Come organizzare gli eventi all’inizio del Terzo Millennio? Fanno discutere le 10 linee guida dell’ecodecalogo presentato a Rimini

Lo scorso dicembre si è tenuta a Rimini la terza edizione di IndicativoPresente, il primo festival dedicato al trendwatching e all’osservazione delle tendenze socio-culturali. L’evento è stato promosso da Alberto Abruzzese, Paolo Fabbri, Andrea Pollarini.

Il tema è stato focalizzato sulle trasformazioni e significati presenti e futuro degli eventi. E’ stata compiuta un’analisi di come, la più antica delle forme di comunicazione sociale è diventata improvvisamente anche la più moderna. Secondo gli autori, non c’è più nessuna strategia di affermazione politica o commerciale, turistica o mediale che possa prescindere dalla “comunicazione per eventi”.

Come ha scritto “AQVA quotidiano di ambiente, natura e vita“, il tema ha indotto tutti a riflettere sul ruolo e sul significato attuale degli eventi e a ragionare sulla loro evoluzione. L’analisi circa le le linee di trasformazione attuali del sistema degli eventi hannpo portato a ipotizzare che gli eventi del futuro avranno delle caratteristiche riassumibili in un ecodecalogo articolato in 10 linee guida.

Ecodecalogo in quanto interpretabile in chiave ecologica ambientale (v. sotto al punto 10)?

Ma anche eco perchè adattabile secondo l’ottica suggerita dal modello ecologico di Urie Bronfenbrenner?

ECODECALOGO PER ORGANIZZARE EVENTI

  1. L’evento che verrà sarà sempre più vocazionale, specchio e motore di comunità di tipo nuovo per le quali l’evento funge da luogo di aggregazione, simbolo di appartenenza e occasione di riconoscimento reciproco.
  2. L’evento che verrà sarà sempre più progettato e/o iper-progettato, a partire dagli elementi spaziali e temporali dell’evento stesso.
  3. L’evento che verrà sarà sempre più interstiziale. I mega-eventi massivi ci appariranno sempre più obsoleti, in favore di eventi più diffusi e leggeri, finalizzati al recupero ed alla valorizzazione mirata di aspetti ed identità del territorio.
  4. L’evento che verrà sarà sempre più cross-mediale e multi-piattaforma. Se è vero che l’essenza di ogni evento è “esserci”, “partecipare” non possiamo fare a meno di considerare che in questi anni stanno cambiando radicalmente modi e strumenti per “essere” nelle situazioni.
  5. L’evento che verrà sarà sempre più collaborativo e questa collaborazione non riguarderà soltanto il rapporto tra organizzatori e fruitori ma anche il rapporto tra i diversi stakeholder dell’evento.
  6. Gli eventi che verranno saranno sempre più continuativi nel tempo, tenderanno a trasformarsi in veri e propri brand e, in quanto tali, risulteranno funzionali a strutture di continuità e ad un “ciclo di vita” di attività più esteso.
  7. L’evento che verrà sarà sempre meno occasionale e sempre più funzionale al posizionamento strategico ed alla caratterizzazione distintiva di brand geografici ed industriali.
  8. L’evento che verrà sarà “orchestrato” ai diversi livelli di governo del territorio. Nasceranno  cioè,  dei piani territoriali degli eventi, coordinati agli altri piani strutturali e strategici espressi dal territorio.
  9. L’evento che verrà sarà sempre più professionale e professionalizzante. Prenderà forma  – anche a livello accademico – la figura del producer di eventi in grado di sintetizzare competenze diverse (project management, design degli eventi, comunicazione below-the-line, gestione dell’incoming, ecc.)
  10. L’evento sarà sempre più green ed eco-compatibile, favorendo il recupero di spazi dismessi e degradati. Sostenibilità, riduzione d’impatto e qualificazione  ambientale diventeranno una pre-condizione per la costruzione dell’evento che verrà.

Ma cos’è davvero un evento? Qualcosa di “eccezionale” o solo un modo per incontrare pubblici con cui spesso si hanno rapporti solo “virtuali”? Rossella Sobrero propone ulteriori riflesioni su FERPi online con focus sul decalogo di Rimini e sottolinea che spesso emergono eventi solo per poter avere un contatto diretto con le persone e creare occasioni di incontro in grado di “bilanciare” il rapporto spesso solo virtuale che si crea in rete con il consumatore.

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fonti:

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