Ambiente, Comunicazione, digitale, Innovazione, libri, Nanotecnologie, Società della Conoscenza

Comunicare la Fisica

Dal sito Unesco ecco un libro (si può scaricare gratuitamente) in italiano e inglese che spiega cos’è la Fisica.  A cura di Massimo Armeni e introduzione di Piergiorgio Odifreddi.

Come sottolinea anche la Commissione Europea, la scienza e la tecnologia influenzano in maniera crescente la società: «ogni giorno il progresso scientifico e tecnologico fornisce innovazioni essenziali alla nostra qualità di vita. Le nuove scoperte nelle scienze, nella tecnologia dell’informazione, così come nel mondo della fisica, stanno influenzando fortemente le strutture sociali, economiche, politiche e etiche a cui siamo abituati» (estratto da pagina 24).
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Ambiente, Biodiversità, Etica

2010, Anno Internazionale della Biodiversità

Il 2010 è l’Anno Internazionale della Biodiversità. Questo sopra è il logo ufficiale (finanziato dal Canada) presentato in Svezia al meeting dell’Unione Europea “Visions for Biodiversity Beyond 2010 – People, Ecosystem Services, and the Climate Crisis”.

Il logo può essere utilizzato da tutte le nazioni per le manifestazioni e celebrazioni dell’Anno Internazionale della Biodiversità.

Per biodiversità si intende l’insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.

A tal proposito Studio Baroni propone il trailer del film Home, prodotto dal regista Luc Besson in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2009.

Il film, dicono le note di produzione, “è un’ode alla bellezza del pianeta e alla sua delicata armonia. Attraverso i panorami di 54 paesi catturati dall’alto, Yann-Arthus-Bertrand ci porta a compiere un viaggio unico attorno al pianeta, per contemplarlo e per capirlo”.

“Home” denuncia lo stato attuale della Terra, il suo clima e le ripercussioni a lungo termine sul suo futuro. Un tema che viene continuamente espresso lungo tutto il documentario è quello del delicato e fondamentale collegamento che esiste tra tutti gli organismi che vi fanno parte.

Ambiente, Città, Concorsi, digitale, enterprise, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Nanotecnologie, Nordest, Padova, Ricerca, Università di Padova

L’innovazione degli incubatori d’impresa universitari: il caso PNICube e il concorso StartUp 2009

PNICube è l’Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition accademiche italiane. Si tratta di una realtà che trova origine su iniziativa del Ministero delle Attività Produttive che nel 2003 finanzia il progetto IUNet (gestito dall’Associazione Incubatori Universitari – AIU), al fine di creare una rete di collegamento tra gli incubatori di impresa universitari. Lo stesso anno prende il via la prima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), una sorta di “coppa campioni” dei migliori progetti di impresa nati in ambito universitario organizzato da cinque Start Cup.

Questi gli obiettivi di PNICube:

  • Scambiare esperienze tra i soci e favorirne la reciproca collaborazione
  • Sensibilizzare e promuovere l’adozione di politiche a favore di iniziative di incubazione di imprese
  • Acquisire risorse indirizzate alle attività di creazione di impresa
  • Promuovere e sostenere i soci nelle collaborazione internazionali
  • Favorire la creazione di start up dalla ricerca
StartUp dell’Anno, giunta alla terza edizione, consiste in un concorso tra le migliori aziende nate nell’ambito della ricerca pubblica che abbiano compiuto la fase di start-up e prevede l’attribuzione di un premio del valore di 10.000 € a quella che ha conseguito le migliori performance tecniche e di sviluppo, a giudizio di una giuria composta da operatori di fondi internazionali ed imprenditori, selezionati da PNICube.

Ecco l’elenco delle aziende finaliste individuate dalla Giuria e presentate lo scorso 8 maggio a Padova:

ACTUA:
www.actuatech.eu
Settore di attività: ICT, E-business, Biotech, meccanica, servizi, altro
Contatto: Stefano Carabelli, stefano.carabelli@polito.it

Actua punta a diventare una holding company per lo sviluppo delle tecnologie sull’efficienza energetica, trasformando tecnologie di nicchia in prodotti. Actua ha attualmente 10 dipendenti e raggiungerà nel 2009 1 M€ di fatturato.

BIOTRACK:
www.biotrack.it
Settore di attività: Biotech
Contatto: Elisa Filippi, info@biotrack.it

Biotrack è nato come spin-off dell’Università degli Studi di Milano nel 2005 dall’intuizione del Prof. Francesco Salamini, emerito scienziato di fama internazionale, e vede la partecipazione di 8 soci: Università di Milano, 4 professori universitari, Parco Tecnologico Padano, Biolab SpA, Biodiversity SpA. L’azienda si avvale di 5 collaboratori a tempo pieno. L’attività di Biotrack ha il suo core business nello sviluppo di progetti di ricerca di proteomica e di trasferimento tecnologico: grazie alle potenzialità tecniche e alle competenze analitiche, l’impresa è in grado di offrire alle aziende del settore agroalimentare e da poco, a quello farmaceutico, studi di proteomica, consulenza scientifica e tecnologica. Biotrack sviluppa soluzioni innovative ad approccio molecolare per lo studio delle proteine attraverso il frazionamento, il profiling e la biomarker discovery grazie ad una piattaforma di proteomica integrata (HPLC-SELDI ToF). Il potenziale mercato di Biotrack e’ rappresentato da 373 aziende con un fatturato complessivo di 53,4 Miliardi di € e medio per azienda di 143 Milioni di €.

DELTA R&S:
www.deltars.it
Settore di attività: Bio-meccanica, ergonomia, sicurezza nello sport, meccatronica, robotica
Contatto: Flavio Merigo, f.merigo@deltars.it

Delta R&S si propone di fornire alle imprese servizi di ricerca e sviluppo relativi a prodotti, processi, apparecchiature e macchinari che consentano alle imprese stesse di migliorare la loro competitività e di innovare il loro sistema aziendale. Delta R&S intende mettere a disposizione delle aziende le migliori competenze (recepite nel campo accademico, della libera professione e di altri centri di ricerca) e organizzarle secondo uno specifico piano di lavoro per ottenere risultati concreti ed applicabili. La società propone al mercato i suoi digitalizzatori (Foot-o-graph, Bust-o-graph), le sue protezioni, i suoi servizi sia al mercato italiano che a quello europeo.  I punti di forza dei nostri prodotti sono costituiti da un’elevata attenzione al cliente (tempi di ripresa brevi, economicità delle protezioni, servizi offerti senza alcun tipo di impatto psicologico o fisico critici) e prezzi estremamente competitivi. Attualmente sono in corso intense attività di marketing per aprire nuovi sbocchi nei mercati del sud est asiatico (Pakistan, Bangladesh, India). Delta R&S occupa un totale di 15 dipendenti e prevede per il 2009 un fatturato di oltre 2 milioni di euro.

ELECTRO POWER SYSTEMS:
www.electrops.it
Settore di attività: Cleantech
Contatto: Emilio Paolucci, emilio.paolucci@electrops.it

Nata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del PNI, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale da 7,8 miliardi di dollari già oggi.  Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. E’ l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top100 di Library House e The Guardian. L’azionariato è diviso tra fondatori e top management, investitori istituzionali e soci industriali.  Dopo tre anni di R&D e fieldtests il 2009 è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.

EVS:
www.evsys.net
Settore di attività: ICT, elettronica
Contatto: Vittorio Murino, vittorio.murino@evsys.net

L’azienda si occupa di progettazione di sistemi di visione su architetture (hardware) embedded rivolti a diversi campi d’applicazione come l’automazione industriale, automotive, la sicurezza e il monitoraggio e la nautica. eVS è specializzata in soluzioni modulari, leggere, compatte e di elevata potenza di calcolo rivolte ad ambienti dove sono necessarie robustezza ed alte prestazioni (FPGA, Field Programmable Gate Array e DSP, Digital Signal Processor). EVS è il primo spin-off dell’Università di Verona e ha ricevuto un finanziamento dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca (MIUR) per un progetto di ricerca. Il fatturato atteso per l’anno 2009 è di quasi 300.000 euro.

FLUIDMESH:
www.fluidmesh.com
Settore di attività: ICT
Contatti: Torquato Bertani, torquato.bertani@fluidmesh.com

Fluidmesh è il leader nello sviluppo di prodotti  wireless per applicazioni critiche, di sicurezza ed industriali. Le soluzioni progettate dall’azienda sono tutte caratterizzate da un incomparabile livello di affidabilità, flessibilità e facilità di utilizzo. L’azienda è focalizzata sullo sviluppo di prodotti wireless per la sicurezza, la videosorveglianza e la trasmissione di dati in grandi aree a rischio. Ogni Fluidmesh non solo trasmette i flussi video delle telecamere direttamente collegate ad esso, ma allo stesso tempo agisce da ponte radio e router “intelligente”, in grado di inoltrare attraverso il percorso ottimale i pacchetti dati ricevuti  da altri apparecchi Fluidmesh.  Mercati di riferimento per Fluidmesh Networks sono le pubbliche amministrazioni, le grandi industrie, i porti turistici e commerciali e le grandi aree turistiche e sportive quali resort, parchi del divertimento e autodromi. Fluidmesh opera principalmente in USA, Canada, America latina, Italia, Francia, Spagna, UK, Medio Oriente e Australia.
Il fatturato previsto per il 2009 supera i 900 mila euro.

GARRISONPOP:
www.garrisonpop.com
Settore di attività: ICT, servizi
Contatti. Paolo Sasso, paolo.sasso@garrisonpop.com

Garrisonpop è una società di servizi rivolti a produttori e distributori di beni di largo consumo. L’obiettivo centrale delle attività di Garrisonpop è dotare i mercati di strumenti innovativi per supplire alle aree di incertezza delle filiere di produzione, distribuzione e marketing.  Il prodotto principale Teleshelf è una piattaforma che automatizza il processo di lettura delle giacenze e delle rotazioni sullo scaffale dei supermercati tramite sensori elettronici (peso, RFID, microswitch, ecc) che immagazzinano il dato e lo trasmettono attraverso un modem GSM o un router WIFI. L’applicazione principale per la sales force automation funziona via SMS.  Teleshelf è venduto come servizio, ovvero viene chiesto un canone di abbonamento mensile per la lettura dei dati tramite il software della società o accedendo al portale della Garrisonpop. Per evitare copie o aggressioni da parte di chi è forte nel mercato dei sistemi per GD o rilevazioni di spazi di mercato, sono stati stretti accordi con i Leader del settore. Lo sviluppo del fatturato con incremento di circa il 100% annuo è costante e confermato dall’andamento dei primi mesi 2009, con una aspettativa di circa 600 mila euro.

KHAMSA:
www.khamsa.net
Settore di attività: ICT
Contatto: Federico Moro, fm@khamsa.net

KHAMSA è un gruppo societario di due società, entrambe start-up fondate nel 2005 dai medesimi fondatori e vincitrici di bandi di innovazione e incubazione (Start-Cup Lombardia e CPStartup Canton Ticino, Svizzera). Operante nel settore dell’Information e Communication Security, KHAMSA offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate). Attualmente si avvale di 20 collaboratori, fra dipendenti, consulenti ed outsourcers, con uffici in Lugano e Milano. Dopo un investimento di Venture Capital (2008) il gruppo è controllato al 66% dai fondatori e al 34% dai soci di capitale di rischio. Il fatturato atteso per il 2009 è di oltre 700 mila euro.

LACHESI:
www.lachesi.com
Settore di attività: Monitoraggio, Ambiente, ICT
Contatto: Domenico Lopreiato, domenico.lopreiato@lachesi.com

LACHESI è una società che sviluppa e commercializza prodotti destinati al monitoraggio delle strutture architettoniche (controllo delle condizioni di esercizio e di sicurezza di ponti, gallerie, dighe e strutture marine) soprattutto in rapporto alle interazioni tra le stesse strutture e l’ambiente in condizioni straordinarie, per esempio in relazione alle alluvioni o a sismi. I prodotti di LACHESI sono indirizzati verso due settori applicativi: le strutture architettoniche moderne e le opere di elevato interesse artistico e storico. Il settore in cui opera LACHESI è dunque rappresentato dalla Civil Engineering, dalla Geotechnical Engineering e dall’Oil and Gas Engineering.  Conta su un team composto da 5 dipendenti ed ha come soci il fondo Piemontech e il Club degli Investitori, quest’ultimo entrato nella compagine sociale a fine 2008. Le previsioni di fatturato per il 2009 si aggirano sui 400 mila euro.

MINTEOS:
www.minteos.com
Settore di attività: ICT (monitoraggio ambientale)
Contatto: Maurizio Savioli, savioli@minteos.com

Minteos opera nel settore del monitoraggio ambientale tramite tecnologie WSN (Wireless Sensor Network). L’architettura realizzata permette, grazie a sensori sul campo, di monitorare e trasferire alert in tempo reale ed a basso costo su una molteplicità di rischi ambientali. I prodotti principali sono legati all’antincendio, alle esondazioni, alle frane, al controllo della qualità dell’aria nelle città e delle acque, alle emissioni di gas nocivi nell’industria, al monitoraggio delle pipeline ed al settore dei rifiuti.
Le specifiche peculiari del prodotto sono riassumibili in: eliminazione dei falsi allarmi, funzionamento automatico; necessità solo di piccole manutenzioni, scalabilità, multifunzionalità.
I settori di destinazione sono rappresentati dalla Pubblica Amministrazione, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Il mercato di destinazione è costituito inizialmente dall’Europa (Italia e Grecia su tutti) e abbraccerà a seguire USA e Australia.
Ha sede in Torino e opera con 15 persone; la struttura societaria è composta da 4 soci di cui uno è un Business angel.
Fatturato 2009 previsto: 1 milione e mezzo di euro.

WAYMEDIA:
www.waymedia.it
Settore di attività: ICT
Contatto: Francesco Baschieri, francesco.baschieri@waymedia.it

Waymedia realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio (come Bluetooth e NFC) per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga. Operano attraverso distributori (per la rivendita dei prodotti), system integrator (per l’inserimento delle tecnologie in progetti di comunicazione/servizio al pubblico più complessi) oppure si rivolgono ad agenzie marketing e concessionarie pubblicitarie per la realizzazione di operazioni di Marketing di prossimità.
Waymedia oggi impiega 13 dipendenti su due sedi: Bologna (Headquarter e R&D) e Madrid (Commerciale per Spagna e America Latina).
La previsione per  il 2009 è di superare il milione di fatturato.

La vincitrice dell’edizione 2009 della StartUp dell’Anno è l’azienda Electro Power Systems di Torino, attiva nel settore dei sistemi a celle a combustibile per la produzione di idrogeno. Il premio è stato consegnato da Barbara Simionati di BMR Genomics, la StartUp dell’Anno 2008.

Nata nell’incubatore I3P di Torino. Fondata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del Premio Nazionale Innovazione, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale che vale già oggi da 7,8 miliardi di dollari. Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. Il fondatore e CEO Adriano Marconetto ha dichiarato: “L’idrogeno è una soluzione per molti problemi energetici, ma dev’essere una soluzione completa e alla portata di tutti. La domanda di mercato c’è: noi abbiamo concretizzato l’offerta. Siamo l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top 100. Dopo tre anni di R&D e field tests, il 2009 per noi è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.”

Al secondo posto si è classificata l’azienda Waymedia, dell’incubatore Alma Cube di Bologna, che realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga.

Al terzo posto si è classificata l’azienda Khamsa dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, che offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate).

Fonte: http://www.pnicube.it

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Ambiente, Innovazione

130 Km con un pieno di sole. Sanyo presenta il camion fotovoltaico

Alla Fiera internazionale “Eco Products 2009” in corso a Tokyo, Sanyo ha presentato il suo veicolo elettrico solare, più precisamente un camion.

Elementi caratteristici del veicolo sono i pannelli fotovoltaici e le batterie agli ioni di Litio che rendono il mezzo capace di percorrere 130 Km con una singola carica. Le batterie in dotazione si possono ricaricare con 16 ore di esposizione al sole oppure in 8 ore attraverso una presa di corrente.

Il camion è dotato di 9 pannelli fotovoltaici da 210Wp per una potenza complessiva di 1,89 kWp in grado di fornire circa 2000 kWh all’anno di energia elettrica che può essere immagazzinata nelle 3510 batterie cilindriche a ioni di Litio installate a bordo.

L’energia elettrica generata dai pannelli solari può non venire utilizzata solamente per la trazione,ma all’occorrenza può essere utilizzata per alimentare utenze esterne,ad esempio fari, pompe, motori esterni o altro.

Fonte: http://www.pienosole.it

Ambiente, Industria, Innovazione, Porto Marghera Venezia, Pubblica Amministrazione

Green: il futuro di Porto Marghera, Rapporto della Fondazione Pellicani

Green Economy FONDAZIONE PELLICANI

CONTENUTI DEL RAPPORTO

  • INDICE
  • PREMESSA
  • GREEN ECONOMY
  • IMMAGINARE FUTURO
  • IL NODO DELLE BONIFICHE
  • Guadagnare terra
  • Guadagnare tempo
  • Il bilancio aggiornato
  • Il rapporto tra bonifiche e progetti di sviluppo urbano: un problema italiano e europeo
  • MARGREEN
  • Produzione bioetanolo – Grandi Molini
  • Green Oil Bioraffineria
  • METAS – Metadistretto Veneto dell’Ambiente per lo Sviluppo Sostenibile
  • Interuniversity National Consortium “Chemistry for the Environment” (INCA)
  • Polo Integrato di Fusina – Centrale CDR
  • Centrale ad Idrogeno
  • Hydrogen Park-Consorzio Marghera per l’idrogeno
  • Greenwood
  • Green port – Autorità portuale
  • Venice blue flag – Porto passeggeri a zero emissioni
  • eNave – Energia dalle alghe
  • Progetto Vallone Moranzani
  • Altri progetti a Porto Marghera
  • PORTO MARGHERA
  • Un quadro sintetico dell’area
  • Trasformazioni su diversi Piani
  • Aziende ed addetti
  • Produzioni e settori
  • Chimicamente instabili
  • UN PORTO PER L’ADRIATICO
  • Traffico merci tra industria e commercio
  • Tonnara Adriatica
  • Venezia, terminal crocieristico
  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

CHE COS’E’ LA GREEN ECONOMY

Ma cos’è la “Green Economy”? Non esiste una definizione soddisfacente di “Economia Verde”; il termine comprende settori come l’efficienza energetica, la produzione e distribuzione di energia rinnovabile, il trasporto sostenibile, la fornitura d’acqua, la depurazione, la gestione dei rifiuti e l’agricoltura sostenibile oltre alle industrie che usano risorse in modo efficiente, grazie a tecnologie “intelligenti” (continua a leggere nel Rapporto della Fondazione Pellicani)

Fonte: http://www.fondazionegiannipellicani.it

Ambiente, Etica, Eventi, Obama

OBAMA: discorso al summit ONU sui cambiamenti climatici

summit 2009 onu studio baroni

“L’obiettivo del Summit sui Cambiamenti Climatici, che ho convocato per il 22 settembre, mira a mobilitare una volontà e una visione politica necessarie a raggiungere, durante le trattative di Copenaghen sul clima, un risultato ambizioso e concordato basato sulla scienza.”      Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite

Il Summit si colloca nel contesto della prima Settimana Mondiale del Clima (21 al 25 settembre 2009) focalizzata sul tentativo di creare un sostegno globale per una Petizione per il Clima che sarà presentata dalla società civile ai governi del mondo in dicembre alla Conferenza di Copenaghen sulla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Ecco il discorso di Obama:

Obama ONUCi tengo a ringraziare il segretario generale per aver organizzato questa riunione e tutti i dirigenti che partecipano al summit. Il fatto che oggi siamo così numerosi dimostra che la minaccia che costituiscono i cambiamenti climatici è grave, pressante e crescente. La reazione della nostra generazione di fronte a questo problema sarà giudicata dalla storia, perché se non attaccheremo arditamente, rapidamente e di concerto, rischiamo di produrre una catastrofe irreversibile per le generazioni future.

Nessuno Stato, che sia grande o piccolo, ricco o povero, può sfuggire agli effetti dei cambiamenti climatici. L’innalzamento del livello dei mari minaccia tutte le coste. Tempeste e inondazioni di sempre più grande ampiezza minacciano tutti i continenti. Siccità e cattivi raccolti producono la sotto-alimentazione e i conflitti in luoghi dove la sotto-alimentazione ed i conflitti sono già frequenti. Nelle isole dove la superficie diminuisce, le famiglie sono già obbligaste ad abbandonare le loro abitazioni per diventare rifugiati del clima. La sicurezza e la stabilità di tutti i Paesi e di tutti i popoli – nostra prosperità, nostra salute e nostra sicurezza – sono in pericolo ed il tempo che abbiamo per rimediare a questa situazione è limitato.

Eppure possiamo porre rimedio. Come ha detto John Kennedy, «I nostri problemi sono creati dall’uomo, possono dunque essere risolti dall’uomo». E’ vero che per troppi anni l’umanità ci ha messo del tempo a reagire o anche a riconoscere l’ampiezza della minaccia climatica. E’ vero anche per il mio Paese. Noi lo riconosciamo. Si tratta però di un nuovo giorno, di una nuova epoca. Sono fiero di poter dire che gli Stati Uniti hanno fatto di più per incoraggiare la produzione di energia pulita e per ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni di CO2 in questi ultimi otto mesi che durante tutto l’altro periodo della loro storia.

Il nostro governo dedica gli investimenti più importanti che abbia mai fatto al settore delle energie rinnovabili; questi investimenti sono destinati a raddoppiare la capacità di produzione di energia eolica ad altre energie rinnovabili in tre anni. In tutti gli Stati Uniti, degli imprenditori costruiscono delle pale eoliche, dei pannelli solari e delle batterie per auto ibride con l’aiuto di garanzie di prestito e di crediti d’imposta, progetti che creano posti di lavoro ed imprese. Noi investiamo miliardi di dollari al fine di ridurre lo spreco di energia nelle nostre abitazioni, nei nostri edifici e quello dovuto alle nostre apparecchiature elettroniche e casalinghe, il che permette anche alle famiglie americane di risparmiare denaro grazie alla riduzione dei loro livelli di elettricità e di carburante.

Abbiamo proposto la prima politica nazionale mirante tanto ad accrescere il risparmio di carburante che a ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni di gas serra per tutte le nuove auto e tutti i nuovi camion, questo farà risparmiare denaro ai nostri consumatori e petrolio al nostro Paese. Noi progrediamo in quello che riguarda la realizzazione dei primi progetti di costruzione di eolico al largo delle coste del nostro Paese. Noi investiamo miliardi di dollari in vista del sequestro del carbonio, in modo che potremo ridurre l’inquinamento causato dalle nostre centrali a carbone. Questa settimana, annunceremo che per la prima volta cominceremo a sorvegliare le quantità di gas serra emesse in tutto il nostro Paese.

Alla fine della settimana, aprirò di concerto con i miei colleghi all’interno del G20 per mettere fine alle sovvenzioni riguardanti I combustibili fossili in modo che possiamo meglio affrontare il problema climatico.

Sappiamo già che il recente calo dell’insieme delle emissioni americane è in parte dovuto alle misure che puntano ad incoraggiare un migliore rendimento energetico ed un migliore impiego delle energie rinnovabili.

Cosa ancora più importante, la Camera dei rappresentanti ha adottato a giugno un testo di legge sull’energia e il clima che dovrà permettere finalmente che l’energia pulita sia una forma di energia redditizia per le imprese americane e ridurre considerevolmente le emissioni di gas serra. Una commissione del Senato ha già esaminato questo testo di legge ed io conto di operare di concerto con altri quando progrediremo.

Dato che nessun Paese può rilevare da solo questa sfida, gli Stati Uniti incitano un numero d’alleati e di persone più grande che mai a trovare una soluzione. In aprile, abbiamo convocato qui negli Stati Uniti la prima delle 6 riunioni del Forum delle grandi potenze economiche sull’energia ed il clima che hanno avuto luogo fino ad oggi. A Trinidad, ho proposto un partenariato sull’energia ed il clima per le Americhe. Noi agiamo con l’intermediazione della Banca mondiale per incoraggiare I progetti di energie rinnovabili e delle tecnologie connesse nei Paesi in via di sviluppo. Infine, accordiamo in posto prioritario alle questioni climatiche nel quadro delle nostre relazioni diplomatiche con dei Paesi così diversi come la Cina e il Brasile, l’India e il Messico, dal continente africano al continente europeo.

Tutte queste misure rappresentano da parte del popolo Americano e del suo governo un riconoscimento di importanza storica. Noi comprendiamo la gravità della minaccia climatica. Noi siamo risoluti ad agire e ci prenderemo le nostre responsabilità verso le generazioni future.

Tuttavia, benché un gran numero di Paesi abbia preso delle misure ardite e condivida la nostra determinazione, non siamo venuti qui per celebrare i progressi odierni. Noi siamo venuti perché occorre progredire molto di più. Noi siamo venuti perché resta molto da fare.

Si tratta di un compito che non sarà facile. Mentre ci apprestiamo ad andare a Copenhagen, non dobbiamo farci illusioni sul fatto che il più difficile è davanti a noi. Noi cerchiamo cambiamenti radicali ma necessari nel bel mezzo di una recessione mondiale, nella quale il compito prioritario di tutti i Paesi è di rilanciare l’economia e di diminuire la disoccupazione. Tutti noi dovremo avremo a che fare nelle nostre rispettive capitali con i dubbi e le difficoltà, su come cerchiamo di raggiungere una soluzione duratura ai problemi climatici.

Io sono venuto qui oggi per dire che le difficoltà non possono servire da scusa per accontentarsi. L’imbarazzo non è più una scusa per l’inazione. Infine, non dobbiamo permettere che la perfezione diventi nemica del progresso. Ognuno di noi deve fare quello che può quando può per far aumentare l’economia del suo Paese senza mettere in pericolo il nostro pianeta e dobbiamo farlo tutti insieme. Noi dobbiamo cogliere l’occasione per fare della riunione di Copenhagen un passo importante nella lotta mondiale contro i cambiamenti climatici.

Noi non possiamo più permettere che le vecchie divisioni che hanno caratterizzato il dibattito sul clima durante tanti anni blocchino i nostri progressi. Si, spetta sempre ai Paesi industriali che hanno causato una gran parte dei danni subiti dal nostro clima nel corso del secolo scorso, tra i quali gli Stati Uniti, di giocare un ruolo di primo piano. Noi continueremo a farlo, investendo nei settori delle energie rinnovabili, favorendo un miglior rendimento e riducendo considerevolmente le nostre emissioni in maniera da raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato per il 2020 e i nostri obiettivi di lunga durata per il 2050.

Tuttavia, anche i Paesi in via di sviluppo rapido che saranno responsabili di quasi tutta la crescita delle emissioni di CO2 nei decenni a venire devono giocare il loro ruolo. Alcuni di questi Paesi hanno già fatto dei grandi progressi per quel che riguarda la produzione di energia pulita e il suo utilizzo. Essi devono però impegnarsi a prendere delle misure vigorose sul loro territorio ed accettare di rispettare questi impegni proprio come fanno i paesi industriali. Noi non possiamo rilevare questa fida se tutti I grandi emettitori di gas serra non agiscono di concerto. Non c’è altra soluzione.

Noi dobbiamo anche raddoppiare i nostri sforzi per mettere gli altri Paesi in via di sviluppo, in particolare i Paesi più poveri e più vulnerabili, sulla strada di una crescita sostenibile. Questi Paesi non dispongono delle stesse risorse per lottare contro i cambiamenti climatici di Paesi quali gli Stati Uniti o la Cina, ma sono loro ad avere l’impegno più immediato per una soluzione, perché conoscono già gli effetti del riscaldamento del nostro pianeta: la fame, la siccità, la sparizione dei villaggi costieri e i conflitti dovuti alla rarità delle risorse. Il loro futuro non è più la scelta tra un’economia crescente ed un pianeta più pulito, perché la loro sopravvivenza dipende da entrambe. La riduzione della povertà avrà poco effetto se non si può raccogliere quel che si è seminato o trovare dell’acqua potabile.

E’ per questo che incombe su di noi di fornire l’aiuto finanziario e tecnico del quale questi Paesi hanno bisogno per adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e per incoraggiare uno sviluppo che causi poche emissioni di CO2.

Dopo tutto, quel che ricerchiamo non è semplicemente un accordo sulla limitazione delle emissioni di gas serra. Noi cerchiamo di concludere un accordo che permetterà a tutti i Paesi di conoscere un buon tasso di crescita e di aumentare il livello di vita della popolazione senza mettere in pericolo il nostro pianeta. Mettendo a punto delle tecnologie non inquinanti e condividendo il nostro know how, noi possiamo aiutare i Paesi in via di sviluppo ad evitare le tecnologie inquinanti ed a ridurre le emissioni pericolose.

Signor segretario generale, mentre siamo riuniti qui oggi, la buona notizia é che, dopo tanti anni di inazione e negazione, la maggior parte dei Paesi riconoscono finalmente l’urgenza del problema che ci si pone.

Noi sappiamo quel che conviene fare. Noi sappiamo che l’avvenire del nostro pianeta dipende da un impegno mondiale a ridurre in modo permanente l’inquinamento dovuto ai gas serra. Noi sappiamo che, se adottiamo le regole e gli incentivi appropriati, daremo libero corso al potere creativo dei nostri migliori scienziati, ingegneri ed imprenditori per costruire un mondo migliore. Un gran numero di Paesi hanno già fatto il primo passo sulla via che porta alla realizzazione di questo obiettivo. Questa strada sarà però lunga e difficile e noi non abbiamo molto tempo per arrivare fino alla conclusione. E’ una via che esigerà che ciascuno di noi perseveri nonostante le battute di arresto per progredire poco a poco, anche quando ci saranno degli ostacoli.

Cominciamo dunque subito, perché se siamo flessibili e pragmatici, se possiamo decidere di lavorare instancabilmente e di concerto, noi potremo allora realizzare il nostro obiettivo comune, vale a dire un mondo che sia più sicuro, più pulito ed in migliore salute di quello che abbiamo trovato ed un futuro che sia degno dei nostri figli.

Vi ringrazio.

Link alle altre relazioni pubblicate sul sito ufficiale:

H.E. Mr. BAN Ki-moon, Secretary-General of the United Nations
Dr. Rajendra Pachauri, Chair, Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
H.E. Mr. Barack Obama, President of the United States of America
H.E. Mr. Mohamed Nasheed, President of the Republic of Maldives
H.E. Mr. Hu Jintao, President of the Peoples Republic of China
H.E. Mr. Yukio Hatoyama, Prime Minister of Japan
H.E. Mr. Paul Kagame, President of Rwanda
H.E. Mr. Fredrik Reinfeldt, Prime Minister of Sweden
H.E. Mr. Óscar Arias Sánchez, President of Costa Rica
H.E. Mr. Nicolas Sarkozy, President of France
Professor Wangari Muta Maathai, Founder, Green Belt Movement, Kenya (Civil Society)
Ms. Yugratna Srivastava, Asia-Pacific UNEP/TUNZA Junior-Board representative, India, age 13 (Youth)
Mr. Janos Pasztor, Director, Secretary-General”s Climate Change Support Team
H.E. Mr. Tillman Joseph Thomas, Prime Minister of Grenada
H.E. Mr. Ahmad Babiker Nahar, Minister of Environment and Urban Development of Sudan
H.E. Mr. Lars Løkke Rasmussen, Prime Minister of Denmark
H.E. Mr. BAN Ki-moon, Secretary-General of the United Nations
H.E. Mr. Lars Løkke Rasmussen, Prime Minister of Denmark

Fonti:


Ambiente, Città, digitale, Domotica, Eventi, Innovazione, Pedagogia, Regioni

DOMOTICA: Inaugurata a Como la prima scuola certificata “Classe A”

Scuola domotica Como Oliver Twist Studio Baroni

A Como, lo scorso 19 settembre, è stata inaugurata la prima scuola certificata “Classe A”.

Si tratta di un importante edificio a basso impatto ambientale dove è tutto stato costruito con materiale riciclato: dalle porte, alle luci e alle lavagne interattive multimediali con collegamento a Internet, pareti, tetto, sedie, banchi.

Tutto, nell’istituto Oliver Twist, è stato pensato nel segno dell’eco design, della domotica e della sostenibilità.

Ecco in cosa consiste il progetto

Il progetto prevede la costruzione di un complesso scolastico multifunzionale ai margini del Parco Regionale della Spina Verde: 10 aule multifunzionali, 3 laboratori, spazi per uffici, un servizio di mensa in grado di garantire 200 pasti al giorno, un salone polifunzionale e varie attrezzature sportive. La Scuola offre percorsi formativi ed un ambiente educativo umano coinvolgente, associando alle attività scolastiche un sostegno specialistico e articolato: counseling educativo, assistenza sociale, mutuo aiuto familiare, attività sportive, sostegno allo studio ed esperienze di condivisione per le famiglie.

La Scuola Oliver Twist  si rivolge a circa 200 ragazzi dai 14 ai 18 anni per i quali il sistema di istruzione tradizionale non è riuscito ad offrire un valido percorso formativo. La sfida che con questo progetto si vuole affrontare è quella di dar vita ad un luogo dove è imprescindibile il nesso tra educazione, formazione e accoglienza e dove è possibile unire il percorso educativo di ogni ragazzo con l’apprendimento di strumenti formativi adeguati per facilitarne l’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto interviene efficacemente soprattutto in quelle situazioni in cui l’abbandono scolastico e le difficoltà di apprendimento sono determinate da un disagio personale, familiare e sociale.

L’intero progetto è realizzato grazie alla partnership tra Fondazione Oliver Twist, il Gruppo Cometa, la Regione Lombardia, la Provincia di Como e altre imprese e imprenditori. La Fondazione, dopo un’attenta analisi del territorio, ha curato il project management, assicurato le risorse economiche necessarie ed esercitato un diretto controllo sulla qualità dell’intervento, la sua efficacia e i suoi costi. Partecipa inoltre attivamente a tutte le fasi operative del progetto, dalla selezione del personale, alla strutturazione dei corsi per minori, all’avvio dell’attività. La Scuola Oliver Twist mira a diventare un centro di eccellenza nell’ambito dell’educazione e della formazione in Lombardia, offrendo un’opportunità di educazione, di studio e di lavoro ad oltre 200 minori.

Fonti:

Materiali sulla domotica in Studio Baroni:

Ambiente, Industria, Innovazione, Società della Conoscenza

PORTO MARGHERA, il Libro Bianco dei professionisti

La Fondazione delle Professioni della provincia di Venezia è la “casa comune” di oltre 14mila liberi professionisti che operano nella provincia di Venezia. Raccoglie i 16 Ordini e Collegi professionali rappresentati nel CUP – Comitato unitario permanente veneziano, cui spetta la nomina del Consiglio di Amministrazione.

La Fondazione ha una natura “tecnica” trasversale, rappresenta un patrimonio di competenze specialistiche che vengono messe a disposizione della comunità, delle istituzioni e dei cittadini.

Ambiente, Industria, Pubblica Amministrazione

Riconversione industriale e strategia della partecipazione

riconversione industriale studio baroni

 

Il tema della riconversione industriale interessa centinaia di città italiane.

Amministrazioni pubbliche e imprenditori, stretti nella morsa dei costi di bonifica, tentano vie alternative per cogliere opportunità di sviluppo in aree dismesse o degradate. A proposito della tecnica “sarcofago” per bonifiche e aree industriali, il caso di Venezia (v. qui sotto) permette di cogliere diverse dimensioni innovative.

Come approccio generale, l’attenzione alla partecipazione sembra diventare un fattore di successo in quanto, oltre a far partecipare attivamente la popolazione sui destini del territorio, pone le basi per attrarre nuove risorse per lo sviluppo.

 

VALLONE MORANZANI MARGHERA

Venezia: Porto Marghera, il “Vallone Moranzani”

La promozione della partecipazione cittadina con AGENDA 21

Venezia: Osservatorio Porto Marghera

 

ecolibarna

Alessandria: Serravalle Scrivia, “Ex Ecolibarna”, da bonifica a sarcofago

Documento APAT Piemonte

 

sindyal porto torres

Sardegna: PortoTorres, Accordo di Programma Regione-Syndial

 

 

ALTRI APPROFONDIMENTI SULLA RICONVERSIONE INDUSTRIALE: