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Sostenibilità, Venezia capitale mondiale che strizza l’occhio al New European Bauhaus

La Biennale della Sostenibilità, uno dei punti di forza del progetto presentato oggi a Venezia, riunirà ogni due anni istituzioni, accademici, esponenti del mondo dell’arte, scienze e imprese per discutere e proporre soluzioni sul cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile.

Ora è più forte la candidatura di Venezia (dello scorso aprile) per il New European Bauhaus, proposta lanciata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Firmatari dell’atto

È stato firmato oggi, alla presenza del ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nell’ambito della Conferenza Clima al G20 Economia in corso a Venezia, l’atto propedeutico alla costituzione della Fondazione “Venezia capitale mondiale della sostenibilità”.

Venezia, 11 luglio 2021

La firma è avvenuta nel corso di un incontro svoltosi nel Palazzo della Prefettura a Ca’ Corner a cui hanno preso parte, tra gli altri, i rappresentanti delle istituzioni pubbliche fondatrici del progetto, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

Erano presenti all’incontro, anche i rappresentanti delle prime istituzioni e aziende promotrici della Fondazione: Snam, Assicurazioni Generali, Confindustria Veneto, Università di Ca’ Foscari, Eni, Boston Consulting Group, IUAV, Accademia di Belle Arti, Conservatorio Benedetto Marcello e Fondazione Giorgio Cini.

Per Snam e Generali erano presenti, rispettivamente, l’Amministratore delegato, Marco Alverà, e il Group Ceo, Philippe Donnet. Per Confindustria Veneto il presidente, Enrico Carraro, e per l’Università di Ca’ Foscari la Rettrice, Tiziana Lippiello. Per Eni Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution e per Boston Counsulting Group Francesco Guidara, Marketing director. Le istituzioni culturali e accademiche sono intervenute con la delegata del Rettore Valeria Tatano per l’Università IUAV, il presidente Fabio Moretti per l’Accademia di Belle Arti, il direttore Roberto Gottipavero per il Conservatorio Benedetto Marcello e il segretario generale Renata Codello per la Fondazione Giorgio Cini. L’Università degli Studi di Padova partecipa al progetto, alla pari delle altre istituzioni accademiche, e formalizzerà successivamente l’adesione.

Obiettivo del progetto

Promuovere lo sviluppo di un piano di interventi funzionali alla crescita sostenibile del territorio, in particolare il rilancio di Marghera come polo per la produzione di energie alternative, la riqualificazione urbana e la promozione del patrimonio artistico e culturale di Venezia.

L’iniziativa si propone anche di rendere la città un centro di rilievo mondiale per il dibattito scientifico accademico e culturale sui temi della sostenibilità e ESG (ovvero temi di Ambiente, Sociale e Governance), anche attraverso l’organizzazione di una “Biennale della Sostenibilità”, riunendo ogni due anni istituzioni, accademici, esponenti del mondo dell’arte e delle scienze e imprese per discutere e proporre soluzioni sui temi relativi ai cambiamenti climatici e, più in generale, della sostenibilità.

Va ricordato che nel marzo 2021 la Giunta regionale del Veneto aveva approvato la delibera, presentata dal Presidente Luca Zaia, del progetto “Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità”, un piano di interventi funzionali allo sviluppo sostenibile del territorio, con fulcro la città capoluogo.

D’altra parte il Veneto parte bene grazie alla fase di semina fatta con Veneto Sostenibile che già vede aderenti quasi 300 organizzazioni tra comuni, categorie e imprese.

Ambiti di azione

Tutte le attività sono volte alla creazione di una comunità inclusiva, sicura, resiliente e sostenibile. Venezia è una città unica, punto di incontro tra società civile, mondo accademico e scientifico, ma è sempre più spesso minacciata da fragilità cicliche e strutturali che mettono a rischio il patrimonio artistico, il sistema socio-economico e residenziale e l’ecosistema lagunare.

Il compito della Fondazione sarà quello di portare avanti azioni concrete per lo sviluppo sostenibile di Venezia in vari ambiti di azione, tra i quali:

  • ESG, transizione energetica e sostenibilità ambientale: avviare un polo di idrogeno ed energie alternative a Marghera; favorire la decarbonizzazione e circolarità a Venezia (tra cui in ambito di mobilità, riscaldamento); favorire la circolarità (riciclo rifiuti organici e plastici); avviare il progetto VeniSIA, un centro di innovazione e accelerazione di startup; manutenzione e difesa dell’ecosistema lagunare; tutela della biodiversità e promozione della bio-agricoltura.
  • Formazione e Centri di Ricerca per favorire il rilancio dell’offerta accademica e lo sviluppo di corsi di formazione sui temi della sostenibilità. Sono previste anche l’apertura e il potenziamento di sedi di fondazioni e centri di ricerca su temi della sostenibilità e la promozione di Venezia come città campus internazionale.
  • Tra le altre aree di lavoro sono incluse anche il turismo sostenibile, con il lancio di una piattaforma digitale per gestire i flussi, l’avvio di un piano per il commercio e residenzialità e azioni per favorire l’inclusione sociale.

Franco: “La questione climatica è fondamentale e bisogna agire in fretta”

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco ha sottolineato che il “G20 ha posto questo tema come cruciale, come una priorità. Uno dei motivi per fare il G20 a Venezia, dove per me c’è aria di casa, è proprio il delicato rapporto con l’ambiente di questa città, che nella storia ha deviato tre fiumi per salvaguardare la laguna. Venezia era il posto adatto per questa ottima iniziativa”

Brunetta: “Un progetto per proteggere e valorizzare il ‘bene culturale’ Venezia”

“Sono lieto di sostenere questo progetto che si muove nella direzione di proteggere e valorizzare il ‘bene culturale’ Venezia, le sue ‘pietre’, le donne e gli uomini che la abitano e che meritano una città vivibile”, afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. “È questo che intendiamo per sostenibilità e che Venezia può incarnare nella sua unicità: una sostenibilità economica, ambientale e tecnologica in linea con le ‘transizioni’ che il Piano nazionale di ripresa e resilienza ora rende possibili. Sviluppo e qualità della vita che marciano insieme, con lo stesso passo: questo è il futuro che candidiamo Venezia a rappresentare”. 

Zaia: “Dal più ampio partenariato una visione futura di rilievo per la città e tutto il territorio”

“L’adesione del ministro Brunetta al progetto è un momento di grande soddisfazione – sottolinea il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia – Venezia è una città universale e da questa connotazione tutto il Veneto attinge la sua vocazione internazionale e cosmopolita. Dal più ampio insieme di partner a tutti i livelli viene la conferma della bontà di questa nostra iniziativa, in grado di proporre una visione futura di rilievo per la città e tutto il suo territorio. Un rilievo internazionale e storico come Venezia e tutto il Veneto meritano, presentandosi come laboratorio di sostenibilità; una vera sfida di questo millennio”. 

Brugnaro: “Orgoglioso di sapere tutti uniti per questo importante riconoscimento a Venezia” 

“Venezia, proprio nell’anno in cui celebra i 1600 anni dalla sua Fondazione, guarda al futuro e dimostra, con questo importante progetto, di essere luogo di innovazione e d’avanguardia culturale e tecnologica – commenta il sindaco Luigi Brugnaro. Il sostegno a questo progetto anche da parte del ministro Brunetta dimostra l’importanza del piano ma soprattutto il perfetto allineamento tra Comune di Venezia, Città Metropolitana, Regione Veneto e Governo. Una sinergia che si estende anche alle aziende che sono già presenti sul territorio con importanti progetti di sostenibilità. Un percorso virtuoso che la Città sta portando avanti toccando gli aspetti della sostenibilità economica, culturale, sociale e ambientale. Un piano che sta dando risultati concreti in tutti gli ambiti di intervento: in particolar modo a Porto Marghera, simbolo della riconversione green e luogo dove la Città può diventare un laboratorio di sperimentazione e crescita. Venezia si conferma essere la più antica città del futuro”.

Alverà: “Venezia è un patrimonio naturale, artistico, culturale e scientifico di tutto il mondo”

Marco Alverà, Amministratore delegato di Snam, ha manifestato un pensiero d’affetto verso Venezia sottolineando che “dobbiamo difenderla dalle sue fragilità strutturali e soprattutto dalla minaccia del cambiamento climatico. Proprio da Venezia, in questi giorni, il G20 Economia ha lanciato un messaggio potente di attenzione alla sostenibilità e al pianeta. E sempre da qui, con il nostro progetto, frutto di una virtuosa sinergia tra pubblico e privato che troverà compimento nella nuova Fondazione, raccogliamo questo invito per rendere la città un simbolo globale di ripartenza all’insegna della tutela dell’ambiente, della valorizzazione del territorio e del dibattito sugli ESG, proteggendo e rilanciando questa città a beneficio delle future generazioni.”

Donnet: “Il legame tra Generali e la città di Venezia risale a quasi duecento anni fa, alla nascita della compagnia.

“Oggi questo rapporto è ancora più forte, e lo è sotto il segno della sostenibilità –  precisa il Group Ceo di Generali, Philippe Donnet – e ne sono prova progetti quali il recupero dei Giardini Reali con la Venice Garden Foundation e il restauro delle Procuratie Vecchie a San Marco, destinato a diventare l’hub dell’iniziativa promossa da Generali ‘The Human Safety Net’, attiva in 23 Paesi nel mondo. Le Procuratie, che saranno riaperte al pubblico per la prima volta dopo 500 anni, le mettiamo a diposizione anche per la sede di questa iniziativa; diverranno un luogo vivo di pensiero, lavoro, cultura – un hub che vuole essere motore di progetti locali e internazionali di inclusione sociale. Similmente, Venezia ha la potenzialità – per risorse, vitalità, attrattività e la sua storia unica – di essere al centro del grande movimento globale di creazione di benessere condiviso. Come Generali salutiamo l’impegno delle istituzioni della Città e della Regione in questo senso e mettiamo a disposizione il nostro impegno per il nuovo ruolo di Venezia”.

 Carraro: “Il tema della sostenibilità è al centro di questo G20 Economia”

Il Presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro ha detto che “questo progetto, a cui abbiamo creduto dall’inizio, ne è parte integrante. Le imprese devono contribuire al cambiamento e indicare le scelte di politica industriale che ritengono strategiche per continuare a produrre valore ed essere competitive. La fondazione di ‘Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità’ ci permetterà di sviluppare il piano regionale per la creazione di una Hydrogen Valley che coinvolga distretti e filiere industriali del Veneto a partire dall’area di Marghera. È la strada per arrivare non solo un significativo abbattimento di Co2 attraverso il consumo di energia pulita nei processi industriali, ma anche alla riqualificazione di molte aziende in una supply chain per la produzione di idrogeno estremamente promettente anche per il futuro”.

Lippiello: “Passo decisivo per un futuro più sostenibile”

“L’Università Ca’ Foscari Venezia, lo IUAV, l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed il Conservatorio Benedetto Marcello con la firma del protocollo odierno, in occasione del G20 attualmente in corso nella città lagunare, accolgono con soddisfazione il compimento di un passo decisivo per un futuro più sostenibile”. La Rettrice di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello ha messo in evidenza che “la partecipazione alla costituzione di una fondazione, insieme alle altre istituzioni del territorio e nazionali, che sarà valutata dai rispettivi organi di governo, ha come obiettivo l’avvio del progetto Venezia capitale mondiale della sostenibilità. Si tratta di un’iniziativa destinata a segnare una svolta nel futuro di questa città e non solo, per affrontare una sfida di respiro globale e fare di Venezia un modello di sostenibilità ambientale per il mondo intero, con il contributo decisivo delle nuove generazioni. Le Università veneziane e le Istituzioni di Alta Formazione sono impegnate in prima linea su questi temi, mettendo in campo ricerca scientifica e didattica improntate ad un approccio trasversale e interdisciplinare. Siamo pronti, ora, a dare un ulteriore contributo in vista di questo nuovo, importante obiettivo, in sinergia con le istituzioni e il mondo delle imprese. Abbiamo davanti a noi grandi responsabilità ma anche grandi opportunità. Venezia capitale mondiale della sostenibilità rappresenta un appuntamento decisivo per contribuire a migliorare la qualità della vita e lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio”.

Ricci: “Siamo orgogliosi di partecipare a questo importante progetto”

Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni, ha dichiarato che “Venezia rappresenta la bellezza italiana nel mondo, ne rappresenta in modo importante la storia, l’arte, la cultura. Ed è fondamentale che continui a replicare la sua eccellenza guardando al futuro, alla scienza, alla ricerca, all’innovazione e alla tecnologia. Elementi che Eni riconosce nel territorio e pone alla base della sua strategia di transizione verso un futuro di energia completamente decarbonizzata. Una strategia della quale Venezia è parte fondamentale, grazie alla bio raffineria e agli altri progetti innovativi che stiamo implementando”.

Pianon: “Il Progetto Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità”

Nicola Pianon, Senior Advisor di Boston Consulting Group ha detto che il Progetto “si configura nel contesto attuale un’occasione unica, forse l’ultima possibile, per portare un impatto concreto e misurabile e provare a risolvere i problemi prioritari della città di Venezia. L’obiettivo è disegnare una prospettiva di futuro sostenibile, ora fortemente limitata dall’attuale assetto economico, normativo e sociale. Terminata la fase di disegno e approvazione del progetto, diventa ora fondamentale la sua implementazione nei filoni di lavoro individuati, e lo sforzo congiunto di tutti gli attori andrà in questa direzione. La città storica di Venezia può davvero tornare a essere un luogo dove abitare e nel quale creare posti di lavoro qualificati, fondamentali per contrastare proprio i fenomeni dello spopolamento dei residenti e della dipendenza dal turismo di massa”.

Governance del Progetto

New European Bauhaus

Studio Baroni valuta strategica questa nuova importante iniziativa progettuale. Oggi è stata data nuova energia per la candidatura di Venezia tra le città europee protagoniste dei 5 progetti pilota dell’iniziativa New European Bauhaus che saranno selezionati e finanziati dalla Commissione Europea. Venezia gioca quindi un importante jolly per raccogliere la proposta lanciata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Infatti, solo tre mesi fa il 14 aprile 2021, Venezia aveva dichiarato pubblicamente la candidatura della Città per il New European Bauhaus allo scopo di progettare nuovi modi di vivere nelle città e nei territori del futuro, ragionando sulla possibilità di coniugare sostenibilità, inclusività e bellezza.

Come fatto oggi, cioè con la formula vincente della cooperazione, idem avveniva il 14 aprile a Ca’ Farsetti c’erano le Università veneziane Iuav e Ca’ Foscari insieme al Comune di Venezia e la Regione Veneto, Accademia di Belle Arti e Conservatorio Benedetto Marcello, La Biennale di Venezia, Fondazione di Venezia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna,  Confindustria, Autorità portuale e Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia.

Fonti: Regione Veneto, Ministro Funzione Pubblica, Comune di Venezia, Veneto Sostenibile, Wikipedia, IPC Magazine.

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Mario Draghi e il documento programmatico con le priorità per ripartire (testo e video integrale)

Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilità nazionale. Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno.

Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni. Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole.

Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l’emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour:”… le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano”. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività.

Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia. Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia.  

Si è discusso molto sulla natura di questo governo. La storia repubblicana ha dispensato una varietà infinita di formule. Nel rispetto che tutti abbiamo per le istituzioni e per il corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa, un esecutivo come quello che ho l’onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti, dei propri elettori come degli elettori di altri schieramenti, anche dell’opposizione, dei cittadini italiani tutti. Questo è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l’alta indicazione del capo dello Stato.

La crescita di un’economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese.

Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità.

Nei momenti più difficili della nostra storia, l’espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza.

Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci è stato affidato.

Questo è lo spirito repubblicano del mio governo.

La durata dei governi in Italia è stata mediamente breve ma ciò non ha impedito, in momenti anche drammatici della vita della nazione, di compiere scelte decisive per il futuro dei nostri figli e nipoti. Conta la qualità delle decisioni, conta il coraggio delle visioni, non contano i giorni. Il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo. Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Ma soprattutto grazie alla convinzione che il futuro delle generazioni successive sarebbe stato migliore per tutti. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti.

Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere. Una domanda che non possiamo eludere quando  aumentiamo il nostro debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse. Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti. Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo.

Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori.  Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo, nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere. Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po’ addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano.

Lo stato del Paese dopo un anno di pandemia

Da quando è esplosa l’epidemia, ci sono stati — i dati ufficiali sottostimano il fenomeno — 92.522 morti, 2.725.106 cittadini colpiti dal virus, in questo momento 2.074 sono i ricoverati in terapia intensiva. Ci sono 259 morti tra gli operatori sanitari e 118.856 sono quelli contagiati, a dimostrazione di un enorme sacrificio sostenuto con generosità e impegno. Cifre che hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, sottraendo personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani.

L’aspettativa di vita, a causa della pandemia, è diminuita: fino a 4 – 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo – due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali.

La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento.

Si è anche aggravata la povertà. I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani, che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall’indigenza.

Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti  a tempo indeterminato.

Gravi e con pochi precedent storici gli effetti sulla diseguaglianza. In assenza di interventi pubblici il coefficiente di Gini, una misura della diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sarebbe aumentato, nel primo semestre del 2020 (secondo una recente stima), di 4 punti percentuali, rispetto al 34.8% del 2019. Questo aumento sarebbe stato maggiore di quello cumulato durante le due recenti recessioni. L’aumento nella diseguaglianza è stato tuttavia attenuato dalle reti di protezione presenti nel nostro sistema di sicurezza sociale, in particolare dai provvedimenti che dall’inizio della pandemia li hanno rafforzati. Rimane però il fatto che il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi.

Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse — e che quindi già fra poco più di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia – in Italia questo non accadrà prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13.

La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il 61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza.

Le priorità per ripartire

Questa situazione di emergenza senza precedenti impone di imboccare, con decisione e rapidità, una strada di unità e di impegno comune.

Il piano di vaccinazione. Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente.

Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus.

Sulla base dell’esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità. Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria). È questa la strada per rendere realmente esigibili i “Livelli essenziali di assistenza” e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La “casa come principale luogo di cura” è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata.

La scuola: non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.

Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.

È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.

Infine è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni.

In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. E’ stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate.

La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza.

Oltre la pandemia

Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così.

Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livelllo dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo.

Come ha detto papa Francesco “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.

Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione,  agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.

Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività  che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato.

Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Acune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.

La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione Europea mediante il programma SURE, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull’occupazione. A pagare il prezzo più alto sono stati i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. E’ innanzitutto a loro che bisogna pensare quando approntiamo una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro, strategia che dovrà coordinare la sequenza degli interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.

Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito.

Il cambiamento climatico, come la pandemia, penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito.

La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create.

Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.

Parità di genere

La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i più alti di Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. Dal dopoguerra ad oggi, la situazione è notevolmente migliorata, ma questo incremento non è andato di pari passo con un altrettanto evidente miglioramento delle condizioni di carriera delle donne. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo.

Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro.

Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese.

Il Mezzogiorno

Aumento dell’occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea.

Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza.

Gli investimenti pubblici

In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. Particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti.

Next Generation EU

La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. 

Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare,  non solo  dispiegando tutte le  tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza  delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”.

Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni.

Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica.

Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile.

Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l’orientamento del nuovo Governo.

Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.

Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano.

Obiettivi strategici

Il Programma è finora stato costruito in base ad obiettivi di alto livello e aggregando proposte progettuali in missioni, componenti e linee progettuali. Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.

Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione. Compito dello dello Stato è utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione.

In base a tale visione strategica, il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l’anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti.

Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei sei anni del programma. Assicureremo inoltre che l’impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021.

Chiariremo il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi).

Sottolineeremo il ruolo della scuola che tanta parte ha negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro

Nella sanità dovremo usare questi progetti per porre le basi, come indicato sopra, per rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina.

La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore.

Infine il capitolo delle riforme che affronterò ora separatamente.

Le riforme

Il Next generation EU prevede riforme.

Alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati. Fra questi la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri. inoltre la concorrenza: chiederò all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo.

Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli.

Inoltre, le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta. Ad esempio la Danimarca, nel 2008, nominò una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontrò i partiti politici e le parti sociali e solo dopo presentò la sua relazione al Parlamento. Il progetto prevedeva un taglio della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito veniva ridotta, mentre la soglia di esenzione veniva alzata.

Un metodo simile fu seguito in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affidò ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio

In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale.

L’altra riforma che non si può procrastinare è quella della pubblica amministrazione. Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata.

Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini

La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.

Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all’interno del contesto e delle aspettative dell’Unione europea. Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta: ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione.

Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite. Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all’Africa.

Gli anni più recenti hanno visto una spinta crescente alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato Nato.

L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l’aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina.

Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati.

L’avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intesificarsi.

Dal dicembre scorso e fino alla fine del 2021, l’Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Il programma, che coinvolgerà l’intera compagine governativa, ruota intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. L’Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l’uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio.

Insieme al Regno Unito – con cui quest’anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 – punteremo sulla sostenibilità e la “transizione verde” nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.

Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E’ un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia.

17 febbraio 2021, fonte: governo.it

PDF – Mario Draghi documento programmatico 17 febbraio 2021

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PNRR – La resilienza è strategica nel Piano nazionale per la ripresa. Agenda 2030, innovazione, CSR e criteri ESG

resilienza italia europa - PNRR Piano nazionale rilancio e resilienza - vittorio baroni - studiobaroni.info

PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021

Per imprese e territori, enti ed organizzazioni si sta presentando la grande opportunità di beneficiare del PNRR, ovvero il Piano Nazionale per la Ripresa che mette al centro la Resilienza.

Gli obiettivi prioritari puntano a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale per la crescita sostenibile, nonché attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi, sostenere le transizioni verde e digitale, incentivare la creazione di posti di lavoro nel periodo successivo alla crisi Covid-19.

Suggerimenti 

Gli ingenti fondi stanziati offrono grandi opportunità. Occorre agire con innovazione e lungimiranza e ripartire con coraggio per un nuovo tipo di sviluppo più sostenibile. Studio Baroni suggerisce una serie di orientamenti da introdurre nelle aziende, enti, associazioni e in qualsiasi organizzazione. 

INVESTIMENTI SOSTENIBILI AGENDA 2030 

Pubblico e Privato acquisteranno resilienza se sapranno orientare tutta la pianificazione tenendo in grande evidenza gli obiettivi internazionali di Agenda 2030. Poi, in particolare, occorre tener presente che la grande mole del sostegno finanziario agli investimenti pubblici sarà indirizzato verso la transizione verde e digitale. Questo interessa in modo particolare alle nuove generazioni. Quindi, in questo nuovo scenario traguardato alla fase post Covid-19, si farà ancora più strada la pratica dell’investimento responsabile.

FORMARE ALLA RESILIENZA

Suggeriamo di investire in formazione e organizzazione per aumentare la resilienza a tutti i livelli, perché è il giusto antidoto per affrontare qualsiasi crisi, superarla e trarre vantaggio. Va tenuto presente che la resilienza è presente in qualsiasi persona, realtà e organizzazione. Va ricercata e sviluppata per potersi rapportare al meglio nella società contemporanea contrassegnata dalla complessità. Formare alla resilienza significa muoversi con efficacia nel contesto influenzato dalla pandemia e dalla globalizzazione, dalla mobilità sociale e la multiculturalità. La resilienza permette di convivere con i cambiamenti climatici e la rivoluzione tecnologica digitale che sta trasformando radicalmente tutta la nostra società.

FARE E GESTIRE INNOVAZIONE

Studio Baroni suggerisce un approccio olistico all’innovazione e propone il laboratorio formativo con il metodo “Sviluppo Resiliente“. In vista della ripresa post Covid-19 è importante fare e gestire innovazione in modo strutturato, continuativo e inclusivo. Chi saprà cogliere le opportunità di resilienza della crisi in corso, potrà ripartire alla grande con ottime garanzie di successo. In questo senso suggeriamo anche la nuova ISO 56000 pubblicata di recente lo scorso 18 febbraio e in evoluzione. Contiene i concetti fondamentali e i principi per la gestione dell’innovazione e la sua attuazione sistematica.

CSR RESPONSABILITÀ SOCIALE

La CSR Corporate Social Responsibility individua pratiche e comportamenti che qualsiasi impresa e organizzazione può adottare su base volontaria. Ad esempio, la ISO 37101 è ottima per organizzazioni che puntano a migliorare resilienza e capacità di adattamento al contesto economico, sociale e ambientale. La CSR Serve soprattutto per migliorare i rapporti con i propri portatori d’interesse, nel senso di stakeholder intesi come collaboratori, fornitori, clienti, partner, comunità e istituzioni locali. Consente di accrescere la resilienza poiché mira a conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento. I vantaggi sono evidenti. Ad esempio, secondo una recente ricerca, le certificazioni legate alla CSR (FSC, Sustainable cleaning, Friend of the sea, Ecocert, UTZ, Fairtrade, Ecolabel, Cruelty free) determinano gli acquisti dei consumatori per un valore di poco inferiore ai 4 miliardi €.

IMPLEMENTARE CRITERI ESG

Per tutte le imprese è sicuramente strategico implementare il più presto possibile nuovi modelli organizzativi finalizzati a migliorare la propria performance in relazione ai criteri ESG, cioè Environmental, Social e Governance. Ambientale, Sociale e Governance sono tre fattori centrali, ormai inevitabili, per misurare (ed essere misurati) circa la sostenibilità e l’impatto sociale di un investimento. In merito a questo argomento ricordiamo che la Commissione europea ha presentato (marzo 2018) un piano d‘azione per finanziare la crescita sostenibile.

#PNRR #Resilienza

Artigianato, digitale, Economia, Innovazione, Nanotecnologie, Nordest, Ricerca, Società della Conoscenza

Castelfranco Veneto capitale della stampa 3D (con video dell’evento)

Il Veneto che innova raccoglie la sfida della rivoluzione digitale e la stampa 3D trova la sua capitale in Castelfranco Veneto. Video dell’evento che è stato un vero successo.

Importante evento organizzato da 3DZ il 25 settembre dalle 8:30 alle 18:00.

Nel cuore del Nordest, la città del Giorgione cara e vicina a Venezia, ecco che l’azienda 3DZ (vedi i casi studio) trasforma il concetto di fiera in evento gratuito.

2.500 mq di alta tecnologia aperti a professionisti, imprese, organizzazioni e studenti interessati a toccare con mano le ultime novità della stampa a tre dimensioni.

Il Salone del 3D alla 3DZ in Via dei Pini, 32 a Castelfranco, è una full immersion organizzata dall’azienda leader nazionale nel settore vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti 3D e scanner 3D. La stampa 3D non conosce limiti o confini di applicazione, dalla meccanica al fashion, dall’arredamento all’automotive o semplice minuteria, la sua evoluzione è inarrestabile e la sua precisione tecnica offre risultati straordinari.

L’evento darà la possibilità unica di conoscere il mondo della stampa 3D con laboratori, approfondimenti tecnici, dimostrazioni scanner e una vasta area espositiva. Meccanica, sport e tempo libero, beni di consumo, gioielleria, occhialeria e accessori moda, packaging, medicale, automotive, arredamento e illuminazione, c’è solo l’imbarazzo della scelta e si potranno anche testare in prima persona le applicazioni del 3D grazie ai laboratori “La scansione 3D e reverse engineering” e “La stampa 3D a metallo”.

Una full immersion dalle ore 9:30 alle ore 18:00 su un’area di 2.500 metri quadri, durante la quale i partecipanti potranno visitare e approfondire le varie tecnologie e applicazioni che la stampa 3D offre, con approfondimenti tecnici, corner dedicati ed esperti di ogni settore, dimostrazioni scanner e una vasta area espositiva. Saranno presenti i maggiori brand: 3D Systems, HP, Markforged, Formlabs, Materialise, Artec 3D, Nexa 3D e i partner di 3DZ come Zeiss, QFP, gom, Nippon Gases, delfin. Tutti i partecipanti avranno inoltre la possibilità di prendere “Un caffè con Nexa”, la stampante 3D più veloce sul mercato.

link per iscriversi:

https://www.3dz.it/event/il-salone-del-3d

mappa per arrivare:

https://www.google.com/maps/salone3D

LE AZIENDE TESTIMONI

L’evento è arricchito da testimoni di vari settori, piccole realtà italiane che utilizzano queste tecnologie per la produzione di mini lotti o per pre-serie. Celco Profil (progetta e produce Collettori, Giunti Rotanti e Slip Ring), Aggio light (illumazione), Santi Srl (macchine imbustatrici per lenti e occhiali), Texa (progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici multimarca, analizzatori per gas di scarico, stazioni per la manutenzione dell’aria condizionata e dispositivi per la telediagnosi), 3D4Med (medicale, realizzazione di modelli anatomici destinati alla pianificazione chirurgica), XYZBag (start up nel settore del fashion e accessori moda), Cini (progettazione e realizzazione macchine da caffè), Eurogalvano (settore galvanica), Spazzolificio Piave (produzione di oggetti per la pulizia personale e non), Fidema Group (soluzioni, ingegneristiche per il settore industriale, navale e civile), Union Binding Company (progettazione e produzione di attacchi per snowboard), Termomacchine (progettazione, costruzione e installazione di impianti per il trattamento termico ad induzione).

SCHEDA 3DZ 

A Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, ci sono i leader nazionali nel settore nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti 3D e scanner 3D: l’azienda è la “3DZ”, fondata nel 2011. Una realtà che in pochi anni ha raggiunto una dimensione globale con l’apertura di 16 filiali tra Italia e Europa, capace di installare agli oltre 1.600 clienti migliaia di stampanti, scanner e software 3D. Si tratta infatti di prodotti molto tecnici. Per questo il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti, ha come fiore all’occhiello la professionalità dei suoi 28 tecnici specializzati nella gestione di stampanti 3D che operano nei più svariati settori: industriale, meccanico, aerospaziale, automotive, beni culturali, dentale, formazione, gioielleria e medicale.

Agroalimentare, Ambiente, Artigianato, Bandi europei, CCIAA, Cultura, Economia, EUROPA 2020, Formazione, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca, Unioncamere, Veneto, Venezia

Guida ai finanziamenti europei

PDF Guida i finanziamenti europei scarica il documento - Studio Baroni

PDF GUIDA AI FINANZIAMENTI EUROPEI

In vista del nuovo quadro finanziario pluriennale per la programmazione settennale 2021-2027 e in chiusura dell’ultimo periodo, segnaliamo la “Guida finanziamenti europei 2019-2020”.

La pubblicazione è curata da Unionacamere del Veneto in collaborazione con Regione del Veneto e Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia. Si articola nelle seguenti in sezioni tematiche: ricerca, sviluppo tecnologico e competitività, ambiente, agricoltura e pesca, cambiamento sociale e innovazione, sicurezza interna e immigrazione, istruzione e cultura, giustizia e uguaglianza, salute e sicurezza, fiscalità e dogane, infrastrutture e trasporti, formazione, cooperazione internazionale, strumenti finanziari e cooperazione territoriale europea.

Una copia stampata della Guida si può ritirare (fino ad esaurimento scorte) presso Europe Direct del Comune di Venezia in Via Spalti 28 a Mestre (numero verde 800496200) infoeuropa@comune.venezia.it.

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#RimbalzaItalia è Resilienza. Venezia propone strategie per contrastare l’emergenza e ripartire

#RimbalzaItalia documento file PDF

#RimbalzaItalia pdf #RisorgiamoItalia Venezia emergenza e rilancio 28 aprile 2020

#Rimbalzaitalia in sintesi

Il sostegno al settore turistico – Il documento #RimbalzaItalia si compone di 29 punti principali tra proposte di incentivi, sgravi, idee e scelte strategiche: in primis si concentra l’attenzione sulla crisi che, causa Coronavirus, si sta abbattendo sulla filiera turistica dell’intera area metropolitana veneziana, definita una delle “aree turistiche a vocazione internazionale” più emblematiche. Per il settore si chiede una durata della cassa integrazione, ai sensi degli articoli 19, 20, 21 e 22 del Decreto “Cura Italia”, di 52 settimane (al posto delle 9 previste “a livello generale”). Inoltre, per i lavoratori parasubordinati, autonomi o stagionali, si dichiara la necessità di poter contare, fino a marzo 2021, di un’indennità mensile di almeno 600 euro se non superiore. Si tratta di misure che si chiede vengano ampliate a tutte le attività economiche veneziane riconducibili alla filiera turistica: dalla ristorazione ai trasporti, dagli alberghi ai musei e agli spettacoli, fino alla cultura e all’organizzazione di eventi.

Misure per la liquidità delle imprese – Ma è l’intero “sistema Paese” che il documento analizza: tra le criticità principali si segnala quello della liquidità delle imprese, specie quelle di dimensioni ridotte. Un problema che impone “un approccio degno della celebre frase di Mario Draghi ‘whatever it takes'”, si legge. “In questo caso significa liquidità subito a tutti coloro che ne hanno bisogno adesso e che la meritano – si continua – E’ necessario allungare i tempi per la restituzione dei finanziamenti portandoli ad almeno 20 anni”. Di più: nell’apprezzare la decisione del Governo di prevedere prestiti bancari garantiti dallo Stato fino al 25% del fatturato dello scorso anno di un’azienda, si chiede che questa percentuale venga aumentata fino al 50%, “specie per le PMI”. Rimuovendo al contempo gli ostacoli per l’accesso al credito: “E’ indispensabile che tutte le imprese possano beneficiare di questa iniezione di liquidità”, si afferma.

Il settore dell’edilizia – Ulteriori misure di rilancio vengono individuate per il settore dell’edilizia: “Consentire di cedere a titolo gratuito alle banche per 10 anni le quote di detrazione per lavori in ambito familiare, come il recupero del patrimonio edilizio o i lavori di efficientamento energetico, consentirebbe un’immediata iniezione di liquidità a un costo minimo per lo Stato”, si dichiara.

Sospensione delle scadenze fiscali – Naturalmente la crisi di liquidità delle imprese non può che essere acuita dalla necessità di rispettare le scadenze fiscali: si propone quindi di rinviare i versamenti dei saldi Irpef, Ires, Irap, e le relative imposte sostitutive in scadenza al 30 giugno 2020, al 2021 e 2022, cancellando per quest’anno anche i minimi contributivi. Con la stessa logica si propone anche di dimezzare la ritenuta d’acconto Irpef sui compensi dei liberi professionisti dal 20% al 10%.

Misure per assicurare la continuità aziendale – Nel documento si lanciano inoltre idee per assicurare la continuità aziendale in fatto di capitalizzazioni e si individuano misure di sostegno per le locazioni, sia commerciali che abitative: se nel decreto “Cura Italia” il Governo ha previsto la corresponsione di un credito di imposta del 60% del canone di locazione effettivamente pagato per il mese di marzo 2020 per negozi e botteghe, “la misura deve necessariamente essere estesa ai canoni pagati ad aprile – si legge – e ad altre tipologie di immobili, come gli uffici, i magazzini, i laboratori, le palestre, gli alberghi e le pensioni, i teatri, cinema, sale da concerti”. Con una specificità in più per l’area veneziana e per le altre zone a principale vocazione turistica internazionale: “Per quest’ultime la misura deve trovare applicazione per almeno 12 mesi a decorrere dala dichiarazione dello stato di pandemia da parte dell’Oms”. Allo stesso modo si chiede che venga introdotto un credito di imposta del 60% anche a favore del locatore (si tratti di un impresa o di un privato) commisurato alla parte di canone mensile che egli rinuncia a esigere, passando in futuro al “criterio di cassa per l’imponibilità e la deducibilità dei corrispettivi e delle spese relative a locazioni” e alla creazione di un “fondo nazionale per il sostegno delle locazioni abitative”. Un’operazione che, nei Comuni a vocazione turistica, si chiede venga accompagnata da incentivi fiscali per la trasformazione degli immobili da ricettivi a residenziali, anche attraverso una legislazione speciale.

Le altre misure di sostegno – Il sostegno alle imprese, nel periodo di imposta caratterizzato dall’emergenza Coronavirus, si chiede che si sviluppi anche attraverso: la sospensione dei limiti di deducibilità del reddito di impresa degli oneri finanziari di competenza del 2020 fino al 30% del reddito operativo lordo; l’eliminazione di ogni vincolo legato alla precedente iscrizione a Enti o fondi bilaterali preclusivo dell’accesso al sistema di integrazione salariale; la sospensione per tutto il 2020 del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali; un taglio generalizzato delle aliquote Iva (garantendo così una riduzione delle imposte per i cittadini, a vantaggio della domanda interna); appositi sgravi fiscali per almeno un triennio per l’acquisto di pacchetti turistici in Italia; l’eliminazione della regola sul limite di utilizzo delle perdite fiscali; la sospensione nel 2020 degli indici sintetici di affidabilità economica (Isa) e dei meccanismi presuntivi e di misurazione della normalità economica delle imprese; la sospensione delle sanzioni penali (sempre per il 2020); la sospensione dal 17 marzo 2020 al 31 luglio, o comunque al termine dell’emergenza, dei canoni demaniali relativi ai porti turistici, agli approdi turistici e ai punti d’ormeggio; la riduzione (o la sospensione) dei canoni demaniali marittimi a carico delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari per il 2020. Il tutto di pari passo a un incremento nel 2020 e 2021 del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, settore falcidiato dal “lockdown” generalizzato causato dall’emergenza Coronavirus, specie nel territorio metropolitano veneziano.

Le “scelte strategiche per la ripartenza” – Oltre alle misure di sostegno, nel dossier #RimbalzaItalia si mettono nero su bianco alcune “scelte strategiche per la ripartenza”: si chiedono “regole e tempi certi”, la conferma del decreto “sblocca cantieri” anche per il 2021 e 2022 e il rifinanziamento del Bando Periferie con almeno 1 miliardo di euro. Si punta sull’economia circolare e “green” (specie per Porto Marghera, il trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti), sulla sburocratizzazione e sull’incremento per il 2020 e 2021 del Fondo Unico dello spettacolo di almeno 200 milioni di euro “per garantire la sopravvivenza economica e finanziaria di tutte le forme artistiche e culturali d’Italia”.

#RimbalzaItalia Venezia emergenza e rilancio 28 aprile 2020

Misure per contrastare l’emergenza e ripartire con un nuovo slancio nella Città Metropolitana di Venezia

#RimbalzaItalia documento file PDF

Cultura, Economia, green economy, Industria, Innovazione, Nordest, Porto Marghera Venezia, Ricerca, Smart city, Sostenibilità, Turismo, Venezia

Tank Shanghai e Porto Marghera hanno qualcosa in comune: cimeli industriali di valore e Sviluppo Sostenibile

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Questa è Tank Shanghai, laddove il fascino dei cimeli industriali si rigenera attraverso la cultura e l’arte in una nuova fase di Sviluppo Sostenibile della seconda città più popolata al mondo.

 

A vedere queste immagini si potrebbero associare visioni e prospettive con Porto Marghera nel territorio Metropolitano di Venezia? Certo, un valido esempio di successo è senza dubbio la riconversione della Venezia Heritage TOWER.

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A Porto Marghera una torre di raffreddamento industriale del 1938 è stata riconvertita in impresa culturale: la Fabbrica della Sostenibilità. Alta 58 metri ha già tre piani restaurati in spazio espositivi, casa della museografia d’impresa, Auditorium, foyers e terrazza vetrata all’ultimo piano dell’osservatorio panoramico con vista a 360°.

 

Longhua, costruito nel 1917, era il primo aeroporto internazionale della Cina. Ora il territorio produttivo trasforma gli ex serbatoi di stoccaggio del petrolio per l’aeroporto di Longhua in gallerie, librerie, ristoranti e un centro educativo. Il progetto cinese, nato da un’idea del collezionista cinese Qiao Zhibing, riguarda la riconversione di un’area di 60.000 metri quadrati, come a dire 11 campi di football.

Per approfondire:

Fonti immagini: OPEN Architecture, Marghera forever, VHT Venezia Heritage Tower.

 

Confindustria, digitale, Economia, Formazione, Google, Industria, Innovazione, Ricerca

Imprese più digitali con il progetto promosso da Google e Confindustria

Google Confindustria progetto 2019 Italia

Google e Confindustria insieme per un importante progetto digitale che si svilupperà su 4 assi strategici:

1. internazionalizzazione delle imprese > perché il valore globale della qualità Made in Italy, riconosciuto a livello globale, possa essere colto quelle aziende locali che non hanno ancora raggiunto validi livelli di visibilità fuori dall’Italia;

2. competenze digitali > Google​ realizzerà – in collaborazione con le organizzazioni formative di Confindustria – una piattaforma per le imprese con percorsi gratuiti di formazione online sui principali strumenti web e digitali (servizi Google attuali);

3. rafforzare la presenza online delle imprese > Confindustria promuoverà, attraverso le proprie Associazioni, l’utilizzo degli strumenti gratuiti che Google offre alle imprese per gestire la propria presenza online;

4. tecnologie 4.0 > Google e Confindustria promuoveranno progetti di sviluppo sul territorio nazionale per trasformare il machine learning/apprendimento automatico in un’opportunità per tutte le imprese, anche attraverso il supporto della rete dei Digital Innovation Hub.

Approfondisci su CorCom, IlSole24ORE, ninjamarketing.

Abruzzo, Agroalimentare, Cultura, Economia, Marketing, Nordest, Regioni, Ricerca, Turismo, Veneto, Venezia, YouTube

Eccellenze 100% Made in Italy dalla “Terra del Gran Sasso. A Venezia splende il prestigio per i prodotti di qualità.

Videoclip su YouTube

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Consegna degli arrosticini allo Chef Carlo Cuomo dell’Osteria Al Vecio Forno di Venezia (nella foto con Addolorata Cappelli)

Grazie alla Regata Storica di Venezia 2018 per aver dato importanza ai prodotti di qualità. Sono andati letteramente a ruba gli arrosticini di carne e quelli innovativi di pesce.

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Mappa del cosmografo Vincenzo Maria Coronelli tratta dall’Atlante Veneto del 1690 by www.maremagnum.com

Iniziativa guidata dall’antica rotta commerciale tra le Venezie e gli Abruzzi e sul Mare Adriatico. Al centro il tema culturale e il marketing territoriale per la “Terra del Gran Sasso”.

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Da secoli lo scenario di Venezia, non solanto per la famosa Mostra Internazionale del Cinema, è meraviglioso palcoscenico del mondo. Il 2 settembre lo è stato, in forma innovativa e sperimentale, anche per alcune eccellenze agroalimentari del Centro Italia.
I prodotti di alta qualità abbracciati dal Gran Sasso hanno brillato sul Canal Grande. Già prima del corteo, con le serenissime barche a remi, fino alle regate dei campioni. Esplosive emozioni di gusto quelle del salamino e delle confetture. Bagnati con vini DOCG e olio delle Colline Teramane, i prodotti hanno deliziato il palato dei partecipanti in tre distinte location.
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Nella “Città dei Dogi”, grazie all’importante tradizione della Regata Storica, il social network 6amico ha promosso gli scrigni con gli arrosticini di carne e quelli innovativi di pesce.
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Marchiati a fuoco da aggiungimiaipreferiti, gli spiedini sono stati cucinati da Carlo Cuomo, Chef Al Vecio Forno e allievo di Antonino Cannavacciuolo. Vicino alla zona di Ca’ Foscari sono andati letteralmente a ruba.
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Davanti alla vera da pozzo in Campo San Giacomo, da Capitan Uncino gli arrosticini hanno fatto bella mostra assieme alla “Rosa Adriatica” di ottime qualità organolettiche. Si tratta di un radicchio adatto per ogni e qualsiasi tipo di dieta. Prodotto a Ca’ Lino, ortaggio tipico di Chioggia Venezia Metropolitana, da 35 anni vede consolidato un valido ponte produttivo con i territori di Avezzano.

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Consulenza organolettica della “Rosa Adriatica” a cura di Valentino Boscolo Gioachina, produttore a Ca’ Lino di Chioggia e Avezzano.

Degustazioni ed esposizioni anche sul Canal Grande. Con la strategia dei gemellaggi socioculturali orientati dal promoconcept “Terra e Mare Italia”, anche al passaggio delle barche sono state esposte bontà e prelibatezze.
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“Desideriamo ringraziare tutte le persone partecipanti all’iniziativa – sottolinea il Presidente di 6amico Paolo Pinti – e grazie per le professionalità dimostrate, le disponibilità offerte dalle varie realtà accreditate come produttori e trasformatori di materie prime, sponsor e supporter”.
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Produttori primari e trasformatori tra i territori del Gran Sasso e Venezia: Tenuta Cerulli Irelli, Vini Biagi, Macellerie Rastellini, Ristorante la Perla Nera, Oleificio Chiodi, Azienda Isola Verde Ca’ Lino, Osteria Al Vecio Forno di Venezia, Taverna Trattoria Capitan Uncino.
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Sponsor e supporter: La Volpe Pelleterie, Area 325, Leggenda Moto, Macelleria Gi-Enne, Laboratorio Analisi Iulius, Vanilla Cafe’, Agenzia Cars, Fran Caffe. Studio Alba, La Gatta creazioni artistiche Simonetta, Marzaro Abbigliamento Marghera, Hotel Roma Venezia, Sior Todaro.

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Simonetta con la confezione creativa dello “SCRIGNO ARROSTICINI” consegnato allo Chef dell’Osteria Al Vecio Forno di Venezia.

I promotori ringraziano la Città di Venezia per la disponibilità manifestata dall’Assessore al Turismo e dal Consigliere Delegato alle Tradizioni. Per la cura e l’alta professionalità nella preparazione degli arrosticini di carne e di pesce, un particolare ringraziamento va allo Chef Carlo Cuomo.
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Grazie per la consulenza organolettica al produttore della “Rosa Adriatica” Valentino Boscolo Gioachina, nonché alla Tuna de Ciencias de Barcelona. Avrà sicuramente un seguito l’esperienza di relazione nel tour europeo in abito rievocativo rinascimentale.
Il videoclip by 6amico dell’iniziativa è su YouTube a questo link. In onore a Venezia contiene base musicale del celebre Antonio Vivaldi, estratta dal concerto Primavera nelle Quattro Stagioni.
“Terra Mare Italia” punta a costruire ponti socioculturali e di solidarietà tra l’Adriatico e il Mediterraneo per la cooperazione, promozione e il marketing territoriale orientati dal principio di sussidiarietà italiano ed europeo.
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Economia, Innovazione, Marketing, Psicologia, Ricerca, Veneto

Aziende che crescono bene. Emozioni come leva per costruire valori ed eccellenze. In Veneto parte (da Castelfranco by Velevet Media) un innovativo progetto di sviluppo.

MANAGER DELLA FELICITÀ IN AZIENDA

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L’innovativo progetto sta ai nastri di partenza. È rivolto alle aziende che vogliono crescere bene. Il baricentro dell’intelligenza imprenditiva, by Velevet Media già orientata al “glocal“, si trova al centro del Veneto, esattamente a Castelfranco.

Forse non è un caso che l’innovazione per le imprese nasca proprio nella splendida Città del Giorgione. Prima di tutto le persone. Si tratta di un segno verso l’atteso nuovo Rinascimento per il rilancio del Lavoro e l’Economia? Vedremo, ma sappiamo che l’innovazione cresce condividendo conoscenze, emozioni e idee. Sta di fatto che, richiamando la figura del Giorgione, c’è pure un legame storico con Leonardo da Vinci e il prossimo anno verrà celebrato il 500^ anniversario del più grande genio italiano.

Per le aziende interessate al progetto è già possibile prenotare il servizio con l’obiettivo fondamentale di valorizzare i processi di team building.

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Bassel Bakdounes, Ceo dell’azienda di marketing e comunicazione Veneta, parla semplice. In poche parole spiega che il servizio offre “un coach delle emozioni per aumentare la produttività in ufficio”.

Infatti, conoscere i propri colleghi di lavoro, apprezzarne le capacità e valorizzarne le eccellenze per crescere come gruppo, è una delle sfide più importanti che le aziende affrontano. Tanto più in fase espansiva, quando improvvisamente decine di nuovi dipendenti appaiono in ufficio e le scrivanie si moltiplicano. Senza dimenticare poi le esigenze dei clienti, sempre altissime: servono creatività e coraggio per rispondere ad aspettative enormi in tempi sempre più brevi.

Per questo Velvet Media, società di comunicazione web e social media marketing, da metà settembre ha deciso di introdurre in azienda una psicoterapeuta. Una volta a settimana sarà a disposizione di tutti i 130 dipendenti per aiutarli nel loro personale processo di crescita all’interno degli staff attraverso i quali Velvet Media gestisce circa mille clienti.

Una scelta, quella di introdurre il “manager della felicità”, che pone Velvet Media come pioniere a livello nazionale per aziende di questo tipo. Si ispira ai modelli internazionali di management che hanno visto la nascita di figure come il Chief happiness officer (Cho) e il Leadership & learning manager (Llm). A volerla Bassel Bakdounes, giovane imprenditore che si ispira al rock and roll per la gestione della società.

Da un buon io deriva un buon noi, lo diceva Michael Gruneberg, pioniere nello studiare la soddisfazione sui posti di lavoro, già nel 1979”, spiega il Ceo di Velvet Media. “Abbiamo deciso di introdurre questa figura per migliorare il welfare aziendale. Siamo certi che se i nostri dipendenti sono più felici, ameranno di più lavorare e per questo ci aiuteranno a raggiungere risultati migliori”.

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La figura scelta per oliare il delicato ingranaggio emozionale della società è la dottoressa Damarì Feltracco, 41enne originaria di Riese Pio X, nel Trevigiano: psicologa e psicoterapeuta clinica e di comunità, è titolare di uno studio privato di psicologia clinica e psicoterapia fenomenologica psicoanalitica individuale, di coppia e di gruppo sempre a Riese Pio X.

Lei, per spiegare il suo ruolo strategico cita una frase di Daniel Goleman, psicologo statunitense noto per la sua trattazione sull’intelligenza emotiva. “L’umore determina l’efficacia delle persone sul posto di lavoro. Le emozioni euforiche, in particolare, predispongono alla cooperazione, all’onestà e a una maggiore produttività”. Poi incalza: “Il supporto psicologico all’interno dell’azienda rende possibile la creazione di un clima ottimale e di una rete operativa interpersonale con l’obiettivo comune di mettere in gioco la propria autenticità nel rapporto di lavoro a differenti livelli”.

Studi condotti in diversi paesi e settori peraltro confermano che il coach delle emozioni accresce sia l’equilibrio psichico del singolo lavoratore, sia il suo ruolo all’interno del team dove si rivela promotore di un clima più collaborativo. “La nostra azienda cresce a ritmi vertiginosi, a maggio avevamo già raggiunto il fatturato dello scorso anno: in questo momento stiamo lavorando ad un piano di aperture commerciali e di filiali in tutto il Nord Italia”, chiude Bakdounes, che in queste settimane sta inserendo molte figure commerciali in azienda. “Accelerare i processi di integrazione umana e professionale nel flusso di lavoro è la nostra priorità. E, se mi permettete, la mia è quella di lavorare in un ambiente sereno e motivato. Meglio trovare sorrisi che musi duri in azienda, no?”.

VELVET MEDIA IN PILLOLE

Marketing management, web marketing e new media: sono questi gli ambiti che pongono Velvet Media, agenzia di comunicazione di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, ai vertici nazionali nel settore. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi gestisce il marketing in outsourcing di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 130 persone in continua espansione. Il bilancio 2017 è stato chiuso a tre milioni, per il 2018 si attende una crescita a doppia cifra. In tutto, si stima che l’agenzia abbia generato un indotto di circa cento milioni di euro di investimenti in marketing di vario tipo. Il core business è la gestione della comunicazione aziendale a tutti i livelli: dalla grafica al video maker, dalla fotografia allo sviluppo di siti fino al professionista della lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune società parallele, che hanno sviluppato specializzazioni dal nel mondo dello Sport (Velvet Sport), nell’hotellerie (Velvet Planet) ma anche nella gestione delle reti wi fi e degli influencer sui social (Velvet Touch). Negli ultimi anni in Italia sono state aperte due filiali: a Jesolo, in via Aquileia, e in Trentino Alto Adige a Levico Terme. Con l’apertura delle agenzie sorelle negli Stati Uniti, a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai Velvet agevola il processo di internazionalizzazione delle pmi. La creatività italiana è vincente all’estero come dimostra l’entrata nel network “Worldwide partners global agency”, rete mondiale composta da 64 società di 40 nazioni diverse nella quale Velvet è l’unica rappresentante per l’Italia.

Fonte foto e info: Ufficio Stampa Velvet

Immagine: John Hain