Pubblica Amministrazione, Scuola, Società della Conoscenza

Linee guida per l’Editoria Digitale Scolastica

Con la pubblicazione delle Linee guida Editoria Digitale Scolastica, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca promuove una nuova iniziativa nell’ambito del Piano Scuola Digitale.

L’obiettivo punta alle tecnologie digitali che contribuiscano alla realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento e sperimentare contenuti digitali per lo studio individuale e di classe nelle scuole primarie, secondarie di primo grado, licei, istituti tecnici e istituti professionali.

L’iniziativa si propone anche come azione di impulso al mondo dell’editoria per la realizzazione di prodotti editoriali innovativi e prevede l’acquisizione di 12 prototipi che affrontino una porzione consistente dei curricula. I prototipi di edizioni digitali scolastiche si otterranno attraverso 12 procedure di acquisizione emanate da altrettante Istituzioni Scolastiche, diffuse su tutto il territorio nazionale.

Scuola

I numeri del sistema Scuola in Italia

Ecco un’interessante panoramica statistica sul sistema Scuola in  Italia grazie al lavoro di ricerca del network professionale “Garamond [didattica digitale]” (c’è questo Blog per lasciare commenti):

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Articoli suggeriti su Scuola e Formazione in Studio Baroni:

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    fonte:

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    Comunicazione, Cultura, digitale, Economia, Etica, Facebook, Filosofia, Formazione, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Nordest 2019, Partecipazione, Pedagogia, Psicologia, Ricerca, Scuola, Sistemi gestionali, Social Network, Società della Conoscenza, Software libero, Sostenibilità, Venezia, Web 2.0, wikipedia, Wordpress

    qualcosa su facebook

    Il blog “qualcosa su facebook” è nato ispirato grazie alla lettura di un Saggio di Maria Maddalena Mapelli (pubblicato sul n. 347 della rivista Aut Aut, “Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi”, luglio-settembre 2010). Ecco i primi contenuti:

    Maria Maddalena Mapelli, filosofa, si occupa di Rinascimento, virtuale e formazione e coordina il blog Ibridamenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

    CUOA, enterprise, Imprese 2.0, Industria, Innovazione, Nanotecnolgie, Nordest, Padova, Politecnico di Milano, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca, Scuola, Società della Conoscenza, Unioncamere, VEGA, Veneto, Venezia

    Il tema “GLOCAL” nell’Atlante Tecnologico Italia 2010 (“Zeitgeist” ricerca Italia/Germania)

    Come si può comprendere l’importanza del Made in Italy delle eccellenze tecnologiche?

    Atlante Tecnologico Italia

    il portale italo/tedesco che fa lo zeitgeist della ricerca italiana!

    (visita il sito: Atlante Tecnologico Italia 2010)

    Nell’apertura dell’Atlante viene spiegato che con il termine “Ricerca e Sviluppo” si intende “quel settore di un’impresa industriale (uomini, mezzi e risorse finanziarie), coinvolto nello studio di innovazioni tecnologiche da utilizzare per migliorare i propri prodotti, crearne di nuovi, o migliorare i processi di produzione”.

    E proprio nell’ottica dell’innovazione per il miglioramento abbiamo visto l’esempio del Nordest che progetta un sistema “knowledge network” per mettere in rete la conoscenza. Questa prospettiva sembra andare nella stessa direzione indicata da “ditt” quando viene affermato che la “competitività sui mercati internazionali può essere realizzata attraverso l’innovazione nella ricerca, la disponibilità di capitale umano qualificato e la capacità di utilizzare le nuove conoscenze per lo sviluppo tecnologico”.

    Considerato che il “fine primario per garantire un incremento di competitività è l’integrazione fra innovazione e ricerca soprattutto a livello internazionale”, torna utile richiamare l'”Orientamento GLOCAL” suggerito da Studio Baroni sul tema del “km zero” e riproposto qui sotto.

    Orientamento GLOCAL”

    Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

    Interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

    • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
    • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e iportatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
    • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
    • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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    “Orientamento GLOCAL”: (C) con Licenza Creative Commons “Attribution No Derivatives (by-nd)”


    
    
    Agroalimentare, Ambiente, Comunicazione, Concorsi, Economia, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Nordest, Nordest 2019, Padova, Partecipazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Scuola, Social Network, Sostenibilità, Unioncamere, Web 2.0

    Il “KM ZERO”, ovvero quel 50% della filosofia “GLOCAL”, protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova)

    In una precedente riflessione in merito al “Territorio 2.0” parlavamo della storica delibera del Consiglio Regionale del Veneto. Si tratta della Legge Regionale del “KM ZERO” e diventata operativa agli inizi del 2010 a seguito del parere positivo di compatibilità da parte della Commissione Europea in merito agli aiuti di stato e alla libera circolazione delle merci.

    Dopo la pubblicazione nel BUR, la normativa è diventata operativa a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati. E’ stato così che il Veneto ha introdotto per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria veneta.

    Ed è proprio la tradizione veneta che sta alla base del “KM ZERO”, ovvero di quel 50% della filosofia “GLOCAL” che sarà protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova). L’edizione 2010 del Concorso sarà una vera e propria festa per ricordare la scelta del Consiglio Regionale del Veneto, approvata con unanime consenso politico trasversale, la norma unica nel panorama legislativo nazionale, partita da una petizione di 25 mila firme raccolte da Coldiretti Veneto.

    Per festeggiare il successo della filosofia e del progetto economico strategico del cosiddetto “km zero”, Coldiretti Veneto ha pensato di riunire presso l’Antica Trattoria Ballotta una rappresentanza trasversale delle autorità politiche regionali, associati ai ristoratori in gara al Concorso per condivisione di memorie culinarie e identità di vedute rispetto all’uso in cucina di prodotti stagionali e del territorio.

    E questo evento (che tra l’altro vuole sostenere la candidatura del Nordest 2019 per la Capitale Europea della Cultura) ci permette di riprendere il discorso sull'”orientamento GLOCAL” della Pubblica Amministrazione. Infatti, negli ultimi anni, diverse realtà locali italiane si sono accorte delle potenzialità offerte dalla rivoluzione elettronica in corso e soprattutto per innovare il marketing del turismo.

    Il cambiamento antropologico di portata internazionale che ruota attorno alla “glocalizzazione“. Le persone non vivono solamente la dimensione della prossimità fisica, la località del proprio vivere quotidiano, ma si interfacciano con il globale della comunicazione digitale. Ciò, a sua volta, genera nuova e diversa relazione nel reale. Relazioni di varia natura: sociali, economiche, culturali, istituzionali, politiche…

    Orientamento GLOCAL”

    Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

    Nello specifico, alla luce delle scelte del Consiglio Regionale del Veneto e il case study del Concorso Gastronomico in programma il 15 settembre, interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

    • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
    • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
    • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
    • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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    digitale, Eventi, Innovazione, Pedagogia, Pubblica Amministrazione, Scuola, Società della Conoscenza

    Finlandia prima nazione dove Internet è un diritto… e nelle scuole WiFi si va con il portatile

    Da oggi l’accesso a Internet é un diritto civile fondamentale in Finlandia.

    Entra in vigore la legge che rende fruibile l’accesso al web per 5 milioni di cittadini.

    “Siamo il primo Paese al mondo ad averne fatto un diritto basilare”, commenta Olli-Pekka Rantala del Ministero alla Comunicaizoni finlandese, si tratta di una tappa importante del un percorso strategico con l’innovazione che guida la politica  finlandese.

    Come racconta blogosfere, su ogni banco di scuola è presente un laptop sempre collegato ad una rete wifi. A 12 anni i finlandesi parlano perfettamente la loro lingua e l’inglese con un accento da far invidia a schiere di universitari italiani. Usano il computer non tanto per chattare distrattamente, ma per creare, approfondire, studiare e imparare.

    Entro il 2015 la Finlandia (patria della Nokia) sarà infrastrutturata con rete in fibra ottica o via cavo. Oggi la connessione è di un megabit al secondo.

    La Finlandia è senza dubbio la nazione pilota per l'”Agenda europea del digitale” lanciata dal  presidente europeo Barroso con “Europa 2020. L’Unione dell’Innovazione” allo scopo di trarre vantaggi socioeconomici sostenibili da un mercato unico del digitale basato sull’internet superveloce. Nel 2013 tutti gli europei dovrebbero avere accesso all’internet ad alta velocità.

    Studio Baroni, nell’articolo “L’ECONOMIA DIGITALE ci farà uscire dalla crisi“, aveva approfondire il tema del settore digitale in Europa sottolineando i progressi dal 2005: oggi il 56% degli europei usa regolarmente Internet, di cui l’80% mediante un collegamento ad alta velocità.

    Economia, Emilia Romagna, Formazione, Giovani, Innovazione, Pedagogia, Pubblica Amministrazione, Regioni, Scuola, Società della Conoscenza

    Strategie per l’innovazione dell’istruzione e formazione professionale: news dalla Regione Emilia Romagna e Unione Europea

    L’Emilia Romagna prepara una nuova legge sulla formazione e la Commissione europea presenta le nuove prospettive per l’istruzione e la formazione professionale.

    Se la Regione Emilia-Romagna intende rilanciare la propria iniziativa legislativa nell’ottica di un federalismo attivo e solidale, mettendo in cima all’agenda politica il tema della formazione, ecco come l’Unione Europea vuole trasformare l’immagine dell’istruzione e della formazione professionali in tutta Europa e meglio adattarle alla realtà odierna.

    Nel territorio dell’Unione circa il 50% degli studenti dell’istruzione secondaria superiore ha scelto un indirizzo di studi di tipo professionale. Sta di fatto però che occorre modernizzare il settore per accrescerne l’attrattiva e farne un’opzione qualitativamente valida, tale da impartire ai giovani le abilità necessarie per trovare lavoro e agli adulti l’opportunità di aggiornare le loro competenze in tutto l’arco della vita lavorativa. I ministri dell’UE dovrebbero discutere e approvare il piano nel secondo semestre di quest’anno

    I piani adottati dalla Commissione in data odierna delineano i diversi modi possibili per dare nuovo slancio all’istruzione e alla formazione professionali. Tra essi si annoverano:

    • assicurare che l’accesso alla formazione e alle qualifiche sia flessibile e aperto in tutte le fasi della vita;
    • promuovere la mobilità per rendere più agevole fare esperienza all’estero o in un diverso settore dell’economia;
    • assicurare che l’istruzione e la formazione abbiano una qualità quanto più alta possibile;
    • dare maggiori opportunità ai gruppi svantaggiati come ad esempio coloro che hanno abbandonato prematuramente la scuola, le persone a bassa qualifica e i disoccupati, coloro che hanno un retroterra di emigrazione e i disabili;
    • stimolare negli studenti un modo di pensare creativo, innovativo e imprenditoriale.

    Un piano decennale

    I piani della Commissione sono ispirati agli obbiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente e inclusiva e interagiranno anche con l’imminente iniziativa “Gioventù in movimento” che promuoverà più ampie opportunità di apprendimento e mobilità a vantaggio di tutti i giovani.

    Essi rappresentano il contributo della Commissione a un nuovo programma decennale di riforme che rientra nel processo di Copenaghen sulla promozione di una maggiore cooperazione in tema di istruzione e formazione professionali. A dicembre il Commissario Vassiliou e i ministri dell’UE responsabili per l’istruzione e la formazione professionali si riuniranno a Bruges, Belgio, con rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati per definire un’ambiziosa agenda di modernizzazione da applicarsi nel prossimo decennio oltre a fissare obiettivi a breve termine che saranno sottoposti a regolare revisione.

    Il processo di Copenaghen per una maggiore cooperazione europea nel campo dell’istruzione e della formazione professionali è stato avviato nel 2002 ed è rinnovato con cadenza biennale. Esso ha promosso lo sviluppo di una strategia comune della valutazione basata sui risultati piuttosto che sulla durata degli studi o sul tipo di istituzione.

    Per saperne di più: