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10 step per sviluppare un piano di marketing sociale

Questo articolo è dedicato alla sintesi e l’adattamento della riflessione di Philip Kotler e Nancy Lee sul processo logico da seguire per sviluppare un piano di marketing sociale.

Il marketing sociale trova le proprie radici in molteplici discipline (psicologia, sociologia, antropologia, teorie economiche e della comunicazione…) che contribuiscono a esaminare e comprendere cosa determina il comportamento umano, inteso quale risultante di fattori ambientali, sociali e individuali

L’interessante materiale elaborato da DoRS, Regione Piemonte, è utile per le organizzazioni profit, nonprofit e per il settore pubblico.

download file: Come sviluppare un piano di Marketing Sociale

Ecco i 10 passi suggeriti:

  1. Descrivere il background dello scopo e del focus del piano
  2. Analizzare il contesto
  3. Selezionare i potenziali destinatari (target market)
  4. Definire gli obiettivi
  5. Identificare la concorrenza, le barriere e i fattori motivanti
  6. Posizionare il desiderio
  7. Sviluppare la strategia di marketing mix (4P)
  8. Definire il piano per il monitoraggio e la valutazione
  9. Definire il budget e reperire i finanziamenti
  10. Definire il piano operativo

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Merita la segnalazione di DoRS, un innovativo servizio pubblico finanziato dalla Regione Piemonte – Assessorato alla tutela della salute e sanità. DoRS è indirizzato alle Aziende ASL e ASO, agli operatori della scuola, della ricerca, dell’associazionismo e a coloro i quali, a vario titolo, operano nel campo della Prevenzione e della Promozione della Salute.

credits:

Formazione, ISFOL

La formazione nelle imprese in tempo di crisi – Ricerca ISFOL

L’Italia occupa una delle ultime posizioni europee circa il dato delle imprese che hanno realizzato formazione (32%), rispetto alla media europea del 60%, ma dalla ricerca “Rilevazione dei mutamenti delle prassi formative delle imprese a fronte della crisi economica”, realizzata dall’ISFOL in accordo con il Ministero del Lavoro, emerge una sostanziale tenuta degli investimenti in formazione anche durante il periodo di crisi (download file pdf ISFOL Rapporto 2009 sulla Formazione continua SINTESI).

Il 34% delle imprese del campione, infatti, ha realizzato attività di formazione, al di là degli obblighi di legge con sensibili differenze rispetto alle dimensioni d’impresa. L’incidenza è maggiore tra le imprese grandi (72%) e medie (58%) e minore tra le imprese artigiane (30%, rispetto al 38% circa delle non artigiane).

La rilevazione è stata effettuata nella seconda parte del mese di settembre 2009 su un campione di più di 3mila imprese, rappresentativo di un universo di oltre 400mila imprese con almeno sei addetti dei quali almeno uno formalmente dipendente.

Da una prima analisi sulle motivazioni della formazione in periodo di crisi emergono complessivamente comportamenti “non difensivi” che denotano la maturazione di una strategia di prevenzione e rilancio da parte delle imprese. Per il 23% del campione la formazione è servita infatti a sostenere la competività aziendale, mentre per il 73% ha riguardato l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori. Sembra dunque residuale la formazione, di impronta tipicamente “difensiva”, realizzata al fine di ricollocare il personale e di mantenere i livelli occupazionali.

Il finanziatore più rilevante della formazione in periodo di crisi è il settore pubblico, seguito dai Fondi Paritetici Interprofessionali.

Formazione, Imprese 2.0, Innovazione, Padova, Pubblica Amministrazione

Saper fare rete: il dirigente e le reti per lo sviluppo del territorio

Fare sistema: andiamo oltre lo slogan

Oggi, siamo tutti coscienti del fatto che per ottenere uno sviluppo sostenibile del territorio è necessario “fare sistema”, ovvero unire le forze e collaborare con l’obiettivo di sviluppare l’economia, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita della comunità locale.

Ma com’è possibile passare dalle buone intenzioni ai risultati?

L’equilibrio conduce pi facilmente al risultato Il successo di questi processi dipende da due aspetti fondamentali: l’abilità di chi, in qualità di attivatore del processo, si fa garante dei bisogni e delle esigenze di ogni soggetto locale, facilitando l’individuazione di un obiettivo di sviluppo comune e condiviso; la capacità del “sistema” di istituire un organismo di governance in grado di rappresentare equamente gli interessi di tutte le parti in gioco e dotato delle necessarie competenze tecniche. L’esperienza ci dice che questo può concretizzarsi solo attraverso un “percorso di rete”, realizzato da un insieme di attori, di intelligenze, di motivazioni, di interazioni, di competenze differenti collegati tra loro. Facile enunciarlo, molto meno realizzarlo.

Ecco allora l’occasione per approfondire il tema con questa interessante proposta (anche nel prezzo) di formazione:

  • Quando: Venerdì 26 marzo 2010, dalle 10 alle 17
  • Titolo: “Saper fare rete: vengo anch’io? Sì tu sì!”.
  • Destinatari: dirigenti pubblici sulle reti per lo sviluppo del territorio
  • Dove:  Padova – Confservizi Veneto- V.le della Croce Rossa, 62/3
  • Iscrizione: 250€ + IVA
  • Info:  MartiniAssociati – Netpoint di Padova, tel. 049.656158, e-mail: padova@martiniassociati.it
  • Download programma SAPER FARE RETE pdf

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