Google, l’azienda DHL, leader nel settore logistico mondiale, ha aumentato l’efficienza della catena di approvvigionamento del 15%. Gli ordini si eseguono scansionando gli oggetti da scaffali prima di spostarli sui carrelli da spedire, c’è maggiore sicurezza e il personale ha le mani libere da istruzioni scritte su carta.

C’è da chiedersi una cosa: in questa sfida entreranno altri big del digitale? Cosa sta facendo Apple visto che ha maturato esperienza nei dispositivi indossabili come iWatch?

 

“BUONDI’ MORTA”, il meteorite che ammazza la mamma (e anche il papà). Ecco come resuscita il marchio Motta con il polemic viral branding.

L’ironia ci sta, è pubblicità!

Certo, sono anche comprensibili le ire di tante mamme o quelle dell’Aiart e di tutte le persone che in questi giorni stanno manifestando reazioni di condanna  verso gli spot della merendina Buondì Motta, quelli realizzati dall’agenzia londinese Saatchi & Saatchi  (video spot 1 mamma e 2 papà).

Colpisce vedere la mamma disintegrata (e poi anche il papà). E’ quello che volevano i creativi degli spot? Volevano far parlare del Buondì Motta e farlo diventare un marchio virale? Se sì l’obiettivo è stato raggiunto.

Come è stato raggiunto lo scopo? Facendo leva sulla potenza mediatica della polemica. Considerato che Saatchi & Saatchi è una tra le più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, è probabile che abbiano progettato gli spot sapendo che avrebbero generato polemiche e calamitato attenzione.  Come diceva Niccolò Machiavelli “il fine giustifica i mezzi”. In tal senso definisco queste tipologie di azioni come polemic viral branding.

Insomma, quale giornale, quale tv, quale radio e su quale social network trovi spazio per la notizia di uno spot pubblicitario? Ovviamente su nessuno. “Pagare moneta, vedere cammello!”. Se vuoi diffondere pubblicità devi pagare. Invece, alimentando ad arte le polemiche, i furbi dell’agenzia inglese brexizzata stanno ottenendo una vastissima copertura nazionale a gratis.

Solo per fare alcuni esempi, la notizia con il Buondì Motta è su Mediaset, la Repubblica, Corriere della Serail Giornale, il Fatto Quotidiano e sta avendo migliaia e migliaia di condivisioni, post e commenti su Facebook, twitter e WhatsApp. Se questo accade in Italia, lo sarà di sicuro anche per il branding nei mercati esteri.

Ragionando in termini di marketing e lasciando gli aspetti etici in sospeso, credo sia un buon risultato per gli obiettivi di branding e, ancor meglio, di viral branding. Ottimo per attirare attenzione verso il marchio Motta. Era molto apprezzato con tanti consumatori affezionati, un marchio di successo, ma abbastanza sottotono da parecchi anni con campagne più recenti forse mal riuscite. Come non ricordare invece le simpatiche pubblicità anni ’80 della Girella Motta? E quella dello storico Buondì Mottà che in uno spot aveva addirittura testimonial Raffaella Carrà.

Ora, merito del polemic branding, tanti ne parlano. Dare una massiccia rinvigorita al marchio Motta, anche in chiave innovativa per far viralizzare sui social e generare nuovi influencer, eccome se serve all’azienda veronese Bauli. E’ sicuramente utile e incide in modo quasi subliminale sui circuiti neurali involontari dei consumatori che si trovano a scegliere quali merendine mettere nel carrello della spesa. Che piaccia o meno la pubblicità avrà sicuramente un effetto positivo sulle vendite. Di certo aumenteranno per almeno un paio di motivi. 

Ormai il popolo dei consumatori è condizionato. Grazie alle polemiche e al fatto che se ne parla, si discute e si litiga in modo capillare, la gente sta vivendo un’esperienza emozionale che condiziona . Il secondo motivo è conseguente al condizionamento emotivo ed è puramente statistico e probabilistico. Cioè, l’effetto mediatico e social ha attirato (v. qui tecnica AIDA) curiosità e interesse di molte centinaia di miglia di persone, se non milioni. Di queste una gran parte è favorevole allo spot. Come si legge in tanti commenti sui social lo trova “divertente”, si schiera a difesa di Motta e contro chi lo vuole condanna. Tra la gente che è favorevole allo spot è statisticamente dimostrabile che una gran parte non ha mai acquistato una confezione di Buondì Motta. Perciò è probabile che, davanti agli scaffali di supermercati e negozi, sceglieranno Motta.

Mi permetto di fare solo 2 critiche allo spot originale.

  1. Quello che si vede cadere nello spot doveva essere chiamato meteorite. Se non è stato fatto apposta, emerge ignoranza dell’agenzia Saatchi & Saatchi circa l’attribuzione del nome dato al “soggetto” principale dello spot, ovvero il masso infuocato che ammazza la mamma e il papà. Ignoranza nell’astronomia di base poiché è impossibile che un asteroide cada sulla Terra. Gli asteroidi sono masse in orbita solare tra Marte e Giove.  L’unico motivo plausibile di chiamarlo con altro nome sta nel fatto che lo scorso 1 settembre un asteroide è passato a circa 7 milioni di chilometri dalla Terra e ripasserà nell’anno 2.500. Secondo Focus ogni giorno cadono sulla Terra tra i 10 e 50 meteoriti, un motivo in più per dare maggiore realismo alla finzione dello spot. Eppoi, nel linguaggio comune, il concetto del meteorite è spesso usato per fare dei paragoni circa le improbabilità di un evento. Quindi, il termine meteorite è di più facile presa e immediata comprensione verso un pubblico più ampio di quello che conosce il termine asteroide.
  2. La voce stridula e il testo della bambina sono scelte criticabili. Viene percepita come antipatica e saccente in primis dagli stessi bambini (anche loro influencer tra gli scaffali dei market) e dagli adulti che vedono lo spot. A quell’età i bambini non dicono “vorrei una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e di golosità”. Una voce meno artefatta e irritante, da vera bambina e un testo più semplice e immediato, avrebbero sicuramente aumentato l’efficacia dello spot.

Concludo con degli apprezzamenti verso il genio creativo di Andrea Camerini.

  • In primo luogo per la divertente parodia dei due spot originali. Ironicamente parlando, si fa giustizia, viene fatta fuori anche la bambina che già si pregustava un futuro di merendine senza quei rompiscatole di genitori. Infatti, al termine dello spot Camerini specifica che “nessuna mamma, papà o figlio sono stati maltrattati durante le riprese. Però, tutti e tre, hanno poi avuto problemi di meteorismo.”.
  • Infine, gran merito per le conoscenze. Infatti, nella parodia l’ha correttamente chiamato meteorite.

p.s. 1 Magari a Natale ci aspetta lo spot del panettone Motta con gli omini verdi che scendono da Marte cavalcando i meteoriti? In ogni caso, per i prossimi spot, sarebbe da consigliare quelli della Bauli di chiedere consulenza a Camerini, magari anche risparmiano.

p.s.2 Video intervista di fanpage ad Alessandro Orlandi, creative director dell’agenzia Saatchi & Saatchi: “Le critiche? Tutto studiato, abbiamo raggiunto l’obiettivo”.

Come sfruttare la tecnica AIDA per la formazione

schema tecnica AIDA - attenzione interesse desiderio azione - by vittorio baroni 2014 Come utilizzare la tecnica AIDA in aula?

Per prima cosa andiamo a conoscere il significato dell’acronimo AIDA che sta per Attenzione, Interesse, Desiderio e Azione. Ad inventare il modello fu Elmo Lewis, nel lontano 1898, dopo aver studiato il processo pubblicitario sul piano del comportamento.

Proviamo allora a costruire un percorso che dall’attenzione ci porta all’azione, cioè all’assimilazione e rielaborazione personale dei contenuti della lezione.

Attenzione

  • Questa prima fase è fondamentale, è la più importante. Tanto più si riuscirà a catturare l’attenzione dei partecipanti, tanto più sarà efficace l’efficacia della didattica. Occorre innanzitutto allenarsi per elevare l’attenzione già dal primo momento di contatto in classe. Sta alla creatività* dei docenti immaginare come iniziare la lezione puntando subito non tanto sui contenuti, ma sull’attivazione di una buona relazione. Si può, ad esempio, iniziare con un breve video oppure portare una novità di attualità collegata alla materia.

Interesse

  • La seconda fase mira a suscitare l’interesse di persone che, ogni giorno, sono destinatarie di migliaia di messaggi. Per questo occorre tatticamente “resettare” le menti per orientare il loro interesse. In questo senso ci aiuta il digitale per la didattica (LIM, blog, videoproiezione, …) per mediare i contenuti e renderli più accattivanti. Una buona pratica suggerita ai docenti consiste nel tradurre i contenuti in infografiche. Consentono di esprimere dati, concetti e pensieri in un’unica immagine. Considerato che la partecipazione attiva stimola l’interesse, si può anche articolare la classe in piccoli gruppi di lavoro omogenei assegnando dei task/obiettivi (non difficili) da raggiungere in breve tempo.

Desiderio

  • Questa fase è in funzione delle precedenti. Se si è operato bene la strada è tutta in discesa. Se si è riusciti a catturare e a stabilizzare l’attenzione delle persone il desiderio di continuare ad apprendere nella lezione vien da sé. A questo punto il docente è come un’accompagnatore che, nel stabilire un rapporto empatico con i partecipanti, li guida verso gli obiettivi.

Azione

  • Arrivati a questo punto il gioco è fatto e si può passare alla valutazione. Per valutare l’efficacia è importante definire inizialmente gli obiettivi. Provate un’ultima cosa… cioè a fare un esperimento. In una lezione provate a comunicare gli obiettivi e poi a valutare. In un’altra provate a comunicarli e a condividerli con i partecipanti. Noterete che nel secondo caso l’efficacia sarà notevolmente aumentata. Ciò accade perché se c’è partecipazione sentono la cosa più loro, non sono passivi, si impegnano di più, c’è più attenzione e interesse. Vedrete anche che, mediante la condivisione, verranno fuori idee, proposte e cose nuove proprio dagli studenti.

Buon lavoro 🙂

*A proposito della stimolazione della creatività approfondisci la tecnica dei “sei cappelli per pensare” ideata da Edward De Bono. E’ utilissima anche per il problem solving come in questo esempio elaborato da InnoSupport:

applicazione della tecnica sei cappelli per pensare - fonte innosupport

La resilienza per lo sviluppo delle aziende

Cos’è la resilienza? In poche parole, è la capacità di resistere agli urti senza spezzarsi. Il termine resilienza deriva dal latino “resilire” che significa saltare indietro, rimbalzare. Serve anche per  innovare la strategia di consolidamento e sviluppo per aziende, organizzazioni, istituzioni e territori. resilienza-e-organizzazioni-studio-vittorio-baroni-2014

La resilienza è una cosa straordinaria. Riesce a far “dialogare” le diversità delle conoscenza scientifiche, è multidisciplinare perché è patrimonio delle discipline umanistiche, tecnologiche, economiche, ecologiche, biologiche…

In ingegneria la resilienza definisce la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni impulsive. In biologia e in ecologia umana equivale alla capacità di un sistema di auto-ripararsi, di ritornare a uno stato di equilibrio in seguito a una perturbazione.

Nelle scienze umane la resilienza esprime la capacità di fronteggiare un qualsiasi evento critico. Si collega ai concetti di benessere, trauma e vulnerabilità, stress. In questo senso è associabile al termine empowerment ed è anche praticata con successo nella psicologia nello sport.

In psicologia si fa uso del termine resilienza per esprimere la capacità umana di far fronte in maniera positiva alle difficoltà coltivando le risorse interiori, ripristinando l’equilibrio psico-fisico precedente alla crisi con la possibilità di migliorarlo.

In Svezia,  l’Istituto “Stockholm Resilience Centre” opera per lo Sviluppo Sostenibile integrando la ricerca sui sistemi socio-ecologici con l’emergente economia dell’ecologia. A questo proposito questo studio baroni segnala il lavoro dell’amico Sturle Hauge Simonsen, esperto in Resilienza Culturale.

Negli ultimi anni la resilienza viene spesso utilizzata in economia. L’azienda, mediante il “Business Continuity Plan“, può dotarsi di uno strumento preventivo verso possibili incidenti che possono minacciare le sue funzioni vitali.

Di recente si parla sempre più spesso di resilienza urbana, ovvero infrastrutture verdi, sistemi di gestione delle acque e dei rifiuti, modelli partecipativi basati sul riuso delle risorse. Ad esempio, nell’aprile del 2014, l’Europa ha fatto il punto sui progetti Life in corso di realizzazione per tracciare un modello di progettazione urbana resiliente.

La resilienza si può acquisire come duplice qualità individuale e collettiva:

  • Resilienza come qualità individuale in quanto riassume un complesso di capacità in grado di mettere la persona nelle condizioni di reagire con attiva flessibilità ai cambiamenti e alle difficoltà esistenziali e, nel superarle, sviluppa quelle potenzialità di equilibrio originate nell’iniziale relazione di attaccamento, ma anche migliorate in modo consapevole nel necessario percorso di life-long learning, cioè apprendimento lungo tutto l’arco della vita;
  • Resilienza come qualità collettiva caratterizzata dalla capacità di reazione nelle situazioni di difficoltà, orientata al bene comune e guidata da principi solidali, cooperativi, collaborativi, che evolve e si sviluppa nel mutuo aiuto con la mobilitazione di risorse relazionali, con la promozione di responsabilità per il benessere delle persone e della stessa comunità di appartenenza (territoriale, aziendale, sociale, …). Considerato che la resilienza è declinabile in ambienti aziendali, associativi, territoriali, … si può quindi parlare di “imprese resilienti”, “organizzazioni resilienti”, “territori resilienti”, …

Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (interna ed esterna) sono da considerarsi come irrinunciabili. In questo senso “studio baroni” suggerisce di porre particolare attenzione alle dinamiche dell’innovazione tecnologica in chiave web 2.0.

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Fare marketing con Facebook. Corso di formazione a Montebelluna il 15 e 22 ottobre

corso-marketing-con-facebook-casa-la-buona-stella-ottobre-2016

Come fare più clienti e fatturato con Facebook? Come lanciare un nuovo servizio o una promozione? Come ottenere migliaia di visualizzazioni con pochi €?

Daremo risposta pratica a queste domande nel corso che si terrà a Montebelluna sabato 15 e 22 ottebre 2016 alla Casa la Buona Stella, con rilascio Attestato di formazione.

PROGRAMMA

  • Funzioni fondamentali di Facebook per fare marketing.
  • La tecnica di vendita AIDA e la memetica per il passaparola.
  • Analisi del posizionamento e adattamento ottimale.
  • Progettazione di una o più campagne inserzioni Facebook.
  • Creazione banner, scrittura dei testi, scelta dei target e lancio della/e campagna/e.
  • Monitoraggio risultati ed eventuali modifiche dei parametri in corso d’opera.

MODULO ISCRIZIONE ONLINE

La Regione Veneto lancia due nuovi bandi. Cicloturismo, enogastronomia e artigianato, ma anche per cultura, creatività e spettacolo.

bandi Regione Veneto studio baroniLa Regione del Veneto lancia due nuovi bandi rivolti alle imprese complementari al settore turistico tradizionale e per quelle culturali, creative e dello spettacolo.

I contributi sono a fondo perduto e vanno dal 50% al 70%.

Per approfondire clicca sui link per andare sulle pagine del sito della Regione.

Bando per imprese complementari al turismo tradizionale

E’ finalizzato per promuovere e sostenere l’attivazione di nuove imprese, anche complementari al settore turistico tradizionale, per la realizzazione di prodotti turistici nuovi rispetto al contesto. Farà particolare riferimento alla costruzione dell’offerta del cicloturismo e del turismo enogastronomico, l’integrazione del turismo con altre filiere produttive (ad esempio: filiera agroalimentare, artigianato, intermodalità, trasporti, ecc…) ma sarà considerata anche quella relativa ad altri segmenti turistici innovativi del contesto e che siano in grado di favorire la valorizzazione di particolari attrattori culturali e naturali del territorio e il conseguente riposizionamento differenziato di destinazioni turistiche venete a maggior rischio stagnazione/declino e la valorizzazione di escursioni e itinerari cicloturistici .

Sono ammessi alle agevolazioni i liberi professionisti e le micro, piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica e possono essere anche complementari al settore turismo tradizionale.

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% della spesa ammissibile per un minimo di 35.000 € fino ad un massimo di 100.000 €. La spesa rendicontata deve essere pari o superiore ad 70.000 €.

Le spese ammissibili sono per l’acquisto di beni e servizi funzionali alla creazione e sviluppo del prodotto turistico, spese per interventi edilizi dell’impresa richiedente, finalizzati alla creazione e sviluppo del prodotto turistico, spese di consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestate da soggetti esterni all’impresa per le attività relative alla creazione e sviluppo del prodotto turistico nella misura massima del 5% della spesa ammissibile. Sono ammissibili  spese per la promozione e la commercializzazione del prodotto turistico nella misura massima del 20% della spesa ammissibile, spese per garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari, purché relative alla fidejussione di cui all’articolo 15 del bando, spese di costituzione della società, entro il limite massimo di 3.000 € anche se sostenute nei 12 mesi antecedenti la data di apertura dei termini per la presentazione della domanda di partecipazione al bando.

Le domande devono essere compilate e presentate esclusivamente per via Web entro il 20 settembre 2016. Le credenziali di accesso possono essere richieste dal 20 giugno 2016.

INFO

  • Regione del Veneto
  • Sezione Turismo e Sezione Industria e Artigianato
  • Tel. 041-2792641/2644
  • turismo@regione.veneto.it
  • link al bando sul sito della Regione

Bando nuove imprese culturali, creative e dello spettacolo

Per progetti di supporto all’avvio, insediamento e sviluppo di nuove imprese culturali, creative e dello spettacolo che siano in grado di promuovere ricambio e diversificazione nel sistema produttivo, oltre a generare nuove opportunità occupazionali.

Sono ammessi alle agevolazioni i liberi professionisti e le micro, piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica e possono essere anche complementari al settore turismo tradizionale.

Il contributo a fondo perduto è pari al 70% della spesa ammissibile, nel limite minimo di 14.000 € fino ad un massimo di 140.000 €. La spesa rendicontata deve essere pari o superiore ad € 20.000 €.

Sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni materiali e immateriali e servizi rientranti nelle categorie: acquisto di hardware; attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, progettazione, direzione lavori e collaudo connesse alle opere di cui alle lettera e) del bando; spese notarili di costituzione della società o dell’associazione tra professionisti; acquisizione di servizi di consulenza o servizi equivalenti finalizzati al progetto imprenditoriale; opere edili, murarie e impiantistica; acquisto di programmi informatici; promozione dell’impresa; locazione o affitto di immobili; garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari, purché relative alla fideiussione di cui all’articolo 14 del Bando.

Le domande devono essere compilate e presentate esclusivamente per via Web entro il 31 agosto settembre 2016.

INFO

  • Regione del Veneto
  • Dipartimento Sviluppo Economico e Dipartimento Cultura
  • Tel. 041-2792737 – 2604 – 2675
  • dip.cultura@regione.veneto.it
  • link al bando sul sito della Regione

Corso di formazione tecniche di vendita e marketing 2.0

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Corso di formazione tecnico pratico di 8 ore.

Come attirare l’attenzione dei potenziali clienti, suscitare il loro interesse, stimolare i desideri e indurli all’acquisto? Come diffondere le proposte commerciali e incrementare le vendite mediante il passaparola e la viralizzazione? Come fidelizzare i clienti e sfruttare con efficacia le opportunità di marketing offerte dal digitale con i social network? SCARICA PDF Guida ai finanziamenti europei 2016

Programma

  • La tecnica AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio e Acquisto).
  • La tecnica della memetica per il marketing, ovvero come viralizzare con il passaparola.
  • La tecnica creativa dei sei cappelli per sviluppare le vendite.
  • Il metodo degli 8 colori in tappe: informare, vantaggi e svantaggi, ideare, comunicare, emozionare,  organizzare e sviluppare.
  • Web 2.0, vendere meglio e di più con i social network. Applicazione delle tecniche con video laboratori.Docente dott. Vittorio Baroni