Concorsi, Creative Commons, Innovazione, Società della Conoscenza, Web 2.0

A scuola di innovazione con Garamond partner e sponsor editoriale

Le nuove tecnologie e i prodotti multimediali possono essere di grande aiuto sui banchi di scuola e questo concorso vuole promuoverne l’utilizzo, diffondendo le migliori esperienze realizzate in Italia. Rivolto alle scuole primarie e secondarie, il premio è aperto fino al prossimo 18 marzo 2010

La tecnologia fornisce oggi un’occasione storica, che permette alla scuola di uscire dal suo tradizionale isolamento e di modellarsi in forme diversamente distribuite. E’ in quest’ottica che nasce il premio A scuola di innovazione – organizzato da Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’InnovazioneMinistero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con ForumPa – dedicato agli innovatori di domani, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento collaborativo e lo scambio di esperienze.

Gli amici di Garamond sono partner ed unico sponsor editoriale. Garamond è una casa editrice di Roma nata nel 1989 specializzata sull’uso didattico delle tecnologie digitali e di rete. Produce contenuti (libri, e-book, learning object) e strumenti (programmi autore, piattaforme di rete, sistemi hardware e software). Garamond cura la formazione e l’aggiornamento dei docenti che viene svolta soprattutto in modalità e-learning.

una costante azione di ricerca e sperimentazione sul campo, dalla quale origina ogni nuova iniziativa.

Il premio è rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado che abbiano prodotto o abbiano intenzione di produrre oggetti digitali per la didattica e che siano interessate a condividerli con il mondo della scuola.
La candidature possono essere presentate esclusivamente on line, utilizzando l’apposita scheda di candidatura, disponibile sul sito www.premioscuolainnovazione.it. L’inoltro on line delle candidature sarà possibile fino alle ore 24 del 18 marzo 2010.

Le scuole si possono candidare presentando Contenuti Didattici Digitali (CDD) appartenenti a  queste categorie:

  • Giochi educativi
  • Lezioni ed esercizi multimediali su specifiche discipline o ambiti disciplinari
  • Simulazioni ed esperimenti
  • Oggetti a sostegno della didattica per i diversamente abili
  • Oggetti per la sensibilizzazione su tematiche sociali, interculturali, ambientali, pari opportunità e di attualità

Cardine dell’iniziativa è lo spirito di condivisione: i contenuti digitali, infatti, devono essere distribuiti secondo le licenze Creative Commons, che permettono agli autori di mantenere la paternità delle proprie opere e, allo stesso tempo, ne consentono l’uso simultaneo, la distribuzione o l’eventuale rielaborazione a tutti coloro aderiscono a questo modello di licenze.
I migliori oggetti proposti saranno pubblicati all’interno della Libreria Digitale del portale InnovaScuola.

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Cos’è Creative Commons?

Licenze Creative Commons (CC) è la denominazione di alcune licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 dalla Creative Commons, un ente non-profit statunitense fondato nel 2001. Sono state quindi tradotte in italiano e adattate al nostro sistema giuridico da un gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino.

La filosofia su cui è fondato lo strumento giuridico delle licenze CC si basa sullo slogan “Some Rights Reserved” (alcuni diritti riservati), una graduale sfumatura intermedia fra il modello “tutti i diritti riservati” tipico del copyright tradizionale e il modello “nessun diritto riservato” tipico del pubblico dominio integrale o di una sorta di no-copyright. In sostanza l’autore può decidere quali diritti riservarsi e quali cedere a terzi, riguardo l’utilizzo dei contenuti originali da lui creati.

Una curiosità sull’origine del nome Creative Commons Nell’articolo The tragedy of the commons del 1968 (“La tragedia dei benicomuni”) l’economista Garret Hardin sosteneva che i beni comuni, ovvero quelli di proprietà di nessuno ma di cui tutti possono beneficiare, sono sempre destinati alla rovina: «La rovina è la destinazione verso la quale tutti gli uomini si affrettano, ciascuno perseguendo il proprio massimo interesse in una società che crede nella libertà di accesso ai beni comuni. Questa libertà porta la rovina a tutti quanti.» (Breve estratto della versione italiana disponibile alla pagina web www.oilcrash.com)

I teorici di Creative Commons sostengono invece che i beni come i prodotti della creatività e dell’ingegno umano non sono soggetti a deperimento poiché ogni creazione aumenta il suo valore sociale quante più sono le persone che ne possono beneficiare (oltretutto la creatività umana, a differenza di altre risorse naturali, non ha limiti).  Per questo possiamo parlare di una “comedy of the commons”, dove però i beni comuni sono beni comuni creativi, appunto dei “creative commons”.

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Bando Premio Scuola Innovazione

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Fonti:

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Comunicazione, Eventi, Innovazione, Obama, Pedagogia, Società della Conoscenza

OBAMA: discorso agli studenti e programma 2009.2012

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Questo riportato sotto è il discorso del presidente americano Barack Obama tenuto sul web e in tv l’8 settembre 2009 in occasione della riapertura delle scuole dalla Wakefield High School di Arlington, in Virginia, davanti a centinaia di studenti di tutto il paese dai sei a 18 anni.

Prima di passare alla lettura del discorso, è apportuno sottolinerare che nel programma ufficiale di Obama, quello presentato in campagna elettorale, si trovano interessanti spunti sul tema della formazione e delle nuove tecnologie.

Nell’introduzione di questo file Programma ufficiale di Obama 2009.2012 sviluppo e innovazione tecnologica viene chiaramente individuato un problema da risolvere e viene citato un recente studio internazionale nel quale si è “scoperto che le valutazioni nelle materie scientifiche degli studenti degli Stati Uniti sono peggiori rispetto a quelle degli studenti di altre 16 nazioni economicamente sviluppate, addirittura 20 nel caso delle abilità matematiche. Solo un terzo degli insegnanti di scienze delle scuole medie è qualificato a insegnare la propria materia e soltanto metà degli insegnanti di scienze matematiche ha una formazione in questa disciplina”.

Merita inoltre particolare attenzione il progetto del partito di Obama che si pone l’obiettivo di introdurre un Kindle in ogni zainetto, cioè un E-Book di testo nelle scuole americane.

Discorso di Obama agli studenti, 8 settembre 2009

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So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile.

Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per me non è un picnic, ragazzo».

Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.

Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze.

Oppure potreste diventare un sindaco o un senatore o un giudice della Corte suprema ma lo scoprirete solo se parteciperete a un dibattito studentesco. Non è solo importante per voi e per il vostro futuro. Che cosa farete della vostra possibilità di ricevere un’istruzione deciderà il futuro di questo Paese, nulla di meno. Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera.

Vi occorreranno la creatività e l’ingegno che vengono coltivati in tutti i corsi di studio per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento.

Mi è successo, so com’è. Mio padre lasciò la famiglia quando avevo due anni e sono stato allevato da una madre single che lottava ogni girono per pagare i conti e non sempre riusciva a darci quello che avevano gli altri ragazzi. Spesso sentivo la mancanza di mio padre. A volte mi sentivo solo e pensavo che non ce l’avrei fatta. Non ero sempre così concentrato come avrei dovuto.

Ho fatto cose di cui non vado fiero e sono finito nei guai. E la mia vita avrebbe potuto facilmente prendere una brutta piega.

Ma sono stato fortunato. Ho avuto un sacco di seconde possibilità e l’opportunità di andare al college e alla scuola di legge e seguire i miei sogni. Qualcuno di voi potrebbe non godere di questi vantaggi. Può essere che nella vostra vita non ci siano adulti che vi appoggiano quanto avete bisogno. Magari nelle vostre famiglie qualcuno ha perso il lavoro e il denaro manca. O vivete in un quartiere poco sicuro, o avete amici che cercano di convincervi a fare cose sbagliate. Ma, alla fine dei conti, le circostanze della vostra vita – il vostro aspetto, le vostre origini, la vostra condizione economica e familiare – non sono una scusa per trascurare i compiti o avere un atteggiamento negativo. Non ci sono scuse per rispondere male al proprio insegnante, o saltare le lezioni, o smettere di andare a scuola. Non c’è scusa per chi non ci prova.

Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di intraprendere qualche attività extracurricolare o fare del volontariato. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio.

E in tutto questo, spero vi laviate molto le mani e ve ne stiate a casa se non state bene in modo da evitare il più possibile il contagio dell’influenza quest’inverno. Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la tv vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma è poco probabile, la verità è che il successo è duro da conquistare.

Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio. Con la scuola è lo stesso. Può capitare di dover fare e rifare un esercizio di matematica prima di risolverlo o di dover leggere e rileggere qualcosa prima di capirlo, o dover scrivere e riscrivere qualcosa prima che vada bene. La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio.

È la storia degli studenti che sedevano ai vostri posti 250 anni fa e fecero una rivoluzione per fondare questa nazione. Di quelli che sedevano al vostro posto 75 anni fa e superarono la Depressione e vinsero una guerra mondiale. Che combatterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla Luna. Di quelli che sedevano al vostro posto 20 anni fa e hanno creato Google, Twitter e Facebook cambiando il modo di comunicare.

Così, vi chiedo, quale sarà il vostro contributo? Quali problemi risolverete? Quali scoperte farete? Il presidente che verrà di qui a 20, 50 o 100 anni cosa dirà che avrete fatto per questo Paese? Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per saper rispondere a queste domande. Mi sto dando da fare per garantirvi classi e libri e accessori e computer, tutto il necessario al vostro apprendimento. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Quindi non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo.

Si ringrazia:

  • Garamond per la segnalazione
  • La Stampa per la disponbilità del testo
  • International press per le immagini

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