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Enterprise 2.0 e Sviluppo Sostenibile con la Strategia GLOCAL in ottica multistakeholder

immagine di: http://www.ulisse.sissa.it

Da qualche anno si sente spesso parlare che è in atto una Rivoluzione a più livelli.

Tra i tanti futorologi lo ha detto  Paul Saffo (amico in facebook e docente di Ingegneria negli USA a Stanford) parlando della rivoluzione digitale con la celebre frase:

“Stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni,

quella della carta, non del tutto trascorsa,

e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata”

Quindi, in un’ottica di interdisciplinarietà che è propria dei sistemi complessi, proponiamo di ragionare su quattro termini in modo coordinato: SVILUPPO SOSTENIBILE, STRATEGIA GLOCAL, MULTISTAKEHOLDER ed ENTERPRISE 2.0.

  • SVILUPPO SOSTENIBILE: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo della società (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità ovvero sociale e ambientale ecc.) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo stesso, preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere dunque uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi (ecocompatibilità), operante quindi in regime di equilibrio ambientale. In questa importante direzione si muove il DESS, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che in Italia è stato affidato alla CNI UNESCO dal 2005 fino a tutto il 2014. L’attività del DESS italiano è curata dal Comitato Nazionale e dal Comitato Scientifico DESS sulla base di uno Schema di Implementazione ONU operativo standard a livello Internazionale.
  • STRATEGIA GLOCAL: la cosiddetta neo Strategia Glocal è ispirata dal pensiero contemporaneo di Zygmunt Bauman quando egli parla di GLOCAL, ovvero un termine che deriva da “glocalizzazione” e che nasce dalla fusione di “globale” con “locale”. Nello specifico, la Strategia Glocal pone al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizza il patrimonio locale materiale e immateriale di una Città. Ma essa afferma l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse (ovvero gli stakeholder come si diceva sopra). Essa presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0. La Strategia Glocal tutela, esalta e promuove le caratteristiche di una Città inteso come “prodotto territorio” nella sua relazione con il mercato globale. Ma anche enfatizza il ruolo di una Città nelle relazioni internazionali e promuove la Responsabilità Sociale delle Imprese (detta in sigla RSI o anche CSR, cioè Corporate Social Responsibility). Infatti, tale metodologia è curata principalmente dal Sistema Camerale italiano delle CCIAA, anche allo scopo di dare vita a partnership tra istituzioni pubbliche e private come spiegato ad esempio in Comunicatori Pubblici nell’editoriale di Vittorio Baroni  “Glocal, vivere la città nell’era digitale”.
  • MULTISTAKEHOLDER: Il termine multistakeholder fa riferimento ad un particolare tipo di Cultura Organizzativa (v. approdondimento in www.aiccon.it che pone le basi sul termine stakeholder, per il quale si individuano i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.
  • ENTERPRISE 2.0: Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione. In questo senso è importante fare un link zoom sul concetto Web 2.0 che poi sono tutti parte della stessa famiglia di significati circa le importanti innovazione apportate con la rapida diffusione dello strumento digitale Social Network/Rete Sociale.
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Il Veneto sperimenta e innova con i FabLab, cioè i Fabrication Laboratory per i Makers. 18 progetti ammessi al finanziamento.

fablab veneto

La Regione del Veneto ha pubblicato la graduatoria dei FabLab, cioè i Fabrication Laboratory: 61 progetti presentati, 18 ammessi al finanziamento massimo di 100.000 €. 

Come scriveva lo scorso marzo Massimo Menichelli su chefuturo.it, l’Italia stava al terzo posto per numero di FabLab al mondo. Ora la mappa andrà aggiornata con il significativo impulso dato dal Veneto.

Ecco l’elenco dei beneficiari che potranno avviare i centri attrezzati per la fabbricazione digitale oltre che luoghi d’incontro e di relazione per la promozione della cultura digitale a beneficio di cittadini e imprese:

Soggetti beneficiari

Nome

Città

BCLEVER SRLS

FAB HUB VITTORIO VENETO

Vittorio Veneto

VERONA FABLAB

Verona FabLab

Grezzana

TALENTLAB APS

FABLAB PADOVA

Monselice

INNOVA SRL

FABLAB TINAI

Treviso

FABLAB VENEZIA SRLS

FabLab Venezia: supernodo regionale

Venezia Mestre

ASSOCIAZIONE SPORT SYSTEM

AFFARI PULITI IN 3D

Campolongo Maggiore

MAGIC SAS

CRUNCHLAB

San Donà di Piave

PIM LAB

FABLAB PORTOGRUARO

Portogruaro

IPSIA Galileo Galilei

MAKER LAB

Castelfranco Veneto

TEMPORIN VALENTINA

POPLab

Rovigo

SAMARCANDA COOP. SOC. ONLUS

MEGAHUB: fablab digitale e artigianale

Schio

IL MOSAICO Società Cooperativa Sociale

FABLAB 2 VILLE

Dueville

POLITECNICO CALZATURIERO SCARL

La Fabbrica del Futuro

Capriccio di Vigonza

FONDAZIONE CENTRO PRODUTTIVITA’ VENETO

FabLab Vicenza

Vicenza

UNINDUSTRIA TREVISO SERVIZI & FORMAZIONE SCARL

FABLAB TREVISO

Treviso

IM TECHNOLOGIES SRL

FABLAB PADOVA OFFICINA DIGITALE

Padova

FONDAZIONE UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI

DEL FabLab

Venezia Centro Storico

ADELANTE Onlus

FABLAB CRE.TA

Bassano del Grappa

L’elenco completo e il Decreto della Giunta Regionale del Veneto n.58 del 4 Giugno 2015 sono pubblicati qui.

Il progetto vuole contribuire alla costituzione e attivazione in Veneto di una rete di centri attrezzati per la “fabbricazione digitale”. Cogliendo le opportunità offerte dalla “terza rivoluzione industriale” la Regione vuole sostenere percorsi di acculturazione e contaminazione in grado di rinnovare le competenze manifatturiere del nostro territorio.

I centri per la fabbricazione digitale, liberamente e gratuitamente accessibili da studenti, cittadini ed imprese e chiunque del territorio regionale intenda avvicinarsi al mondo della fabbricazione digitale, avranno queste due finalità:

  • diffondere la conoscenza delle potenzialità delle tecnologie di fabbricazione digitale ad un pubblico vasto;
  • diventare un punto di riferimento per il territorio per la sperimentazione e la definizione di progetti innovativi attraverso un dialogo con le imprese ed il mondo delle professioni.

Nel sito agendadigitale.regione.veneto.it c’è la situazione aggiornata del Veneto sull’importante tema del digitale.

FabLab di Stanford by Stanford University
FabLab di Stanford by Stanford University
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Cookie e Privacy, il video tutorial del Garante.

Sono scaduti ieri 2 giugno i termini imposti dal Garante Privacy per adeguare i siti alle disposizioni sui cookie. Sono informazioni immesse sul tuo browser quando visiti un sito web o utilizzi un social network.  Per comprendere di cosa si tratta suggeriamo di visionare il video tutorial realizzato dal Garante:

Oltre alle tutele, ecco 4 indicazioni del Garante per navigare senza i cookie:

  1.  Bloccare i cookie di terze parti  I cookie di terze parti non sono generalmente indispensabili per navigare, quindi puoi rifiutarli per default, attraverso apposite funzioni del tuo browser;
  2. Attivare l’opzione Do Not Track L’opzione Do Not Track è presente nella maggior parte dei browser di ultima generazione. I siti web progettati in modo da rispettare questa opzione, quando viene attivata, dovrebbero automaticamente smettere di raccogliere alcuni tuoi dati di navigazione. Come detto, tuttavia, non tutti i siti web sono impostati in modo da rispettare questa opzione (discrezionale);
  3. Attiva la modalità di “navigazione anonima” – Mediante questa funzione puoi navigare senza lasciare traccia nel browser dei dati di navigazione. I siti non si ricorderanno di te, le pagine che visiti non saranno memorizzate nella cronologia e i nuovi cookie saranno cancellati. La funzione navigazione anonima non garantisce comunque l’anonimato su Internet, perché serve solo a non mantenere i dati di navigazione nel browser, mentre invece i tuoi dati di navigazione continueranno a restare disponibili ai gestori dei siti web e ai provider di connettività;
  4. Eliminare direttamente i cookie – Ci sono apposite funzioni per farlo in tutti i browser. Ricorda però che ad ogni collegamento ad Internet vengono scaricati nuovi cookie, per cui l’operazione di cancellazione andrebbe eseguita periodicamente. Volendo, alcuni browser offrono dei sistemi automatizzati per la cancellazione periodica dei cookie.

cookie e privacy istruzioni per l'uso garante 2015 video youtube

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Nuovo algoritmo di Google. Come aggiornare i siti? Adattare al mobile friendly con design responsivo.

Da circa un mese Google ha cambiato la classificazione delle ricerche. Cosa cambia? Come migliorare i siti di imprese, professionisti, agenzie, enti ed organizzazioni? 

Mobilegeddon algoritmo Google 2015 - mobile friendly

Gli effetti del nuovo algoritmo andrebbero considerati prima possibile. Infatti, nei risultati di ricerca, cambia il posizionamento di tutti i siti web .

Il cambiamento premi i siti mobile friendly, cioè costruiti e sviluppati con design responsivo. Vuol dire che Google ritiene più validi i siti con grafica adattiva, capaci di adeguarsi automaticamente al dispositivo con i quali vengono visualizzati.

L’adattamento vale per tablet, smartphone, cellulari, web tv. Perciò, per non retrocedere indietro nelle pagine dei risultati di ricerca, ogni sito dovrebbe essere aggiornato ed ottimizzato. Google, attraverso l’agente mobile Googlebot, scansiona il web tutti i giorni e aggiorna i propri data center una volta al mese.

Come migliorare l’efficacia dei siti web?

Per prima cosa abbandonare senza remore i siti realizzati in Flash. Poi fare attenzione la lettura avvenga in modo automatico, cioè senza uso di zoom. Eliminare plug-in obsoleti. Poi, studio baroni suggerisce queste 5 cose.

  1. Fare il test di verifica ottimizzazione con lo strumento online gratuito fornito da Google. Il test analizza il tuo indirizzo URL del sito e ti segnala subito se la pagina associata è ottimizzata per dispositivi mobili www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly.
  2. Pubblicare spesso contenuti, cioè rendere vivo il sito e passare a tecnologie digitali più efficaci, come ad esempio WordPress. Standard web 2.0 e usabilità sempre aggiornati, anche per il nuovo algoritmo di Google. A prezzi convenienti offre molte possibilità di personalizzazione.  Gestione contenuti agile, intuitiva, semplice da utilizzare.
  3. Scegliere agenzie web valide ed affidabili, nonché aggiornarsi con un rapido Corso di Formazione base web 2.0Creare e coltivare la propria rete di relazioni digitali mettendo in coordinamento i propri account nei social network come ad esempio facebook, YouTube, slideshare, Instagram e twitter.
  4. Consultare la Guida Google per la “Visualizzazione ottimale del sito su dispositivi mobili”. Utile per principianti o esperti, contiene una serie di informazioni per realizzare un sito perfetto per i visitatori che utilizzano dispositivi mobili.
  5. Consultare la Guida Google “Usabilità sui dispositivi mobili” .Contiene chiare spiegazioni. Ad esempio come un’area di visualizzazione si adatta alle dimensioni dello schermo del dispositivo e come i contenuti vanno fatti scorrere all’interno della visualizzazione.

Perché Google ha scelto di cambiare?

Il motivo è molto semplice, i dati del report annuale di wearesocial.it parlano chiaro. Da questo grafico si può notare che il traffico da dispositivi mobile sta crescendo in modo esponenziale:

statistiche 2015 crescita globale dati mobile - infografica by wearesocial

Gli utenti web si collegano alla rete con i dispositivi mobili hanno raggiunto livelli importanti e i dati sono in costante ascesa:

statistiche 2015 utilizzo di internet da fisso e mobile - infografica by wearesocial

Le persone connesse alla rete acquistano sempre più tramite i dispositivi mobili:

statistiche 2015 e-commerce da fisso e mobile - infografica by wearesocial

Pubblica Amministrazione e mobile friendly.

La Pubblica Amministrazione italiana è al passo con i tempi che cambiano? A quanto sembra c’è ancora molto da fare e in fretta per recuperare il divario con le altre amministrazioni europee.

Secondo i dati ISTAT disponibili, per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche ci sono divari dimensionali e organizzativi. Per i comuni di grandi dimensioni le tecnologie mobili come tablet, smartphone e netbook sono usate nel 70% dei territori. Appena 8% nei piccoli comuni. Basso anche il livello dei dipendenti che utilizzano  dispositivi mobili in servizio.

Modulo online per richieste su questo argomento:

Agroalimentare, Ambiente, CCIAA, Comunicazione, Cultura, enterprise, Europa, green economy, Imprese 2.0, Innovazione, Nanotecnologie, Nordest, Partecipazione, Pubblica Amministrazione, Responsabilità Sociale, Ricerca, Sanità, Scuola, sicurezza, Smart city, Sostenibilità, Veneto

Nuova guida ai finanziamenti europei

Guida ai finanziamenti europei 2014 ricerca sviluppo tecnologico ambiente agricoltura fiscalità dogane innovazine infrastrutture formazione dg home cooperazione salute sicurezza fiscalità dogane istruzione cultura competitività

download -Guida ai Finanziamenti Europei 2014 – by Unioncamere Veneto

Circa 11 mesi fa la Commissione Europea aveva diffuso un innovativo comunicato stampa. Spiegava come l’Unione ha inteso ricalibrare la Politica di Coesione per l’Europa al fine di massimizzare l’impatto sulla crescita e l’occupazione. La comunicazione venne articolata nei 10 punti riportati più avanti, restando in questo post.

Prima di approfondire i 10 punti, “studio baroni” suggerisce di tener conto del bilancio europeo 2014-2020. La Politica di Coesione investirà 325 miliardi di euro negli Stati membri. Sono interessate soprattutto le regioni ed anche le città europee di qualsiasi dimensione.

Lo scopo della Commissione è orientato a realizzare importanti macro obiettivi in tema di crescita e occupazione. In particolare, sul tema Coesione, vedi qui come si stavano sviluppando gli indirizzi del Governo Italiano.

La notizia di questi giorni è l’avvenuta pubblicazione, da parte di Unioncamere Veneto, della “Guida ai finanziamenti europei“, in versione aggiornata 2014.

Anche questa modalità di comunicazione è interessante perché, a Nordest, il Sistema Camerale ha offerto la possibilità (a tutti gli enti, imprese ed organizzazioni) di seguire passo dopo passo la materia nel corso degli anni.

Per esperienza diretta e, nel richiamare il linguaggio digitale, “studio baroni” evidenzia la buona pratica Pubblica che, in questo questo post, viene intesa sottoforma di “Pubblic Release”. In Francia, giusto per avere un modello statale di riferimento, sanno fare molto bene la Pubblica Amministrazione. Ovvero, i francesi non fanno le riforme e le controriforme come in Italia che spesso si impantanano nelle pastoie dei veti e controveti incrociati, talvolta incomprensibili, sia dalle aziende che dalla stessa popolazione italiana.

“Public Release”, anche nel senso di aggiornare efficacemente la PA con semplicità. Come si fa con le nuove versioni dei software o delle app. Le release, nel linguaggio digitale, possono avere intensità “minor” oppure “major” quando si fa un cambiamento abbastanza radicale.

I francesi, che hanno un oliato sistema deliberativo, sono semplici ed efficaci, come una vera e propria “macchina” della PA. In pochissimo tempo riescono ad implementare le innovazioni. Ci sono moltissimi casi che si potrebbero citare. Così facendo riescono, senza troppa fatica e intoppi burocratici, ad adattarsi allo sviluppo e guidare responsabilmente la propria società contemporanea d’oltralpe. In questo modo ne traggono beneficio tutti, in particolar modo le aziende che hanno riferimenti utili e sicuri. Sono soddisfatti che i loro enti locali perché riescono a stare “al passo con i tempi” in modo intelligente e – soprattutto – nell’interesse generale del loro Paese per il Bene Comune.

Per fare un altro esempio, forse ancora più calzante, è come parlare dello sviluppo di un modello auto. In questo senso, viene più facile pensare ai passi evolutivi, fatti nel tempo dal 1974, dalla Volkswagen con la mitica Golf. Più di altre case automobilistiche, ha saputo comunicare bene le “Auto Release”. Coerenza nel nome del modello e nelle forme dell’auto, migliorando, innovando e progredendo in bellezza, comfort e sicurezza.

Quindi, nel prendere spunto dai concetti di “Public Release” ed “Auto Release”, ecco gli elementi chiave circa questa nuova release UE nei suoi 10 punti essenziali:

  1. Investire in tutte le regioni dell’UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale (tasso di cofinanziamento) ai loro livelli di sviluppo: regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27); regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% della media UE-27); regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27). 
  2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita: gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) verranno concentrati su 4 priorità chiave: innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) ed economia a bassa emissione di carbonio, a seconda della categoria della regione (meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%). Circa 100 miliardi di euro saranno consacrati a questi settori, dei quali almeno 23 miliardi di euro serviranno a sostenere il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio (efficienza energetica ed energie rinnovabili). In relazione a ciò le risorse del FESR saranno soggette a un’opportuna ripartizione (regioni meno sviluppate: 12%, in transizione: 15% e più sviluppate: 20%). Circa 66 miliardi di euro saranno consacrati alla priorità Reti transeuropee di trasporto nonché a progetti per l’infrastruttura ambientale chiave per il tramite del Fondo di coesione. Grazie al Fondo sociale europeo (FSE) la politica di coesione recherà un contributo significativo alle priorità unionali nel campo dell’occupazione, ad esempio mediante azioni di formazione e di apprendimento permanente, di istruzione e di inclusione sociale (almeno il 20% dell’FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro dovrà essere impiegato per questo obbiettivo). Lo stanziamento minimo per l’FSE sarà stabilito da ciascuno Stato membro, con un minimo predefinito, per un totale di almeno 70 miliardi di euro. La nuova iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, del valore di almeno 6 miliardi di euro, correlata all’FSE, sosterrà l’implementazione della garanzia per i giovani.
  3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato: i paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall’inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull’uso delle risorse finanziarie. Ciò significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta “riserva di efficacia ed efficienza”) verso la fine del periodo.
  4. Definire condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare investimenti più efficaci: ad esempio, le strategie di “specializzazione intelligente” volte a identificare i punti di forza particolari e le potenzialità, le riforme favorevoli all’imprenditoria, le strategie dei trasporti, le misure per migliorare i sistemi di appalti pubblici, il rispetto delle normative ambientali, le strategie di lotta contro la disoccupazione e contro la dispersione scolastica o quelle a promozione della parità tra i generi e della non-discriminazione sono tutte precondizioni irrinunciabili.
  5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le sovrapposizioni: un quadro strategico comune costituirà la base per un migliore coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nella loro qualità dei tre fondi che partecipano alla politica di coesione nonché il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Tale quadro consentirà inoltre di assicurare un migliore collegamento con altri strumenti unionali come Orizzonte 2020, il meccanismo per collegare l’Europa e il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale.
  6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’uso degli investimenti unionali attraverso un insieme comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei nonché regole di contabilità più semplici, oneri di rendicontazione più mirati e un maggior uso delle tecnologie digitali (“e-cohesion”).
  7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a valere sul FESR per progetti integrati nelle città, al di là degli altri tipi di spesa consacrata alle zone urbane.
  8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Assicurare inoltre che strategie macroregionali come quella danubiana e del Baltico siano sostenute dai programmi nazionali e regionali.
  9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica dell’UE: i programmi dovranno essere coerenti con i programmi di riforma nazionali e dovrebbero affrontare le riforme pertinenti identificate nelle raccomandazioni per paese nel contesto del semestre europeo. Se del caso la Commissione può chiedere agli Stati membri, facendo leva sulla cosiddetta clausola di “condizionalità macroeconomica”, di modificare i programmi per sostenere le principali riforme strutturali. In ultima istanza la Commissione può sospendere l’erogazione dei finanziamenti se le raccomandazioni economiche venissero violate ripetutamente e gravemente.
  10. Incoraggiare l’uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al credito: i prestiti, le garanzie e il capitale netto/di ventura riceveranno un sostegno dai fondi dell’UE sulla base di regole comuni, allargando le possibilità del loro uso e erogando incentivi (ad esempio, tassi di cofinanziamento più elevati). L’accento posto sui prestiti piuttosto che sulle sovvenzioni dovrebbe migliorare la qualità dei progetti e scoraggiare la dipendenza dalle sovvenzioni.
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Croazia Mon Amour. Dopo il convegno di oggi, domani inizia il weekend B2B a Umago (Andromake/Thalion & Fusion SPA)

italia croazia by studio baroni venezia

Dopo il Convegno di oggi al VEGA di Venezia «Croazia e Unione europea: nuovi orizzonti di sviluppo – Fondi strutturali 2014-2020»si aprono le porte per un lungo periodo di Cooperazione Adriatica.

Gordan Maras SDP Ministro Imprenditoria Artigianato CROAZIA - news studio baroni 10.2014La partecipazione di Gordan Maras (SDP), Ministro dell’Imprenditoria e dell’Artigianato del Governo Croato, ha rafforzato le basi per il rilancio dell’economia europea in Adriatico.

Molte sono le opportunità di sviluppo economico e commerciale derivanti dall’entrata della Croazia nell’Unione Europea, avvenuta nel luglio del 2013.

Tra le varie  opportunità da cogliere c’è quella di ISTRATURIST che lavora in rete europea con l’agenzia di marketing Andromake Umag, Thalion & Fusion SPA, Unioncamere del Veneto-Eurosportello e la Camera di Commercio Istro Veneta.

B2B a Umago in Croazia. Meeting internazionale sul TURISMO delle EMOZIONI 24, 25 e 26 ottobre 2014 PNG

Si tratta di un weekend che inzia domani 24 ottobre a Umago, fino a domenica 26. Alle agenzie turistiche e agli albergatori un’occasione di incontro per progettare efficaci azioni di marketing territoriale e turistico dell’area adriatica. Il tema principale è la creazione di un prodotto innovativo e interdisciplinare come risposta alle esigenze emozionali dei viaggiatori: l’eccellenza del viaggio fatto su misura, con momenti di relax e benessere, enogastronomici, artistici e culturali, turistico medicali che valorizzano le identità culturali.

UMAGO Tina Sirotic

Si presterà attenzione anche alle modalità di acquisto delle vacanze: i recenti interventi dell’Antitrust a tutela dei viaggiatori dimostrano che i tempi dei rapporti diretti tra agenzie di viaggio e albergatori non sono definitivamente tramontati. Il tocco personale dell’agenzia turistica “off line” è la chiave vincente per modificare lo scenario della web promotion in una prospettiva più personalizzata e con possibilità di offrire ai propri clienti non solo servizi ma esperienze uniche.

Per progetti integrati, allo scopo di partecipare insieme a comuni, enti ed aziende ai bandi europei 2014>2020, anche “studio baroni”, con altri amici autori e professionisti, propone il progetto sviluppo business 2.0 con Carta Etica “Europa Adriatica”.

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  • istria e dalmaziaRILANCIARE  il TURISMO
  • PROMUOVERE il PRIMARIO
  • VALORIZZARE la CULTURA e il BENESSERE
  • SENSIBILIZZARE alla RESPONSABILITA’
  • SVILUPPARE la RICERCA

Link utili:

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