Comunicazione, digitale, Facebook, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Social Network, Web 2.0

Facebook festeggia i 400 milioni di utenti e lancia la nuova home page personale

Festeggia il sesto compleanno e 400 milioni di utenti nel mondo, così Facebook coglie l’occasione per cambiare look e funzionalità.

Da questa mattina gran restyling nell’home page personale di 80 milioni di persone e aziende. L’operazione dovrebbe chiudersi in giornata

I cambiamenti più rilevanti riguardano la disposizione dei contenuti in homepage. In alto a sinistra, vicino al logo del social network, si possono vedere le nuove  icone relative a notifiche (più grandi e stilizzate in riga), messaggi non letti e richieste di amicizia. Con un click appare l’anteprima del contenuto, così è più veloce e si guadagna in tempo dedicato.

Nella fascia a sinistra del layout è visibile un sintetico elenco degli amici che sono online, come prima vale la regola “ti vedo se mi faccio vedere”. Invece, in alto a destra, alla voce “account” sono visibili i link per gestire il profilo, visualizzazione foto, privacy, eventi… gli album degli amici assumono rilevante centralità in mezzo alla pagina.

Interessante la soluzione adottata per spiegare le modifiche, sembra un cruscotto:

Comunicazione, digitale, Facebook, libri, Marketing, Partecipazione, Social Network, Software libero, Twitter, Web 2.0

Facebook e Twitter: 2 libri di Federico Guerrini

Studio Baroni riceve e pubblica volentieri news su due libri dell’amico autore Federico Guerrini.

Per gli utenti italiani di Facebook, il social network più famoso al mondo, è il momento dei bilanci. Dopo l’ondata di entusiasmo dello scorso anno, che ha decuplicato in pochi mesi il numero di iscritti alla piattaforma, per molti è l’ora dei dubbi e dei ripensamenti. Un atteggiamento di diffidenza generato spesso da una scarsa conoscenza del mezzo. Quanti dei milioni di membri di Facebook, infatti, sanno davvero come sfruttarne tutte le potenzialità ed evitare i principali rischi?

Questo libro di Federico Guerrini, facebookiano della prima ora e autore di numerose pubblicazioni su Internet e sulle nuove tecnologie, analizza a fondo il fenomeno Facebook: dai suoi riflessi sul mondo del lavoro e sulle storie sentimentali, ai problemi di privacy e tecnodipendenza che affollano le cronache di tutti i giornali. Grande attenzione viene dedicata all’uso consapevole di Facebook e alle applicazioni più utili per trasformare e potenziare l’esperienza di social networking. C’è anche lo spazio per azzardare qualche previsione sugli scenari futuri del Web, in cui Facebook potrebbe recitare sempre più un ruolo da protagonista.

Argomenti trattati nel libro:

  • In continua evoluzione
  • La nuovissima interfaccia utente
  • Applicazioni “Must”
  • Il lato oscuro di Facebook: rischi e precauzioni
  • Per un utilizzo consapevole e sicuro
  • Strategie e scenari futuri
  • Partnership, alleanze e integrazioni

IL MONDO SEGRETO DI TWITTER, recensione di Danilo Ruocco

Twitter è il luogo in cui si comunica a botta di messaggi non superiori a 140 caratteri. Molti non lo amano proprio per la brevità che impone. Altri lo amano proprio per questo. Tanti non vedono l’utilità di usare il microblogging, altri lo usano e basta, senza chiedersi a cosa realmente possa essere utile.

A cosa sia utile Twitter lo decide solo chi Twitter usa. Ogni utente – si può quasi dire senza tema di smentita – fa storia a sé, pur entrando in una enorme community di users.

La nota semplicità di Twitter che consiste non solo nella brevità dei messaggi da postare, ma nel fatto che tutto ruoti attorno a un’unica domanda (“Che c’è di nuovo?”), può trarre in inganno sulle molteplici possibilità che il microblogging creato tramite la piattaforma apre e offre. Esse, infatti, sono tali e tante che per gestirle al meglio la piattaforma Twitter da sola non basta. A venire in soccorso degli utenti ci sono le applicazioni di terze parti, ognuna delle quali si occupa di allargare e monitorare uno o più servizi e opzioni di Twitter.

Di applicazioni ne esistono davvero tantissime e delle più svariate, usabili sia scaricandole sul proprio computer, sia direttamente tramite il browser, sia con il cellulare.

A dare una panoramica di quello che è possibile ottenere e fare da e con Twitter e le varie applicazioni terze ci pensa un libretto di 144 pagine scritto da Federico Guerrini per la collana “I grandi libri di PCWorld” titolato assai correttamente Alla scoperta di Twitter (acquistabile in edicola oppure online, sul sito shop.nuovaperiodici.it).

Il libro è agile e approfondito e spiega in modo chiaro non solo la piattaforma “madre”, ma anche le varie applicazioni terze (loro utilizzo e finalità). Spiega anche come integrare il proprio “cinguettio” con gli altri social network come Facebook, FriendFeed e LinkedIn o come integrarlo con il proprio account GMail.

Un volumetto che vale la pena di essere letto anche dagli utenti “base” di Twitter, al fine di rendersi conto delle possibilità cui si può accedere e, magari, decidere di variare e/o integrare l’utilizzo che fin qui si è fatto del microblogging.

Per alcuni, Twitter è solo un mezzo per i malati di esibizionismo per far sapere a tutti ogni più piccolo dettaglio della loro vita quotidiana in tempo reale: da quando si alzano al mattino al menù del pranzo o della cena; per altri, è uno strumento straordinario, capace di raccontare in diretta rivoluzioni e organizzare i soccorsi in caso di catastrofi naturali o prodotte dall’uomo. Comunque sia, Twitter, il social network del “cinguettìo” lanciato nel 2006 da Jack Dorsey, Biz Stone, Evan Williams e altri, è un fenomeno con cui fare i conti. Capace di contendere a Facebook il primato di miglior social network del mondo…

Federico Guerrini è nato a Milano nel 1972. Giornalista e scrittore, si è occupato di cronaca, cultura e automotive e ha lavorato come traduttore, lettore e valutatore di manoscritti, creatore di prodotti multimediali e addetto stampa. Da qualche anno si dedica al settore delle nuove tecnologie, collaborando con PCWorld Italia e scrivendo libri, concentrandosi in particolare sull’argomento dei social network e sull’uso consapevole di Internet. Ha pubblicato finora: “Tutto su Facebook” (Hoepli, 2008), “Trovare lavoro in Rete” (Hoepli, 2009), “Proteggi la tua privacy”, “Internet Utile”, “Alla scoperta di Twitter”, “facebook reloaded”.

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Il successo di un sito web? Non solo una questione di traffico: i casi Istat, SIS e Sistan

(Articolo di Daniele Frongia tratto da www.sis-statistica.it)

Il posizionamento e il successo di un sito

Come si analizza il successo o l’insuccesso di un sito web o un blog? Esistono numerosi software per l’analisi del traffico di un sito che si basano, prevalentemente, sul numero dei visitatori. Questi strumenti offrono una serie di informazioni come il numero di visitatori, le pagine più visitate, il tempo di permanenza medio, le pagine che attraggono il maggior numero di clic iniziali, o finali, le parole chiave utilizzate per arrivare al sito e l’analisi della distribuzione dei visitatori per provenienza geografica.

Ma è corretto dire che il successo di un sito è una funzione del solo numero di visitatori? Una nuova generazione di strumenti offre oggi l’opportunità di misurare il successo di un sito tenendo meglio conto della sua natura multidimensionale. In particolare possiamo vedere il successo di un sito in funzione, oltre che del traffico, anche del suo posizionamento nella rete [] ovvero della sua solidità di carattere “infrastrutturale”. Il posizionamento è dunque uno dei presupposti per un successo solido e duraturo del sito.

Se da un lato possiamo affermare che il successo di un sito è funzione del traffico e del suo posizionamento, dall’altro non possiamo pensare che la misura di tale successo sia completamente determinabile: il successo è infatti di natura prevalentemente soggettiva, e il dibattito al riguardo è in continua evoluzione. In questo articolo non proporremo quindi alcuna sintesi di questi due fattori per produrre un unico indice del successo.  Tratteremo invece più specificamente il posizionamento: l’aggiunta di questa dimensione di analisi è un aiuto concreto per migliorare la corrispondenza fra misurazione e percezione.

Possiamo descrivere il posizionamento con una metafora: mentre le classiche analisi quantitative sul traffico ci dicono quanti sono e cosa fanno gli ospiti nella nostra casa, l’analisi del posizionamento prova a dirci come e dove è situata la casa, se è in centro o in periferia, se è collegata ad altre strutture, se è così importante e ben vista da influenzare il vicinato (guarda che bel portone, lo voglio anch’io) e così via.

L’analisi del posizionamento fornisce inoltre indicazioni utili per confrontare siti di categorie diverse (se repubblica.it ricevesse 100.000 visite al giorno sarebbe un flop; di contro, un sito altamente specialistico, ben posizionato e con 1000 visite al giorno sarebbe un successo strepitoso) e su sottoreti specifiche, come vedremo nell’ultimo paragrafo, con risultati più puntuali e significativi. In questo articolo definiamo quindi un sito ben posizionato (o centrale) come influente e rilevante nella rete.

Primi metodi di misura del posizionamento

Per definire meglio il posizionamento occorrono due brevi premesse teoriche: il sistema di punteggio assegnato da Google alle pagine web e i recenti studi sulle reti complesse.

Google PageRank (PR). Google assegna a ciascuna pagina  presente nel suo database un proprio punteggio, il PageRank, che consiste in un numero compreso tra 0 e 10, calcolato sulla base di numerose variabili.

Basato sullo specifico carattere “democratico” del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un “voto” espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine “importanti” hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere “importanti” anche le pagine collegate. PageRank assegna ai siti Web importanti e di alta qualità un “voto” più elevato di cui Google tiene conto ogni volta che esegue una ricerca. (Google)

Google PageRank

Analisi delle reti complesse. L’analisi delle reti nasce nel Settecento con il problema dei ponti di Eulero, padre della teoria dei grafi. Da allora l’analisi è stata prevalentemente usata per le reti sociali, con i primi studi di Huber (1802), passando poi per Comte, Galton, Watson, LeBon, Simmel, Marconi (il primo a parlare dei sei gradi di separazione), Moreno e così via dal dopoguerra in poi, con il contributo di molti sociologi e matematici. L’analisi delle reti sociali (social network analysis) ha trovato pieno consolidamento negli anni ’70 per poi trarre nuova linfa dagli studi dei fisici, primi tra tutti quelli di Barabási e della sua equipe alla fine degli anni ‘90. Uno dei risultati più importanti del lavoro di Barabási è l’aver individuato un tratto comune in tutte le reti complesse (WWW, Internet, neuroni-dendriti del cervello, catene alimentari, alleanze aziendali ecc.): la distribuzione del numero di link ricevuti da parte di un nodo segue una legge di potenza. Come noto, infatti, leggi di potenza ricorrono nella distribuzione di probabilità di numerosi fenomeni tra cui il numero di collegamenti ai siti web: le pagine web che ricevono moltissimi link sono pochissime, mentre sono moltissime quelle che ne ricevono zero o uno. 

Legge di potenza

Dunque anche per il PR, che è direttamente proporzionale a numerose variabili tra cui i link in entrata, può essere fatto un discorso analogo. Il punteggio in decimi del PR non va dunque inteso come quello scolastico: la stragrande maggioranza delle pagine ha infatti un PR pari a 0, il valore 3 è già un risultato discreto, 5 è molto buono mentre valori più alti sono generalmente raggiunti da un ristretto sottoinsieme di ottimi blogger, siti di grandi imprese o enti pubblici, oltre che, ovviamente, da giganti come GoogleMicrosoftWikipedia. I siti elitari così ricchi di link e con un alto PR sono chiamati hub.

Per Google il PR è un indicatore necessario e sufficiente a dare un’indicazione del posizionamento. Ma oltre al PR, quali altri indicatori è possibile utilizzare per misurare il posizionamento?

E’ possibile, ad esempio, considerare i seguenti indicatori (il cui contributo è assente o presente in modo marginale nel PR):
- Yahoo backlink: numero di collegamenti ipertestuali indicizzati da Yahoo alle pagine del sito;
- Wikipedia: numero collegamenti esterni negli articoli di Wikipedia alle pagine del sito;
- Delicious: numero segnalibri Delicious in cui viene citato il sito;
- DMOZ: numero collegamenti DMOZ in cui viene citato il sito;
- Twitter: numero tweet di Twitter in cui viene citato il sito;
- Digg: numero articoli su Digg in cui viene citato il sito.

Un sito che presenta valori alti di questi indicatori è ben posizionato nella sua categoria: i suoi contenuti sono sulla bocca di tutti, esso viene “ascoltato”, può influenzare altri siti, insomma è un attore che gode di una posizione (meritatamente) privilegiata nella rete.

Una misura del posizionamento può essere calcolata mediante un’opportuna sintesi di questi indicatori. Vediamo, in pratica, come è possibile procedere.

SIS, Sistan e Istat a confronto

Confrontiamo tre siti che si occupano di statistiche ufficiali e di promozione delle scienze statistiche: l’Istituto Nazionale di Statistica (www.istat.it), il Sistema Statistico Nazionale (www.sistan.it) e la Società Italiana di Statistica (www.sis-statistica.it).

In generale è possibile definire delle misure sintetiche per ciascun sito, seguendo opportune metodologie, ciascuna delle quali prevede la normalizzazione, la standardizzazione e infine l’aggregazione degli indicatori elementari. In questo caso applichiamo il Mazziotta Pareto Index (MPI), un indice sintetico nato in Istat che sopperisce ai fenomeni di compensazione tra indicatori e che varia tra 70 e 130. Per costruire l’indicatore si utilizza una funzione di aggregazione basata sulla non sostituibilità dei caratteri; in questo caso si ritiene infatti che gli indicatori elementari scelti siano egualmente importanti ai fini della valutazione del posizionamento. In particolare, per l’MPI presentato nel prospetto seguente, sono stati presi in considerazione solo il PR e i primi due indicatori (Yahoo e Wikipedia), dal momento che i servizi Delicious, Twitter, DMOZ e Digg sono ancora poco diffusi in Italia.

Per il calcolo del MPI sono stati utilizzati solo i primi tre indicatori. Dati rilevati il 13/09/2009.

Questi risultati indicano che i siti considerati possiedono contenuti di qualità, pertinenti al mondo della statistica ufficiale e che godono di una discreta centralità nella rete. Tuttavia, in un’analisi comparata con altri istituti di statistica europei, la posizione dell’Istat, così come quella della SIS e del Sistan, è certamente migliorabile.

Nuovi metodi di misura del posizionamento

L’approccio precedente presenta alcuni punti deboli tra cui la soggettività della scelta degli indicatori e il fatto che non siano indipendenti. Per queste ragioni, in alternativa, possono essere presi in considerazione nuovi metodi come ad esempio il Coolhunting for Trends on the Web del MIT, che consente di misurare e monitorare il posizionamento di marche, blog o siti sul Web con un approccio basato sia sui database di Google che sulle classiche misure di centralità della social network analysis. L’obiettivo di questo paragrafo è di fornire una prima presentazione di CONDOR, lo strumento software sviluppato nell’ambito progetto del MIT, rispetto ad alcuni risultati ottenuti mediante l’analisi del sito dell’Istat. CONDOR  consente di rappresentare e analizzare le sottoreti tematiche di un sito, ovverosia il sottoinsieme del Web dove il sito viene citato. Di seguito è riportata la blogosfera di riferimento dell’Istat, e cioè l’insieme dei blog dove l’istituto viene citato attraverso un collegamento ipertestuale e i blog ad essi connessi da al più tre gradi di separazione:

Blogosfera Istat.it nel periodo 1-20 settembre 2009
(analisi di Francesca Grippa – UNILE e Daniele Frongia – Istat)

In questo caso l’analisi del posizionamento di un sito può fornire ulteriori informazioni circa le porzioni del Web dove si possono raccogliere e analizzare importanti feedback sul proprio operato e sulla propria immagine.

In conclusione, per l’analisi di un sito occorre tenere in considerazione due fattori: il traffico e il posizionamento nella rete. In questi ultimi anni gli studi di fisici, matematici e sociologi stanno contribuendo a definire nuovi metodi e strumenti per l’analisi del posizionamento. L’argomento non è ancora pienamente maturo ma le potenzialità e le prospettive sono estremamente interessanti, anche per chi produce statistiche ufficiali e diffonde cultura statistica.

Per saperne di più

Analisi delle reti

Freeman L.C. (2007) Lo sviluppo dell’analisi delle reti sociali. Uno studio di sociologia della scienza, FrancoAngeli, Milano

Hanneman R.A., Riddle M. (2005) Introduction to social network methods, University of California, USA

Barabási A.L. (2004) Link. La scienza delle reti, Einaudi, Torino

Frongia, D. (2008), Intervista a Ginestra Bianconi sulle reti complesseSegnalazionIT, Roma

Nuovi metodi di misura del posizionamento

Bennato D. (2009) Vox Internet vox dei! Sarà vero? in Internet Magazine n.134 (gennaio), , pp.26-27, Roma

Gloor P., Krauss J., Nann S., Fischbach K., Schoder D. (2008) Web Science 2.0: Identifying Trends through Semantic Social Network Analysis, USA

Mazziotta Pareto Index

Mazziotta M., Pareto A. (2010) Appendice Metodologia in La dotazione di infrastrutture della sanità, Collana Informazioni, Istat, Roma

L’autore

Daniele Frongia (frongia _at_ istat.it)

Daniele Frongia lavora presso l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) dove si occupa di metodi e strumenti Web 2.0. E’ autore del blog http://segnalazionit.org/.

Ambiente, Comunicazione, digitale, Innovazione, libri, Nanotecnologie, Società della Conoscenza

Comunicare la Fisica

Dal sito Unesco ecco un libro (si può scaricare gratuitamente) in italiano e inglese che spiega cos’è la Fisica.  A cura di Massimo Armeni e introduzione di Piergiorgio Odifreddi.

Come sottolinea anche la Commissione Europea, la scienza e la tecnologia influenzano in maniera crescente la società: «ogni giorno il progresso scientifico e tecnologico fornisce innovazioni essenziali alla nostra qualità di vita. Le nuove scoperte nelle scienze, nella tecnologia dell’informazione, così come nel mondo della fisica, stanno influenzando fortemente le strutture sociali, economiche, politiche e etiche a cui siamo abituati» (estratto da pagina 24).
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Il futuro del lavoro

Interessante presentazione di From Jbrenman che parte da alcune considerazioni su cos’era il web 10 anni fa.

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Marketing virale: ecco sei regole chiave

fonte: http://www.masternewmedia.org

Il marketing virale o viral marketing è un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.

Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”, la conoscenza dell’idea.

1. A nessuno interessa dei tuoi prodotti…

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…eccetto te. A nessuno interessa dei tuoi prodotti ed è difficile che le persone ne parlino. Purtroppo è vero. Se parli dei tuoi prodotti, le persone penseranno subito: “Quant’è noioso, passiamo avanti”.

2. Non obbligare le persone a condividere

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Lo fanno perché a loro piace. Non devi convincerli a condividere le tue cose, facendo una specie di gioco o organizzando un qualche concorso o qualsiasi altra cosa per cui le persone pensino : “Voglio condividere questa cosa perché potrei vincere quel premio”. No, non c’è bisogno di obbligare nessuno.

3. Perdi il controllo delle tue informazioni

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La terza cosa è davvero illogica per molte persone: devi perdere il controllo delle informazioni. Una volta che viene diffuso in giro per il mondo, le persone lo vorranno condividere come più gli piace e tu non devi controllare nulla di tutto questo.

Non hai nessun controllo su ciò si dirà e molte volte ai capi delle aziende non piace questa cosa, perché sono abituati a mantenere il totale controllo sulle informazioni. Ancora, ciò che permette alle cose di essere condivise è l’assenza di controllo e il permesso esplicito di condivisione.

4. Metti le radici

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Devi crearti una base da qualche parte nel Web, un posto in cui ti possano trovare come ad esempio un blog.

5. Crea un stimolo

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La quinta cosa: crea uno stimolo che incoraggi le persone a condividere. Crea qualcosa che sia così avvincente e di valore che le persone dicano: “Cavolo, devo condividerlo!”, ecco, questo è uno stimolo.

Uno stimolo potrebbe un video di YouTube, un post davvero interessante, anche una semplice informazione fuori dal comune.

6. Indirizza il mondo verso la tua porta virtuale

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Se indirizzi le persone verso il luogo in cui fornisci qualcosa, dopodiché invitali anche a guardare i tuoi prodotti. Fondamentalmente, quando condividi qualcosa, desideri trovare un modo grazie al quale i tuoi lettori possano tornare nel luogo in cui tu possa fare affari con loro. Per imparare di più su di te, per leggere qualcosa su di te, comprare il tuo prodotto se hai un’attività di e-commerce o se hai un’attività di consulenza, fornisci le informazioni per contattarti in maniera privata.

Queste sono le regole. Se le seguirai, aumenterai vertiginosamente le probabilità di diffusione dei tuoi contenuti. Se non le seguirai, non significa che la tua creazione non si diffonderà, ma di sicuro incontrerà molti più ostacoli.

fonti:

Ambiente, Città, Concorsi, digitale, enterprise, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Nanotecnologie, Nordest, Padova, Ricerca, Università di Padova

L’innovazione degli incubatori d’impresa universitari: il caso PNICube e il concorso StartUp 2009

PNICube è l’Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition accademiche italiane. Si tratta di una realtà che trova origine su iniziativa del Ministero delle Attività Produttive che nel 2003 finanzia il progetto IUNet (gestito dall’Associazione Incubatori Universitari – AIU), al fine di creare una rete di collegamento tra gli incubatori di impresa universitari. Lo stesso anno prende il via la prima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), una sorta di “coppa campioni” dei migliori progetti di impresa nati in ambito universitario organizzato da cinque Start Cup.

Questi gli obiettivi di PNICube:

  • Scambiare esperienze tra i soci e favorirne la reciproca collaborazione
  • Sensibilizzare e promuovere l’adozione di politiche a favore di iniziative di incubazione di imprese
  • Acquisire risorse indirizzate alle attività di creazione di impresa
  • Promuovere e sostenere i soci nelle collaborazione internazionali
  • Favorire la creazione di start up dalla ricerca
StartUp dell’Anno, giunta alla terza edizione, consiste in un concorso tra le migliori aziende nate nell’ambito della ricerca pubblica che abbiano compiuto la fase di start-up e prevede l’attribuzione di un premio del valore di 10.000 € a quella che ha conseguito le migliori performance tecniche e di sviluppo, a giudizio di una giuria composta da operatori di fondi internazionali ed imprenditori, selezionati da PNICube.

Ecco l’elenco delle aziende finaliste individuate dalla Giuria e presentate lo scorso 8 maggio a Padova:

ACTUA:
www.actuatech.eu
Settore di attività: ICT, E-business, Biotech, meccanica, servizi, altro
Contatto: Stefano Carabelli, stefano.carabelli@polito.it

Actua punta a diventare una holding company per lo sviluppo delle tecnologie sull’efficienza energetica, trasformando tecnologie di nicchia in prodotti. Actua ha attualmente 10 dipendenti e raggiungerà nel 2009 1 M€ di fatturato.

BIOTRACK:
www.biotrack.it
Settore di attività: Biotech
Contatto: Elisa Filippi, info@biotrack.it

Biotrack è nato come spin-off dell’Università degli Studi di Milano nel 2005 dall’intuizione del Prof. Francesco Salamini, emerito scienziato di fama internazionale, e vede la partecipazione di 8 soci: Università di Milano, 4 professori universitari, Parco Tecnologico Padano, Biolab SpA, Biodiversity SpA. L’azienda si avvale di 5 collaboratori a tempo pieno. L’attività di Biotrack ha il suo core business nello sviluppo di progetti di ricerca di proteomica e di trasferimento tecnologico: grazie alle potenzialità tecniche e alle competenze analitiche, l’impresa è in grado di offrire alle aziende del settore agroalimentare e da poco, a quello farmaceutico, studi di proteomica, consulenza scientifica e tecnologica. Biotrack sviluppa soluzioni innovative ad approccio molecolare per lo studio delle proteine attraverso il frazionamento, il profiling e la biomarker discovery grazie ad una piattaforma di proteomica integrata (HPLC-SELDI ToF). Il potenziale mercato di Biotrack e’ rappresentato da 373 aziende con un fatturato complessivo di 53,4 Miliardi di € e medio per azienda di 143 Milioni di €.

DELTA R&S:
www.deltars.it
Settore di attività: Bio-meccanica, ergonomia, sicurezza nello sport, meccatronica, robotica
Contatto: Flavio Merigo, f.merigo@deltars.it

Delta R&S si propone di fornire alle imprese servizi di ricerca e sviluppo relativi a prodotti, processi, apparecchiature e macchinari che consentano alle imprese stesse di migliorare la loro competitività e di innovare il loro sistema aziendale. Delta R&S intende mettere a disposizione delle aziende le migliori competenze (recepite nel campo accademico, della libera professione e di altri centri di ricerca) e organizzarle secondo uno specifico piano di lavoro per ottenere risultati concreti ed applicabili. La società propone al mercato i suoi digitalizzatori (Foot-o-graph, Bust-o-graph), le sue protezioni, i suoi servizi sia al mercato italiano che a quello europeo.  I punti di forza dei nostri prodotti sono costituiti da un’elevata attenzione al cliente (tempi di ripresa brevi, economicità delle protezioni, servizi offerti senza alcun tipo di impatto psicologico o fisico critici) e prezzi estremamente competitivi. Attualmente sono in corso intense attività di marketing per aprire nuovi sbocchi nei mercati del sud est asiatico (Pakistan, Bangladesh, India). Delta R&S occupa un totale di 15 dipendenti e prevede per il 2009 un fatturato di oltre 2 milioni di euro.

ELECTRO POWER SYSTEMS:
www.electrops.it
Settore di attività: Cleantech
Contatto: Emilio Paolucci, emilio.paolucci@electrops.it

Nata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del PNI, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale da 7,8 miliardi di dollari già oggi.  Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. E’ l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top100 di Library House e The Guardian. L’azionariato è diviso tra fondatori e top management, investitori istituzionali e soci industriali.  Dopo tre anni di R&D e fieldtests il 2009 è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.

EVS:
www.evsys.net
Settore di attività: ICT, elettronica
Contatto: Vittorio Murino, vittorio.murino@evsys.net

L’azienda si occupa di progettazione di sistemi di visione su architetture (hardware) embedded rivolti a diversi campi d’applicazione come l’automazione industriale, automotive, la sicurezza e il monitoraggio e la nautica. eVS è specializzata in soluzioni modulari, leggere, compatte e di elevata potenza di calcolo rivolte ad ambienti dove sono necessarie robustezza ed alte prestazioni (FPGA, Field Programmable Gate Array e DSP, Digital Signal Processor). EVS è il primo spin-off dell’Università di Verona e ha ricevuto un finanziamento dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca (MIUR) per un progetto di ricerca. Il fatturato atteso per l’anno 2009 è di quasi 300.000 euro.

FLUIDMESH:
www.fluidmesh.com
Settore di attività: ICT
Contatti: Torquato Bertani, torquato.bertani@fluidmesh.com

Fluidmesh è il leader nello sviluppo di prodotti  wireless per applicazioni critiche, di sicurezza ed industriali. Le soluzioni progettate dall’azienda sono tutte caratterizzate da un incomparabile livello di affidabilità, flessibilità e facilità di utilizzo. L’azienda è focalizzata sullo sviluppo di prodotti wireless per la sicurezza, la videosorveglianza e la trasmissione di dati in grandi aree a rischio. Ogni Fluidmesh non solo trasmette i flussi video delle telecamere direttamente collegate ad esso, ma allo stesso tempo agisce da ponte radio e router “intelligente”, in grado di inoltrare attraverso il percorso ottimale i pacchetti dati ricevuti  da altri apparecchi Fluidmesh.  Mercati di riferimento per Fluidmesh Networks sono le pubbliche amministrazioni, le grandi industrie, i porti turistici e commerciali e le grandi aree turistiche e sportive quali resort, parchi del divertimento e autodromi. Fluidmesh opera principalmente in USA, Canada, America latina, Italia, Francia, Spagna, UK, Medio Oriente e Australia.
Il fatturato previsto per il 2009 supera i 900 mila euro.

GARRISONPOP:
www.garrisonpop.com
Settore di attività: ICT, servizi
Contatti. Paolo Sasso, paolo.sasso@garrisonpop.com

Garrisonpop è una società di servizi rivolti a produttori e distributori di beni di largo consumo. L’obiettivo centrale delle attività di Garrisonpop è dotare i mercati di strumenti innovativi per supplire alle aree di incertezza delle filiere di produzione, distribuzione e marketing.  Il prodotto principale Teleshelf è una piattaforma che automatizza il processo di lettura delle giacenze e delle rotazioni sullo scaffale dei supermercati tramite sensori elettronici (peso, RFID, microswitch, ecc) che immagazzinano il dato e lo trasmettono attraverso un modem GSM o un router WIFI. L’applicazione principale per la sales force automation funziona via SMS.  Teleshelf è venduto come servizio, ovvero viene chiesto un canone di abbonamento mensile per la lettura dei dati tramite il software della società o accedendo al portale della Garrisonpop. Per evitare copie o aggressioni da parte di chi è forte nel mercato dei sistemi per GD o rilevazioni di spazi di mercato, sono stati stretti accordi con i Leader del settore. Lo sviluppo del fatturato con incremento di circa il 100% annuo è costante e confermato dall’andamento dei primi mesi 2009, con una aspettativa di circa 600 mila euro.

KHAMSA:
www.khamsa.net
Settore di attività: ICT
Contatto: Federico Moro, fm@khamsa.net

KHAMSA è un gruppo societario di due società, entrambe start-up fondate nel 2005 dai medesimi fondatori e vincitrici di bandi di innovazione e incubazione (Start-Cup Lombardia e CPStartup Canton Ticino, Svizzera). Operante nel settore dell’Information e Communication Security, KHAMSA offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate). Attualmente si avvale di 20 collaboratori, fra dipendenti, consulenti ed outsourcers, con uffici in Lugano e Milano. Dopo un investimento di Venture Capital (2008) il gruppo è controllato al 66% dai fondatori e al 34% dai soci di capitale di rischio. Il fatturato atteso per il 2009 è di oltre 700 mila euro.

LACHESI:
www.lachesi.com
Settore di attività: Monitoraggio, Ambiente, ICT
Contatto: Domenico Lopreiato, domenico.lopreiato@lachesi.com

LACHESI è una società che sviluppa e commercializza prodotti destinati al monitoraggio delle strutture architettoniche (controllo delle condizioni di esercizio e di sicurezza di ponti, gallerie, dighe e strutture marine) soprattutto in rapporto alle interazioni tra le stesse strutture e l’ambiente in condizioni straordinarie, per esempio in relazione alle alluvioni o a sismi. I prodotti di LACHESI sono indirizzati verso due settori applicativi: le strutture architettoniche moderne e le opere di elevato interesse artistico e storico. Il settore in cui opera LACHESI è dunque rappresentato dalla Civil Engineering, dalla Geotechnical Engineering e dall’Oil and Gas Engineering.  Conta su un team composto da 5 dipendenti ed ha come soci il fondo Piemontech e il Club degli Investitori, quest’ultimo entrato nella compagine sociale a fine 2008. Le previsioni di fatturato per il 2009 si aggirano sui 400 mila euro.

MINTEOS:
www.minteos.com
Settore di attività: ICT (monitoraggio ambientale)
Contatto: Maurizio Savioli, savioli@minteos.com

Minteos opera nel settore del monitoraggio ambientale tramite tecnologie WSN (Wireless Sensor Network). L’architettura realizzata permette, grazie a sensori sul campo, di monitorare e trasferire alert in tempo reale ed a basso costo su una molteplicità di rischi ambientali. I prodotti principali sono legati all’antincendio, alle esondazioni, alle frane, al controllo della qualità dell’aria nelle città e delle acque, alle emissioni di gas nocivi nell’industria, al monitoraggio delle pipeline ed al settore dei rifiuti.
Le specifiche peculiari del prodotto sono riassumibili in: eliminazione dei falsi allarmi, funzionamento automatico; necessità solo di piccole manutenzioni, scalabilità, multifunzionalità.
I settori di destinazione sono rappresentati dalla Pubblica Amministrazione, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Il mercato di destinazione è costituito inizialmente dall’Europa (Italia e Grecia su tutti) e abbraccerà a seguire USA e Australia.
Ha sede in Torino e opera con 15 persone; la struttura societaria è composta da 4 soci di cui uno è un Business angel.
Fatturato 2009 previsto: 1 milione e mezzo di euro.

WAYMEDIA:
www.waymedia.it
Settore di attività: ICT
Contatto: Francesco Baschieri, francesco.baschieri@waymedia.it

Waymedia realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio (come Bluetooth e NFC) per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga. Operano attraverso distributori (per la rivendita dei prodotti), system integrator (per l’inserimento delle tecnologie in progetti di comunicazione/servizio al pubblico più complessi) oppure si rivolgono ad agenzie marketing e concessionarie pubblicitarie per la realizzazione di operazioni di Marketing di prossimità.
Waymedia oggi impiega 13 dipendenti su due sedi: Bologna (Headquarter e R&D) e Madrid (Commerciale per Spagna e America Latina).
La previsione per  il 2009 è di superare il milione di fatturato.

La vincitrice dell’edizione 2009 della StartUp dell’Anno è l’azienda Electro Power Systems di Torino, attiva nel settore dei sistemi a celle a combustibile per la produzione di idrogeno. Il premio è stato consegnato da Barbara Simionati di BMR Genomics, la StartUp dell’Anno 2008.

Nata nell’incubatore I3P di Torino. Fondata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del Premio Nazionale Innovazione, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale che vale già oggi da 7,8 miliardi di dollari. Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. Il fondatore e CEO Adriano Marconetto ha dichiarato: “L’idrogeno è una soluzione per molti problemi energetici, ma dev’essere una soluzione completa e alla portata di tutti. La domanda di mercato c’è: noi abbiamo concretizzato l’offerta. Siamo l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top 100. Dopo tre anni di R&D e field tests, il 2009 per noi è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.”

Al secondo posto si è classificata l’azienda Waymedia, dell’incubatore Alma Cube di Bologna, che realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga.

Al terzo posto si è classificata l’azienda Khamsa dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, che offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate).

Fonte: http://www.pnicube.it

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digitale, Facebook, Google, Innovazione, Marketing, Social Network, Società della Conoscenza, Twitter

Google: realtà aumentata, tempo reale e zeitgeist

REALTA’ AUMENTATA

Google sta testando un nuovo servizio chiamato “Google goggles”. La parola non sarà più al centro dell’attenzione ma lo sarà un’immagine che può essere ricavata utilizzando la fotocamera integrata dei cellulari come se fossero occhiali sul mondo, si tratta di un chip GPS per la geolocalizzazione e la connessione dati per lo scambio di informazioni. Basta scattare una fotografia a un libro, un oggetto o un paesaggio per avviare la relativa ricerca online.

TEMPO REALE

La sfida 2010 di internet è stata lanciata da Google e si chiama “tempo reale”. Dopo aver annunciato, qualche tempo fa, degli accordi con i popolari social network Twitter e Facebook, è adesso possibile vedere una prima implementazione di quegli accordi. In buona sostanza adesso Google è in grado di cercare e pescare informazioni anche da questi social network, aggiornati al secondo, e restituire risultati di ricerca sulle informazioni in tempo reale

Nei prossimi giorni potremo infatti trovare sempre più spesso contenuti provenienti da Facebook o da Blogspot, la piattaforma di blog in questo caso privilegiata perché di proprietà di Google. Quel che più conta, è che questi contenuti saranno aggiornati istantaneamente, e quindi freschissimi. Non è comunque ancora chiaro se verranno etichettati o evidenziati in un modo particolare, o se saranno semplicemente inseriti affianco agli altri risultati.

ZEITGEIST

Ogni anno Google esamina miliardi di ricerche digitate dagli utenti di tutto il mondo allo scopo di scoprire il cosiddetto zeitgeist, lo spirito dei tempi. Così si evince che le parole più cercate su Google, a livello internazionale, sono perlo più due: Michael Jackson, il cantante americano scomparso alcuni mesi addietro, e Facebook, il social network più popolare e popolato del momento.

Tra le news maggiormente richieste troviamo invece il terremoto in Abruzzo, il “sempreverde” Festival di Sanremo e il Grande Fratello nell’edizione scorsa, ma non mancano argomenti particolarmente caldi come il nome di Veronica Lario, la moglie del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le Elezioni Europee 2009, l’altro reality di successo X-Factor, Alberto Stasi, il principale imputato del delitto di Garlasco, e il giuramento di Obama.


Fonti:

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digitale, Facebook, Innovazione, Privacy, Social Network, Software libero

Lettera aperta dal fondatore di Facebook Mark Zuckerberg

Facebook ha appena raggiunto i 350 milioni di utenti e tra breve verranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore alla nostra crescente community.

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A tutti gli utenti di Facebook,

questo è stato un grande anno, che ha reso il mondo più aperto e connesso. Grazie al vostro aiuto, oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.

Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo fatto del nostro meglio per mettere a vostra disposizione gli strumenti necessari a condividere e controllare le vostre informazioni. La prima versione di Facebook, lanciata cinque anni fa, conteneva già strumenti per controllare che cosa condividere e con quali persone, singoli o gruppi. Il nostro lavoro in questa direzione continua ancora oggi.

L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti” – comunità scolastiche, aziendali o geografiche – funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.

Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.

Con la crescita della base di utenti di Facebook, alcune reti geografiche contano oggi milioni di membri. Con reti così vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Considerato che quasi il 50% di tutti gli utenti di Facebook è membro di reti geografiche, questo è per noi un argomento di estrema importanza. Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.

Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.

Questo cambiamento risponde a un’esigenza che molti di voi hanno espresso – la capacità di controllare chi può visualizzare ogni singola informazione creata o caricata dagli utenti. Contemporaneamente realizziamo un altro desiderio: rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni. Se volete saperne di più, abbiamo cominciato a discutere di questo progetto nel luglio scorso.

Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.

Abbiamo lavorato con impegno per offrirvi le funzioni di controllo che meglio rispondono alle vostre esigenze, nella consapevolezza che queste ultime variano da persona a persona. Vi suggeriremo nuove impostazioni basandoci sul vostro attuale livello di privacy, ma il modo migliore per trovare quelle più adatte a voi è prendere visione di tutte le opzioni a disposizione e personalizzarle. Vi consiglio di farlo e di valutare attentamente con chi volete condividere i vostri contenuti online.

Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.

Mark Zuckerberg

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digitale, ISTAT, Ricerca, Web 2.0

ISTAT/annuario statistico 2009

L’Annuario statistico italiano rappresenta la più importante pubblicazione generalista dell’Istituto nazionale di statistica.

Da oltre 130 anni l’Annuario statistico italiano offre infatti un ritratto completo e aggiornato del Paese, a testimonianza dell’ampiezza del patrimonio informativo prodotto dalla statistica pubblica. Oggi anche in una veste grafica moderna ed elegante.

I dati presentati nei 26 capitoli, generalmente riferiti al 2008, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anni precedenti.

Tra i dati emerge  che l’uso di Internet e del computer ha visto un trend crescente nel corso degli ultimi cinque anni:

  • Internet dal 31,8% del 2005 al 44,4% del 2009
  • Computer dal 39,9% del 2005 al 47,5% del 2009

L’uso del computer coinvolge soprattutto i giovani tra i 15 e i 19 anni ed è più diffuso tra gli uomini che lo utilizzano nel 52,8% dei casi contro un 42,5% delle donne.

Sito ISTAT:  http://www.istat.it