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Auguri di Buona Pasqua con la deliziosa Arte del Maestro veneziano Norberto Moretti

Queste deliziose opere sono del caro amico e davvero bravissimo Maestro d’Arte Norberto Moretti.

Norberto Moretti Maestro d'Arte - Venezia Clermont-Ferrand Murano 03

Nato a Venezia e di famiglia Muranese, a 4 anni si trasferì con la famiglia a Murano, incantevole isola dell’arcipelago veneziano, millenaria capitale dell’Arte Vetraria, nonché sede della Scuola del Vetro Abate Zanetti. Nel 2012 Moretti ha aperto studio e laboratorio in Francia a Clermont-Ferrand.

Ecco, quest’anno è così che desidero farvi gli Auguri di Buona Pasqua, proprio con le opere eccellenti di Norberto che confermano l’innato talento dei veneziani contemporanei.

Norberto Moretti Maestro d'Arte - Venezia Clermont-Ferrand Murano 01

Esempio della contemporaneità artistica veneziana sono anche le opere di Andrea Tagliapietra da Burano, la cui “Arte attinge da quello che è il suo territorio, con il fango della laguna che inebria”. Tagliapietra, supportato del valido gallerista Fabio Bressanello (pure lui buranello) ha organizzato una bellissima mostra in corso a Venezia/San Barnaba.

W l’Arte dei veneziani contemporanei… e dei veneziani passati. Grazie a coloro che, nel corso dei gloriosi secoli, ci hanno regalato serenissimi splendori ❤️ Sono tutt’oggi ammirabili in quel meraviglioso Museo diffuso a cielo aperto che è, appunto, Venezia.          

Norberto Moretti Maestro d'Arte - Venezia Clermont-Ferrand Murano 02
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L’Agenzia veneta Drago Press e RSE lanciano la prima guida turistica multimediale italiana

Semplice, utile e pratica…  sono le caratteristiche della guida turistica multimediale italiana proposta da Drago Press, Agenzia di comunicazione, marketing, web e digital strategy e l’Editore specializzato RSE.

Tra i centinaia di itinerari realizzati su carta si integrano quelli di dettaglio con geo mappe digitali. Ecco un esempio con a tema Vicenza e l’Arte Palladiana su Google Maps:

Fondata in Veneto negli anni Novanta, Drago Press è presente a Londra, Milano, Bologna e Roma con uffici di rappresentanza. Opera su scala nazionale e internazionale con un team di professionisti capaci di assistere efficacemente strutture che operano nel turismo e nel food&beverage, ma anche luxury, medical, wellness e hotellerie.

GLI OBIETTIVI – Il progetto parte dalla necessità di far conoscere e apprezzare l’arte, la cultura, l’artigianato, i prodotti tipici e le bellezze naturali del nostro Bel Paese. Si tratta di una guida tascabile illustrata e contenuti multimediali a portata di rapido clic con smartphone e ogni strumento digitale. RSE e Drago Press propongono la collana di itinerari, realizzati in modo attento regione per regione, dove l’enogastronomia si fa sintesi perfetta tra cultura e gusto in antichi borghi, città storiche e contesti emozionali che lasciano spazio anche al relax delle aree termali e all’adrenalina dei parchi divertimento.

GLI ITINERARI – Ogni itinerario prevede cinque pagine che conducono alla scoperta del territorio e la sesta dedicata alla descrizione di un sito di ristorazione dove assaporare le specialità tipiche di quella zona. Ogni percorso sviluppa conoscenza su ciò che già è noto e su ciò che ancora non lo è, andando a ricercare piccole e grandi ricchezze storico-artistiche. Un percorso alla scoperta delle eccellenze artigianali e agroalimentari, dei prodotti De.Co., DOC, DOP, IGP e non solo.

LA NOVITA’ – La peculiarità innovativa della guida è che tutti i luoghi descritti dagli itinerari sono dotati di un collegamento ipertestuale che rimanda dal cartaceo al fantastico mondo multimediale, anche con geo mappe su Google Maps. Ogni itinerario è caratterizzato da collegamenti diretti a pagine web con la descrizione del sito d’interesse, dei monumenti presenti nell’area e dei prodotti tipici locali. Mentre l’avventore gusta le pietanze preparate dal ristorante recensito può consultarne la ricetta, scoprire i consigli sulle modalità di preparazione e la storia che ha reso famoso quel piatto. Il progetto coinvolge anche Regioni, Comuni ed Enti Turistici che mettono a disposizione del cittadino i contenuti multimediali presenti nelle loro pagine web.

CHI SCRIVE – Gli itinerari sono realizzati da giornalisti esperti che vivono, conoscono e apprezzano valori, cultura, enogastronomia e risorse del territorio di cui raccontano.

“Pensare oltre al caos che ci circonda” con Andrea Tagliapietra. Galleria Bressanello inaugura “WAITING ROOM” (Venezia, Ponte dei Pugni)

La mia arte attinge da quello che è il nostro territorio. Mi inebria il fango, la nostra laguna, il nostro silenzio quasi metafisico, che ci permette di avere questa situazione di poter pensare oltre al caos che ci circonda” (Andrea Tagliapietra)

E’ con questo profondo pensiero che Andrea Tagliapietra spiega il senso dell’essere artista profondamente radicato al suo ambiente naturale.

Fabio Bressanello, fotografo e gallerista buranello compaesano di Andrea Tagliapietra, sottolinea che “abbiamo vissuto nella stessa isola, lo conosco da quando era bambino, l’ho riscoperto in quest’ultimo periodo e mi ha aperto un nuovo orizzonte”.

Andrea Tagliapietra, classe 1976, vive e lavora a Burano. Si è formato alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e frequenta lo Studio 13 sotto la guida di Silvestro Lodi. Ha realizzato mostre collettive e personali in Italia e all’estero distinguendosi in alcuni importanti concorsi nazionali con opere presenti in molte collezioni pubbliche e private, sia nazionali che estere. La ricerca di Tagliapietra spazia, fin dagli esordi, dalla pittura alla scultura interagendo, attualmente, con performance e video arte digitale. Il topos delle sue opere è spesso legato all’inquietudine e al senso di in-appartenenza che spesso contraddistingue l’essere umano.

Una ricca esposizione di opere intitolata “WAITING ROOM” si può ammirare presso la Galleria Bressanello ARTSTUDIO di Venezia. Si trova proprio davanti al Ponte dei Pugni arrivando dal vicinissimo Campo Santa Margherita. Location da visitare in compagnia, anche per assaporare cicchetti, tipiche specialità veneziane e altro di buono da gustare e ammirare in una zona di Venezia, ovvero quella di San Barnaba, dove c’è molto da scoprire.

Questa iniziativa rappresenta un importante segnale di risveglio e voglia di fare arte dei veneziani. Fabio e Andrea sono la testimonianza autentica che può esserci ancora futuro per la Cultura dei veneziani. Galleristi e artisti veneziani possono davvero dire e fare qualcosa per la meravigliosa Venezia circondata dal suo affascinante arcipelago di isole.

Alla luce di questo c’è da chiedersi una cosa: fino a quando il Padiglione Venezia della Biennale non concederà spazio ai talenti veneziani?

Da troppi anni gli spazi del Padiglione sono spesso utilizzati in modo vergognoso. Alcuni anni fa ci furono plateali proteste proprio all’inaugurazione della Biennale alla presenza del Presidente della Repubblica. Tra i vari protagonisti delle rivendicazioni sul Padiglione Venezia, le cronache ricordano la manifestazione “tapeo dell’omo”, promossa da Giorgio Bortoli, valido artista del Lido di Venezia.

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CONTATTI

 

Bressanello ARTSTUDIO
Dorsoduro 2835/A – Ponte dei Pugni
info@bressanelloartstudio.it
+39 3485363175

FUTURO DEL TURISMO – Obiettivo centrato al 1^ Venice Hotel Market promosso da AVA. Google, robot smart, sinergie tra Comune e Regione per innovare e fare qualità

Ha riscosso successo oltre le aspettative la 1^ edizione del Venice Hotel Market, organizzata con 200 imprese e 32 stand in originale stile fieristico dall’AVA Associazione Veneziana Albergatori, nell’incantevole scenario della Scuola Grande San Giovanni Evangelista. L’evento ha calamitato validi esperti e un ampio pubblico di gestori turistici, manager e professionisti del settore alberghiero.

L’evento nasce da un’idea di Stefania Stea, proprietaria dello splendido Ca’ Nigra Lagoon Resort, nonché Vice Presidente dell’Associazione diretta da Claudio Scarpa. La Consigliera del Direttivo AVA Lorenza Lain, Direttore dell’Hotel Ca’ Sagredo e neo vincitrice del prestigioso Premio Excellent, ha annunciato che gli Albergatori Veneziani stanno già pensando alla 2^ edizione.

Gli interventi della PA hanno tracciato la rotta per i prossimi anni. Stiamo parlando di uno scenario che ha registrato un 2017 fantastico con +5% di arrivi a livello regionale del Veneto per un fatturato di 17 miliardi di €. Dal 2007 al 2016 gli hotel a 5 stelle sono cresciuti del 62%.

L’Assessore del Veneto per il Turismo Federico Caner, nel sottolineare l’importanza del nuovo slogan “Veneto – The Land of Venice” (in sostituzione di “tra la terra e il cielo” nel logo con la stella a sette punte) ha annunciato l’imminente uscita di un secondo Bando a supporto del sistema turistico regionale. Gli operatori potranno ottenere finanziamenti a fondo perduto fino a 200.000€ per ogni progetto in materia di start-up, reti d’impresa, destagionalizzazione e innovazione. Il primo Bando aveva una dotazione di 100 milioni di €. Federico Caner ha inoltre informato il pubblico che sta decollando il nuovo DMS Destination Management System con il progetto  “Regio.IAT 3.0”. Si tratta di una specie di “scatola informativa” contenente tutte le strutture ricettive e gli eventi nella Regione del Veneto. Il servizio è gratuito e sono già a regime città turistiche come Caorle (VE) ed Arabba (BL).

L’Assessore al Turismo del Comune di Venezia Paola Mar, nel manifestare il proprio apprezzamento circa le sinergie in corso con la Regione del Veneto, ha messo in evidenza che Venezia ha registrato 10,5 milioni di turisti prenotati nel 2017. Valutando i dati ha parlato di inversione di tendenza poiché sono entrati 2,7 milioni di € in più dalla tassa di soggiorno. Secondo Paola Mar, citando l’importanza della campagna di rispetto della città #Enjoyrespectvenezia, occorre puntare sulla Sostenibilità per un turismo di qualità e, in questo senso, è strategico per Venezia essere nel network GDITS che associa le città delle “Grandi Destinazioni Italiane per un Turismo Sostenibile”.

Davvero interessanti le soluzioni digitali per innovare il marketing nel turismo che vedono assieme Google nel 1^ Roadshow con Blastness iniziato ieri a Venezia, oggi a Firenze e domani a Milano. Il concetto chiave è quello della disintermediazione per ottimizzare i ricavi andando oltre le tradizionali agenzie di marketing. Soluzioni che aiutano le strutture ricettive ad acquisire maggiore consapevolezza e autonomia grazie a innovative strategie di partnership mediante l’utilizzo di Google AdWords e Google Hotel Ads. Blastness investe in progetti di partnership legati al raggiungimento di obiettivi e risultati economici condivisi con il cliente. Realizza campagne PPC, ovvero Pay Per Click, con gli strumenti Google senza rischi e senza costi fissi. Ecco perché si parla di disintermediazione, non più contratti di marketing “vuoto per pieno” o al “buio”, ma a risultati raggiunti. Il servizio di Blastness si prende in carico l’attivazione, la gestione ed il costo dei click a fronte di un compenso variabile calcolato esclusivamente sul valore delle prenotazioni tracciate.

All’evento è stato presentato anche Mr. Pepper, il robot intelligente multilingue dell’azienda padovana Jampaa. Parla e comprende il linguaggio umano, percepisce emozioni e agisce di conseguenza, progettato per rendere l’interazione con gli esseri umani più naturale e intuitiva possibile. È in grado di identificare le emozioni principali: gioia, tristezza, rabbia e sorpresa. Recenti studi hanno dimostrato come oltre il 50% delle ore lavorate è dedicato ad attività di routine, prevedibili e ripetibili. Nel turismo si va dal servizio ai tavoli alle operazioni di check-in e check-out. Oggi il 95% di questo tempo può essere automatizzato.

Merita anche di segnalare l’iniziativa a sostegno del turismo promossa da Unicredit che a Venezia conta ben 9 sedi. Si tratta di UniCredit4Tourism, focalizzata proprio per gli operatori turistici. Oltre ai fondi per finanziare lo sviluppo e specifiche attività di formazione, mette a disposizione un innovativo indice digitale per comprendere la concorrenza ed operare efficacemente nel mercato.

Porto Marghera, tanti progetti di sviluppo e nuove prospettive. Bando Invitalia aperto fino al 7 marzo

ponte strallato porto marghera - fonte maeg costruzioni.jpg

Da ieri fino al prossimo 7 marzo, Invitalia ha aperto la call delle manifestazioni d’interesse per il rilancio di Porto Marghera e, in generale, per tutto il Comune di Venezia. Il modulo si compila facilmente ed è online qui. Invitalia è l’Agenzia nazionale di proprietà del Ministero dell’Economia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

All’iniziativa possono partecipare imprese italiane o estere con progetti di sviluppo e programmi occupazionali per la produzione di beni e servizi, tutela ambientale, innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Sono privilegiati progetti per la riqualificazione delle produzioni nel settore della meccanica, del vetro e della chimica, con investimenti migliorativi dell’efficienza dei processi e l’innovazione dei prodotti. Tra le priorità anche la promozione della logistica legata alle attività portuali, l’aggregazione delle PMI e la loro collaborazione con le Grandi Imprese, l’attrazione di nuovi investimenti anche finalizzati alla diversificazione produttiva.

Su Porto Marghera, nel Centenario della sua fondazione, ci sono interessanti segnali di sviluppo e opportunità da cogliere sul piano nazionale. Infatti, se andiamo a scorrere l’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico circa le Aree di crisi industriale complessa, nel quadro dei PRRI Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale, ci sono solo due Città Metropolitane interessate: Venezia con Porto Marghera e Genova con Sestri Ponente. In questo particolare scenario Venezia sta già dando evidenza di alcuni vantaggi e punti di forza istituzionali. Nel marzo 2017, con il Decreto del Ministro Carlo Calenda, sono state create le condizioni ottimali per snellire la burocrazia e progettare con maggiore efficacia la riconversione e la riqualificazione di Porto Marghera. Inoltre, è stato costituito il Gruppo di Coordinamento e Controllo per l’area di crisi industriale complessa di Venezia – Porto Marghera.

Se da una parte c’è il vantaggio competitivo di avere solo Genova come Città Metropolitana “concorrente” per i finanziamenti metropolitani verso le Aree di crisi industriale complessa, dall’altra emerge un vantaggio non secondario visto che siamo nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Cioè, in questa fase vediamo lavorare sugli stessi obiettivi la Regione del Veneto, la Città Metropolitana di Venezia e il Comune di Venezia, nonché l’Autorità Portuale di Venezia, insieme a rappresentanti nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Si tratta di una sorta di “Conferenza dei Servizi e di Progetto permanente”. Non è cosa da poco visto che le tenaglie della burocrazia e la scellerata pratica dei veti incrociati dei vari enti competenti, nel passato hanno spesso messo in ginocchio qualsiasi progetto di rilancio per Marghera.

In questo scenario si sta muovendo altro di interessante, ovvero il PON  METRO  e le ZES Zone Economiche Speciali. In particolare, nel Documento sulla strategia di sviluppo PON METRO della Città di Venezia, a pagina 15 nella tabella 3.b, si esplicita chiaramente che “Le strategie di rilancio dell’economia veneziana assumono l’obiettivo generale di promuovere lo sviluppo economico attraverso il rilancio dell’area di Porto Marghera”. Poi, verso la fine di pagina 16 si parla di “investimenti sui settori logistico-portuali, della Green Economy e della produzione di soluzioni energetiche alternative”. Per quanto riguarda le ZES, grazie ad un emendamento all’ultima legge di Bilancio, nel Nord Italia sono diventate ZLS Zone Logistiche Semplificate, ovvero zone franche con aiuti economici, meno burocrazia e vantaggi per attrarre investimenti nei porti. Avranno durata di sette anni, rinnovabile per altri sette.

Infine, ecco una serie di altri progetti in evidenza che sono segnali importanti del cambiamento in corso a Porto Marghera:

  • Ripartenza altoforno Pilkington – Chiuso nel 2012 l’altoforno del vetro è ritornato a funzionare a fine 2017. Con un investimento di 20 milioni di € la Pilkington ha riaperto la produzione creando 134 posti di lavoro. L’attività punta sulle forniture per il mercato delle attività edilizie nell’Europa centrale.
  • Autostrade del Mare – Con un co-investimento europeo TEN-T di 13 milioni di €, a Fusina è in programma l’ampliamento del Terminal Autostrade del Mare per lo sviluppo dei collegamenti marittimi ro-ro/ro-pax e delle connessioni intermodali con il Centro-Nord Europa (Venezia-Francoforte) e lo sviluppo dei collegamenti marittimi con i porti greci di Igoumenitsa e Patrasso.
  • Ecodistretto Marghera – Presentato nel 2012 e progressivamente sviluppato, si estende su una grande area a sud di Porto Marghera fino a Fusina. Nel luglio 2017 la Società Eco-Ricicli Veritas ha presentato il progetto “Ecodistretto Marghera, Area 10 Ha”. Consiste negli interventi di adeguamento dei comparti esistenti e di realizzazione di nuove linee per la selezione dei rifiuti ingombranti, della carta e cartone, del multimateriale leggero e pesante, plastiche monomateriale. L’intervento si articola in un primo stralcio che dovrebbe realizzarsi agli inizi di quest’anno, poi un secondo entro i primi mesi del 2019. La capacità di trattamento finale dell’Ecodistretto aumenterà del 20% e sarà di circa 365.000 tonnellate all’anno.
  • Progetto Venice LNG – Presentato lo scorso fine gennaio dalla newco formata da Decal Spa e San Marco Gas, prevede investimenti di oltre 100 milioni di € per il progetto che ha l’obiettivo di realizzare un deposito di stoccaggio costiero di GNL, acronimo di Gas Naturale Liquefatto. Sarà realizzato con il 20% di contributi UE su terreni bonificati lungo il Canale Industriale Sud di Porto Marghera. Il GNL permette di eliminare del 95% le emissioni di ossidi di zolfo e delle polveri sottili. Entro il 2025 l’Unione Europea prevede la realizzazione di un sistema di rifornimento GNL per navi e veicoli pesanti lungo la rete centrale di trasporto transeuropea TEN-T. Il Porto di Venezia rientra tra i porti dell’iniziativa GAINN_IT promossa dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
  • Polo energie alternative – C’era tempo fino allo scorso 31 gennaio per partecipare al bando promosso da ENEA finalizzato ad individuare la sede del DTT Divertor Test Tokamak, ossia un Centro di ricerca internazionale per gli studi sulla generazione di energia elettrica da fonti alternative. Investimento da 500 milioni di € con previsione di 2.000 nuovi posti di lavoro. Venezia ha partecipato mettendo a disposizione 6 ettari nel terreni ex Syndial del nuovo Petrolchimico.
  • Ampliamento One Works – Il leader nazionale tra gli studi di architettura ha scelto di investire su Marghera con l’ampliamento della sede in Via Elettricità dove lavorano 55 professionisti su 150 architetti complessivi dello studio. A Marghera si progettano le grandi infrastrutture del futuro come, ad esempio, lo stadio dei mondiali di calcio del Qatar nel 2022.
  • Riconversione area Pili – Cambierà il waterfront di Porto Marghera nell’ex Prima Zona industriale. E’ di qualche giorno fa la decisione del Consiglio Comunale di Venezia per realizzare il nuovo Palasport da 15.000 posti. Ai Pili, dopo le necessarie bonifiche, sono inoltre previsti investimenti milionari per strutture a fini turistici, ricettivi, residenziali, direzionali, ricreativi e commerciali. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, per evitare i rischi di conflitti di interesse, ha incaricato uno studio legale americano per le procedure di blind trust.

Foto by maeg costruzioni: Ponte strallato, Canale Industriale Ovest Porto Marghera 

Industria 4.0: Google Glass e Microsoft HoloLens, sfida della Realtà Aumentata tra i giganti del digitale

Logistica, assemblaggi, produzione, pubblica sicurezza, sport, medicina, turismo, istruzione… sono solo alcuni dei settori di applicazione degli occhiali intelligenti di Google e Microsoft. Ricco mercato quello che in Italia viene chiamato Industria 4.0.

Microsoft HoloLens Google Glass Enterprise Edition industria 4.0 studio baroni.jpg

Qui studio baroni ne parlava nel maggio 2014, convegno di Vicenza e azione pilota implementata dalla Marelli Motori. Ed era proprio in quelle settimane che dal Veneto usciva una notizia esplosiva: Luxottica e Google, leader nelle rispettive industrie, annunciavano una collaborazione strategica di ampia portata per creare dispositivi indossabili. Le due aziende dicevano che avrebbero formato una squadra di esperti dedicati a design, sviluppo, strumentazione e ingegneria. E di passi avanti ne sono stati fatti da Google, come ad esempio portare l’autonomia della batteria da soli 20 minuti a 8 ore.

Nel frattempo Microsoft non è stata a guardare. In fin dei conti, quello della Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, è uno dei mercati al mondo più importanti che non registra segnali di crisi, anzi. Gli HoloLens di Microsoft sono stati presentati agli inizi del 2015, poco dopo aveva già siglato un importante accordo con Volvo e sono stati messi in commercio nel 2016. L’azienda di Bill Gates ha annunciato che nel 2019 uscirà la nuova generazione a prezzi più economici. Attualmente il prezzo degli HoloLens si aggira sui 2.500€, Google Glass Enterprise Edition si attesta sui 1.500€ con tendenza a scendere. La sfida tra i giganti del digitale vede schierati partner di ogni genere sia per Google come per Microsoft.

L’azienda KONI ha recentemente implementato un nuovo sistema di rifornimento con dispositivi portatili che aumenta l’efficienza del 20%. Alla AGCO il tempo di produzione delle macchine è ridotto del 25%, i tempi di ispezione del 30%. Riscontri di miglioramento efficienza sono stati registrati alla Volkswagen e NSF International, Sutter Health e The Boeing Company, nonché in moltissime altre imprese.

Ed ecco alcune applicazioni HoloLens Microsoft per ThyssenKrupp:

Secondo Google, l’azienda DHL, leader nel settore logistico mondiale, ha aumentato l’efficienza della catena di approvvigionamento del 15%. Gli ordini si eseguono scansionando gli oggetti da scaffali prima di spostarli sui carrelli da spedire, c’è maggiore sicurezza e il personale ha le mani libere da istruzioni scritte su carta.

C’è da chiedersi una cosa: in questa sfida entreranno altri big del digitale? Cosa sta facendo Apple visto che ha maturato esperienza nei dispositivi indossabili come iWatch?

 

Manifattura 4.0. Evento gratuito Confartigianato al Fablab Treviso il 16 giugno 2016. Come fare e-commerce e business in rete.

manifattura 4.0 imprese che crescono con il digitale confartigianato 2016Si terrà il 16 giugno 2016 alle ore 18.00 c/o il Fablab Treviso (Via Venzone 12) l’evento gratuito sul tema “l’e-commerce e il business in rete – vendere glocal con i nuovi marketplace”.

Parteciperanno gli esperti Paolo Manfredi, responsabile Strategie Digitali di Confartigianato Imprese e Pietro Tibaldeschi, account di DBN Communication.

Verranno anche presentati due casi aziendali di successo, quello della Penko Bottega Orafa di Firenze e della Braintropy di Padova. Al termine aperitivo e visita libera al FabLab.

Per iscriversi all’evento ecommerce-business.eventbrite.it. Info su confartigianatoformazione.tv e fablabtreviso.org.

La Manifattura 4.0 coglie tutte le opportunità che il commercio virtuale offre per allargare gli orizzonti della propria attività e trovare nuovi sbocchi. Integra l’e-business con il business tradizionale per affrontare mercati nazionali e internazionali. Crea nuove relazioni a costi ridotti, adotta strategie per far in modo che siano i clienti a trovare l’azienda e i prodotti, senza necessità di una rete vendita capillare.

Manifattura 4.0 è un termine che si collega alla quarta rivoluzione industriale e dell’Internet delle cose. “Smart Factory”, cioè produzioni intelligenti. La prima rivoluzione industriale ha mobilitato la meccanizzazione della produzione utilizzando acqua e vapore di potenza. La seconda rivoluzione industriale ha introdotto la produzione di massa con l’aiuto di energia elettrica, la terza è la rivoluzione digitale con l’uso di elettronica e IT per proseguire verso la quarta orientata ad automatizzare ulteriormente le produzioni.

Il termine si collega a un progetto nella strategia high-tech del governo tedesco, che promuove l’informatizzazione della produzione. Fu usato la prima volta nel 2011 presso la Fiera di Hannover.

manifattura 4.0 imprese che crescono con il digitale confartigianato 2016 - organizzatori

Il Veneto sperimenta e innova con i FabLab, cioè i Fabrication Laboratory per i Makers. 18 progetti ammessi al finanziamento.

fablab veneto

La Regione del Veneto ha pubblicato la graduatoria dei FabLab, cioè i Fabrication Laboratory: 61 progetti presentati, 18 ammessi al finanziamento massimo di 100.000 €. 

Come scriveva lo scorso marzo Massimo Menichelli su chefuturo.it, l’Italia stava al terzo posto per numero di FabLab al mondo. Ora la mappa andrà aggiornata con il significativo impulso dato dal Veneto.

Ecco l’elenco dei beneficiari che potranno avviare i centri attrezzati per la fabbricazione digitale oltre che luoghi d’incontro e di relazione per la promozione della cultura digitale a beneficio di cittadini e imprese:

Soggetti beneficiari

Nome

Città

BCLEVER SRLS

FAB HUB VITTORIO VENETO

Vittorio Veneto

VERONA FABLAB

Verona FabLab

Grezzana

TALENTLAB APS

FABLAB PADOVA

Monselice

INNOVA SRL

FABLAB TINAI

Treviso

FABLAB VENEZIA SRLS

FabLab Venezia: supernodo regionale

Venezia Mestre

ASSOCIAZIONE SPORT SYSTEM

AFFARI PULITI IN 3D

Campolongo Maggiore

MAGIC SAS

CRUNCHLAB

San Donà di Piave

PIM LAB

FABLAB PORTOGRUARO

Portogruaro

IPSIA Galileo Galilei

MAKER LAB

Castelfranco Veneto

TEMPORIN VALENTINA

POPLab

Rovigo

SAMARCANDA COOP. SOC. ONLUS

MEGAHUB: fablab digitale e artigianale

Schio

IL MOSAICO Società Cooperativa Sociale

FABLAB 2 VILLE

Dueville

POLITECNICO CALZATURIERO SCARL

La Fabbrica del Futuro

Capriccio di Vigonza

FONDAZIONE CENTRO PRODUTTIVITA’ VENETO

FabLab Vicenza

Vicenza

UNINDUSTRIA TREVISO SERVIZI & FORMAZIONE SCARL

FABLAB TREVISO

Treviso

IM TECHNOLOGIES SRL

FABLAB PADOVA OFFICINA DIGITALE

Padova

FONDAZIONE UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI

DEL FabLab

Venezia Centro Storico

ADELANTE Onlus

FABLAB CRE.TA

Bassano del Grappa

L’elenco completo e il Decreto della Giunta Regionale del Veneto n.58 del 4 Giugno 2015 sono pubblicati qui.

Il progetto vuole contribuire alla costituzione e attivazione in Veneto di una rete di centri attrezzati per la “fabbricazione digitale”. Cogliendo le opportunità offerte dalla “terza rivoluzione industriale” la Regione vuole sostenere percorsi di acculturazione e contaminazione in grado di rinnovare le competenze manifatturiere del nostro territorio.

I centri per la fabbricazione digitale, liberamente e gratuitamente accessibili da studenti, cittadini ed imprese e chiunque del territorio regionale intenda avvicinarsi al mondo della fabbricazione digitale, avranno queste due finalità:

  • diffondere la conoscenza delle potenzialità delle tecnologie di fabbricazione digitale ad un pubblico vasto;
  • diventare un punto di riferimento per il territorio per la sperimentazione e la definizione di progetti innovativi attraverso un dialogo con le imprese ed il mondo delle professioni.

Nel sito agendadigitale.regione.veneto.it c’è la situazione aggiornata del Veneto sull’importante tema del digitale.

FabLab di Stanford by Stanford University

FabLab di Stanford by Stanford University

Nuova guida ai finanziamenti europei

Guida ai finanziamenti europei 2014 ricerca sviluppo tecnologico ambiente agricoltura fiscalità dogane innovazine infrastrutture formazione dg home cooperazione salute sicurezza fiscalità dogane istruzione cultura competitività

download -Guida ai Finanziamenti Europei 2014 – by Unioncamere Veneto

Circa 11 mesi fa la Commissione Europea aveva diffuso un innovativo comunicato stampa. Spiegava come l’Unione ha inteso ricalibrare la Politica di Coesione per l’Europa al fine di massimizzare l’impatto sulla crescita e l’occupazione. La comunicazione venne articolata nei 10 punti riportati più avanti, restando in questo post.

Prima di approfondire i 10 punti, “studio baroni” suggerisce di tener conto del bilancio europeo 2014-2020. La Politica di Coesione investirà 325 miliardi di euro negli Stati membri. Sono interessate soprattutto le regioni ed anche le città europee di qualsiasi dimensione.

Lo scopo della Commissione è orientato a realizzare importanti macro obiettivi in tema di crescita e occupazione. In particolare, sul tema Coesione, vedi qui come si stavano sviluppando gli indirizzi del Governo Italiano.

La notizia di questi giorni è l’avvenuta pubblicazione, da parte di Unioncamere Veneto, della “Guida ai finanziamenti europei“, in versione aggiornata 2014.

Anche questa modalità di comunicazione è interessante perché, a Nordest, il Sistema Camerale ha offerto la possibilità (a tutti gli enti, imprese ed organizzazioni) di seguire passo dopo passo la materia nel corso degli anni.

Per esperienza diretta e, nel richiamare il linguaggio digitale, “studio baroni” evidenzia la buona pratica Pubblica che, in questo questo post, viene intesa sottoforma di “Pubblic Release”. In Francia, giusto per avere un modello statale di riferimento, sanno fare molto bene la Pubblica Amministrazione. Ovvero, i francesi non fanno le riforme e le controriforme come in Italia che spesso si impantanano nelle pastoie dei veti e controveti incrociati, talvolta incomprensibili, sia dalle aziende che dalla stessa popolazione italiana.

“Public Release”, anche nel senso di aggiornare efficacemente la PA con semplicità. Come si fa con le nuove versioni dei software o delle app. Le release, nel linguaggio digitale, possono avere intensità “minor” oppure “major” quando si fa un cambiamento abbastanza radicale.

I francesi, che hanno un oliato sistema deliberativo, sono semplici ed efficaci, come una vera e propria “macchina” della PA. In pochissimo tempo riescono ad implementare le innovazioni. Ci sono moltissimi casi che si potrebbero citare. Così facendo riescono, senza troppa fatica e intoppi burocratici, ad adattarsi allo sviluppo e guidare responsabilmente la propria società contemporanea d’oltralpe. In questo modo ne traggono beneficio tutti, in particolar modo le aziende che hanno riferimenti utili e sicuri. Sono soddisfatti che i loro enti locali perché riescono a stare “al passo con i tempi” in modo intelligente e – soprattutto – nell’interesse generale del loro Paese per il Bene Comune.

Per fare un altro esempio, forse ancora più calzante, è come parlare dello sviluppo di un modello auto. In questo senso, viene più facile pensare ai passi evolutivi, fatti nel tempo dal 1974, dalla Volkswagen con la mitica Golf. Più di altre case automobilistiche, ha saputo comunicare bene le “Auto Release”. Coerenza nel nome del modello e nelle forme dell’auto, migliorando, innovando e progredendo in bellezza, comfort e sicurezza.

Quindi, nel prendere spunto dai concetti di “Public Release” ed “Auto Release”, ecco gli elementi chiave circa questa nuova release UE nei suoi 10 punti essenziali:

  1. Investire in tutte le regioni dell’UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale (tasso di cofinanziamento) ai loro livelli di sviluppo: regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27); regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% della media UE-27); regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27). 
  2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita: gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) verranno concentrati su 4 priorità chiave: innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) ed economia a bassa emissione di carbonio, a seconda della categoria della regione (meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%). Circa 100 miliardi di euro saranno consacrati a questi settori, dei quali almeno 23 miliardi di euro serviranno a sostenere il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio (efficienza energetica ed energie rinnovabili). In relazione a ciò le risorse del FESR saranno soggette a un’opportuna ripartizione (regioni meno sviluppate: 12%, in transizione: 15% e più sviluppate: 20%). Circa 66 miliardi di euro saranno consacrati alla priorità Reti transeuropee di trasporto nonché a progetti per l’infrastruttura ambientale chiave per il tramite del Fondo di coesione. Grazie al Fondo sociale europeo (FSE) la politica di coesione recherà un contributo significativo alle priorità unionali nel campo dell’occupazione, ad esempio mediante azioni di formazione e di apprendimento permanente, di istruzione e di inclusione sociale (almeno il 20% dell’FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro dovrà essere impiegato per questo obbiettivo). Lo stanziamento minimo per l’FSE sarà stabilito da ciascuno Stato membro, con un minimo predefinito, per un totale di almeno 70 miliardi di euro. La nuova iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, del valore di almeno 6 miliardi di euro, correlata all’FSE, sosterrà l’implementazione della garanzia per i giovani.
  3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato: i paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall’inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull’uso delle risorse finanziarie. Ciò significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta “riserva di efficacia ed efficienza”) verso la fine del periodo.
  4. Definire condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare investimenti più efficaci: ad esempio, le strategie di “specializzazione intelligente” volte a identificare i punti di forza particolari e le potenzialità, le riforme favorevoli all’imprenditoria, le strategie dei trasporti, le misure per migliorare i sistemi di appalti pubblici, il rispetto delle normative ambientali, le strategie di lotta contro la disoccupazione e contro la dispersione scolastica o quelle a promozione della parità tra i generi e della non-discriminazione sono tutte precondizioni irrinunciabili.
  5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le sovrapposizioni: un quadro strategico comune costituirà la base per un migliore coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nella loro qualità dei tre fondi che partecipano alla politica di coesione nonché il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Tale quadro consentirà inoltre di assicurare un migliore collegamento con altri strumenti unionali come Orizzonte 2020, il meccanismo per collegare l’Europa e il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale.
  6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’uso degli investimenti unionali attraverso un insieme comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei nonché regole di contabilità più semplici, oneri di rendicontazione più mirati e un maggior uso delle tecnologie digitali (“e-cohesion”).
  7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a valere sul FESR per progetti integrati nelle città, al di là degli altri tipi di spesa consacrata alle zone urbane.
  8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Assicurare inoltre che strategie macroregionali come quella danubiana e del Baltico siano sostenute dai programmi nazionali e regionali.
  9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica dell’UE: i programmi dovranno essere coerenti con i programmi di riforma nazionali e dovrebbero affrontare le riforme pertinenti identificate nelle raccomandazioni per paese nel contesto del semestre europeo. Se del caso la Commissione può chiedere agli Stati membri, facendo leva sulla cosiddetta clausola di “condizionalità macroeconomica”, di modificare i programmi per sostenere le principali riforme strutturali. In ultima istanza la Commissione può sospendere l’erogazione dei finanziamenti se le raccomandazioni economiche venissero violate ripetutamente e gravemente.
  10. Incoraggiare l’uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al credito: i prestiti, le garanzie e il capitale netto/di ventura riceveranno un sostegno dai fondi dell’UE sulla base di regole comuni, allargando le possibilità del loro uso e erogando incentivi (ad esempio, tassi di cofinanziamento più elevati). L’accento posto sui prestiti piuttosto che sulle sovvenzioni dovrebbe migliorare la qualità dei progetti e scoraggiare la dipendenza dalle sovvenzioni.

Croazia Mon Amour. Dopo il convegno di oggi, domani inizia il weekend B2B a Umago (Andromake/Thalion & Fusion SPA)

italia croazia by studio baroni venezia

Dopo il Convegno di oggi al VEGA di Venezia «Croazia e Unione europea: nuovi orizzonti di sviluppo – Fondi strutturali 2014-2020»si aprono le porte per un lungo periodo di Cooperazione Adriatica.

Gordan Maras SDP Ministro Imprenditoria Artigianato CROAZIA - news studio baroni 10.2014La partecipazione di Gordan Maras (SDP), Ministro dell’Imprenditoria e dell’Artigianato del Governo Croato, ha rafforzato le basi per il rilancio dell’economia europea in Adriatico.

Molte sono le opportunità di sviluppo economico e commerciale derivanti dall’entrata della Croazia nell’Unione Europea, avvenuta nel luglio del 2013.

Tra le varie  opportunità da cogliere c’è quella di ISTRATURIST che lavora in rete europea con l’agenzia di marketing Andromake Umag, Thalion & Fusion SPA, Unioncamere del Veneto-Eurosportello e la Camera di Commercio Istro Veneta.

B2B a Umago in Croazia. Meeting internazionale sul TURISMO delle EMOZIONI 24, 25 e 26 ottobre 2014 PNG

Si tratta di un weekend che inzia domani 24 ottobre a Umago, fino a domenica 26. Alle agenzie turistiche e agli albergatori un’occasione di incontro per progettare efficaci azioni di marketing territoriale e turistico dell’area adriatica. Il tema principale è la creazione di un prodotto innovativo e interdisciplinare come risposta alle esigenze emozionali dei viaggiatori: l’eccellenza del viaggio fatto su misura, con momenti di relax e benessere, enogastronomici, artistici e culturali, turistico medicali che valorizzano le identità culturali.

UMAGO Tina Sirotic

Si presterà attenzione anche alle modalità di acquisto delle vacanze: i recenti interventi dell’Antitrust a tutela dei viaggiatori dimostrano che i tempi dei rapporti diretti tra agenzie di viaggio e albergatori non sono definitivamente tramontati. Il tocco personale dell’agenzia turistica “off line” è la chiave vincente per modificare lo scenario della web promotion in una prospettiva più personalizzata e con possibilità di offrire ai propri clienti non solo servizi ma esperienze uniche.

Per progetti integrati, allo scopo di partecipare insieme a comuni, enti ed aziende ai bandi europei 2014>2020, anche “studio baroni”, con altri amici autori e professionisti, propone il progetto sviluppo business 2.0 con Carta Etica “Europa Adriatica”.

banner progetto europa adriatica

  • istria e dalmaziaRILANCIARE  il TURISMO
  • PROMUOVERE il PRIMARIO
  • VALORIZZARE la CULTURA e il BENESSERE
  • SENSIBILIZZARE alla RESPONSABILITA’
  • SVILUPPARE la RICERCA

Link utili:

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