Città, digitale, Economia, enterprise, Etica, Eventi, Facebook, Imprese 2.0, Innovazione, Melica - Scandelin & Partners, Nordest, Partecipazione, Pedagogia, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Sistemi gestionali, Social Network, Società della Conoscenza, Software libero, Veneto, Venezia, Web 2.0

INNOVAZIONE DIGITALE “Manifesto per l’Open Government” e “Social Inbox” Facebook

Due importanti novità stanno vivacizzando il mondo della partecipazione digitale sull’onda innovativa italiana e americana.

La pubblicazione del “Manifesto per l’Open Government” e le modifiche apportate con il “Social Inbox”dal re dei Social network, ovvero facebook.

Intanto che le varie comunità territoriali e tematiche sparse in giro per l’Italia e l’Europa commentano con interesse a questa veloce fase di trasformazione della partecipazione digitale con i Social network, ecco che ci vengono utili due preziosi contributi:
  • Il primo è di oggi a cura di Giovanni Calia con riflessioni sul concetto che “il medium non è il messaggio”. Calia propone un interessantissimo approfondimento sulla “king news” della settimana, ovvero la “Social Inbox di Facebook“. Infatti, sua maestà dei Social network ha  “lanciato il suo nuovo concetto di comunicazione one-to-one, destrutturando il mondo della comunicazione moderna, disegnando un’era di comunicazione sempre più transmediale, destinata a cambiare le sorti della comunicazione tra persone, destinata quindi a cambiare la società prossima ventura”;
  • Il secondo importante contributo riguarda la pubblicazione finale del Manifesto per l’Open Government. I promotori di questa orginale iniziativa potrebbe essere letta in combinazione con quella di Innovatori relativa alla “Carta Etica Digitale” per la quale c’è stata la consultazione pubblica a Venezia il 25 ottobre 2009 in occasione del 1^ VeneziaCamp 2009. Insomma, i promotori del nuovo Manifesto, partono dalla considerazione che tutti noi siamo impegnati quotidianamente, con diverse modalità e professionalità, a promuovere l’innovazione all’interno del Paese e in particolar modo della Pubblica Amministrazione in tutte le le sue dimensioni centrali e territoriali. Ciò viene fatto con enorme passione e professionalità ma, spesso, anche con la grande frustrazione generata da una politica spesso distratta e poco sensibile ai temi dell’innovazione. In molti Paesi si stanno sperimentando sistemi di Open Government, ma l’Italia è restia ad abbracciare questa nuova dottrina e tende a restare impantanata nelle patologie istituzionali tipiche dei modelli organizzativi tradizionali che acuiscono la distanza con i cittadini. Qui sotto i contenuti del Manifesto.
Manifesto per l’Open Government 

  1. Governare con le persone – La partecipazione attiva è un diritto e un dovere di ogni cittadino. L’Open Government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché questo venga esercitato con pari opportunità per tutti.
  2. Governare con la rete – La Pubblica Amministrazione deve far riferimento a un nuovo modello organizzativo che abbandoni la logica burocratica verticale di gestione dei servizi pubblici a favore di una logica orizzontale, in grado di coinvolgere i diversi attori pubblici, privati e del non profit, nel raggiungimento di un obiettivo comune. Tale obiettivo può essere perseguito attraverso un efficace uso della Rete.
  3. Creare un nuovo modello di trasparenza – L’Amministrazione deve agire in modo da garantire sempre la più completa trasparenza dell’attività di governo e la pubblicità di tutto ciò che è relativo al settore pubblico. Fornire ai cittadini tutte le informazioni sull’operato dell’Amministrazione è indispensabile per realizzare un controllo diffuso sulle attività di governo e sulla gestione della cosa pubblica.
  4. Trattare l’informazione come infrastruttura – I dati delle Pubbliche Amministrazioni devono essere accessibili a tutti sul Web in formato aperto, gratuitamente ove possibile, e – in ogni caso – con licenze idonee a consentire la più ampia e libera utilizzazione. La disponibilità di dati aperti è, di fatto, l’infrastruttura digitale sulla quale sviluppare l’economia immateriale. Le Pubbliche Amministrazioni, liberando i dati che gestiscono per conto di cittadini e imprese, possono favorire lo sviluppo di soluzioni da parte di soggetti terzi e contribuire in modo strategico, allo sviluppo economico dei territori dalle stesse amministrati.
  5. Liberare i dati pubblici per lo sviluppo economico del terzo millennio – Le Pubbliche Amministrazioni devono concentrarsi sulla produzione, classificazione e pubblicazione di dati e informazioni grezzi e disaggregati, lasciando, salvo eccezioni espressamente previste dalla legge, all’iniziativa privata lo sviluppo di applicazioni ed interfacce per la loro rielaborazione, consultazione e fruizione. Un orientamento della Pubblica Amministrazione verso l’Open Data offre nuove opportunità a chi investe nella Rete, incentivando la crescita di nuovi distretti dell’economia immateriale che rappresenterebbero un nuovo modello di produzione da affiancare a quello tradizionale oggi in crisi e, troppo spesso, sostenuto dagli aiuti di stato.
  6. Informare, coinvolgere, partecipare per valorizzare l’intelligenza collettiva – La rete moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa. Le dinamiche organizzative ed i procedimenti della Pubblica Amministrazione vanno ripensati per  migliorare la qualità dei processi di informazione,  facilitare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini, diffondere la cultura dell’Open Governement anche attraverso i social media e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
  7. Educare alla Partecipazione – Lo  Pubblica Amministrazione promuove la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione  della cosa pubblica anche attraverso il ricorso alle tecnologie dell’informazione, eliminando ogni discriminazione culturale, sociale, economica, infrastrutturale o geografica ed educando alla partecipazione come diritto e dovere civico di ogni cittadino.
  8. Promuovere l’accesso alla Rete – La tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere dello Stato consentire a tutti i cittadini di accedervi e promuoverne la cultura d’uso.
  9. Costruire la fiducia e aumentare la credibilità della PA – La conoscenza e la partecipazione ai processi decisionali sono strumenti di costruzione della fiducia in un rapporto tra pari che coinvolge Amministrazione e Cittadini rendendo inutili gli attuali livelli di mediazione. L’appartenenza agli stessi ecosistemi (digitali e non), la pratica delle stesse dinamiche sociali e servizi efficaci costruiti intorno al cittadino e alle sue esigenze aiutano ad accrescere la fiducia, la credibilità dell’Amministrazione e la condivisione degli obiettivi.
  10. Promuovere l’Innovazione permanente nella Pubblica Amministrazione – La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi. Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.

.

Fonti:

.

.

.

Città, digitale, Eventi, Software libero, Web 2.0

VENEZIA, la città «modello» dei social network

cittadinanza-digitale-venezia

La città «modello» dei social network

Fonte: la Nuova di Venezia — 03 ottobre 2009   pagina 17   sezione: CRONACA

ll censimento di Mauro Magnani , aggregatore di tribù digitali: “un fenomeno partecipativo nel mondo della Rete”. Il dieci per cento della popolazione veneziana è iscritta a qualche community on line.

Venezia? Un modello di città capace di generare tribù digitali con oltre 6 mila cittadini che si ritrovano a discutere in una dozzina di attivissimi social network. Li ha censiti Mauro Magnani, “cacciatore” di gare internazionali per una società di ingegneria e “aggregatore di tribù” del Web.

cittadinanza-digitale-comune-di-venezia-jpg

Venezia fa scuola nel mondo dell’aggregazione sociale e politica in Rete?

“A chiunque conosca abbastanza bene la realtà del social networking veneziano” spiega Magnani, “risulta di tutta evidenza quante siano le aggregazioni che utilizzano già da anni un ning, un gruppo di discussione, una pagina di Facebook per promuovere la loro attività: il dato interessante e che va meditato è che 10% della popolazione di Venezia è relamente attivo nel “confronto” in Rete, una fruizione di Internet indubbiamente di tipo evoluto. Certo non tutti interagiranno con la stessa intensità ma il dato è impressionante”.

cittadinanza digitale ponte rialto

1701 iscritti a 40xVenzia.ning.com, 1176 a Salviamo Venezia, 798 a Venessia.com, 721 Ripopolare Venezia, 700 Fronte Per Venezia, 656 Venezia WIFI Community, 432 Save Venetian Beach (in difesa del Lido degli Alberoni), Tribù Digitali Veneziane 377, UN Volto NUovo Per Venezia, Associazioni per Venezia 142, Venezia in Movimento 124, Boca de le Denunzie 122. Molti nomi si rincorrono da una parte all’altra, ma il fenomeno esiste.

“Lamentificio” o reale possibilità di incidere sul quotidiano?

“Importante è che molte centinaia di persone abbiano capito che il mezzo offerto da Internet può, “deve”, essere utilizzato concretamente nell’ottica della promozione di un effettivo cambiamento” prosegue Magnani nella sua analisi, “certo in qualche caso il “rumore di fondo” non è indifferente ma è preferibile far cernita attiva di ciò che è disponibile in Rete piuttosto che appiattirsi nel ruolo passivo di spettatori della tivù. La chiave oggi è l’interazione e la condivisione di saperi e non c’è mezzo più efficiente della Rete per far questo”.

cittadinanza digitale calatrava

La comunità piu’ forte come numero di componenti è quella di Cittadinanza Digitale, ormai vicina ai 20.000 iscritti: gli aderenti alla Rete wi-fi del Comune.

“E’ un intervento pubblico importante , che sarà ricordato per il suo impatto innovativo” conclude Magnani, “ora a mio parere devono essere forniti ai cittadini contenuti informativi localizzati di buon livello, possibilmente coinvolgendo nella generazione degli stessi proprio i cittadini ed i turisti di passaggio. Contenuti che vanno immediatamenti posti in Rete. Credo insomma che un servizio di informazione strettamente locale ed in tempo reale sia davvero una priorità di servizio. Gli americani le chiamano hyperlocal news”.

cittadinanza digitale gru venezia marghera

Anche le “tribù” veneziane si sono iscritte al barcamp in programma dal 23 al 25 ottobre all’Arsenale; non un ritrovo goliardico di appassionati smanettoni, ma l’incontro tra appassionati ed esperti della Rete.

“Personalmente avrei chiamato questo appuntamento “Forum dell’Innovazione”, conclude Magnani, “usare termini come barcamp e/o blogger contribuisce ad aumentare la distanza con quanti in Rete ci sono arrivati da poco o ci arrivano solo adesso. Invece si cercherà di parlare anche a quella parte di utenza di Internet meno addetta ai lavori, per consolidare un rapporto virtuoso di collaborazione tra le varie realtà che che già oggi si confrontano in Rete. Con l’obiettivo comune di produrre idee e proposte innovative utili alla collettività come nel caso dell’elaborazione della “Carta Etica Digitale”, per una fruizione consapevole della Rete che presenteremo come elaborato comune degli iscritti all’Associazione “INNOVATORI”.

Articolo di Roberta De Rossi

Fonte immagini: Cittadinanza Digitale

cittadinanza digitale gru venezia bacino san marco

digitale, Domotica, enterprise, Innovazione, Società della Conoscenza

Il QR-CODE esempi di applicazioni

NEWS: Il QR-CODE etichetta l’alta qualità 100% dell’olio extra vergine made in Italy

QR x VeneziaCamp Tavola Rotonda 25 ottobre 2019Il QR-CODE è un codice a barre 2d che viene rilevato con un software di lettura mediante la fotocamera. Dopo la decodifica viene trasformato in un link apribile immediatamente dal browser dell’apparecchio mobile.

(nell’immagine CR-CODE qui a sinistra c’è scritto: partecipa a “fabbrica cultura digitale”, domenica 25 ottobre al veneziacamp, isola del lazzaretto vecchio, fronte lido di venezia http://www.barcamp.org/veneziacamp2009 x venezia e la metropoli nordest capitale europea della cultura 2019)

Esempi di applicazioni

Dallo scorso giugno, la Federfarma di Teramo ha già colto le potenzialità di questa innovazione digitale e ha introdotto il QR-CODE nelle farmacie associate (in quattro lingue):

Ecco un semplice esempio del passaggio dalla “materialità della carta” all'”immaterialità del digitale” mediante il QR-CODE:

In Giappone il QR-CODE è talmente diffuso che si divertono a costruirlo con la sabbia:

fabbrica cultura digitale immagine con QR CODE x VeneziaCamp

fabbrica anche tu cultura digitale… partecipa al Progetto Anno Europeo annoeuropeo@gmail.com

logo KAYWA Studio Vittorio Baroni QR-CODE

genera adesso il tuo QR-CODE