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#RimbalzaItalia è Resilienza. Venezia propone strategie per contrastare l’emergenza e ripartire con nuovo slancio

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#RimbalzaItalia pdf #RisorgiamoItalia Venezia emergenza e rilancio 28 aprile 2020

#Rimbalzaitalia in sintesi

Il sostegno al settore turistico – Il documento #RimbalzaItalia si compone di 29 punti principali tra proposte di incentivi, sgravi, idee e scelte strategiche: in primis si concentra l’attenzione sulla crisi che, causa Coronavirus, si sta abbattendo sulla filiera turistica dell’intera area metropolitana veneziana, definita una delle “aree turistiche a vocazione internazionale” più emblematiche. Per il settore si chiede una durata della cassa integrazione, ai sensi degli articoli 19, 20, 21 e 22 del Decreto “Cura Italia”, di 52 settimane (al posto delle 9 previste “a livello generale”). Inoltre, per i lavoratori parasubordinati, autonomi o stagionali, si dichiara la necessità di poter contare, fino a marzo 2021, di un’indennità mensile di almeno 600 euro se non superiore. Si tratta di misure che si chiede vengano ampliate a tutte le attività economiche veneziane riconducibili alla filiera turistica: dalla ristorazione ai trasporti, dagli alberghi ai musei e agli spettacoli, fino alla cultura e all’organizzazione di eventi.

Misure per la liquidità delle imprese – Ma è l’intero “sistema Paese” che il documento analizza: tra le criticità principali si segnala quello della liquidità delle imprese, specie quelle di dimensioni ridotte. Un problema che impone “un approccio degno della celebre frase di Mario Draghi ‘whatever it takes'”, si legge. “In questo caso significa liquidità subito a tutti coloro che ne hanno bisogno adesso e che la meritano – si continua – E’ necessario allungare i tempi per la restituzione dei finanziamenti portandoli ad almeno 20 anni”. Di più: nell’apprezzare la decisione del Governo di prevedere prestiti bancari garantiti dallo Stato fino al 25% del fatturato dello scorso anno di un’azienda, si chiede che questa percentuale venga aumentata fino al 50%, “specie per le PMI”. Rimuovendo al contempo gli ostacoli per l’accesso al credito: “E’ indispensabile che tutte le imprese possano beneficiare di questa iniezione di liquidità”, si afferma.

Il settore dell’edilizia – Ulteriori misure di rilancio vengono individuate per il settore dell’edilizia: “Consentire di cedere a titolo gratuito alle banche per 10 anni le quote di detrazione per lavori in ambito familiare, come il recupero del patrimonio edilizio o i lavori di efficientamento energetico, consentirebbe un’immediata iniezione di liquidità a un costo minimo per lo Stato”, si dichiara.

Sospensione delle scadenze fiscali – Naturalmente la crisi di liquidità delle imprese non può che essere acuita dalla necessità di rispettare le scadenze fiscali: si propone quindi di rinviare i versamenti dei saldi Irpef, Ires, Irap, e le relative imposte sostitutive in scadenza al 30 giugno 2020, al 2021 e 2022, cancellando per quest’anno anche i minimi contributivi. Con la stessa logica si propone anche di dimezzare la ritenuta d’acconto Irpef sui compensi dei liberi professionisti dal 20% al 10%.

Misure per assicurare la continuità aziendale – Nel documento si lanciano inoltre idee per assicurare la continuità aziendale in fatto di capitalizzazioni e si individuano misure di sostegno per le locazioni, sia commerciali che abitative: se nel decreto “Cura Italia” il Governo ha previsto la corresponsione di un credito di imposta del 60% del canone di locazione effettivamente pagato per il mese di marzo 2020 per negozi e botteghe, “la misura deve necessariamente essere estesa ai canoni pagati ad aprile – si legge – e ad altre tipologie di immobili, come gli uffici, i magazzini, i laboratori, le palestre, gli alberghi e le pensioni, i teatri, cinema, sale da concerti”. Con una specificità in più per l’area veneziana e per le altre zone a principale vocazione turistica internazionale: “Per quest’ultime la misura deve trovare applicazione per almeno 12 mesi a decorrere dala dichiarazione dello stato di pandemia da parte dell’Oms”. Allo stesso modo si chiede che venga introdotto un credito di imposta del 60% anche a favore del locatore (si tratti di un impresa o di un privato) commisurato alla parte di canone mensile che egli rinuncia a esigere, passando in futuro al “criterio di cassa per l’imponibilità e la deducibilità dei corrispettivi e delle spese relative a locazioni” e alla creazione di un “fondo nazionale per il sostegno delle locazioni abitative”. Un’operazione che, nei Comuni a vocazione turistica, si chiede venga accompagnata da incentivi fiscali per la trasformazione degli immobili da ricettivi a residenziali, anche attraverso una legislazione speciale.

Le altre misure di sostegno – Il sostegno alle imprese, nel periodo di imposta caratterizzato dall’emergenza Coronavirus, si chiede che si sviluppi anche attraverso: la sospensione dei limiti di deducibilità del reddito di impresa degli oneri finanziari di competenza del 2020 fino al 30% del reddito operativo lordo; l’eliminazione di ogni vincolo legato alla precedente iscrizione a Enti o fondi bilaterali preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale; la sospensione per tutto il 2020 del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali; un taglio generalizzato delle aliquote Iva (garantendo così una riduzione delle imposte per i cittadini, a vantaggio della domanda interna); appositi sgravi fiscali per almeno un triennio per l’acquisto di pacchetti turistici in Italia; l’eliminazione della regola sul limite di utilizzo delle perdite fiscali; la sospensione nel 2020 degli indici sintetici di affidabilità economica (Isa) e dei meccanismi presuntivi e di misurazione della normalità economica delle imprese; la sospensione delle sanzioni penali (sempre per il 2020); la sospensione dal 17 marzo 2020 al 31 luglio, o comunque al termine dell’emergenza, dei canoni demaniali relativi ai porti turistici, agli approdi turistici e ai punti d’ormeggio; la riduzione (o la sospensione) dei canoni demaniali marittimi a carico delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari per il 2020. Il tutto di pari passo a un incremento nel 2020 e 2021 del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, settore falcidiato dal “lockdown” generalizzato causato dall’emergenza Coronavirus, specie nel territorio metropolitano veneziano.

Le “scelte strategiche per la ripartenza” – Oltre alle misure di sostegno, nel dossier #RimbalzaItalia si mettono nero su bianco alcune “scelte strategiche per la ripartenza”: si chiedono “regole e tempi certi”, la conferma del decreto “sblocca cantieri” anche per il 2021 e 2022 e il rifinanziamento del Bando Periferie con almeno 1 miliardo di euro. Si punta sull’economia circolare e “green” (specie per Porto Marghera, il trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti), sulla sburocratizzazione e sull’incremento per il 2020 e 2021 del Fondo Unico dello spettacolo di almeno 200 milioni di euro “per garantire la sopravvivenza economica e finanziaria di tutte le forme artistiche e culturali d’Italia”.

#RimbalzaItalia Venezia emergenza e rilancio 28 aprile 2020

Misure per contrastare l’emergenza e ripartire con un nuovo slancio nella Città Metropolitana di Venezia

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Introduzione

Gli interventi di seguito indicati, frutto di un approfondito lavoro di sintesi con le categorie economiche e sociali del territorio, non servono solo a far ripartire le aziende e salvaguardare l’occupazione, ma devono portare, inoltre, da un lato l’ammodernamento delle attività stesse e dall’altro lo sviluppo di nuove competenze, iniziative e servizi, insieme alle necessarie infrastrutture. Il progetto di sviluppo della Città Metropolitana di Venezia può rappresentare un esempio di distretto polifunzionale che contribuisce alla rigenerazione urbana, coniugando in modo innovativo ambiente, tecnologia, cultura, commercio, residenzialità, aziende ed eventi. Vi è l’opportunità di posizionare Venezia quale piattaforma di innovazione aperta che offre “ab origine” una serie di servizi estendibili e funzionali allo sviluppo di progettualità proprie delle smart city, leader ed esempio per altre aree italiane. In particolare, va ripresa e sostenuta a livello governativo, la candidatura di Venezia per farla diventare il modello/laboratorio internazionale dei cambiamenti climatici e della valorizzazione dei patrimoni culturali/storici/ambientali, sostenuta da strutture abilitanti quali le reti fissa e mobile ad altissima qualità e a larghissima banda. Queste proposte si aggiungono al documento inviato al Governo il 14 aprile e sottoscritto da tutti e 44 i Sindaci dei Comuni dell’area metropolitana di Venezia e alle proposte sottoscritte congiuntamente dai 7 Sindaci delle città capoluogo del Veneto lo scorso 21 aprile.

Misure di sostegno al lavoro nei Comuni a vocazione turistica internazionale

1. Salvaguardare i lavoratori della filiera del turismo

Nell’ambito delle misure a sostegno del lavoro, che prevedono l’estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale e norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori, è necessario tenere conto della specificità delle aree economiche a principale vocazione turistica internazionale.

Per area economica a principale vocazione turistica internazionale, si intende un territorio nel quale sono insediate attività economiche:

  • il cui volume d’affari è in prevalenza riconducibile alle attività economiche della filiera turistica e all’indotto da queste generato;
  • la cui clientela, in misura significativa, è rappresentata da turisti provenienti da Stati esteri.

Il territorio dell’area metropolitana di Venezia è un esempio emblematico di questa specificità, fermo restando che sulla base di parametri oggettivi, può essere rimessa alla valutazione dei competenti Ministeri l’individuazione di ulteriori aree territoriali con caratteristiche tali da avvicinarsi a quelle, manifeste, della realtà veneziana.

Per le aree economiche a principale vocazione turistica internazionale, la durata del “lockdown”, che si riflette pesantemente sul tessuto economico e che, nel medio periodo, comporta altrettanto pesanti riflessi sulla tenuta del tessuto sociale, dipende dalla fine dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 quale pandemia e non soltanto dalla sua fine quale epidemia sul territorio italiano.

Per queste aree, è dunque necessario, anche in termini di tenuta del tessuto sociale, prevedere misure specifiche, tra quelle speciali in tema di ammortizzatori sociali e quelle speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori.

Misure che già da ora tengano conto di un orizzonte temporale più ampio e prolungato della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e della riduzione o azzeramento dei redditi da lavoro, per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

A tale proposito, basti pensare che l’attuale “Stato di emergenza” è stato dichiarato fino al 31 luglio 2020, laddove le misure speciali a sostegno del lavoro adottate nell’ambito del primo “Decreto Cura Italia” sono state definite sulla base di un orizzonte temporale del “lockdown” entro e non oltre la fine del mese di aprile.

Ciò premesso, per il territorio metropolitano di Venezia e le eventuali altre aree economiche a principale vocazione turistica internazionale che dovessero essere individuate e riconosciute come tali, si rende necessario prevedere:

  • una durata di 52 settimane (in luogo delle 9 previste “a livello generale”) per la cassa integrazione richiedibile dai datori di lavoro ai sensi degli articoli 19, 20, 21 e 22 del Decreto “Cura Italia”;
  • la spettanza fino al mese di marzo 2021, per i lavoratori parasubordinati, i lavoratori autonomi e i lavoratori stagionali di tutte le filiere comunque connesse e/o legate al turismo e degli stabilimenti termali, non titolari di pensione e non titolari di rapporti di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore delle relative disposizioni, dell’indennità mensile di 600 euro, o della maggiore misura che dovesse essere individuata, prevista per il solo mese di marzo 2020 dagli articoli 27, 28 e 29 del Decreto “Cura Italia”.

1b. La tutela delle attività turistiche

Tali misure vanno riconosciute alle attività economiche, ubicate nel territorio metropolitano di Venezia e nelle altre aree economiche a principale vocazione turistica internazionale, direttamente riconducibili alla filiera turistica o strettamente connesse ad essa, anche di natura artigiana ed industriale, in ragione della principale vocazione turistica del tessuto economico dell’area.

Si tratta almeno delle attività corrispondenti ai seguenti codici ATECO:

  • 14.1.91 – Confezione di altri articoli di abbigliamento ed accessori;
  • 14.13.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno;
  • 30.1 – Costruzioni di navi e imbarcazioni e tutti i sottocodici;
  • 33.15 – Riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni;
  • 43.13.20 – Atelier;
  • 45.2 – manutenzione e riparazione di autoveicoli;
  • 47 – Commercio al dettaglio e tutti i sottocodici;
  • 49.3 – Trasporti terrestri di passeggeri e tutti i sottocodici;
  • 50.3 – Trasporto di passeggeri per vie d’acqua interne, di linea e non di linea, inclusi i trasporti lagunari e tutti i sottocodici;
  • 50.4 – Trasporto di merci per vie d’acqua interne e tutti i sottocodici;
  • 52 – Magazzinaggio e custodia e tutti i sottocodici;
  • 55 – Alberghi e strutture simili e tutti i sottocodici;
  • 56 – Attività dei servizi di ristorazione e tutti i sottocodici;
  • 68 – Affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing e tutti i sottocodici;
  • 74.20.19 – Riprese fotografiche;
  • 74.90.94 – Agenzie spettacolo;
  • 77.29.10 – Noleggio tovagliato;
  • 77.29.90 – Noleggio attrezzature;
  • 77.39.94 – Noleggio palchi e stands;
  • 79 – Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse, guide turistiche e accompagnatori turistici e tutti i sottocodici;
  • 82.30.00 – Allestimento eventi;
  • 85.59.90 – Altri servizi di istruzione nca;
  • 90 – Attività Teatrali e spettacolo e tutti i sottocodici;
  • 91 – Attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali e tutti i sottocodici;
  • 96.09.05 – Wedding Organizzatori di feste e cerimonie.

Per il territorio metropolitano di Venezia e le altre aree economiche a principale vocazione turistica internazionale che dovessero essere individuate e riconosciute come tali, proponiamo inoltre una durata temporale più ampia delle ulteriori misure di sostegno specifico alle locazioni di immobili commerciali, come illustrate nei punti che seguono.

Misure di sostegno finanziario tramite il settore bancario

2. Liquidità alle imprese

È essenziale sostenere, in questa vera e propria traversata nel deserto, il tessuto economico formato dai circa 4,7 milioni di partite IVA individuali, micro-imprese, piccole, medie e grandi imprese.

Il primo e più importante intervento è quello della liquidità per assicurare che il ciclo dei pagamenti tra imprese non si areni in uno “stallo alla messicana” in cui nessuno paga più nessuno, determinando una accelerazione della crisi con imprevedibili effetti domino. Per cui è sicuramente apprezzabile la decisione del Governo di aver previsto tramite l’approvazione del DL 23/2020 l’erogazione di prestiti bancari garantiti dallo Stato, fino al 25% del fatturato dello scorso anno. In particolare, chiediamo che, ove la garanzia statale è del 100%, si possa procedere senza valutazione del merito creditizio anche per i prestiti superiori a 25.000 euro.

L’eccezionalità del momento e il ritardo già accumulato su questo fronte (altri Paesi hanno immediatamente proceduto a misure di generalizzato sostegno della liquidità delle imprese) impongono un approccio degno della celebre frase pronunciata da Mario Draghi: “whatever it takes”.

E “whatever it takes”, in questo caso, significa liquidità subito a tutti coloro che ne hanno bisogno adesso e che la meritano, anche a costo di darla in questo modo pure a qualcuno che non merita.

Le previsioni del decreto legge n. 23/2020 in materia di liquidità alle imprese sono sicuramente un provvedimento utile a consentire la gestione di questa fase di carenza di liquidità dovuta alla chiusura delle attività produttive o al loro forte rallentamento.

Ma è necessario però allungare i tempi per la restituzione dei finanziamenti portandoli ad almeno 20 anni. Infatti è davvero complesso poter ipotizzare che un nuovo debito contratto oggi con il fine di garantire la continuità delle attività imprenditoriali debba essere restituito nel termine massimo di 6 anni.

E’ necessario aumentare la percentuale di fatturato oggetto di parametro per l’erogazione di questi prestiti portandola dal 25% ad almeno il 50%, specie per le PMI.

Deve poi essere chiarito nel testo normativo che non vi è alcun diritto di regresso nei confronti del soggetto garantito da parte di SACE S.p.A. nel caso lo stesso non riesca a far fonte al regolare pagamento del debito o perlomeno che sia precisato che, in caso di inadempimento, il credito garantito concorra in modo paritetico con tutti gli eventuali altri creditori in sede di procedura concordataria o concorsuale.

Inoltre deve essere assolutamente rivista la procedura per l’accesso al credito, infatti le previsioni del Decreto legge escludono le imprese che:

  • alla data del 31 dicembre 2019, sono classificate nella categoria delle imprese in difficoltà, secondo la definizione comunitaria;
  • alla data del 29 febbraio 2020, hanno esposizioni deteriorate, secondo la definizione della normativa europea e nei confronti del settore bancario.

Di fatto, quindi, la nuova misura è accessibile solo alle imprese che normalmente avrebbero già potuto accedere al sistema creditizio.

E’ indispensabile, invece, che tutte le imprese possano beneficiare di questa iniezione di liquidità. Infatti solo se tutto il sistema imprenditoriale viene messo sullo stesso piano dallo Stato è ipotizzabile un effettiva fase di rilancio dell’economia.

Inoltre, è necessario che anche il sistema creditizio venga messo nelle condizioni di poter concedere questa nuova liquidità. Si ritiene pertanto essenziale che lo Stato conceda a sua volta la necessaria liquidità al sistema bancario.

Infatti la mera garanzia non potrebbe essere sufficiente a garantire l’effettiva erogazione del credito essendo, comunque, le procedure vincolate dalle ordinarie norme che regolano l’erogazione di prestiti commerciali.

3. Rilancio dell’edilizia per le famiglie

Una ulteriore misura di sostegno finanziario tramite il sistema bancario è quella che può essere introdotta a favore delle famiglie che hanno effettuato o effettueranno lavori di recupero del patrimonio edilizio, lavori per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici e lavori per il miglioramento antisismico.

Nelle ultime dichiarazione dei redditi, le quote di detrazione per queste spese sono arrivate a 7 miliardi di euro. In proiezione, le quote residue in capo a famiglie e imprese che potranno essere dedotte nell’arco dei prossimi dieci anni per spese già sostenute arrivano ad almeno 50 miliardi.

Consentire di cederli alle banche, a titolo gratuito, perché siano poi queste ad utilizzarli nei prossimi dieci anni, significa dare nell’immediato una consistente iniezione di liquidità a un costo minimo per lo Stato, facendo forza sulla leva moltiplicatrice del settore edile.

Misure di sostegno finanziario tramite differimenti di versamenti fiscali

4. Rinvio dei versamenti

Uno Stato che garantisce il sistema bancario, affinché le imprese possano indebitarsi e continuare a pagare i propri fornitori e dipendenti anche nel periodo in cui la loro attività è sospesa o ridotta a causa della crisi epidemiologica da COVID-19, fa qualcosa di meritorio.

Se però l’indebitamento deve servire a pagare le tasse, invece che fornitori e dipendenti, i termini della questione cambiano non poco.

Dopo aver spostato a fine maggio alcuni versamenti in scadenza nel mese di marzo, il Governo ha rinviato con il DL 23/2020 a fine giugno alcuni versamenti in scadenza nel mese di aprile e maggio, limitatamente ai soggetti con un calo di fatturato superiore a un terzo.

Non contestiamo la scelta del Governo di un differimento selettivo riconosciuto solo ai soggetti con cali significativi di fatturato, ma troviamo oggettivamente inadeguata la scelta di rinviare i versamenti, per la seconda volta, di un paio di mesi appena.

La nostra proposta è quella di rinviare i versamenti dei saldi IRPEF, IRES, IRAP e relative imposte sostitutive, dovuti per l’anno 2019 e in scadenza al 30 giugno 2020, al 2021 e 2022.

Anche per noi è giusto che il differimento segua il criterio del calo del fatturato, ma deve essere un differimento vero altrimenti non serve a nulla.

Differire al 2021 e 2022 alcuni versamenti può essere utile anche allo Stato, perché chiudere con un deficit più elevato nel 2020 sarà senz’altro meno rilevante, anche nel rapporto con mercati e istituzioni, che non chiudere con un deficit più contenuto nei successivi anni 2021 e 2022, grazie anche agli incassi differiti.

5. Soppressione dei minimi contributivi

Almeno per questo 2020 vanno soppressi i minimi contributivi obbligatori per artigiani e commercianti insieme alle relative scadenze di versamento, rinviando al versamento del saldo l’anno prossimo, quando ciascuno verserà sulla base del reddito conseguito, inferiore o superiore che sia al “minimo”.

6. Dimezzare la ritenuta d’acconto per le professioni

Con la stessa logica dei due precedenti interventi, proponiamo di dimezzare la ritenuta d’acconto IRPEF sui compensi dei liberi professionisti dal 20% al 10%.

Farlo, significa aiutare nell’immediato i liberi professionisti ad avere un po’ più di liquidità sugli incassi che riusciranno ad avere in questo difficile periodo.

Misure temporanee per assicurare la continuità aziendale sui requisiti di capitale

7. Nessuna ricapitalizzazione immediata

In questi mesi del 2020, moltissime imprese accumuleranno perdite ingenti a causa del calo, laddove non dell’arresto, del proprio fatturato, dovuto alla sospensione o restrizione delle proprie attività in conseguenza della crisi epidemiologica da COVID-19.

Apprezziamo dunque la scelta del Governo di sterilizzare con il DL 23/2020, temporaneamente, le norme del codice civile che prevedono l’obbligo di immediata ricapitalizzazione o immediata messa in liquidazione a fronte di perdite, anche in formazione, che eccedano il terzo del capitale sociale e lo riducano al di sotto del minimo legale.

8. Rinvio con incentivi al 2021

La sterilizzazione temporanea delle norme del codice civile, che prevedono l’obbligo di immediata ricapitalizzazione o immediata messa in liquidazione a fronte di perdite, anche in formazione, che eccedono il terzo del capitale sociale e lo riducono al di sotto del minimo legale, è giusta, ma non sufficiente.

Giusta perché consente alle imprese e ai propri soci di guadagnare tempo nella fase più acuta della crisi; non sufficiente perché sposta semplicemente di qualche mese un problema di cui il legislatore dimostra di essere perfettamente consapevole e non può quindi ignorare.

Proponiamo dunque di prevedere, al termine della temporanea moratoria della norme del codice civile, un meccanismo di sostegno e incentivazione alla ricapitalizzazione delle imprese che abbiano subito nel corso del 2020 una diminuzione significativa del proprio fatturato, con conseguente realizzo di perdite che eccedono il terzo del capitale sociale e lo riducono al di sotto del minimo legale.

I soci che, entro il termine di approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2020, ricapitalizzeranno le imprese, consentiranno alle imprese di maturare un credito verso lo Stato, utilizzabile in compensazione con debiti fiscali e contributivi e computabile anch’esso ad incremento della dotazione patrimoniale dell’impresa, in misura pari al 25% dei nuovi conferimenti in denaro effettuati dai soci, per la parte dei medesimi necessari a raggiungere un importo massimo pari a 10 volte il capitale minimo legale.

Misure di sostegno per le locazioni, sia commerciali che abitative

9. Estensione del credito d’imposta

Nel primo “Decreto Cura Italia”, il Governo ha previsto la corresponsione di un credito di imposta nella misura del 60% del canone di locazione effettivamente pagato per il mese di marzo 2020, relativamente alle locazioni di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), a favore dei conduttori esercenti attività di impresa.

La misura deve necessariamente essere estesa:

  • dal punto di vista temporale, ai canoni di locazione effettivamente pagati per il mese di aprile 2020;
  • dal punto di vista degli immobili, a quelli rientranti nelle categorie catastali: A/10 (uffici) C/2 (magazzini), C/3 (Laboratori), C/4 (fabbricati e locali per esercizi sportivi), D/2 (alberghi e pensioni), D/3 (teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili, D/8 (fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni).

La misura deve altresì essere applicabile ai canoni di affitti di aziende che contemplino, nell’ambito del complesso aziendale in affitto, uno o più degli immobili rientranti nelle predette categorie catastali.

Nel caso di immobili e aziende localizzate nel territorio del Comune di Venezia e delle altre aree a principale vocazione turistica internazionale eventualmente individuate, la misura deve trovare applicazione con riguardo a tutte le mensilità per almeno 12 mesi a decorre dalla dichiarazione di stato di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

10. Credito d’imposta anche per il locatore

Per le stesse mensilità per le quali risulta previsto il credito di imposta del 60% a favore del conduttore (sia nella durata standard che nella durata speciale riferita alle aree a principale vocazione turistica internazionale), deve essere introdotto un credito di imposta del 60% a favore del locatore (impresa o non impresa), commisurato alla parte di canone mensile che, sulla base di accordo tra locatore e conduttore, il locatore rinuncia ad esigere.

Nel caso, ad esempio, di un canone di 100 pattuito per il mese di aprile, l’accordo transattivo per una sua riduzione a 70, implicherebbe un credito di imposta del 60% su 70 a favore del conduttore (subordinato al suo effettivo pagamento) e un credito di imposta del 60% su 30 a favore del locatore.

In questo modo, in una invarianza complessiva di onere per lo Stato (perché rimane un credito di imposta del 60% su un ammontare complessivo di 100), si incentivano accordi transattivi tra locatori e conduttori.

11. Passaggio al criterio di cassa

Con una norma destinata ad applicarsi non soltanto nel 2020, ma dal 2020 in avanti, proponiamo il passaggio al criterio di cassa per l’imponibilità e la deducibilità dei corrispettivi e delle spese relative a locazioni ed altri contratti con corrispettivi periodici.

In questo modo, diamo uno stop alle tasse pagate su canoni di locazione mai incassati e uno stop alla deducibilità dei canoni fino a quando non sono effettivamente pagati.

Un cambiamento di criterio che elimina una evidente penalizzazione per le imprese che locano immobili o prestano altri servizi con corrispettivi periodici.

La norma comporta un costo per lo Stato solo nell’anno 2020, dopodiché produce effetti finanziari addirittura migliorativi dei saldi nel 2021 ed è neutrale sugli anni successivi.

12. Fondo nazionale per il sostegno delle locazioni abitative

Si deve prevedere la creazione di un adeguato fondo nazionale per il sostegno anche della locazione delle civili abitazioni. Infatti, è assolutamente indispensabile evitare che la situazione di crisi economica possa determinare anche una situazione di emergenza abitativa a livello nazionale.

12b. Fiscalità agevolata per la trasformazione da ricettivo a residenziale

Per i Comuni a vocazione turistica, va incentivata fiscalmente la trasformazione degli immobili da ricettivi a residenziali, prevedendo anche una legislazione speciale per poter permettere al proprietario di rientrare più facilmente in possesso del bene alla scadenza del contratto.

Altre misure fiscali di sostegno alle imprese nel periodo di imposta del COVID-19

13. Sospensione al limite di deducibilità degli oneri finanziari

Proponiamo la sospensione, per il periodo di imposta 2020, del limite di deducibilità dal reddito di impresa degli oneri finanziari di competenza del 2020 fino al 30% del Reddito Operativo Lordo.

Il 2020 è un periodo di imposta in cui è fisiologico una riduzione del Reddito Operativo Lordo delle imprese e un aumento del loro indebitamento e dei relativi oneri finanziari.

Sospendere questi limiti di deducibilità degli oneri finanziari dal reddito di impresa è davvero il minimo sindacale dell’equità e della ragionevolezza fiscale.

14. Copertura universale di integrazione salariale

Le previsioni del DL 18/2020 in corso di conversione in legge devono essere assolutamente integrate dall’eliminazione di ogni vincolo legato alla precedente iscrizione a Enti o Fondi Bilaterali, preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale. Si deve garantire a tutti i comparti lavorativi comprensivi di tutte le aziende sia pubbliche che privata l’accesso agli ammortizzatori sociali. Infatti l’entità economica dei singoli fondi di settore è assolutamente insufficiente a garantire la copertura di tutte le richieste di accesso al regime di cassa integrazione.

15. Sospensione dei versamenti contributivi

Altra misura che è indispensabile inserire nel DL n. 23/2020, in sede di conversione in legge, è la sospensione generalizzata per tutto il 2020 del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria e dei correlati adempimenti e procedimenti amministrativi in corso alla data del 23 febbraio 2020 e che scadono fino al mese di giugno 2020, dovuti sia in autoliquidazione che oggetto di dilazione, diffida, note di rettifica e per qualsiasi altra richiesta.

Altre fattispecie necessarie a far fronte alla situazione emergenziale in tema tributario possono essere anche le seguenti:

  • aumento significativo del tetto della compensazione di tutti i crediti tributari;
  • istituire una procedura accelerata di rimborso dei crediti IVA annuali o da parte dell’Agenzia delle Entrate. Detta procedura deve essere accompagnata delle sanzioni disciplinari in capo ai dipendenti responsabili del procedimento per garantire la tempestività dei rimborsi;
  • estendere il periodo di sospensione di applicazione e versamento delle ritenute d’acconto a tutto il 2020 con la previsione di un piano di rateizzazione almeno su base triennale ed il primo versamento a decorre da gennaio 2021;
  • semplificare e rivedere il sistema dei voucher per il lavoro agricolo al fine di consentire la gestione della manodopera nel corso del 2020 vista la situazione di potenziale criticità nel reperimento dei lavoratori.

16. Riduzione delle aliquote IVA

Per pensare al rilancio dell’economia e consentire l’avvio di una vera fase di ripresa è indispensabile procedere ad una riduzione generalizzata delle aliquote IVA. Infatti la riduzione del reddito di gran parte dei consumatori deve essere controbilanciato da una diminuzione delle imposte. Altrimenti vi è il rischio che i consumi si riducano drasticamente con le ovvie conseguenti ricadute su tutto il sistema macro economico italiano ed europeo.

17. Incentivi per il turismo in Italia

Per rilanciare il settore della filiera turistica che in Italia produce una quota determinante del PIL è assolutamente indispensabile favorire il turismo degli italiani in Italia nel corso del 2020 ma anche nei prossimi anni. Infatti vi è il rischio che il permanere della situazione emergenziale limiti gli spostamenti per motivi turistici. Si propone quindi di istituire per almeno un triennio degli appositi sgravi fiscali, sotto diverse forme, per l’acquisto di pacchetti, locazioni e servizi turistici in Italia per rilanciare il settore e bilanciare al contempo la diminuzione del reddito degli italiani.

18. Eliminazione della regola sul limite di utilizzo delle perdite fiscali

Proponiamo l’eliminazione, relativamente alle perdite fiscali conseguite nel 2020, della regola che limita l’utilizzo delle perdite fiscali a riduzione dei redditi imponibili successivi nella misura massima dell’80%, al fine di consentire l’utilizzo fino a riduzione del 100% dei redditi imponibili successivi.

19. Sospensione degli ISA e dei meccanismi presuntivi

Proponiamo la sospensione per l’anno 2020 dei meccanismi presuntivi e di misurazione della normalità economica, quali la disciplina delle società di comodo e gli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale), in ragione della evidente e generalizzata anomalia che l’anno 2020 rappresenta per tutti gli operatori economici, a causa della crisi epidemiologica da COVID-19.

20. Sospensione delle sanzioni penali

Sospendere per l’anno 2020 le sanzioni penali per i mancati versamenti a fronte di dichiarazioni fedeli.

21. Sospensione dei canoni demaniali nei porti

Un altro pacchetto di interventi deve interessare anche il sistema dei porti e delle concessioni demaniali. A fronte del blocco della navigazione da diporto determinata dal DPCM 9 marzo 2020, si propone di sospendere dal 17 marzo 2020 al 31 luglio 2020 o al termine dell’emergenza il pagamento dei canoni demaniali relativi ai porti turistici, agli approdi turistici ed ai punti d’ormeggio.

Inoltre per sostenere gli operatori portuali si propone di disapplicare in tutto o in parte l’entità dei canoni demaniali dovuti per l’anno 2020 dalle Stazioni Marittime Italiane estendendone l’applicabilità a tutti i soggetti del settore.

Infine si evidenzia la necessità di semplificare le procedure per il rilascio delle Concessioni portuali e del demanio marittimo al fine di poter garantire tempi certi agli operatori e a tutti i soggetti potenzialmente interessati.

22. Revisione o esclusione dei canoni demaniali e demaniali marittimi

E’ necessario, inoltre, prevedere, come misura integrativa di sostegno, anche la riduzione o l’esclusione del pagamento dei canoni demaniali marittimi a carico delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari per tutto il 2020 e dei soggetti che svolgono il trasporto pubblico di linea e non di linea in ambito lagunare.

Inoltre la riduzione o l’esclusione dei canoni demaniali deve estendersi anche alle attività economiche che hanno in concessione beni demaniali destinati alle attività produttive.

23. Incremento del Fondo nazionale per il TPL

Per l’anno 2020 e 2021 l’entità del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale deve essere incrementato di un importo tale da consentire alle Regioni e di conseguenza agli Enti affidanti, di poter riequilibrare i contratti di servizio con i gestori a fronte della riduzione degli introiti tariffari causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Questa previsione è essenziale per salvaguardare le aziende di trasporto pubblico dell’area Veneziana i cui introiti tariffari erano per la gran parte originati dal fenomeno del turismo. Detta previsione consente, quindi, di garantire il regolare svolgimento dei servizi che altrimenti potrebbe essere compromessi dal disequilibrio economico e finanziario dei contratti derivante dal rilevante calo degli introiti tariffari.

Scelte strategiche per la ripartenza

24. Tempi e regole chiare per la ripartenza

Si rappresenta l’assoluta necessità che il Governo predisponga delle misura chiare e certe contenenti le prescrizioni per la riapertura al termine dell’emergenza. Infatti è essenziale che dette prescrizioni siano rese note quanto prima per consentire a tutti gli operatori economici di adeguarsi e porre in essere tutte le relative attività programmatorie.

Si deve, inoltre, rappresentare come le norme per la riapertura debbano prendere in considerazione anche le modalità per garantire le misure di sicurezza delle strutture ricettive all’aperto con particolare riferimento alle aree comuni, alle aree dei parchi acquatici, all’attività di animazione ecc..

Senza una certezze sulle modalità operative future si rischia infatti che gran parte delle attività non sia in grado di riaprire in assoluto.

25. Appalti e opere pubbliche

E’ sicuramente necessario proseguire nell’attività di rilancio e semplificazione degli appalti e delle opere pubbliche. Pertanto di seguito si propongono degli interventi normativi coerenti con la necessità di rilancio dell’economica e di snellimento delle procedure:

  • confermare anche per gli anni 2021-2022 i contenuti del decreto legge “sblocca cantieri” che ha sospeso fino al 31 dicembre 2020 circa 53 norme che impattano sull’iter procedurale degli affidamenti di lavori, beni e servizi di Comuni e Città Metropolitane;
  • stabilizzare la previsione di cui all’art. 9, comma 2, lett. d) della legge 55/2019, estendendo la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata a tutte le procedure di appalto sotto la soglia comunitaria;
  • costituire un fondo nazionale per il triennio 2020/2022 volto al finanziamento di nuovi interventi per lavori pubblici di importo fino a 150 mila euro, a favore dei Comuni. In questo modo si possono attivare velocemente una serie di micro interventi pubblici con lo scopo di rilanciare l’occupazione e l’economia in particolare nel settore delle piccole imprese del settore edile.

26. Ripartire dall’economia circolare

Venezia si è sempre impegnata in prima linea per essere non solo d’esempio, ma anche da traino, in tutti quegli aspetti che mirino alla salvaguardia e alla sostenibilità ambientale del nostro vivere quotidiano cercando di integrare le politiche di mitigazione con quelle di adattamento. Non è infatti un caso che, per esempio, possiamo vantare di aver raggiunto gli obiettivi di Kyoto 2020, attraverso l’adesione del Patto dei Sindaci, e la riduzione delle emissioni climalteranti già nel 2016.

La nostra città continua ad essere capofila in importanti progetti di sostenibilità: siamo ai vertici delle classifiche per quanto riguarda la raccolta differenziata che, all’interno di un sistema di economia circolare, ci consente di avviare percorsi virtuosi come, ad esempio, quello legato al recupero di olii esausti da cucina. Dalle fritture dei ristoranti e da quanto stanno raccogliendo nelle loro cucine i tanti veneziani responsabili, riusciamo a creare additivi ecologici da miscelare ai carburanti dei vaporetti creando quel biodiesel che diminuisce considerevolmente il livello di inquinanti in atmosfera. Un processo che stiamo realizzando solamente grazie alle scelte strategiche e lungimiranti di Eni che ha voluto riconvertire il petrolchimico di Marghera in bioraffineria, e sta realizzando il progetto “Waste To Fuel” per la realizzazione di un impianto per la conversione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in bio-olio utilizzabile come carburante ad uso navale.

Ecosostenibilità però vuole dire anche investire nella mobilità green e lenta. Sperimentiamo a partire dalle isole del Lido e di Pellestrina la circolazione solamente con autobus elettrici, sosteniamo la possibilità di montare su mezzi acque, di linea e non di linea, motorizzazioni ibride e/o alternative, mentre abbiamo fatto in modo che si creasse in tutta la terraferma veneziana una fitta rete di piste ciclabili che, interconnesse con quelle di tutti gli altri 43 comuni metropolitani, permettendo agli amanti delle due ruote di muoversi in totale sicurezza e nel pieno rispetto dell’ambiente.

A Marghera è sorto un vero e proprio eco-distretto del rifiuto, che genera economia e lavoro, e che si completerà con la messa in funzione del nuovo termovalorizzatore, per eliminare definitivamente i conferimenti in discarica. Vanno trovati efficienti sistemi di incentivazione fiscale per sostenere chi, come Venezia, è una città che ha nel proprio DNA la capacità di essere sempre luogo di futuro. Una chiara scelta di campo che riguarda il nostro domani e le nostre scelte coniugano innovazione e rispetto dell’ambiente.

27. Sblocco dei progetti pronti

Rifinanziamento del Bando Periferie La legge n. 208 del 2015 ha previsto il finanziamento di un Programma per la riqualificazione delle periferie che ottenuto un notevole successo tra tutte le amministrazioni comunali in primis tra i Comuni Capoluogo.

L’iter amministrativo di detto programma è ormai consolidato e consentirebbe, se rifinanziato con almeno un miliardo di euro, di attivare molto velocemente nel breve periodo una serie di ulteriori opere pubbliche. Modello che può essere applicato anche per nuovi finanziamenti, a cominciare da un grande piano per gli impianti sportivi in tutto il Paese.

28. Sburocratizzare

Si ritiene indispensabile procedere con la massima celerità nelle attività dell’Agenda per la semplificazione che in questi anni ha permesso di ottenere dei risultati significativi in termini di omogeneizzazione delle procedure amministrative su tutto il territorio nazionale.

Si devono infatti incrementare le attività volte a semplificare e sburocratizzare i settori dell’Edilizia, dell’impresa e delle attività produttive in generale. Settori che dovranno essere i motori della ripartenza economica del Paese alla fine della fase emergenziale.

29. Cultura (FUS)

Incrementare per gli anni 2020 e 2021 il Fondo Unico dello spettacolo di almeno 200 milioni di euro al fine di garantire la sopravvivenza economica e finanziaria di tutti i soggetti beneficiari. Si tratta di un intervento necessario a garantire la continuità di tutte le forme artistiche e culturali d’Italia vista la fortissima ricaduta della situazione emergenziale in termini di minori ricavi da bigliettazione.

Firmatari

(Situazione al 28 aprile 2020. Documento aperto alle adesioni da parte di altre istituzioni, associazioni ed enti che lo condividono, inviando email a sindaco@comune.venezia.it)

#RimbalzaItalia firmatari al 28 aprile 2020

Autori, collaborazioni e contributi

Documento elaborato da: Massimo Miani, Enrico Zanetti, Michele Zuin con la collaborazione di Nicola Nardin, Michele Dal Zin e Luca Zuin

Hanno contribuito alla redazione e sottoscritto il documento:  ABBAV  AEPE  AGCI Veneto  AGRI di Venezia  Alilaguna  ANAV Veneto  ANCE  ASCOM Venezia  Assoagenti Venezia  Associazione GranTurismo nella Laguna di Venezia trasporto passeggeri  Associazione Guide Turistiche di Venezia  Associazione Imprese di Spedizione Venezia  Associazione NTU  Associazione Partite IVA  Associazione Piazza San Marco  Associazione Spedizionieri Doganali di Venezia  Associazione Veneziana Albergatori  Associazioni Gondolieri di Venezia  ATVO  AVM/ACTV  Brusutti  CGIA Mestre  CNA Provinciale di Venezia  Coldiretti Venezia  Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Venezia  Comitato Eventi 2020 Venezia  Comitato Unitario permanente degli Ordini e Collegi Professionali di Venezia  Confagricoltura Venezia  Confcommercio Unione metropolitana di Venezia  Confcooperative Venezia  Confedilizia Venezia  Confesercenti metropolitana di Venezia e Rovigo  Confetra NordEst  Confindustria Area metropolitana Venezia e Rovigo  Confprofessioni Veneto  Consorzio Concave  Consorzio Lepanto  Consorzio Motoscafi  Consorzio Venezia e il suo Lido  Consorzio Venice Watertaxi  Cooperativa Guide Turistiche Autorizzate Venezia  Cooperativa Serenissima Taxi  Cooperativa Transbagagli  Cooperativa Veneziana Motoscafi  Fabrizio Giri, membro comitato di gestione ADSP Venezia Città Metropolitana  Federazione Italiana Tabaccai di Venezia  Federturismo Venezia  FIAIP Venezia  FIAVET Veneto  G.O.I.A. Veneto-FVG  Gruppo Ormeggiatori del Porto di Venezia  LegaCoop Venezia  Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Venezia  Ordine Consulenti del Lavoro di Venezia  Ordine degli Ingegneri di Venezia  Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia  Portabagagli del Porto  Rimorchiatori Riuniti Panfido & C  Si.na.gi. Venezia  Tu.ri.ve.  UGL Venezia  Vecon terminalisti portuali  Venezia Taxi  Venezia Turismo Motoscafi  VTP

#RimbalzaItalia documento file PDF

SCARICA PDF Guida ai finanziamenti europei 2016

Fonte: https://live.comune.venezia.it

#RimbalzaItalia pdf #RisorgiamoItalia Venezia emergenza e rilancio 28 aprile 2020

green economy, Resilienza, Ricerca, Sostenibilità

Venezia città sostenibile (e da sempre resiliente). 1200 studenti e architetti da tutto il mondo allo Iuav per W.A.Ve. 2019 dal 17 giugno 7 luglio #veneziasostenibile

wave2019 venezia iuav città resiliente workshop rettore Alberto Ferlenga - Cotonificio Veneziano Magazzino 6 - studio vittorio baroni.jpg

Lo diceva Le Corbusier e più recentemente Richard Rogers: Venezia è da sempre resiliente, vive in un rapporto di necessità reciproca con il proprio territorio. Venezia è da sempre pedonalizzata, priva di periferia, il suo centro offre una gradualità unica di spazi, mantiene una dimensione umana, presenta un’alta qualità architettonica, è sicura, viva, attiva e molte altre cose ancora.

E’ su questi concetti chiave che si fonda “Venezia città sostenibile”, ovvero la nuova edizione di W.A.Ve.–Workshop di Architettura a Venezia. Architetti da tutto il mondo e 1200 studenti riuniti dal 17 giugno al 5 luglio 2019 presso l’Università Iuav di Venezia.  Location strategica in zona portuale tra Santa Marta e San Basilio, Cotonificio Veneziano e Magazzino 6.

mostra progetti dal 5 al 7 luglio

Tre settimane di progettazione intensiva sulle aree cruciali della città in collaborazione con il Comune di Venezia e il sostegno del Consiglio Nazionale degli Architetti, Ordine APPC della Provincia di Venezia, Ance e Associazione albergatori. Le aree oggetto di studio sono zone chiave di una città in via di trasformazione: Centro storico, Mestre, le isole e Marghera.

“Venezia non presenta solo problemi che è necessario risolvere, come il passaggio delle grandi navi, ma dà anche esempi concreti di vita sostenibile” ha sottolineato il rettore Iuav Alberto Ferlenga.

www.wave2019iuav.com

Aree di studio e progettazione

1. Ex Mercato Ortofrutticolo
Attilio Santi
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2. Forte Marghera
Patrizia Montini Zimolo
www.wave2019iuav.com/atlas/vado-al-di-la-del-acqua

3. Montiron
Roberta Albiero
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4. Moranzani
Corinne Vezzoni
www.wave2019iuav.com/atlas/moranzani

5. Ex Umberto I
Paredes Pedrosa
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Rovea Sargiotti Arquitectos
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6. Ex Rari Nantes
Margherita Vanore
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7. Ex Italgas Venezia
Fernanda De Maio + Andrea Iorio
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8. Marittima
Renato Bocchi
www.wave2019iuav.com/atlas/bella-ma-ci-vivrei

9. Arsenale
Benno Albrecht + Mauro Frate
www.wave2019iuav.com/atlas/il-padiglione-della-pace-all-arsenale-di-venezia
DEMOGO
www.wave2019iuav.com/atlas/i-cacciatori-di-nuvole
Felipe Assadi
EUPavilion
www.wave2019iuav.com/atlas/padiglione-europeo-per-la-biennale-di-venezia

10. San Pietro di Castello
Aldo Aymonino
www.wave2019iuav.com/atlas/san-pietro-di-castello

11. Sant’Elena
Max Nuñez
www.wave2019iuav.com/atlas/venezia-casa-mia
Zhang Peng
www.wave2019iuav.com/atlas/rivitalizzazione-attraverso-la-riconnessione

12. Ex Caserma Pepe
Orizzontale
www.wave2019iuav.com/atlas/esperienza-pepe
Map Studio
www.wave2019iuav.com/atlas/house-of-the-rising-sea
Martin Boesch + Giacomo Calandra di Roccolino
www.wave2019iuav.com/atlas/la-caserma-g-pepe-e-forte-san-nicolo-le-5-regole-del-riuso

13. Ex Ospedale al Mare
Driss Kettani
www.wave2019iuav.com/atlas/lidocitta

14. Sacca Serenella
COR Arquitectos
www.wave2019iuav.com/atlas/la-forma-liquida

15. Giudecca
Cristiane Muniz + Fernando Viegas (UNA Arquitetos)
www.wave2019iuav.com/atlas/giudeccareaction

16. Batteria Ca’ Bianca
Taller de Arquitectura
www.wave2019iuav.com/atlas/tiempo-libre

17. Lido di Pellestrina
JAJA
www.wave2019iuav.com/atlas/sogni-di-fango
Javier Corvalan
www.wave2019iuav.com/atlas/1966-osservatorio
Antonella Gallo
www.wave2019iuav.com/atlas/abitare-sull-acqua

 

#veneziasostenibile