Agroalimentare, Ambiente, Biodiversità, Energia, Eventi, Facebook, green economy, Imprese 2.0, Innovazione, Sostenibilità, YouTube

GREEN ECONOMY – Agricoltura è innovazione nella tradizione. Il caso Borgoluce a Susegana (Treviso)

L’innovazione fa rima con tradizione? 

Sì, provare per credere il 6 ottobre 2013 all’Azienda agricola Borgoluce di Susegana (Treviso). Saranno 50 le macchine agricole, dall’aratro trainato dai buoi ai mezzi di ultima generazione.

Borgoluce Susegana Treviso Innovazione è Tradizione

Dall’aratro al Challenger: l’evoluzione dell’aratura nella storia“, ecco come l’Azienda agricola Borgoluce si è impegnata a recuperare la preziosa memoria degli agricoltori trevigiani per raccontare la storia dell’aratura e la cura della terra. 

Borgoluce, oltre che essere Impresa 2.0 in facebook e su YouTube, ha saputo cogliere in anticipo le tendenze della GREEN ECONOMY ottimizzando il proprio ciclo energetico e utilizzo intelligente dei rifiuti. Infatti, il biodigestore – mediante il processo della digestione anaerobica – produce biogas a partire dagli insilati e dai rifiuti zootecnici che derivano dall’allevamento delle bufale. Poi, il motore di cogenerazione chiude il ciclo energetico trasformando il biogas in energia elettrica e calore

 

Festa aratura 2013 Borgoluce Treviso

PROGRAMMA DEL 6 OTTOBRE A SUSEGANA

stalla aperta Borgoluce Treviso

Dalle ore 10.00 alle 17.00, nel centro aziendale di Mandre, a Susegana i visitatori potranno inoltre assistere ad una dimostrazione della trebbiatura e relativa pesatura, per verificarne la resa, di alcune varietà di mais. Per tutta la domenica ci saranno degustazioni di mozzarelle e formaggi di latte di bufala, salumi e Prosecco prodotti dall’azienda agricola la Frasca Borgoluce.

La Festa dell’Aratura è una giornata per gli appassionati di macchine agricole e di oggetti d’epoca, ma anche per le famiglie e i bambini, che possono tra le stanze di Casa Roccagelsa possono fare un viaggio nel tempo, visitando la ricostruzione della vita e dei mestieri di inizio ‘900 con gli ambienti della casa contadina, il percorso dedicato alla lavorazione del legno, l’ufficio del fattore, l’aula scolastica e un’esposizione di strumenti utilizzati, a inizio secolo scorso, dagli artigiani e dalle massaie, dal ciabattino alla sarta.

13 OTTOBRE FATTORIE DIDATTICHE APERTE

La Festa dell’Aratura anticipa il tema di Fattorie Didattiche Aperte che si terrà domenica 13 ottobre: “Gli animali, la terra, l’energia pulita tra giochi e laboratori: scopriamo insieme la sostenibilità ambientale“. Borgoluce aderisce all’iniziativa regionale proponendo una giornata in cui, attraverso giochi e laboratori, che coinvolgono il virtuoso ciclo produttivo dell’azienda, i bambini comprendono meglio cos’è la sostenibilità, e genitori ed educatori imparano a raccontarla e come insegnare le buone pratiche per il rispetto dell’ambiente.

Ambiente, Città, Concorsi, Resilienza

Città resilienti: la Fondazione Rockefeller apre le iscrizioni per sostenere 100 centri urbani

download PDF pdf La RESILIENZA come utile capacità nel passaggio tra società post-industriale e società dell’informazione

100 città resilienti

Oggi parliamo di Resilienza come qualità di un territorio prendendo spunto da una recente news e da questo concetto:

  • “la Resilienza è una qualità collettiva caratterizzata dalla capacità di reazione nelle situazioni di difficoltà, orientata al bene comune e guidata da principi solidali, cooperativi, collaborativi, che si sviluppa nel mutuo aiuto, nella mobilitazione di risorse relazionali, nella promozione di responsabilità sociali per il benessere delle persone” (vb 2009).

Rinnovabili.it ha dato notizia che la Fondazione Rockefeller ha aperto le iscrizioni per selezionare 100 centri urbani con oltre 50.000 abitanti ai quali sarà offerto un aiuto concreto per rendersi più resistenti alle pressioni odierne e future.

Ogni città vincitrice riceverà tre forme di sostegno:

  1. L’appartenenza alla neonata rete 100 Cities Resilient che supporterà gli iscritti condividendo le nuove conoscenze sulle pratiche migliori e sulla capacità di recupero.
  2. Il sostegno economico e tecnico per l’istituzione di un Chief Resilience Officer cittadino, una figura che si occuperà di supervisionare lo sviluppo di una strategia di resilienza per la città.
  3. Il supporto nella creazione di un piano di resilienza, con strumenti e risorse per l’attuazione stessa.
Ambiente, green economy, Pubblica Amministrazione, Sostenibilità

DOSSIER 2013 sui costi dell’energia in Italia. “Green New Deal” il 6 e 7 novembre.

energia italia costi 2013

Anteprima del Dossier presentato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in preparazione degli Stati Generali della Green Economy che sono in programma il 6 e 7 novembre 2013 a Rimini.

download PDF

pdf DOSSIER Costi energia Italia 2013

Tra il 2000 e il 2012 i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 200%, quelli del carbone del 160% e del gas sul mercato europeo di circa il 300%.

Energie rinnovabili: tra il 2006 e il 2012 il prezzo medio orario dell’energia elettrica si è quasi dimezzato.

Il Paese ha anche guadagnato in ricchezza interna: su 1000 € spesi con le rinnovabili ne rimangono in Italia fino a 900€. Se si confrontano 1000 € investiti sulla produzione elettrica da gas ne restano sul territorio nazionale 200€, il resto va alle economie straniere.

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fonti:

Ambiente, green economy

REPORT 2012 Stati Generali della Green Economy – 70 eco proposte sostenibili per uscire dalla crisi

stati generali green economy 2012 reportGli Stati Generali della Green Economy si sono tenuti a Rimini presso la Fiera Ecomondo-Key Energy il 7 ed 8 novembre 2012.

SCARICA IL REPORT CON LE 70 ECO PROPOSTE PER LA GREEN ECONOMY

L’innovativo progetto di grande partecipazione nazionale è stato promosso da un Comitato organizzatore composto da 39 organizzazioni di imprese rappresentative della green economy italiana in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.

I lavori preparatori, iniziati nel mese di Maggio 2012, hanno portato all’elaborazione di una piattaforma programmatica per lo sviluppo di una green economy in Italia frutto di un processo aperto e partecipativo che ha visto il coinvolgimento di centinaia di esperti e rappresentanti del mondo delle imprese, delle forze politiche e della società civile.

sito web di riferimento: www.statigenerali.org

REPORT 2012 Stati Generali della Green Economy in studio baroni

Ambiente, Eventi, Friuli Venezia Giulia, Innovazione, Pubblica Amministrazione

“Caldaia che non inquina”: sinergie di innovazione guidate da AREA Science Park e Ministero Ambiente con partner pubblici e privati in Friuli Venezia Giulia

25% di abbattimento dei costi di conto energia, 70% di energia rinnovabile, un istituto superiore come il “Livio Zanussi” di Pordenone sede di progetti operativi come un centro di ricerca applicata, ecco i primi risultati della felice sinergia tra AREA Science Park, Ministero Ambiente, Provincia e Comune di Pordenone, Polo Tecnologico Pordenone con il supporto di Innovation Factory grazie all’invenzione di STP Srl ingegnerizzata da Rhoss Spa.

La presentazione (invito) è in programma lunedì 28 febbraio mattina al cinema “Zero” di Pordenone. Ecco un’anteprima disponibile su YouTube con il servizio andato in onda in RAI:

La tecnologia permette di produrre acqua calda superiore ai 75°C e permette di sostituire le attuali caldaie senza la necessità di modificare gli impianti esistenti. La Pompa di Calore ad Alta Temperatura è un prototipo nato nell’ambito del Piano Energia ENERPLAN, cofinanziato da:

Il suo sviluppo e sperimentazione è stato supportato dai seguenti partner:

invented by STP Srl "Caldaia che non inquina"
with the support of Innovation Factory "Caldaia che non inquina"
engineered and manufactored byRHOSS Spa "Caldaia che non inquina"
in cooperation with
Partner de "La Caldaia che non inquina" Partner de "La Caldaia che non inquina" Partner de "La Caldaia che non inquina"
Provincia di Pordenone Comune di Pordenone Polo Tecnologico di Pordenone

fonti:

Ambiente, Biodiversità, Città, Economia, Energia, Etica, Eventi, Industria, Innovazione, Nordest, Padova, Pubblica Amministrazione, Resilienza, Responsabilità Sociale, Sistemi gestionali, Sostenibilità, Veneto

Quanto costa il futuro dell’ambiente? Ce lo spiega a SEGNAVIE Claudia Kemfert intervistata da Antonio Cianciullo. Giovedì 20 gennaio 2011 a Padova

Padova, Centro Congressi Papa Luciani in via Forcellini 170/A

Giovedì 20 gennaio 2011, ore 17:45

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria  INFO  >  www.segnavie.itinfo@segnavie.it

SEGNAVIE Claudia Kemfert – Padova 2.12.2010

Claudia Kemfert esperta di sostenibilità ambientale e docente alla Humboldt’s University di Berlino, sarà intervistata da Antonio Cianciullo di Repubblica al Centro Culturale San Gaetano di Padova il 2 dicembre alle ore 17:45.

Ma di cosa parlerà?

Ecco un’anteprima che dovrebbe far alzare le antenne ad aziende e Pubblica Amministrazione orientati ad implementare lo Schema Internazionale DESS Sviluppo Sostenibile* e le recenti norme ISO** sulla Responsabilità Sociale.

Il costo globale del cambiamento climatico segna cifre da capogiro. Per i prossimi 50 anni la stima realizzata nel 2007 dall’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) dice che stiamo parlando di ben 64 i bilioni di $, ovvero si tratta del 20% del PIL mondiale. Nel 2008 Gazprom prevede che nel 2012 il prezzo del gas salirà alle stelle, fino a raggiungere un picco storico. Dopo la crisi economica, una nuova crisi energetica minaccia il mondo.

E questo evento viene dopo quello dello scorso 15 novembre con l’economista Dambisa Moyo. L’ultimo incontro 2010 del ciclo SEGNAVIE, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, vede il testimone passare ad un’altra ospite femminile d’eccezione. Claudia Kemfert è economista e consulente della Banca Mondiale, delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. E’ tra i massimi esperti europei in materia di energia e sostenibilità ambientale.

Nel corso della sua brillante carriera accademica, la Kemfert si è dedicata ad affrontare la problematica dei costi ambientali, focalizzando le sue riflessioni sugli aspetti economici legati alla protezione dell’ambiente e sulle opportunità offerte dalle energie rinnovabili. I suoi interessi e la sua attività di ricerca sono da sempre concentrati sullo studio e valutazione delle strategie di gestione energetica.

Oggi consumiamo più risorse di quelle che la Terra può offrire senza impoverirsi ed il bilancio è destinato ad aggravarsi pesantemente nel 2030; le tempeste tropicali, il rialzo del livello dei mari, i raccolti distrutti, causeranno notevoli costi economici. Ma – ne è convinta la Kemfert – le energie rinnovabili sono la vera sfida e l’opportunità del futuro: un tema cruciale per il nostro paese, considerando i rischi di black out e le importazioni dell’Italia, che rischia di non raggiungere gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili fissati per il 2020.

Grazie alle sue ampie conoscenze degli effetti sociali ed economici dei cambiamenti climatici, la Kemfert dimostrerà come sia possibile realizzare sviluppo e profitti sostenibili mettendo in atto politiche economiche nel rispetto dell’ambiente.

Dopo l’incontro di dicembre, “Segnavie” si fermerà per una breve pausa. Le conferenze della Fondazione torneranno nel 2011 con nuovi ospiti e nuovi sentieri da esplorare, per aiutare i “viaggiatori” più attenti e curiosi ad orientarsi in un presente sempre più complesso.

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*v. in Sito UNESCO DESS:

** v. in Notizia FERPi:

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Fonte:

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http://www.presseurop.eu/it/content/article/423361-le-relazioni-pericolose


Ambiente, Imprese 2.0, Marketing, Partecipazione, Responsabilità Sociale, Ricerca, Sistemi gestionali, Social Network, Web 2.0

Come organizzare gli eventi all’inizio del Terzo Millennio? Fanno discutere le 10 linee guida dell’ecodecalogo presentato a Rimini

Lo scorso dicembre si è tenuta a Rimini la terza edizione di IndicativoPresente, il primo festival dedicato al trendwatching e all’osservazione delle tendenze socio-culturali. L’evento è stato promosso da Alberto Abruzzese, Paolo Fabbri, Andrea Pollarini.

Il tema è stato focalizzato sulle trasformazioni e significati presenti e futuro degli eventi. E’ stata compiuta un’analisi di come, la più antica delle forme di comunicazione sociale è diventata improvvisamente anche la più moderna. Secondo gli autori, non c’è più nessuna strategia di affermazione politica o commerciale, turistica o mediale che possa prescindere dalla “comunicazione per eventi”.

Come ha scritto “AQVA quotidiano di ambiente, natura e vita“, il tema ha indotto tutti a riflettere sul ruolo e sul significato attuale degli eventi e a ragionare sulla loro evoluzione. L’analisi circa le le linee di trasformazione attuali del sistema degli eventi hannpo portato a ipotizzare che gli eventi del futuro avranno delle caratteristiche riassumibili in un ecodecalogo articolato in 10 linee guida.

Ecodecalogo in quanto interpretabile in chiave ecologica ambientale (v. sotto al punto 10)?

Ma anche eco perchè adattabile secondo l’ottica suggerita dal modello ecologico di Urie Bronfenbrenner?

ECODECALOGO PER ORGANIZZARE EVENTI

  1. L’evento che verrà sarà sempre più vocazionale, specchio e motore di comunità di tipo nuovo per le quali l’evento funge da luogo di aggregazione, simbolo di appartenenza e occasione di riconoscimento reciproco.
  2. L’evento che verrà sarà sempre più progettato e/o iper-progettato, a partire dagli elementi spaziali e temporali dell’evento stesso.
  3. L’evento che verrà sarà sempre più interstiziale. I mega-eventi massivi ci appariranno sempre più obsoleti, in favore di eventi più diffusi e leggeri, finalizzati al recupero ed alla valorizzazione mirata di aspetti ed identità del territorio.
  4. L’evento che verrà sarà sempre più cross-mediale e multi-piattaforma. Se è vero che l’essenza di ogni evento è “esserci”, “partecipare” non possiamo fare a meno di considerare che in questi anni stanno cambiando radicalmente modi e strumenti per “essere” nelle situazioni.
  5. L’evento che verrà sarà sempre più collaborativo e questa collaborazione non riguarderà soltanto il rapporto tra organizzatori e fruitori ma anche il rapporto tra i diversi stakeholder dell’evento.
  6. Gli eventi che verranno saranno sempre più continuativi nel tempo, tenderanno a trasformarsi in veri e propri brand e, in quanto tali, risulteranno funzionali a strutture di continuità e ad un “ciclo di vita” di attività più esteso.
  7. L’evento che verrà sarà sempre meno occasionale e sempre più funzionale al posizionamento strategico ed alla caratterizzazione distintiva di brand geografici ed industriali.
  8. L’evento che verrà sarà “orchestrato” ai diversi livelli di governo del territorio. Nasceranno  cioè,  dei piani territoriali degli eventi, coordinati agli altri piani strutturali e strategici espressi dal territorio.
  9. L’evento che verrà sarà sempre più professionale e professionalizzante. Prenderà forma  – anche a livello accademico – la figura del producer di eventi in grado di sintetizzare competenze diverse (project management, design degli eventi, comunicazione below-the-line, gestione dell’incoming, ecc.)
  10. L’evento sarà sempre più green ed eco-compatibile, favorendo il recupero di spazi dismessi e degradati. Sostenibilità, riduzione d’impatto e qualificazione  ambientale diventeranno una pre-condizione per la costruzione dell’evento che verrà.

Ma cos’è davvero un evento? Qualcosa di “eccezionale” o solo un modo per incontrare pubblici con cui spesso si hanno rapporti solo “virtuali”? Rossella Sobrero propone ulteriori riflesioni su FERPi online con focus sul decalogo di Rimini e sottolinea che spesso emergono eventi solo per poter avere un contatto diretto con le persone e creare occasioni di incontro in grado di “bilanciare” il rapporto spesso solo virtuale che si crea in rete con il consumatore.

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fonti:

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Ambiente, Città, Industria, Innovazione, Nordovest, Pubblica Amministrazione, Regioni, Sostenibilità

Fiocco azzurro oggi in Svizzera: è nato il “treno tunnel” più lungo del mondo. Grazie ai 57 km del “San Gottardo” c’è più network struttuale tra nord e sud Europa

Dopo 1o anni di gestazione, oggi abbiamo visto rompersi le acque, pardon, il diaframma, del tunnel Erstfeld – Bodio. Sarà pronto nel 2016.

Il sito alptransit.ch lancia la news scrivendo che a “30 chilometri dal portale sud e a 27 dal portale nord è caduto il primo diaframma principale nel tubo est della galleria di base del San Gottardo: alle 14.30 circa la fresatrice ha perforato gli ultimi metri di roccia avanzando da Faido verso Sedrun”.

 

Tra le tecnologie utilizzate: fresa meccanica TBM - Fonte: http://forum.milanotrasporti.org

 

Da Zurigo a Milano (per i treni merci) sarà come andare a Milano da Venezia con la “Freccia Bianca”, cioè 2 ore e mezza.

Ma almeno due domande sorgono spontane:

  • quanta CO2 in meno sarà emessa dall’equivalente merci che non andrà sui TIR?
  • quanti TIR (e quanti incidenti) in meno ci saranno in giro per strade e autostrade d’Europa?

Lino Terlizzi del Sole 24 Ore racconta la cronaca “dall’interno del cantiere di Sedrun , nel Canton Grigioni” con il video dove si può vedere come la  “gigantesca scavatrice ha fatto scomparire gli ultimi metri che ancora separavano i due lunghi tratti del tunnel già realizzati”.

L’investimento equivale a una manovra finanziaria di quasi 14 miliardi di €. Ma come si paga? Claudio Perozzo su “Il Giorno”, spiega che il finanziamento per realizzare il “big tunnel” proviene da “fondi ricavati in buona parte dall’imposta sul traffico pesante su gomma, che viene versata dai Tir che percorrono la rete autostradale Svizzera oltre all’accisa sulla benzina. Il trasporto su gomma paga insomma l’autostrada ferroviaria“.

Il nuovo tunnel andrà quindi ad affiancare l’ottocentesca, ma ancora attuale, Galleria ferroviaria del San Gottardo che collega 15 km di galleria da Airolo in Ticino a Göschenen nel canton Uri.

Per lo sviluppo dei lavori è stata particolarmente curata la qualità della comunicazione, le informazioni (nella prima foto sotto si vede l’infocentro di Pollegio appositamente creato per l’opera) e le relazioni con il territorio.

 

infocentro Pollegio © AlpTransit San Gottardo SA

 

 

Faido San Gottardo © AlpTransit San Gottardo SA

 

 

Sigirino © AlpTransit San Gottardo SA

 

Diverse imprese italiane hanno prestato le loro professionalità e tecnologie per questa opera da Guinness. Tra queste, come scrive “la Repubblica di Parma“, c’è anche la Pizzarotti “che ha contribuito a questo importante e lungo percorso lavorando in tre cantieri”.

Galleria fotografica

(nel sito alptransit.ch è specificato che la “pubblicazione del materiale fotografico è possibile solo citando la fonte: © AlpTransit San Gottardo SA. Non è permessa l’utilizzazione del materiale fotografico al fine di discriminare o di ledere gli interessi di AlpTransit San Gottardo SA”)

Galleria di base del San Gottardo

Galleria di base del Ceneri

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Fonti:

Video tecnologie scavo tunnel:

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Siti di approfondimento suggeriti sull’argomento del trasporto ferroviario:

Agroalimentare, Ambiente, Comunicazione, Concorsi, Economia, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Nordest, Nordest 2019, Padova, Partecipazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Scuola, Social Network, Sostenibilità, Unioncamere, Web 2.0

Il “KM ZERO”, ovvero quel 50% della filosofia “GLOCAL”, protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova)

In una precedente riflessione in merito al “Territorio 2.0” parlavamo della storica delibera del Consiglio Regionale del Veneto. Si tratta della Legge Regionale del “KM ZERO” e diventata operativa agli inizi del 2010 a seguito del parere positivo di compatibilità da parte della Commissione Europea in merito agli aiuti di stato e alla libera circolazione delle merci.

Dopo la pubblicazione nel BUR, la normativa è diventata operativa a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati. E’ stato così che il Veneto ha introdotto per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria veneta.

Ed è proprio la tradizione veneta che sta alla base del “KM ZERO”, ovvero di quel 50% della filosofia “GLOCAL” che sarà protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova). L’edizione 2010 del Concorso sarà una vera e propria festa per ricordare la scelta del Consiglio Regionale del Veneto, approvata con unanime consenso politico trasversale, la norma unica nel panorama legislativo nazionale, partita da una petizione di 25 mila firme raccolte da Coldiretti Veneto.

Per festeggiare il successo della filosofia e del progetto economico strategico del cosiddetto “km zero”, Coldiretti Veneto ha pensato di riunire presso l’Antica Trattoria Ballotta una rappresentanza trasversale delle autorità politiche regionali, associati ai ristoratori in gara al Concorso per condivisione di memorie culinarie e identità di vedute rispetto all’uso in cucina di prodotti stagionali e del territorio.

E questo evento (che tra l’altro vuole sostenere la candidatura del Nordest 2019 per la Capitale Europea della Cultura) ci permette di riprendere il discorso sull'”orientamento GLOCAL” della Pubblica Amministrazione. Infatti, negli ultimi anni, diverse realtà locali italiane si sono accorte delle potenzialità offerte dalla rivoluzione elettronica in corso e soprattutto per innovare il marketing del turismo.

Il cambiamento antropologico di portata internazionale che ruota attorno alla “glocalizzazione“. Le persone non vivono solamente la dimensione della prossimità fisica, la località del proprio vivere quotidiano, ma si interfacciano con il globale della comunicazione digitale. Ciò, a sua volta, genera nuova e diversa relazione nel reale. Relazioni di varia natura: sociali, economiche, culturali, istituzionali, politiche…

Orientamento GLOCAL”

Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

Nello specifico, alla luce delle scelte del Consiglio Regionale del Veneto e il case study del Concorso Gastronomico in programma il 15 settembre, interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

  • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
  • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
  • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
  • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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Ambiente, Città, Comunicazione, Eventi, Imprese 2.0, Marketing, Nordest, Pubblica Amministrazione, Regioni, Verona

Territorio 2.0: in Veneto l’unione fa la forza (e anche marketing). 3 strade per mille sapori

Ecco un’interessante proposta che è anche un ottimo esempio di marketing territoriale.

Le strade del vino Soave, Valpolicella e Terradeiforti si sono unite per offrire 50 giorni a “km0” (kilometro zero) con prodotti di ottima qualità a un prezzo accessibile a tutti.

Con il menù a prezzo fisso 30€, dodici ristoranti e trenta aziende vitivinicole si pongono l’obiettivo di rilanciare le produzioni territoriali in ottica di sviluppo sostenibile e nello spirito della legge regionale del “Km0”.

La strategia promozionale unitaria fa sicuramente onore al mondo dell’agricoltura e alle amministrazioni comunali.

3 STRADE PER MILLE SAPORI.PDF