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L’Agenzia veneta Drago Press e RSE lanciano la prima guida turistica multimediale italiana

Semplice, utile e pratica…  sono le caratteristiche della guida turistica multimediale italiana proposta da Drago Press, Agenzia di comunicazione, marketing, web e digital strategy e l’Editore specializzato RSE.

Tra i centinaia di itinerari realizzati su carta si integrano quelli di dettaglio con geo mappe digitali. Ecco un esempio con a tema Vicenza e l’Arte Palladiana su Google Maps:

Fondata in Veneto negli anni Novanta, Drago Press è presente a Londra, Milano, Bologna e Roma con uffici di rappresentanza. Opera su scala nazionale e internazionale con un team di professionisti capaci di assistere efficacemente strutture che operano nel turismo e nel food&beverage, ma anche luxury, medical, wellness e hotellerie.

GLI OBIETTIVI – Il progetto parte dalla necessità di far conoscere e apprezzare l’arte, la cultura, l’artigianato, i prodotti tipici e le bellezze naturali del nostro Bel Paese. Si tratta di una guida tascabile illustrata e contenuti multimediali a portata di rapido clic con smartphone e ogni strumento digitale. RSE e Drago Press propongono la collana di itinerari, realizzati in modo attento regione per regione, dove l’enogastronomia si fa sintesi perfetta tra cultura e gusto in antichi borghi, città storiche e contesti emozionali che lasciano spazio anche al relax delle aree termali e all’adrenalina dei parchi divertimento.

GLI ITINERARI – Ogni itinerario prevede cinque pagine che conducono alla scoperta del territorio e la sesta dedicata alla descrizione di un sito di ristorazione dove assaporare le specialità tipiche di quella zona. Ogni percorso sviluppa conoscenza su ciò che già è noto e su ciò che ancora non lo è, andando a ricercare piccole e grandi ricchezze storico-artistiche. Un percorso alla scoperta delle eccellenze artigianali e agroalimentari, dei prodotti De.Co., DOC, DOP, IGP e non solo.

LA NOVITA’ – La peculiarità innovativa della guida è che tutti i luoghi descritti dagli itinerari sono dotati di un collegamento ipertestuale che rimanda dal cartaceo al fantastico mondo multimediale, anche con geo mappe su Google Maps. Ogni itinerario è caratterizzato da collegamenti diretti a pagine web con la descrizione del sito d’interesse, dei monumenti presenti nell’area e dei prodotti tipici locali. Mentre l’avventore gusta le pietanze preparate dal ristorante recensito può consultarne la ricetta, scoprire i consigli sulle modalità di preparazione e la storia che ha reso famoso quel piatto. Il progetto coinvolge anche Regioni, Comuni ed Enti Turistici che mettono a disposizione del cittadino i contenuti multimediali presenti nelle loro pagine web.

CHI SCRIVE – Gli itinerari sono realizzati da giornalisti esperti che vivono, conoscono e apprezzano valori, cultura, enogastronomia e risorse del territorio di cui raccontano.

“BUONDI’ MORTA”, il meteorite che ammazza la mamma (e anche il papà). Ecco come resuscita il marchio Motta con il polemic viral branding.

Certo che l’ironia ci sta, è pubblicità!

Certamente sono anche comprensibili le ire di tante mamme oppure quelle dell’Aiart e di tutte le persone che in questi giorni stanno manifestando. Esprimono reazioni di condanna  verso gli spot della merendina Buondì Motta, quelli realizzati dall’agenzia londinese Saatchi & Saatchi  (video spot 1 mamma e 2 papà).

Colpisce vedere la mamma disintegrata (e poi anche il papà). E’ quello che volevano i creativi degli spot? Volevano far parlare del Buondì Motta e farlo diventare un marchio virale? Se sì l’obiettivo è stato raggiunto.

Come è stato raggiunto lo scopo? Facendo leva sulla potenza mediatica della polemica. Considerato che Saatchi & Saatchi è una tra le più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, è probabile che abbiano progettato gli spot sapendo che avrebbero generato polemiche e calamitato attenzione.  Come diceva Niccolò Machiavelli “il fine giustifica i mezzi”. In tal senso definisco queste tipologie di azioni come polemic viral branding.

Insomma, quale giornale, quale tv, quale radio e su quale social network trovi spazio per la notizia di uno spot pubblicitario? Ovviamente su nessuno. “Pagare moneta, vedere cammello!”. Se vuoi diffondere pubblicità devi pagare. Invece, alimentando ad arte le polemiche, i furbi dell’agenzia inglese brexizzata stanno ottenendo una vastissima copertura nazionale a gratis.

Solo per fare alcuni esempi, la notizia è su Mediaset, la Repubblica, Corriere della Serail Giornale, il Fatto Quotidiano e sta avendo migliaia e migliaia di condivisioni, post e commenti su Facebook, twitter e WhatsApp, etc etc. Se questo accade in Italia, lo sarà di sicuro anche per il branding nei mercati esteri.

Ragionando in termini di marketing e lasciando gli aspetti etici in sospeso, credo sia un buon risultato per gli obiettivi di branding e, ancor meglio, di viral branding. Ottimo per attirare attenzione verso il marchio Motta. Era molto apprezzato con tanti consumatori affezionati, un marchio di successo, ma abbastanza sottotono da parecchi anni con campagne più recenti forse mal riuscite. Come non ricordare invece le simpatiche pubblicità anni ’80 della Girella Motta? E quella dello storico Buondì Mottà che in uno spot aveva come testimonial Raffaella Carrà.

Ora, merito del polemic branding, tanti ne parlano. Dare una massiccia rinvigorita al marchio Motta, anche in chiave innovativa per far viralizzare sui social e generare nuovi influencer, eccome se serve all’azienda veronese Bauli. E’ sicuramente utile e incide in modo quasi subliminale sui circuiti neurali involontari dei consumatori che si trovano a scegliere quali merendine mettere nel carrello della spesa. Che piaccia o meno la pubblicità avrà sicuramente un effetto positivo sulle vendite. Di certo aumenteranno per almeno un paio di motivi. 

Ormai il popolo dei consumatori è condizionato. Grazie alle polemiche e al fatto che se ne parla, si discute e si litiga in modo capillare, la gente sta vivendo un’esperienza emozionale che condiziona . Il secondo motivo è conseguente al condizionamento emotivo ed è puramente statistico e probabilistico. Cioè, l’effetto mediatico e social ha attirato (v. qui tecnica AIDA) curiosità e interesse di molte centinaia di migliaia di persone, se non milioni. Di queste, una gran parte è favorevole allo spot. Come si legge in tanti commenti sui social lo trova “divertente”, c’è chi si schiera a difesa di Motta e chi contro e vuole condanna. Tra la gente che è favorevole allo spot è statisticamente dimostrabile che una gran parte non ha mai acquistato una confezione di Buondì Motta. Perciò è probabile che, davanti agli scaffali di supermercati e negozi, sceglieranno Motta.

Mi permetto di fare solo 2 critiche allo spot originale.

  1. Quello che si vede cadere nello spot doveva essere chiamato meteorite. Se non è stato fatto apposta, la scelta dell’Agenzia è discutibile,  nel senso dell’attribuzione del nome data al “soggetto” principale dello spot, ovvero il masso infuocato che ammazza mamma e papà. Astronomia di base poiché è quasi impossibile che un asteroide precipiti sulla Terra. Gli asteroidi sono masse in orbita solare tra Marte e Giove.  L’unico motivo plausibile di chiamarlo con altro nome sta nel fatto che lo scorso 1 settembre un asteroide è passato a circa 7 milioni di chilometri dalla Terra e ripasserà nell’anno 2.500. Secondo Focus ogni giorno cadono sulla Terra tra i 10 e 50 meteoriti, un motivo in più per dare maggiore realismo alla finzione dello spot. Eppoi, nel linguaggio comune, il concetto del meteorite è spesso usato per fare dei paragoni circa le improbabilità di un evento. Quindi, il termine meteorite è di più facile presa e immediata comprensione verso un pubblico più ampio di quello che conosce il termine asteroide.
  2. La voce stridula e il testo della bambina sono scelte criticabili. Viene percepita come antipatica e saccente in primis dagli stessi bambini (anche loro influencer tra gli scaffali dei market) e dagli adulti che vedono lo spot. A quell’età i bambini non dicono “vorrei una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e di golosità”. Una voce meno artefatta e irritante, da vera bambina e un testo più semplice e immediato, avrebbero sicuramente aumentato l’efficacia dello spot.

Concludo con degli apprezzamenti verso il genio creativo di Andrea Camerini.

  • In primo luogo per la divertente parodia dei due spot originali. Ironicamente parlando, si fa “giustizia” perché viene fatta fuori anche la bambina che già si pregustava un futuro di merendine senza quei rompiscatole di genitori. Infatti, al termine dello spot Camerini specifica che “nessuna mamma, papà o figlio sono stati maltrattati durante le riprese. Però, tutti e tre, hanno poi avuto problemi di meteorismo.”.
  • Infine, gran merito a Camerini per le conoscenze astronomiche fondamentali. Infatti, nella parodia l’ha correttamente chiamato meteorite.

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p.s. 1 Magari a Natale ci aspetta lo spot del panettone Motta con gli omini verdi che scendono da Marte cavalcando i meteoriti? In ogni caso, per i prossimi spot, sarebbe da consigliare quelli della Bauli di chiedere consulenza a Camerini, magari anche risparmiano.

p.s.2 Video intervista di fanpage ad Alessandro Orlandi, creative director dell’agenzia Saatchi & Saatchi: “Le critiche? Tutto studiato, abbiamo raggiunto l’obiettivo”.

In Veneto addio “ricetta rossa” da mercoledì 1 aprile 2015. Nuovo traguardo digitale nella Sanità.

Non è un pesce d’aprile*, il Veneto cambia davvero.

Il Consorzio Arsenal.IT, dopo i 72 milioni di € già fatti risparmiare alla popolazione veneta, il premio nazionale eGov e i 2 milioni di € all’anno risparmiati per ritirare i referti medici, informa che tra una settimana sarà più semplice e più veloce ottenere le ricette e le prenotazioni, anche cambiare le date per le cure.

Residenti di tutto il Veneto fate attenzione il prossimo mese. Famiglie e persone che lavorate nelle aziende, titolari nell’Artigianato, nel Commercio, Agricoltura, lavoratori professionisti che avete bisogno della prescrizione medica per le cure sanitarie specialistiche. Dalla settimana prossima, quando andrete dal medico di famiglia/medicina generale, non ci sarà più il solito foglietto colorato di rosso. Tutte le persone riceveranno una nuova ricetta senza particolari colori, cioè sarà bianca. Per questo lo slogan della campagna di comunicazione lanciata da Arsenàl.IT è “Cambia il colore, aumenta il valore”.

mr clic 1 aprile 2015 - addio ricetta rossa - cambia il colore aumenta il valore - Arsenàl.IT bb  - CSR ISO 26000 vb

Dal 1 aprile 2015 anche le prescrizioni di visite e prestazioni specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio diventano digitali. Si completa così il percorso di dematerializzazione del ciclo prescrittivo avviato all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale (FSEr) il 1 settembre 2014 quando un promemoria bianco ha sostituito la ricetta rossa farmaceutica.

La nuova procedura garantisce di avere a disposizione in tempo reale in un sistema unico regionale dati verificati delle prestazioni prescritte e prenotate dai cittadini. Il Veneto è la prima regione in Italia che procede a digitalizzare il ciclo prescrittivo attraverso l’attivazione di un sistema di accoglienza regionale oltre a quello previsto per legge a livello di Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cosa cambia? Dal 1 aprile tutta la gente veneta che necessita di una prescrizione di visite e prestazioni specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio, al posto della consueta ricetta rossa riceveranno dal medico un promemoria stampato su carta bianca. Una precauzione che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di adottare per evitare disservizi. In un prossimo futuro anche il promemoria scomparirà e l’utente potrà basterà rivolgersi agli sportelli, identificandosi con la Tessera Sanitaria (TS-CNS).

La vera novità sta nel fatto che le innovazioni permetteranno di digitalizzare via via tutti i dati sanitari della popolazione collegati alla prescrizione e, quindi, al suo percorso di cura. Dati disponibili ovunque e in qualsiasi momento on line: questo l’obiettivo del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, chiave di volta per l’accesso ai propri dati da parte dell’assistito, ma soprattutto occasione per garantire migliori processi di cura da parte dei professionisti della sanità.

Alcuni vantaggi reali offerti dalle innovazioni digitali:

  • riduzione tempi delle varie liste d’attesa;
  • eliminazione errori e doppie prenotazioni;
  • garanzia Regionale di conoscenza in tempo reale in merito all’andamento della situazione;
  • monitoraggio costante circa l’effettivo numero e genere di prestazioni prescritte e prenotate dalle persone;
  • gestione intelligente dei dati raccolti e verificati sulla base di un sistema unico regionale.

Quindi, da mercoledì 1 aprile, tutte le persone che prenoteranno una prestazione in una delle aziende ospedaliere o sociosanitarie del Veneto, non potranno più utilizzare il promemoria per una seconda prenotazione in altra struttura. Infatti, grazie al digitale, sarà più semplice procedere ad un cambio di data o sede. Tutto si farà con un clic perché il nuovo sistema Veneto velocizza i tempi della burocrazia.

Per informare la popolazione del Veneto, è già partita la campagna di comunicazione dal titolo “Cambia il colore, aumenta il valore”. Sono disponibili depliant e locandine, video e siti web che spiegano come la ricetta digitale sia una tappa essenziale verso il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale (FSEr).

L’iniziativa è coordinata da Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, il FSEr. Attraverso una complessiva riorganizzazione dei sistemi informativi sanitari di ogni azienda è in corso la rivoluzione dei servizi di cura al fine di garantire una assistenza sociosanitaria più puntuale, efficiente e sostenibile.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pesce_d%27aprile

fonti immagini e video > @consorzioarsenal.it   
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Creative Commons… anche in Italia siamo 4.0. Scopri il nuovo modo per essere davvero Internazionale e GLOCAL, per condividere il tuo LOCAL in tutto il mondo

è arrivato creative commons 4.0-its here-275 - by www.creativecommons.itSono da poco uscite le infografiche sullo stato di Creative Commons nel mondo. I dati sono davvero sorprendenti e in forte crescita. Dal 2008 “studio baroni” aderisce agli standard internazionali della condivisione responsabile. Da qualche anno essi possono essere sviluppati anche in chiave ISO 26000, cioè guidati dai suoi 7 temi fondamentali ovvero: 1. governo (governance) dell’organizzazione; 2. diritti umani; 3. rapporti e condizioni di lavoro; 4. ambiente; 5. corrette prassi gestionali; 6. aspetti specifici relativi ai consumatori; 7. coinvolgimento e sviluppo della comunità. Nel 2013 approfondivamo l’argomento qui 

Come scrive il sito nazionale di Creative Commons, le licenze 4.0 sono già attualmente utilizzabili. Esse presentano un testo ad hoc, valido in tutto il mondo. Dopo USA e UK (i primi a partire in chiave Diritto Anglosassone “common law“), anche noi italiani e con tutte le regioni del nostro Bel Paese, siamo entrati in quella che ci piace chiamare “Era della Condivisione Internazionale GLOCAL”.

Simone Aliprandi, nel suo blog “nuove sfide per il diritto d’autore nell’era digitale”, ha da poco pubblicato un interessante sondaggio con l’obiettivo di stimolare il dibattito e a fare successive riflessioni. Aliprandi, nel marzo 2014, aveva lanciato una call pubblica utilizzando strumenti Web 2.o Open Source come il blog al quale ha unito il form realizzato con GoogleDocs. Ecco i risultati:

sondaggio uso Creative Comnons INFOGRAFICA byy Simone Aliprandi - cc 2014

Autore: Simone Aliprandi , fonte: http://aliprandi.blogspot.it

Merita ricordare che, dal dicembre 2012, il Lead di Creative Commons Italia è Federico Morando, attualmente managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN). Il Centro Nexa (Dipartimento di Automatica e Informatica) nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare a livello tecnico, giuridico ed economico.

I primi passi di Creative Commons in Italia

18 novembre 2003: il professor Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons e all’epoca docente a Stanford, annuncia a Torino l’inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons italiane. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per la parte tecnica.

16 dicembre 2004: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con festa) di lancio delle licenze CC italiane. In quella occasione il prof. De Martin diviene Lead del gruppo di lavoro CC Italia, col prof. Ricolfi nel ruolo di Legal Lead.

Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto con la SIAE

Nel dicembre 2008, a Roma, venne formalizzata la costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del gruppo di lavoro Creative Commons Italia (comunicato stampa).

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Le licenze Creative Commons sono lo standard per la condivisione di contenuti gratuiti on-line per i singoli autori, governi, fondazioni e accademici. Le licenze CC hanno cambiato il modo in cui funziona Internet, fornendo una funzione fondamentale per alcune delle più grandi piattaforme di contenuti sul web. Il risultato è un maggiore accesso al sapere e alla cultura per tutti, ovunque.

creative commons numer of licensed work - licenze trend 2006 2010 2014 - studio baroni cc by 4.0 - ISO 26000 - rif. cc sotc2

Nuova guida ai finanziamenti europei

Guida ai finanziamenti europei 2014 ricerca sviluppo tecnologico ambiente agricoltura fiscalità dogane innovazine infrastrutture formazione dg home cooperazione salute sicurezza fiscalità dogane istruzione cultura competitività

download -Guida ai Finanziamenti Europei 2014 – by Unioncamere Veneto

Circa 11 mesi fa la Commissione Europea aveva diffuso un innovativo comunicato stampa. Spiegava come l’Unione ha inteso ricalibrare la Politica di Coesione per l’Europa al fine di massimizzare l’impatto sulla crescita e l’occupazione. La comunicazione venne articolata nei 10 punti riportati più avanti, restando in questo post.

Prima di approfondire i 10 punti, “studio baroni” suggerisce di tener conto del bilancio europeo 2014-2020. La Politica di Coesione investirà 325 miliardi di euro negli Stati membri. Sono interessate soprattutto le regioni ed anche le città europee di qualsiasi dimensione.

Lo scopo della Commissione è orientato a realizzare importanti macro obiettivi in tema di crescita e occupazione. In particolare, sul tema Coesione, vedi qui come si stavano sviluppando gli indirizzi del Governo Italiano.

La notizia di questi giorni è l’avvenuta pubblicazione, da parte di Unioncamere Veneto, della “Guida ai finanziamenti europei“, in versione aggiornata 2014.

Anche questa modalità di comunicazione è interessante perché, a Nordest, il Sistema Camerale ha offerto la possibilità (a tutti gli enti, imprese ed organizzazioni) di seguire passo dopo passo la materia nel corso degli anni.

Per esperienza diretta e, nel richiamare il linguaggio digitale, “studio baroni” evidenzia la buona pratica Pubblica che, in questo questo post, viene intesa sottoforma di “Pubblic Release”. In Francia, giusto per avere un modello statale di riferimento, sanno fare molto bene la Pubblica Amministrazione. Ovvero, i francesi non fanno le riforme e le controriforme come in Italia che spesso si impantanano nelle pastoie dei veti e controveti incrociati, talvolta incomprensibili, sia dalle aziende che dalla stessa popolazione italiana.

“Public Release”, anche nel senso di aggiornare efficacemente la PA con semplicità. Come si fa con le nuove versioni dei software o delle app. Le release, nel linguaggio digitale, possono avere intensità “minor” oppure “major” quando si fa un cambiamento abbastanza radicale.

I francesi, che hanno un oliato sistema deliberativo, sono semplici ed efficaci, come una vera e propria “macchina” della PA. In pochissimo tempo riescono ad implementare le innovazioni. Ci sono moltissimi casi che si potrebbero citare. Così facendo riescono, senza troppa fatica e intoppi burocratici, ad adattarsi allo sviluppo e guidare responsabilmente la propria società contemporanea d’oltralpe. In questo modo ne traggono beneficio tutti, in particolar modo le aziende che hanno riferimenti utili e sicuri. Sono soddisfatti che i loro enti locali perché riescono a stare “al passo con i tempi” in modo intelligente e – soprattutto – nell’interesse generale del loro Paese per il Bene Comune.

Per fare un altro esempio, forse ancora più calzante, è come parlare dello sviluppo di un modello auto. In questo senso, viene più facile pensare ai passi evolutivi, fatti nel tempo dal 1974, dalla Volkswagen con la mitica Golf. Più di altre case automobilistiche, ha saputo comunicare bene le “Auto Release”. Coerenza nel nome del modello e nelle forme dell’auto, migliorando, innovando e progredendo in bellezza, comfort e sicurezza.

Quindi, nel prendere spunto dai concetti di “Public Release” ed “Auto Release”, ecco gli elementi chiave circa questa nuova release UE nei suoi 10 punti essenziali:

  1. Investire in tutte le regioni dell’UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale (tasso di cofinanziamento) ai loro livelli di sviluppo: regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27); regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% della media UE-27); regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27). 
  2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita: gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) verranno concentrati su 4 priorità chiave: innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) ed economia a bassa emissione di carbonio, a seconda della categoria della regione (meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%). Circa 100 miliardi di euro saranno consacrati a questi settori, dei quali almeno 23 miliardi di euro serviranno a sostenere il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio (efficienza energetica ed energie rinnovabili). In relazione a ciò le risorse del FESR saranno soggette a un’opportuna ripartizione (regioni meno sviluppate: 12%, in transizione: 15% e più sviluppate: 20%). Circa 66 miliardi di euro saranno consacrati alla priorità Reti transeuropee di trasporto nonché a progetti per l’infrastruttura ambientale chiave per il tramite del Fondo di coesione. Grazie al Fondo sociale europeo (FSE) la politica di coesione recherà un contributo significativo alle priorità unionali nel campo dell’occupazione, ad esempio mediante azioni di formazione e di apprendimento permanente, di istruzione e di inclusione sociale (almeno il 20% dell’FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro dovrà essere impiegato per questo obbiettivo). Lo stanziamento minimo per l’FSE sarà stabilito da ciascuno Stato membro, con un minimo predefinito, per un totale di almeno 70 miliardi di euro. La nuova iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, del valore di almeno 6 miliardi di euro, correlata all’FSE, sosterrà l’implementazione della garanzia per i giovani.
  3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato: i paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall’inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull’uso delle risorse finanziarie. Ciò significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta “riserva di efficacia ed efficienza”) verso la fine del periodo.
  4. Definire condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare investimenti più efficaci: ad esempio, le strategie di “specializzazione intelligente” volte a identificare i punti di forza particolari e le potenzialità, le riforme favorevoli all’imprenditoria, le strategie dei trasporti, le misure per migliorare i sistemi di appalti pubblici, il rispetto delle normative ambientali, le strategie di lotta contro la disoccupazione e contro la dispersione scolastica o quelle a promozione della parità tra i generi e della non-discriminazione sono tutte precondizioni irrinunciabili.
  5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le sovrapposizioni: un quadro strategico comune costituirà la base per un migliore coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nella loro qualità dei tre fondi che partecipano alla politica di coesione nonché il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Tale quadro consentirà inoltre di assicurare un migliore collegamento con altri strumenti unionali come Orizzonte 2020, il meccanismo per collegare l’Europa e il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale.
  6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’uso degli investimenti unionali attraverso un insieme comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei nonché regole di contabilità più semplici, oneri di rendicontazione più mirati e un maggior uso delle tecnologie digitali (“e-cohesion”).
  7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a valere sul FESR per progetti integrati nelle città, al di là degli altri tipi di spesa consacrata alle zone urbane.
  8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Assicurare inoltre che strategie macroregionali come quella danubiana e del Baltico siano sostenute dai programmi nazionali e regionali.
  9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica dell’UE: i programmi dovranno essere coerenti con i programmi di riforma nazionali e dovrebbero affrontare le riforme pertinenti identificate nelle raccomandazioni per paese nel contesto del semestre europeo. Se del caso la Commissione può chiedere agli Stati membri, facendo leva sulla cosiddetta clausola di “condizionalità macroeconomica”, di modificare i programmi per sostenere le principali riforme strutturali. In ultima istanza la Commissione può sospendere l’erogazione dei finanziamenti se le raccomandazioni economiche venissero violate ripetutamente e gravemente.
  10. Incoraggiare l’uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al credito: i prestiti, le garanzie e il capitale netto/di ventura riceveranno un sostegno dai fondi dell’UE sulla base di regole comuni, allargando le possibilità del loro uso e erogando incentivi (ad esempio, tassi di cofinanziamento più elevati). L’accento posto sui prestiti piuttosto che sulle sovvenzioni dovrebbe migliorare la qualità dei progetti e scoraggiare la dipendenza dalle sovvenzioni.

Fattoria Didattica Borgoluce di Susegana (TV): esempio Expo2015 per fare esperienza concreta “in campo”

Borgoluce non finisce mai di stupirci!

Fattoria Didattica Borgoluce esempio Expo2015 per fare esperienza concreta in campo - Susegana TV

INFO PER SCUOLE E COMUNITA’: didattica@borgoluce.it

La bufala che risorsa: dalla mozzarella all’energia;
La rivoluzione della polenta: ilmais dall’America alle campagne venete;
Le erbe spontanee, fonte di nutrimento e simbolo di biodiversità.

Tutte le attività sono gratuite. Prenotazione obbligatoria (0438 435287). Programma sul sito  www.borgoluce.it

Ne parliamo ancora, per la seconda volta, merita davvero poiché “studio baroni” ha avuto modo di collaborare dal 2012 con il personale di Borgoluce circa la  formazione al Web 2.0 in chiave di Sviluppo Sostenibile & Responsabile.

Ora, l’attività dell’azienda è tutta orientata verso le sfide della Sostenibilità e della Responsabilità aziendale grazie al ponte di Educazione gettato tra Susegana – nel cuore della Marca Trevigiana – e Milano, EXPO 2015 – Italy.

Borgoluce facebook by sb for free - 10.2014

Già che ci sei, anche gli impianti che riciclano i letami per produrre energia.       Borgoluce Susegana Treviso Innovazione è Tradizione

Fattoria Didattica Borgoluce VIDEO YouTube - RAI UNO - Susegana TV - ITALY - Veneto - by sb

PDF – Programma Fattorie Didattiche Aperte

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Borgoluce accoglie a Susegana bambini, genitori ed insegnanti per mostrare i nuovi percorsi didattici legati al tema dell’Expo2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”

INFO e prenotazioni: didattica@borgoluce.it

L’agricoltura familiare per nutrire il futuro” è il filo conduttore della giornata di Fattorie Didattiche Aperte, indetta dalla Regione Veneto, cui Domenica 12 ottobre l’azienda agricola Borgoluce partecipa accogliendo a Susegana (Treviso) piccoli e grandi per raccontare l’insieme di saperi, tradizioni e cultura rurale della produzione agricola, indispensabile nel passato come nel futuro.

PRATO - Borgoluce laboratoprio residenziale scuole - educazione alla sostenibilità

Durante la giornata Borgoluce presenterà i nuovi percorsi didattici connessi alle tematiche proposte dall’Expo2015 per il Progetto Scuola. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Istruzione, coinvolgerà nei prossimi anni gli istituti scolastici di tutta Italia per sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche legate alla produzione e al consumo del cibo: la qualità derivata dal connubio tra artigianalità e innovazione, dalla stagionalità e dalla tracciabilità delle filiere; la sostenibilità delle produzioni e l’utilizzo responsabile delle risorse naturali.

STALLA - Borgoluce laboratoprio residenziale scuole - educazione alla sostenibilità

Nella mattinata bambini e ragazzi saranno impegnati nella visita didattica “La bufala che risorsa: dalla mozzarella all’energia”: conosceranno le simpatiche bufale, e tutto ciò che producono, dai deliziosi formaggi al biogas, metteranno poi in pratica le conoscenze acquisite nel “Puzzle della sostenibilità”. Nel pomeriggio li attende “La rivoluzione della polenta: il mais dall’America alle campagne venete”, percorso attraverso cui seguiranno la storia del mais che si concluderà con il laboratorio “La pannocchia riciclata”, un modo giocoso per educare i bambini a non sprecare le risorse.

Tutte le attività sono gratuite. Prenotazione obbligatoria (0438 435287). Programma sul sito www.borgoluce.it.

L’azienda agricola di Susegana ha una tradizione secolare alle spalle ed è allo stesso tempo costantemente impegnata nella ricerca per l’innovazione e lo sviluppo, tesi alla qualità e alla tutela dell’ambiente. Borgoluce, in cui l’intera filiera produttiva si completa all’interno della tenuta, si presenta come luogo ideale in cui bambini e ragazzi possono comprendere, attraverso l’esperienza diretta, le tematiche Expo2015: l’importanza della cultura del cibo come fattore identitario di un popolo e di un territorio, la qualità derivata da filiere corte e tracciabili, la biodiversità e l’utilizzo responsabile delle risorse.

Durante la giornata saranno aperti il punto vendita e la Frasca Borgoluce, per acquistare i prodotti o per uno spuntino genuino con la mozzarella di latte di bufala, i salumi e la polenta preparata per l’occasione.

Le famiglie e gli insegnanti potranno anche visitare le stanze di Casa Roccagelsa che ospitano una ricostruzione della vita e dei mestieri di inizio ‘900, con un percorso dedicato alla lavorazione del legno, gli ambienti della casa contadina, l’aula scolastica, l’ufficio del fattore e le stanze dei mestieri di una volta, dalla sarta al ciabattino.

INFO e prenotazioni: 0438 435287- didattica@borgoluce.it

Tra le due rivoluzioni in corso (carta ed elettronica) dal 1° gennaio è obbligatorio tracciare vendite e rese di quotidiani e periodici

Paul Saffo e Daniele Callini in Studio Baroni png

Oggi prendiamo spunto dall’interessante post “Amanuensi“, scritto da PierLuca Santoro che è l’Autore de “Il Giornalaio”, nel quale mette in evidenza l’obbligo (decorrenza 1 gennaio 2013) che ricade su tutta l’intera filiera distributiva della comunicazione stampata.

Questa cosa italiana dei giorni nostri… è come un terremoto silenzioso, carsico, sottovento… che va ancora più in profondità del sistema della comunicazione su carta stampata, va alle radici del sistema informativo dei quotidiani e periodici su carta, cioè un mondo che produce, ancora adesso, comunicazione a go go.

La stampa di quotidiani e periodi dà lavoro a migliaia di persone, è un mondo che, fino a qualche decennio fa, usava il piombo a nastro… ma che ha saputo gradualmente evolversi fino all’attuale punto di non ritorno, cioè “giornale tablet”.

Il punto della situazione evolutiva di questo mondo l’ha ben rappresentato Luca De Biase come possiamo leggere in questa discussione 2011 tenutasi all’interno dell’intenso programma del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (p.s. programma 2013 in gestazione qui).

Stiamo parlando di quel qualcosa che ha avvio al quella che possiamo essere stata la “prima Rivoluzione della Comunicazione” grazie a quanto è stato inventato dal famoso Johann Gutenbergorafo, inventore e tipografo tedesco, inventore della stampa a caratteri mobili moderna. Senza addentrarci troppo nella storia, ricordiamo solo che fu un’invenzione molto importante che fece da cerniera tra la fine Medio Evo e l’inizio del Rinascimento. 500 anni fa, qui da noi, avevamo Venezia con l’Armenia, già capitale dell’innovazione culturale europea di quel tempo. Grande, infatti, era la mole di libri fabbricati nella Serenissima laguna grazie alle esperte mani armene giunte a Venezia dalle terre del Monte Ararat. Per onore della storia, a dirla quasi tutta sotto l’aspetto della storia della carta stampata, prima degli europei sono arrivati i cinesi con la stampa a blocchi di legno (epoca Dinastia Tang). Tuttavia esistono testimonianze su questo metodo di stampa a fantasie su tessuto che portano in Egitto a prima dell’anno 220.

Bene, ma ora ritorniamo “sul pezzo” come si usa dire, cioè andiamo a comprendere a cosa mira la nuova norma italiana approvata nel 2012 dal Parlamento. Essa mirerebbe ai seguenti due obiettivi:

  1. favorire la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica;
  2. assicurare una adeguata certificazione delle copie distribuite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finanziamenti statali.

Questa nuova norma va certamente a gravare sul sistema della carta stampata che è già stato fortemente provato dall’aggressività televisiva pubblica e privata. Già, proprio quella TV amata e odiata con bizzeffe di petizioni contro il canone da pagare oppure accustaa di essere faziosa, di parte, manovrata e chi più ne ha più ne metta. Già proprio quella TV che ha recentemente cambiato pelle sbarcando sul digitale con centinia e centinaia di canali pubblici e privati, a pagamento e gratuiti. E’ quella TV ancora più aggressiva che ti puoi vedere sul tablet e sul cellulare che aggredisce ancor di più il provato mondo della cosiddetta carta stampata anche accusata di usare inchiostri inquinanti e carte patinate non sempre riciclate.

MA COSA FANNO GLI ATTORI DI QUESTO SISTEMA?

  • EDITORI > Gli Editori (che sono tutti rappresentati nel sindacato FIEG) – come dice “Il Giornalaio” – già prima dell’approvazione della legge dichiaravano di star già lavorando all’informatizzazione delle edicole, ad oggi, con un obbligo legislativo preciso, non vi è traccia alcuna della piattaforma software promessa;
  • EDICOLANTI > Attualmente non c’è un sindacato unico (è stato il loro principale elemento di debolezza), la loro rappresentanza è sparsa in 5 sindacati, per altro “misti” tra 2 federazioni dei sindacati CGIL UIL e UGL + 2 categorie di settore come Confesercenti e Confcommercio. Va comunque sottolineato che il Sindacato più rappresentativo è sempre stato il SINAGI e fa riferimento alla CGIL. La novità nella novità è la lettera UNITARIA dei 5 rappresentati nazionali degli edicolanti. La lettera è di due settimane fa e chiedeva un incontro ai massimi livelli della FIEG. In questo contesto degli edicolanti merita evidenza la Metodologia di controllo nel lavoro di accertamento dell’Agenzia delle Entrate utilizzata da alcuni anni sui codici attività ATECOFIN 2004 (52.47.2)  e ATECO 2007 (47.62.10) sempre relativi a Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici (fonte);
  • GIORNALISTI E LAVORATORI CARTA STAMPATA > N.P. (per ora) Non Pervenuto… ma c’è da crederci che diranno qualcosa alle loro “proprietà”, cioè l’Editore dove lavorano, perché questa potrebbe essere un’altra mina vagante al loro lavoro che non sta in piedi solo con gli incassi dalla vendita dei quotidiani e periodi. Un caso per tutti, giusto per capire che non è affatto facile fare gli Editori della carta stampata, è quello  di Luca Telese con il progetto Pubblico Giornale (conosciuto semplicemente come Pubblico). Il quotidiano è durato tre mesi, fondato a Roma nel settembre 2012 e chiuso il 31 dicembre.
  • AGENZIE DI MARKETING E PUBBLICITA’ > Con la certificazione dei dati reali qualcosa potrebbe cambiare in termini di trasparenza certificata. I soggetti interessati a questi cambiamenti sono quelle persone che hanno il filo diretto con i vertici delle aziende italiane, ovvero con chi decide e gestisce i budget degli investimenti pubblicitari. E’ noto che le agenzie di supporto alle aziende (o le stesse aziende che spesso hanno queste funzioni di marketing e pubblicità in capo al dirigente della comunicazione o al DG) decidono dove investire, sulla carta stampata, leggendo i dati  in base soprattutto alle tirature e diffusione, ma anche penetrazione territoriale e altri fattori che qui ci dilungheremmo troppo a spiegare. E’ evidente che queste persone guarderanno con nuovi e diversi occhiali i dati pubblici accertatati e pubblicati, mese per mese da “Accertamenti Diffusione Stampa Srl“. Giusto per fare l’esempio ecco quattro file con i dati di Ottobre 2012 così organizzati: A) Tiratura media QUOTIDIANI dati OTTOBRE 2012 ITALIA; B) Tiratura media PERIODICI dati OTTOBRE 2012 ITALIA; C) Resa media QUOTIDIANI dati OTTOBRE 2012 ITALIA; D) % Resa media su Tiratura media QUOTIDIANI dati OTTOBRE 2012 ITALIA.

Alla fine, rimane solo una domanda: come verranno gestiti i dati certificati? La cui risposta si trova nella LEGGE 16 luglio 2012, n. 103 (che ha convertito in legge, con modificazioni, il DL 18 maggio 2012, n. 63 “disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale”).

E, per concludere con il ragionamento delle rivoluzioni in atto, ecco qui sott il testo e i riferimenti delle due citazioni pubblicate dagli amici Paul Saffo  e Daniele Callini. Proviamo a metterle insieme, una dopo l’altra, per tentare di dare ancora più senso al lor pensiero.

  1. Paul Saffo afferma che “stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni, quella della carta, non del tutto trascorsa, e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata” – v. in SANTORO Michele, A metà del guado. Riflessioni in controluce fra cartaceo e digitale, in “Burioni Ricerche”, www.burioni.it/forum/santoro-guado.htm, 01.09.2000, pag. 1.
  2. Daniele Callini ritiene che la società post-industriale è praticamente avvolta dalle nuove tecnologie dell’informazione e dell’apprendimento, che hanno già fortemente trasformato e ancora trasformeranno profondamente la struttura sociale, economica, ed antropologica in direzioni non sempre prevedibili. (v. in CALLINI Daniele, Società post-industriale e sistemi educativi, Franco Angeli, Milano, 2006, pag. 48).

Come fare business con i social network? Imperdibile collana del Sole 24 Ore dal 10 febbraio

Dal 10 febbraio 2011 esce un’imperdibile collana del Sole 24 Ore dal titolo «Come fare business con i social network».

Il primo volume è dedicato a Facebook, il social network che, con oltre 16 milioni di italiani e 600 milioni di utenti nel mondo, rappresenta una grande piazza virtuale dove condividere informazioni per cui ogni azienda può trarre benefici dalla relazione con i clienti, potenziali e reali.

Il volume dedicato a Twitter spiega come il linguaggio dei 140 caratteri sia diventato una piattaforma straordinaria per il marketing dell’ascolto e per puntare sul passaparola.

«Personal branding», è invece rivolto a chi vuole puntare sulla rete per rafforzare la propria immagine e il proprio brand e aumentare così le opportunità di business.

Con il volume «E-mail marketing» si impara a realizzare strategie di marketing utilizzando la posta elettronica come canale di comunicazione con i clienti per sviluppare il business.

In «Search engine marketing» vengono svelati i segreti per farsi trovare in modo facile e veloce dai propri clienti attraverso i motori di ricerca.

La collana si chiude con «Web analytics», ovvero ogni azione sul web è misurabile e proprio nell’interpretazione delle statistiche c’è una miniera di opportunità di business

Tutti i volumi saranno in edicola ogni giovedì con Il Sole 24 Ore, a 9,90 € oltre al prezzo del quotidiano.

fonti:

Guida al CAD, il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 gennaio 2011

Grazie al prezioso lavoro della Redazione FORUM PA 🙂 ecco la guida al nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 10 gennaio.

Ed ecco anche due file con la versione integrale del CAD e una sintesi:

1. I principi guida del nuovo CAD

Sancire nuovi diritti, nuove opportunità, nuovi doveri

  • Diritto all’uso delle tecnologie verso amministrazioni e gestori di servizi pubblici (art.3)
    I cittadini e le imprese hanno diritto di usare le tecnologie informatiche per tutti i rapporti con qualsiasi amministrazione pubblica. Non sarà più possibile quindi per un’amministrazione o per un gestore di pubblico servizio obbligare i cittadini a recarsi agli sportelli per presentare documenti cartacei, per firmare fisicamente domande o istanze, per fornire chiarimenti: per tutto questo deve essere sempre e dovunque disponibile un canale digitale sicuro (nella maggior parte dei casi costituito dalla PEC – Posta Elettronica Certificata), certificato e con piena validità giuridica che permetta di dialogare con la PA dal proprio computer. Il nuovo codice amplia questo diritto anche verso i gestori di servizi pubblici. Il complesso della riforma della PA permette poi di esigere questo diritto anche mediante l’uso dell’azione collettiva e introduce l’effettiva disponibilità degli strumenti necessari nella valutazione dei dirigenti e delle organizzazioni.
  • Opportunità per le amministrazioni di capitalizzare il “dividendo dell’efficienza” che l’innovazione digitale consente (art.15)
    I risparmi ottenuti attraverso l’innovazione tecnologica e organizzativa (reingegnerizzazione dei processi) dovranno essere effettivamente misurati e andranno in parte ad incentivare il personale interessato, secondo le norme del d.lgs. 150/09, in parte a finanziare nuova innovazione.
  • Obbligo di coordinarsi, di lavorare insieme, di fare sistema (art.14)
    L’amministrazione digitale non può lavorare a compartimenti stagni: se lo Sato ha l’obbligo del coordinamento dell’intero sistema, il nuovo codice impone alle regioni di promuovere un processo di digitalizzazione dell’azione amministrativa coordinato e condiviso con le autonomie locali e dà il compito allo Stato di favorire la collaborazione interregionale.

Dare chiarezza, validità e strumenti operativi all’innovazione:

  • Più stringente definizione della validità dei documenti e dei procedimenti (art.20-23-quater)
    Un’intera sezione del nuovo CAD, profondamente rivisitata rispetto alla vecchia versione, si propone di diradare l’incertezza sul complesso processo di dematerializzazione dei documenti. Le regole del nuovo codice rendono effettivamente praticabile l’obiettivo di una PA senza carta.
  • Maggiore sostenibilità organizzativa per l’innovazione (art.17)
    L’innovazione non si fa da sola: richiede di essere sostenuta da una robusta organizzazione: il codice impone a tutte le amministrazioni centrali ( e suggerisce alle regioni e agli Enti locali) di costituire una nuova posizione di dirigente generale responsabile in toto dei processi di informatizzazione e crea una Conferenza perché questi soggetti si parlino, si confrontino, imparino a collaborare tra loro.
  • Collegamento stretto con il ciclo della performance e la valutazione del merito (art.12)
    L’attuazione delle disposizioni del CAD è comunque rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance organizzativa e individuale dei dirigenti. Alle opportunità si accompagnano quindi sia gli incentivi, sia le sanzioni. L’innovazione diventa per la prima volta materia di valutazione del personale, da cui dipendono sanzioni ed incentivi.

2. I provvedimenti in pillole

Nella Pubblica Amministrazione digitale i cittadini e le imprese hanno nuovi diritti che il codice precisa e definisce e che rende quindi effettivamente esigibili, essi sono basati su strumenti che aiutano anche le amministrazioni a lavorare meglio e a spendere meno:

  • I pagamenti elettronici (art.5)
    Già il codice del 2005 imponeva alle amministrazioni di consentire i pagamenti ad esse spettanti con le tecnologie digitali, ma non diceva come. Il nuovo CAD prevede una serie di strumenti operativi (ad es. le carte di credito) e consente di avvalersi di soggetti anche privati per la riscossione, aprendo di fatto un nuovo mercato dei servizi.
  • Le comunicazioni tra imprese e amministrazioni (art.5 bis)
    Il digitale diventa la regola nei rapporti tra imprese ed amministrazioni e il cartaceo l’eccezione. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le medesime modalità le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese.
  • La PEC: canale di comunicazione e semplice strumento di identificazione (articoli 6 e 65)
    La PEC (Posta Elettronica Certificata) diventa, per tutte le imprese e i professionisti,che per legge devono esserne dotati e per i cittadini che lo desiderano il mezzo più veloce, sicuro e valido per comunicare con le amministrazioni pubbliche. Da lì passano comunicazioni, atti e provvedimenti, ma anche istanze e dichiarazioni che un cittadino può trasmettere usando la propria casella PEC anche come strumento di identificazione che può evitare, nella maggior parte dei casi, l’uso della firma digitale.
  • La validità dei documenti è indipendente dal supporto (articoli 20-23 quater)
    Nella sezione I del Capo II vengono descritte dettagliatamente le condizioni validità dei documenti informatici, dei passaggi da analogico a digitale e viceversa, introducendo tra l’altro un semplice sistema di contrassegno egenerato elettronicamente e stampato direttamente dal cittadino dal proprio computer, per sancire la conformità dei documenti cartacei a quelli digitali (c.d. glifo). La dematerializzazione, come sappiamo, riguarda sia la produzione direttamente digitale degli atti, sia la digitalizzazione di quelli che erano stati prodotti in forma analogica (su carta), per entrambi i procedimenti mancavano certezze di validità che ora il nuovo CAD detta, lascando poi ad un successivo documento l’effettiva implementazione delle norme tecniche.
  • Conservazione digitale dei documenti: meno carta, senza perdere né sicurezza né storia (articoli 43-44 bis)
    In centinaia di chilometri di archivi giace l’immenso patrimonio informativo della PA: sino ad ora per digitalizzare un documento senza conservarne l’originale cartaceo era necessaria una certificazione uno ad uno. Ora un responsabile della conservazione può certificare il processo di digitalizzazione e di conservazione servendosi se vuole di “conservatori” accreditati. anche privati. È così possibile risparmiare milioni di metri cubi di spazio e rendere possibile la reperibilità dei documenti. È ovviamente fatta salva l’integrità cartacea di particolati documenti dotati di valore storico, culturale o artistico che potranno essere meglio conservati, anche perché non annegati tra milioni di faldoni.
  • Le nuove frontiere della sicurezza digitale (art.51)
    Se la PA diventa digitale la sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture è sempre più un obiettivo chiave, anche per costruire quella fiducia nei servizi pubblici online che ancora manca. Il codice introduce disposizioni importanti sia sulla continuità operativa, sia sul disaster recovery dettando le modalità per il coordinamento delle azioni delle singole amministrazioni e per la predisposizione di piani operativi.
  • La sfida degli open data (articoli 52 e 68)
    Il nuovo CAD mette in primo piano la responsabilità della amministrazioni nell’aggiornare, divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo i principi del cosiddetto “open government”. In particolare le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando la gratuità dell’accesso e la pubblicazione dei dati in formato aperto in modo che possano essere rielaborabili da terzi.
  • I servizi online (articoli 54 e 63-65)
    Le amministrazioni pubbliche sono tenute a dar conto dei servizi online che hanno messo a disposizione di cittadini ed imprese sia sul proprio sito istituzionale, sia dandone notizia al Dipartimento della Funzione Pubblica. La sezione III del V Capo del codice definisce con maggiore concretezza le norme già presenti nel CAD del 2005: le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici progettano e realizzano i servizi in rete mirando alla migliore soddisfazione delle esigenze degli utenti, in particolare garantendo la completezza del procedimento, la certificazione dell’esito e l’accertamento del grado di soddisfazione dell’utente. È previsto poi una più ampia possibilità di accesso ai servizi che si basa sia sulla Carta d’Identità elettronica e carta dei servizi sia su altri strumenti che comunque consentano l’individuazione del soggetto che richiede il servizio.
  • Dare voce ai cittadini anche su Internet (art.54)
    La cosiddetta “riforma Brunetta” ha tra i suoi cardini l’empowerment dei cittadini accrescendo le occasioni di dar loro voce possibilità di esprimere giudizi sulla soddisfazione nella fruizione dei servizi. Anche per i servizi online vale lo stesso principio: le amministrazioni sono tenute ad adottare strumenti idonei alla rilevazione immediata, continua e sicura del giudizio degli utenti.
  • Moduli e formulari sempre disponibili (art.57)
    Il codice si mette dalla parte dei cittadini e delle imprese che non possono perdere tempo nella ricerca spesso vana di moduli e formulari. Le pubbliche amministrazioni devono provvedere a definire e a rendere disponibili per via telematica l’elenco della documentazione richiesta per i singoli procedimenti, i moduli e i formulari validi ad ogni effetto di legge, anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e delle dichiarazioni sostitutive di notorietà. Le pubbliche amministrazioni non possono richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati; in caso di omessa pubblicazione, i relativi procedimenti possono essere avviati anche in assenza dei suddetti moduli o formulari. La mancata pubblicazione è altresì rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.
  • Far viaggiare le informazioni e non le persone e non chiedere ai cittadini quello che le amministrazioni sanno già (art. 58).
    È una delle richieste più pressanti di cittadini ed imprese: che la PA non richieda loro dati che già possiede. Il CAD rende possibile lasciare in pace i cittadini prevedendo l’obbligo per le amministrazioni tenutarie di banche dati di predisporre apposite convenzioni aperte alla adesione di tutte le amministrazioni e volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati senza oneri a loro carico. Il principio era già presente nel CAD del 2005, ma ancora una volta il nuovo CAD indica lo strumento e le sue regole, ne impone poi l’obbligatorietà prevedendo, in caso di inadempienza la nomina di un commissario ad acta che intervenga a predisporre le convenzioni e quindi in ultima analisi a tutelare il diritto degli utenti.
  • Siti pubblici e trasparenza (art. 54)
    Già il d.lgs 150/09 detta stringenti principi per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche verso una “total disclosure” che vede nei siti internet pubblici il principale strumento di pubblicità. La successiva direttiva 105 della Commissione Indipendente per la Valutazione, Integrità e Trasparenza della PA (Civit) elenca con precisione quali sono i dati e le notizie che ciascuna amministrazione deve inserire nel sito Internet. Ora il Codice completa il quadro indicando l’obbligo per le amministrazioni di tenere aggiornati i dati (e considerando questo aspetto nella valutazione di dirigenti) e di trasmetterne una cospicua parte al Dipartimento della Funzione Pubblica che potrà così avere una conoscenza diretta e utilizzabile di molti fenomeni, a partire ad es. dalla consistenza dei servizi online presenti. Il codice introduce poi l’obbligo di pubblicare sui siti pubblici in modo integrale tutti i bandi di concorso.
  • Il patrimonio informativo delle amministrazioni e le basi di dati di interesse nazionale (art.60)
    Il nuovo codice ripropone la definizione del 2005 di “basi di dati di interesse nazionale” – che costituiscono, per ciascuna tipologia di dati, un sistema informativo unitario che tiene conto dei diversi livelli istituzionali e territoriali e che garantisce l’allineamento delle informazioni e l’accesso alle medesime da parte delle pubbliche amministrazioni interessate – ma rende operativa questa nozione cominciando ad indicare quali sono:
    a) repertorio nazionale dei dati territoriali;
    b) indice nazionale delle anagrafi;
    c) banca dati nazionale dei contratti pubblici di cui all’articolo;
    d) casellario giudiziale;
    e) registro delle imprese;
    f) gli archivi automatizzati in materia di immigrazione e di asilo.
    In questo ambito particolare importanza riveste la banca dati dei contratti pubblici, sia per la ricchezza di informazioni che può dare sulla spesa pubblica, sia al fine del rispetto della legalità e del corretto agire della pubblica amministrazione e della prevenzione di fenomeni di corruzione.
  • Le regole tecniche (art.58)
    Per molti dei provvedimenti previsti dal nuovo codice sarà necessario predisporre regole tecniche che saranno dettate da appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per gran parte di queste l’organo tecnico competente è DigitPa che istituirà tavoli di lavoro e di consultazione con tutti gli stakeholders pubblici e privati interessati, con particolare attenzione per le imprese di ICT.

3. I tempi di applicazione

La complessa normativa prevista dal Codice richiede tempi ragionevoli per il suo recepimento, per adeguare processi e per formare il personale. La riforma entrerà in vigore quindi a scaglioni secondo una precisa tempistica che coincide comunque con gli impegni presi nel piano di e-gov 2012.

  • Entro 3 mesi:

    • Le pubbliche amministrazioni utilizzeranno la posta elettronica certificata o altre soluzioni tecnologiche per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo
  • Entro 4 mesi:

    • Le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT
  • Entro 6 mesi:

    • Le PA centrali pubblicheranno sui propri siti istituzionali i bandi di concorso e tutta una serie di informazioni sul proprio funzionamento nell’ottica della total disclosure
    • Le amministrazioni consentiranno ovunque i pagamenti ad esse spettanti per via telematica
    • Le amministrazioni e le imprese comunicheranno tra loro esclusivamente per via telematica
  • Entro 12 mesi:

    • Saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle firme elettroniche diverse da quella digitale, nonché, alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA
    • Saranno emanate le regole tecniche per la conservazione sostitutiva dei documenti in forma digitale dando il via agli archivi informatizzati
    • Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali
    • Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla pubblica amministrazione. Sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti
    • Saranno definite le basi di dati di interesse nazionale
    • Saranno emanate tutte le regole tecniche previste dal CAD
    • Le regole del nuovo CAD si applicheranno, mediante un apposito DPCM, anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all’Amministrazione finanziaria
  • Entro 15 mesi:

    • Le PA predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività

Partecipazione al Concorso per il Master EUTROPIA 2011 “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”

A questo link puoi dare il tuo gradimento “mi piace” in pagina fan facebook (N.B. se non sei già fan di EUTROPIA clicca prima sul “mi piace” pagina e poi un altro “mi poace” sul post di candidatura di Vittorio Baroni).

Descrizione dell’immagine

Due persone, padre e figlio, navigano sul web con il loro notebook WiFi, davanti a loro uno scenario che esprime senso di libertà. Colline sinuose nascondono il mare, sembra di essere in Sardegna, dove ci stanno incantevoli paesaggi, nell’entroterra, a pochi chilometri dalla costa. Il padre seduto su un costone di roccia con il cappellino che lo rende ragazzino. Il figlio sta sopra a una piramide di vecchi hard disk rottamati, da notare la fessura del mitico floppy. Diverse età, diverse generazioni che vivono bene il loro rapporto con le tecnologie a contatto comunque con l’ambiente reale e tangibile. Materiale ed immateriale, solida roccia ed impalpabile WiFi che permette di connettere entrambi all’immenso mare della conoscenza e relazioni web. Il padre sprona il figlio a cercare il suo futuro. L’invito non passa in secondo piano e non cade nemmeno nel vuoto che sta sotto ai loro piedi. Il figlio ci pensa un attimo e manifesta subito un feedback all’invito del padre pensando così di agire al meglio per il proprio futuro. Guarda avanti il figlio, guarda al 2020. E’ una cifra non scelta a caso ed è rappresentata in grafica alternata di numeri e punteggiature due volte il 2.0, cioè il web 2.0 che connette le persone vicine e lontane. Già, l’anno 2020… quali padri e quali figli si siederanno tra 10 anni su quelle stesse rocce? Quali tecnologie saranno rottamate? Quale possibile miglior formazione cercheranno le nuove generazioni nel 2020? Tuttavia, quel paesaggio, reale e tangibile, ci sarà ancora come anche le relazioni interpersonali.

La storia di questa idea

L’idea è nata la sera del 16 dicembre 2010 dopo l’attivazione del contatto con Alessandra Polo su LinkedIn e già amica in facebook. Nella colonna di destra, quella dove c’è scritto “Attività di Alessandra” in LinkedIn, compariva una news che mi ricordò  un post che feci il 14 dicembre nella mia bacheca in facebook . Riguardava il bando di concorso con in palio una borsa di studio a copertura totale delle spese per accedere alla 2^ edizione del Master “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”. Ricordo che cliccai il “mi piace” sul post di Luca Conti. Lo avevo visto scorrere nella bacheca generale di facebook. Feci anche un secondo clic sul “condividi” e aggiunsi il link all’evento di Eutropia pubblicato in www.facebook.com/Eutropia.ca. Lì per lì, in quei giorni appunto, pensavo che l’informazione del concorso potesse interessare a qualche amico o amica del mio network in facebook. Poi, dopo LinkedIn, la cosa mi ha incuriosito, ci ho fatto un pensierino e ho letto tutto il bando. Ma sì partecipo, ho detto tra me e me. E così, quasi per gioco,  ho ricavato qualche oretta del mio tempo libero per ideare innazittutto il concept di quello che volevo comunicare. Poi son passato alla fusione di due diverse immagini (fonte: “Google immagini” con query “notebook social” e “landscape”) e al fotoritocco per farla apparire una sola. Ne è seguita la scrittura del lettering con carattere tipo twitter (creato con il programma free www.twitlogo.com), la produzione dell’immagine, la scrittura di queste spiegazioni e la pubblicazione web. Infine, email di comunicazione come da bando di concorso con segnalazione a info@eutropiasviluppo.it e in facebook… nonché tagging alla “fan page” facebook di EUTROPIA 🙂

Vittorio Baroni – Venezia