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Online (gratis) la Guida ai finanziamenti 2017 by Eurosportello Veneto e Unioncamere del Veneto

guida ai finanziamenti europei 2017 unioncamere veneto eurosportello.png

Aziende, istituzioni, associazioni, organizzazioni e cittadini del Veneto hanno uno strumento in più per orientarsi nei finanziamenti europei. E’ disponibile gratis online la nuova Guida ai finanziamenti 2017. Si può scaricare qui dal sito di Eurosportello del Veneto.

La pubblicazione, proposta da Eurosportello Veneto ed Unioncamere del Veneto, è stata realizzata in collaborazione con 3 sportelli di Europe Direct del Veneto. Rinnovata rispetto agli anni precedenti, risulta uno strumento di facile utilizzo, ideato per orientare e informare sulla programmazione 2014-2020 che sta in piena fase attuativa.

L’interessate Guida si articola in 14 temi per una strategia di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.: Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Competitività, Ambiente, Agricoltura e Pesca, Cambiamento Sociale e Innovazione, Sicurezza Interna, Istruzione e Cultura, Giustizia e Uguaglianza, Salute e Sicurezza, Fiscalità e Dogane, Infrastrutture e Trasporti, Formazione, Cooperazione, Strumenti Finanziari, Cooperazione Territoriale Europea.

Ciascun tema della Guida curata da Gian Angelo Bellati, Roberta Lazzari e Ludovica Munari, è trattato in modo facilmente intuibile. Infatti, la consultazione in formato scheda risulta agile poiché, oltre alle descrizioni tematiche, sono riportati i budget approvati, la normativa di riferimento e i link.

Su questo importante argomento, dal 10 ottobre al 14 novembre, è in programma il Corso di Euroformazione che si terrà presso la sede di Unioncamere del Veneto.

Giuseppe Fedalto, Presidente Unioncamere del Veneto, sottolinea che “i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per lo sviluppo e l’integrazione degli stati Membri, rappresentano, oggi più che mai, un’opportunità che Imprese ed Enti Locali non possono lasciarsi sfuggire”.

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Industria 4.0: Google Glass e Microsoft HoloLens, sfida della Realtà Aumentata tra i giganti del digitale

Logistica, assemblaggi, produzione, pubblica sicurezza, sport, medicina, turismo, istruzione… sono solo alcuni dei settori di applicazione degli occhiali intelligenti di Google e Microsoft. Ricco mercato quello che in Italia viene chiamato Industria 4.0.

Microsoft HoloLens Google Glass Enterprise Edition industria 4.0 studio baroni.jpg

Qui studio baroni ne parlava nel maggio 2014, convegno di Vicenza e azione pilota implementata dalla Marelli Motori. Ed era proprio in quelle settimane che dal Veneto usciva una notizia esplosiva: Luxottica e Google, leader nelle rispettive industrie, annunciavano una collaborazione strategica di ampia portata per creare dispositivi indossabili. Le due aziende dicevano che avrebbero formato una squadra di esperti dedicati a design, sviluppo, strumentazione e ingegneria. E di passi avanti ne sono stati fatti da Google, come ad esempio portare l’autonomia della batteria da soli 20 minuti a 8 ore.

Nel frattempo Microsoft non è stata a guardare. In fin dei conti, quello della Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, è uno dei mercati al mondo più importanti che non registra segnali di crisi, anzi. Gli HoloLens di Microsoft sono stati presentati agli inizi del 2015, poco dopo aveva già siglato un importante accordo con Volvo e sono stati messi in commercio nel 2016. L’azienda di Bill Gates ha annunciato che nel 2019 uscirà la nuova generazione a prezzi più economici. Attualmente il prezzo degli HoloLens si aggira sui 2.500€, Google Glass Enterprise Edition si attesta sui 1.500€ con tendenza a scendere. La sfida tra i giganti del digitale vede schierati partner di ogni genere sia per Google come per Microsoft.

L’azienda KONI ha recentemente implementato un nuovo sistema di rifornimento con dispositivi portatili che aumenta l’efficienza del 20%. Alla AGCO il tempo di produzione delle macchine è ridotto del 25%, i tempi di ispezione del 30%. Riscontri di miglioramento efficienza sono stati registrati alla Volkswagen e NSF International, Sutter Health e The Boeing Company, nonché in moltissime altre imprese.

Ed ecco alcune applicazioni HoloLens Microsoft per ThyssenKrupp:

Secondo Google, l’azienda DHL, leader nel settore logistico mondiale, ha aumentato l’efficienza della catena di approvvigionamento del 15%. Gli ordini si eseguono scansionando gli oggetti da scaffali prima di spostarli sui carrelli da spedire, c’è maggiore sicurezza e il personale ha le mani libere da istruzioni scritte su carta.

C’è da chiedersi una cosa: in questa sfida entreranno altri big del digitale? Cosa sta facendo Apple visto che ha maturato esperienza nei dispositivi indossabili come iWatch?

 

Come sfruttare la tecnica AIDA per la formazione

schema tecnica AIDA - attenzione interesse desiderio azione - by vittorio baroni 2014 Come utilizzare la tecnica AIDA in aula?

Per prima cosa andiamo a conoscere il significato dell’acronimo AIDA che sta per Attenzione, Interesse, Desiderio e Azione. Ad inventare il modello fu Elmo Lewis, nel lontano 1898, dopo aver studiato il processo pubblicitario sul piano del comportamento.

Proviamo allora a costruire un percorso che dall’attenzione ci porta all’azione, cioè all’assimilazione e rielaborazione personale dei contenuti della lezione.

Attenzione

  • Questa prima fase è fondamentale, è la più importante. Tanto più si riuscirà a catturare l’attenzione dei partecipanti, tanto più sarà efficace l’efficacia della didattica. Occorre innanzitutto allenarsi per elevare l’attenzione già dal primo momento di contatto in classe. Sta alla creatività* dei docenti immaginare come iniziare la lezione puntando subito non tanto sui contenuti, ma sull’attivazione di una buona relazione. Si può, ad esempio, iniziare con un breve video oppure portare una novità di attualità collegata alla materia.

Interesse

  • La seconda fase mira a suscitare l’interesse di persone che, ogni giorno, sono destinatarie di migliaia di messaggi. Per questo occorre tatticamente “resettare” le menti per orientare il loro interesse. In questo senso ci aiuta il digitale per la didattica (LIM, blog, videoproiezione, …) per mediare i contenuti e renderli più accattivanti. Una buona pratica suggerita ai docenti consiste nel tradurre i contenuti in infografiche. Consentono di esprimere dati, concetti e pensieri in un’unica immagine. Considerato che la partecipazione attiva stimola l’interesse, si può anche articolare la classe in piccoli gruppi di lavoro omogenei assegnando dei task/obiettivi (non difficili) da raggiungere in breve tempo.

Desiderio

  • Questa fase è in funzione delle precedenti. Se si è operato bene la strada è tutta in discesa. Se si è riusciti a catturare e a stabilizzare l’attenzione delle persone il desiderio di continuare ad apprendere nella lezione vien da sé. A questo punto il docente è come un’accompagnatore che, nel stabilire un rapporto empatico con i partecipanti, li guida verso gli obiettivi.

Azione

  • Arrivati a questo punto il gioco è fatto e si può passare alla valutazione. Per valutare l’efficacia è importante definire inizialmente gli obiettivi. Provate un’ultima cosa… cioè a fare un esperimento. In una lezione provate a comunicare gli obiettivi e poi a valutare. In un’altra provate a comunicarli e a condividerli con i partecipanti. Noterete che nel secondo caso l’efficacia sarà notevolmente aumentata. Ciò accade perché se c’è partecipazione sentono la cosa più loro, non sono passivi, si impegnano di più, c’è più attenzione e interesse. Vedrete anche che, mediante la condivisione, verranno fuori idee, proposte e cose nuove proprio dagli studenti.

Buon lavoro 🙂

*A proposito della stimolazione della creatività approfondisci la tecnica dei “sei cappelli per pensare” ideata da Edward De Bono. E’ utilissima anche per il problem solving come in questo esempio elaborato da InnoSupport:

applicazione della tecnica sei cappelli per pensare - fonte innosupport

Manifattura 4.0. Evento gratuito Confartigianato al Fablab Treviso il 16 giugno 2016. Come fare e-commerce e business in rete.

manifattura 4.0 imprese che crescono con il digitale confartigianato 2016Si terrà il 16 giugno 2016 alle ore 18.00 c/o il Fablab Treviso (Via Venzone 12) l’evento gratuito sul tema “l’e-commerce e il business in rete – vendere glocal con i nuovi marketplace”.

Parteciperanno gli esperti Paolo Manfredi, responsabile Strategie Digitali di Confartigianato Imprese e Pietro Tibaldeschi, account di DBN Communication.

Verranno anche presentati due casi aziendali di successo, quello della Penko Bottega Orafa di Firenze e della Braintropy di Padova. Al termine aperitivo e visita libera al FabLab.

Per iscriversi all’evento ecommerce-business.eventbrite.it. Info su confartigianatoformazione.tv e fablabtreviso.org.

La Manifattura 4.0 coglie tutte le opportunità che il commercio virtuale offre per allargare gli orizzonti della propria attività e trovare nuovi sbocchi. Integra l’e-business con il business tradizionale per affrontare mercati nazionali e internazionali. Crea nuove relazioni a costi ridotti, adotta strategie per far in modo che siano i clienti a trovare l’azienda e i prodotti, senza necessità di una rete vendita capillare.

Manifattura 4.0 è un termine che si collega alla quarta rivoluzione industriale e dell’Internet delle cose. “Smart Factory”, cioè produzioni intelligenti. La prima rivoluzione industriale ha mobilitato la meccanizzazione della produzione utilizzando acqua e vapore di potenza. La seconda rivoluzione industriale ha introdotto la produzione di massa con l’aiuto di energia elettrica, la terza è la rivoluzione digitale con l’uso di elettronica e IT per proseguire verso la quarta orientata ad automatizzare ulteriormente le produzioni.

Il termine si collega a un progetto nella strategia high-tech del governo tedesco, che promuove l’informatizzazione della produzione. Fu usato la prima volta nel 2011 presso la Fiera di Hannover.

manifattura 4.0 imprese che crescono con il digitale confartigianato 2016 - organizzatori

Ecco “iMamma”, l’App gratuita che innova ginecologia, ostetricia, psicologia, dieta e salute

Sono tante innovazioni tecnologiche utili alle persone, tra queste stanno riscuotendo molto interesse quelle per le mamme. Vediamone una in particolare che Apple ha selezionato tra le migliori nuove App: “iMamma”.

imamma, app gratuita per le mamme - fonte immagine iltempo

L’applicazione ha con una ventina di funzioni, è gratuita e sostiene le donne sotto diversi aspetti come la ginecologia, l’ostetricia, la psicologia, la dieta e la salute in genere. Scarica qui “iMamma”.

Tra le funzioni utili, oltre al monitoraggio della gravidanza da condividere con il proprio medico, c’è anche quella della fertilità per le donne alla ricerca di un nuovo bimbo. L’App, creata dall’azienda italiana OBScience, ha un punto di riferimento 2.0 in facebook che conta già quasi 17.000 mi piace.

Ecco le funzioni di “iMamma”: informazioni dettagliate per ogni settimana di gravidanza, illustrazioni fetali dei 9 mesi di gravidanza, calcolo data presunta del parto, impostazione durata ciclo e concludi gravidanza, iimpostazione ridatazione gravidanza, agenda personale, registro rapporti sessuali, sintomi e stati d’animo, esami in esenzione con date personalizzate, esami salva- invia mail o stampa il pdf, articoli scientifici inerenti alle tematiche più frequenti, registrazione dati personali, diario fotografico sincronizzato al calendario, album delle proprie ecografie, immagini ecografiche in 3D e 4D, alimenti consigliati, idratazione giornaliera, tracker bicchieri d’acqua, yoga in gravidanza, tutorial massaggio in gravidanza, conta calcetti, registro contrazioni, calcolo del peso fetale, valigia per gli acquisti, shopping premaman, shopping bebé, solidarietà, partnership con brand leader dediti alla gravidanza.

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Fonti: informazioni da base play.google, immagine da iltempo.

Green Economy e Visual Marketing per le aziende attente alla qualità ambientale

Con l’avvento della Green Economy c’è sempre più attenzione verso la cura ambientale degli spazi aziendali. Il Marketing visivo/sensoriale porta immediati benefici e non solo vantaggi di immagine.

Ciò significa valorizzare l’impatto sensoriale e psicologico di serenità e benessere, la prima impressione visiva, anche tattile e olfattiva. Come dire che porta sicuro vantaggio dare valore al primo biglietto da visita, cioè quello che le imprese presentano alle persone che entrano in azienda, comprese quelle che ci lavorano ogni giorno.

Di questo argomento studio baroni ne parlava qui l’anno scorso, a proposito dell’Energy Forum 2014 tenutosi a Bressanone dove è stato introdotto l’innovativo argomento della “Hortitecture Adattiva”.  Hooman Koliji, della School of Architecture Planning and Preservation (Università del Maryland – USA), ha spiegato la “cultura interdisciplinare di design thinking per le città future”.

Un ottimo esempio di azienda italiana innovativa, capace di inventare ed esportare con la Green Economy, è la Polifor di Faenza (RA). Per il verde che si installa e cresce sulle pareti ha brevettato il sistema FLEXIVERDE VYDRO®. La Polifor sta attualmente curando alcuni padiglioni all’EXPO di Milano, ma ecco una prima foto relativa ad un intervento di qualità ben riuscito al centro di Parigi: by poliflor - flexiverde greenwall Abercrombie store Paris - green economy studio baroni In questa seconda immagine si nota l’effetto ottenuto con la trasformazione intelligente e sostenibile di una parete in cemento alla cantina Montepulciano: by poliflor - flexiverde green wall cantina Montepulciano Italy - green economy studio baroni

La Polifor, prima di procedere alla progettazione esecutiva e alla realizzazione del giardino verticale, stende un report preliminare di cantiere. Ogni parete è studiata nei minimi particolari perché presenta dei particolari che la rendono unica. Finestre, porte, difformità, travi, elementi architettonici e variazioni di inclinazione, materiali. Presenza di canaline elettriche o tubi dell’acqua interni ed esterni alla parete. Condizioni di esposizione alle condizioni ambientali tipo la distanza dal mare, vento,  umidità, orientamento ed esposizione al sole o all’ombra.

Un altro interessante esempio italiano da seguire è “Ortofabbrica”,  ideato dallo Studio Grassi Design per Fuorisalone 2015, a Milano zona Brera, nella corte di Palazzo Cusani. L’innovativo spazio, così come progettato e realizzato, potrebbe sicuramente dare moltissimo valore a qualsiasi area aziendale. Studio Grassi Design spiega che “Ortofabbrica” Concept Lab unisce progettisti, artigiani ed imprese con l’intento di fare del futuro sostenibile il proprio territorio di ricerca. “Ortofabbrca” è un marchio che accosta volutamente due nomi in antitesi, cioè “Orto” perché siamo su un pianeta che ha bisogno di rimanere verde e ”Fabbrica” perché dobbiamo continuare a produrre, seguendo però i criteri corretti della sostenibilità e delle energie rinnovabili.

“Corporate garden” è una nuova tendenza aziendale iniziata nel 2010 in USA. Come scrive greenews, a promuovere il giardino aziendale hanno iniziato aziende del calibro di Google, Toyota, PepsiCo e altri colossi multinazionali. Gli ampi spazi esterni e le terrazze di cui dispongono le aziende vengono trasformati in orti metropolitani e coltivati volontariamente dai dipendenti.

Infine, per comprendere la situazione e le prospettive della Green Economy, studio baroni invita a partecipare agli Stati Generali 2015 in programma a Rimini il 3 e 4 novembre. Nel Documento di sintesi  2014 (file PDF) emerge che il punto di forza delle imprese Green è la capacità di innovazione orientata all’elevata qualità ambientale e all’eco-innovazione. Tutti i documenti sono scaricabili qui.

Enterprise 2.0 e Sviluppo Sostenibile con la Strategia GLOCAL in ottica multistakeholder

Da qualche anno si sente spesso parlare che è in atto una Rivoluzione a più livelli.

Tra i tanti futorologi lo ha detto  Paul Saffo (amico in facebook e docente di Ingegneria negli USA a Stanford) parlando della rivoluzione digitale con la celebre frase:

“Stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni,

quella della carta, non del tutto trascorsa,

e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata”

Quindi, in un’ottica di interdisciplinarietà che è propria dei sistemi complessi, proponiamo di ragionare su quattro termini in modo coordinato: SVILUPPO SOSTENIBILE, STRATEGIA GLOCAL, MULTISTAKEHOLDER ed ENTERPRISE 2.0.

  • SVILUPPO SOSTENIBILE: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo della società (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità ovvero sociale e ambientale ecc.) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo stesso, preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere dunque uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi (ecocompatibilità), operante quindi in regime di equilibrio ambientale. In questa importante direzione si muove il DESS, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che in Italia è stato affidato alla CNI UNESCO dal 2005 fino a tutto il 2014. L’attività del DESS italiano è curata dal Comitato Nazionale e dal Comitato Scientifico DESS sulla base di uno Schema di Implementazione ONU operativo standard a livello Internazionale.
  • STRATEGIA GLOCAL: la cosiddetta neo Strategia Glocal è ispirata dal pensiero contemporaneo di Zygmunt Bauman quando egli parla di GLOCAL, ovvero un termine che deriva da “glocalizzazione” e che nasce dalla fusione di “globale” con “locale”. Nello specifico, la Strategia Glocal pone al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizza il patrimonio locale materiale e immateriale di una Città. Ma essa afferma l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse (ovvero gli stakeholder come si diceva sopra). Essa presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0. La Strategia Glocal tutela, esalta e promuove le caratteristiche di una Città inteso come “prodotto territorio” nella sua relazione con il mercato globale. Ma anche enfatizza il ruolo di una Città nelle relazioni internazionali e promuove la Responsabilità Sociale delle Imprese (detta in sigla RSI o anche CSR, cioè Corporate Social Responsibility). Infatti, tale metodologia è curata principalmente dal Sistema Camerale italiano delle CCIAA, anche allo scopo di dare vita a partnership tra istituzioni pubbliche e private come spiegato ad esempio in Comunicatori Pubblici nell’editoriale di Vittorio Baroni  “Glocal, vivere la città nell’era digitale”.
  • MULTISTAKEHOLDER: Il termine multistakeholder fa riferimento ad un particolare tipo di Cultura Organizzativa (v. approdondimento in www.aiccon.it che pone le basi sul termine stakeholder, per il quale si individuano i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.
  • ENTERPRISE 2.0: Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione. In questo senso è importante fare un link zoom sul concetto Web 2.0 che poi sono tutti parte della stessa famiglia di significati circa le importanti innovazione apportate con la rapida diffusione dello strumento digitale Social Network/Rete Sociale.