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RICERCA/Usare Internet sul luogo di lavoro per scopi personali?

web 2.0 business studio baroni

Un’interessante ricerca commissionata da Trend Micro offre uno spaccato di vita delle aziende italiane nell’era del Web 2.0. Se da un lato si dimostrano favorevoli all’uso delle tecnologie più avanzate, dall’altro si rivelano sempre meno liberali nei confronti del social networking

Sommario dei risultati:

  • In generale le politiche di soddisfazione del personale contemplano l’ampio utilizzo di strumenti tecnologici avanzati, ma con maggiori resistenze verso un libero uso Internet.
  • Per 7 aziende su 10 è accettabile che i dipendenti trascorrano non più di 20 minuti al giorno online a scopi personali.Le meno tolleranti appaiono le aziende sotto i 50 dipendenti.
  • Attualmente i siti più vietati nelle aziende riguardano: pornografia (56,2%), giochi (41,8%), scommesse e lotterie (37,9).
  • Ma anche chat e siti di social networking sono considerati sempre più a rischio. Le aziende più piccole, infatti, prevedono maggiori restrizioni per il futuro: 33% per le chat e 24,3% per i social network.
  • Le PMI sono sempre più preoccupate per la sicurezza informatica: i problemi più riscontrati sono lo spam con il conseguente rallentamento della rete (40%) e i virus nei sistemi (24,6%). Da segnalare che il 12,4% ha subito il furto di dispositivi mobili con dati aziendali.

20 minuti al giorno. E’ il tempo che 7 PMI italiane su 10 sono disposte a concedere ai propri dipendenti per la navigazione su Internet a fini personali. In generale, i responsabili aziendali sono favorevoli  all’ampio utilizzo di strumenti tecnologici avanzati (come, ad esempio, Blackberry o software innovativi) da parte del personale, ma per il futuro si profilano maggiori restrizioni sull’uso di Internet, in particolare per gli ormai popolarissimi siti di social networking come Facebook. Sono alcuni dei principali risultati di un’indagine – commissionata dal leader mondiale nella sicurezza dei contenuti Internet Trend Micro all’Istituto indipendente A&F Research – che offre un vero e proprio spaccato di vita delle aziende italiane nell’era delle tecnologie Web 2.0.


20 minuti di libertà su Internet al giorno

Lo studio Trend Micro, che ha coinvolto più di 150 piccole e medie aziende distribuite su tutto il territorio nazionale,  in generale ha messo in evidenza che, nell’ottica della soddisfazione del personale, buona parte degli intervistati si dichiara favorevole all’ampio ricorso degli strumenti tecnologici avanzati, da smartphone a tecnologie wi-fi, alle applicazioni più evolute (3,39 punti su 5 in una scala di valori da 1 a 5). Punteggio non molto distante da quello registrato da aspetti di base e più “scontati” come luoghi di lavoro confortevoli (4,02), ambiente informale (3,55), pause durante l’orario di lavoro (3,45). E’ emersa, però, una maggiore resistenza all’utilizzo non regolamentato di Internet sul posto di lavoro (2,37 punti su 5).

Analizzando quest’ultimo aspetto più da vicino, le aziende si sono dimostrate generalmente favorevoli a un moderato tempo di utilizzo della Rete per motivi non strettamente professionali. Il 68%, infatti,  ritiene accettabile un utilizzo non superiore ai 20 minuti al giorno. In particolare, le aziende più piccole (da 10 a 50 dipendenti) appaiono meno tolleranti, infatti solo il 26,3% giudica opportuno andare oltre i 20 minuti. Mentre il 44% delle aziende più grandi  (da 51 a 250 dipendenti) considera accettabile superare tale limite.

Internet in azienda: proibizionismo o liberalismo?

Per quanto riguarda l’uso scorretto della Rete da parte dei dipendenti, lo studio ha evidenziato che i rischi sono meglio identificati e già oggetto di limitazione nelle aziende con più di 50 dipendenti, mentre quelle più piccole sono più orientate ad intervenire in futuro con misure di “censura”, attualmente meno diffuse.

Attualmente la percezione di rischi e il “proibizionismo aziendale” verso Internet, si concentrano sull’area della pornografia (56,2%), dei giochi (41,8%), dellescommesse e lotterie (37,9), e della ricerca di anime gemelle (34%), in buona parte già oggi non accessibili, specie nelle aziende di maggiori dimensioni.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei sempre più popolari siti di social networking e delle chat, se in generale le aziende finora si sono dimostrate un po’ più “liberali” (attualmente sono vietati complessivamente nel 28% dei casi), la tendenza per il futuro è uno stretto giro di vite, soprattutto nelle intenzioni delle imprese più piccole. Ad esempio, il 22,3% di queste ultime non consente già oggi l’accesso alle chat, per il futuro la percentuale sale al 33%.  Per i siti di social networking si passa dal 21,4% di oggi al 24,3% per il futuro. Le aziende piccole sembrano così seguire la strada già intrapresa dalle aziende più grandi che già vietano, nel 42% dei casi, le chat e i social network. Seguono, nella classifica delle attività considerate più a rischio e quindi già oggetto di restrizione, gli acquisti personalieffettuati online (27,5%).

Un rischio minore e una minore richiesta di limitazioni sono indirizzate alla ricerca di posti di lavoro in Rete, attualmente non consentite dal 16,3 % delle aziende, e all’uso di email personali (13,1 %). Anche in questo ambito emerge però una tendenza più restrittiva per il futuro (24,2% per la ricerca di lavoro online e 18,3% per le email personali.

I problemi di sicurezza informatica più riscontrati

Il fatto che le aziende stiano meditando azioni restrittive per il futuro è strettamente connesso ai numerosi problemi legati alla sicurezza informatica.

Guardando più da vicino il fenomeno del cybercrime nelle PMI, negli ultimi dodici mesi il problema più segnalato dalle aziende intervistate è lo spam (40% dei casi) con il conseguente sovraccarico e rallentamento della rete aziendale. Molto ricorrente è anche la presenza di virus nei sistemi (24,6% dei casi). Da segnalare anche che il 12,4% ha subito il furto di PC portatili, Blackberry e cellulari con dati aziendali.

Approfondimento sul social networking e i suggerimenti di Trend Micro

La “moda” dei siti di social networking e i pericoli per utenti e aziende

La tendenza verso una maggiore restrizione nei confronti dei siti di social network emersa dalla ricerca, dimostra che le aziende cominciano a percepire questi siti come un secondo livello di rischio emergente, legato alla diversificazione, ampiezza e incontrollabilità dei contatti ed informazioni rese pubbliche, e quindi anche a disposizione dei criminali informatici pronti a utilizzarle a loro vantaggio.

Il social networking è riuscito a farsi spazio nella vita di tutti i giorni: Facebook ne è l’esempio con quasi 200 milioni di utenti; a questo tipo di siti si aggiungono quelli dedicati alle relazioni professionali come  LinkedIn oppure i servizi di micro-blogging come Twitter.

Non sorprende, quindi, che questi servizi siano sempre di più allettanti per gli attacchi dei cybercriminali. Profili compromessi, applicazioni illegali, pubblicità di finte promozioni sono solo alcuni dei pericoli in cui possono imbattersi gli utenti. L’obiettivo principale è carpire informazioni sensibili e i dati delle carte di credito.

La fiducia, l’anello debole della catena. Trend Micro consiglia: prima di cliccare, pensa!

L’elemento chiave su cui fanno leva di tutti questi tipi di attacchi è la fiducia, il valore alla base dell’esistenza degli stessi social network. Proprio il fatto che un messaggio o un link provenga da un amico o da un collega, lo fa sembrare molto più credibile rispetto al tradizionale messaggio spam inviato da un estraneo tramite email. I ricercatori Trend Micro, anche attraverso i propri blog (http://blog.trendmicro.com/http://countermeasures.trendmicro.eu/ ) dedicati alle minacce informatiche, da tempo cercano di sensibilizzare gli utenti sull’argomento, offrendo non solo aggiornamenti continui sulle minacce, ma anche articoli con suggerimenti e spunti su cui riflettere.

Gli utenti devono essere più coscienti dell’importanza dei dati personali e acquisire una maggiore dimestichezza con i controlli della privacy disponibili sui siti di social e professional networking, utilizzandoli maggiormente. Non c’è bisogno, ad esempio, di rispondere al questionario “25 cose che mi riguardano” e poi postarlo sul proprio profilo. Come non è necessario condividere per intero la propria storia professionale e privata arricchendola di dettagli sulla formazione o il luogo in cui si abita. Soprattutto non è il caso di condividere il proprio nickname: non sono forse le informazioni necessarie per risalire alla password dell’account di posta o per accedere ai dati finanziari?

Dal momento in cui le informazioni personali diventano pubbliche non sono più controllabili.

Quindi la prossima volta, prima di cliccare su “Pubblica”, Trend Micro suggerisce di porci semplicemente questa domanda: “se un estraneo mi telefonasse chiedendomi questo tipo di informazione, gliela fornirei?”. Se la risposta è“no”, evitate di farlo anche online.

Metodologia della ricercaL’indagine quantitativa presso le PMI Italiane su “Rischi d’Impresa – Cybercrime e Sicurezza Informatica” commissionata da Trend Micro, è stata realizzata nel mese di luglio 2009 dalla società A&F Research attraverso interviste telefoniche, centralizzate da Milano, e dirette in tutta Italia.

Complessivamente sono state condotte 153 interviste così suddivise: 103 piccole aziende (da 10 a 50 dipendenti) e 50 medie aziende (da 51 a 250 dipendenti),  due terzi intervistati nel nord Italia e un terzo nel centro-sud Italia. Tutte le aziende del campione avevano almeno 8 PC collegati in rete.

Per quanto riguarda i settori merceologici il 38,6% delle aziende appartiene al comparto Manifatturiero, il 24,8 al Commercio all’Ingrosso e Dettaglio e il 36,8 % ad “Altri settori e Servizi”  (produzione e commercio Agroalimentare, Servizi alle Imprese, Turismo e ristorazione, Edilizia, Sanità ed Editoria).

Le figure professionali coinvolte nelle interviste sono state:

  • 78,4 % Responsabili Sistemi Informativi
  • 10,5% Responsabili Acquisti infrastrutture e servizi informatici
  • 7,2 % titolari
  • 3,9 Direttori Generali

Fonte: Trend Micro

Domotica, Innovazione, Porto Marghera Venezia, Pubblica Amministrazione, Ricerca

Nanotecnologie, filiera del legno, domotica e abitazioni modulari/Accordo Vegapark Venezia e Ice

VEGA ICE FLAA

Le nanotecnologie al servizio della filiera del legno e dell’abitare. Rilancio della filiera del legno. Accordo Vegapark di Venezia e l’Ice per un programma di innovazione tecnica e di prodotto

Tra i progetti allo studio, l’unità abitativa modulare ecosostenibile ricoperta di strati fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici per il risparmio energetico

Innovare il comparto produttivo del legno e dell’abitare italiano tramite l’applicazione delle tecnologie più all’avanguardia, quali ad esempio le nanotecnologie, favorendo l’aggregazione e la formazione delle imprese del settore, oltre che la ricerca di nuovi mercati. E’ l’obiettivo dell’accordo siglato tra ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero e VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, in collaborazione con Federlegno, per avviare un programma di profonda innovazione tecnica e di prodotto per le imprese del settore.

I progetti, la ricerca applicata, la formazione e l’aggregazione di impresa sono coordinati dal WEEG (Wood European Experts Group) il gruppo europeo di docenti universitari, progettisti, tecnici specialisti e designer, costituito al Parco VEGA. Le attività di logistica e di promozione internazionale sono gestite da un apposito nucleo operativo con sede all’ICE.

Tra i primi progetti, “WEEG” sta sviluppando la realizzazione di un’innovativa unità abitativa modulare costruita con le migliori tecnologie per la coibentazione, la domotica, la salubrità e il risparmio energetico, ricoperta con strati filmici fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici, per la produzione diretta di energia elettrica. L’unità modulare potrà essere utilizzata sia per ampliare, entro il 20%, un’abitazione già esistente (sulla base dell’Intesa del 31 marzo 2009 – Conferenza Stato-Regioni ed Enti Locali) sia per crearne una nuova con tutti i criteri antisismici. Grazie a specifici trattamenti nanotecnologici il legno utilizzato sarà reso ignifugo, idrorepellente, inattaccabile da agenti atmosferici, inorganici e organici.

WEEG, inoltre, sta sviluppando progetti multidisciplinari quali: trattamenti innovativi di funzionalizzazione dei materiali lignei per migliorare le risposte chimico – fisiche del materiale sia in superficie sia in spessore; conferimento di proprietà di resistenza U.V.; miglioramento delle caratteristiche idrofobiche; controllo agenti patogeni; processi ecocompatibili di trattamento per sviluppare vernici atte a coniugare esigenze estetiche e rispetto dell’ambiente; processi produttivi con particolare attenzione al risparmio energetico; nuovi percorsi di design; impiego strutturale del legno per la diffusione del settore nell’edilizia abitativa e pubblica.

Fine ultimo dell’accordo VEGA-ICE è quello di rilanciare l’intero Sistema Legno-Arredamento italiano che comprende oltre 75.000 imprese e 409.000 addetti e un fatturato alla produzione di 37.533 milioni di euro, e che ha segnato un calo del 5,6% rispetto al 2007/08, un saldo negativo di -2% nelle esportazioni e un calo del consumo interno di -7,8% (dati Federlegno pre-consuntivi 2008, elaborati a marzo 2009).

Oltre all’innovazione e all’applicazione delle nanotecnologie, il programma VEGA-ICE ruota intorno ai concetti – già applicati con successo dal VEGA Park – di aggregazione, per favorire la nascita di consorzi di fornitura e la realizzazione di progetti “chiavi in mano”, e di internazionalizzazione, per stimolare la nascita di cordate transfrontaliere di imprese, soprattutto con i distretti del legno del sud-est europeo.

Lo scopo dell’iniziativa, promossa e sostenuta dall’I.C.E. (Istituto Commercio Estero), è di sviluppare, in un momento di difficoltà economica, un sistema vincente anche in campo internazionale, attraverso la realizzazione di progetti di sviluppo tecnologico e innovativo, che possano rilanciare, la filiera del legno alto adriatica.

Già nel corso delle prime riunioni sono stati individuati i settori di sviluppo nel comparto del legno, il quale seppur risentendo della crisi economica, individua tra i suoi punti di forza:

  • un perfetto connubio con l’ambiente,
  • delle ottime caratteristiche di coibentazione,
  • una buona leggerezza e maneggevolezza,
  • un’eccellente usabilità e gradevolezza,
  • una totale riciclabilità

È inoltre indubbio che il legno sia un materiale totalmente “sostenibile” e quindi perfettamente in sintonia con le attuali linee guida dei mercati, al fine di un suo utilizzo, sia nelle costruzioni di tipo mobile, sia per un suo impiego nell’edificazione di fabbricati.

Il WEEG, sta quindi sviluppando, progetti multidisciplinari su differenti ambiti applicativi come ad esempio:

  • Trattamenti innovativi di funzionalizzazione dei materiali lignei come le nanotecnologie per migliorare le risposte chimico – fisiche del materiale sia in superficie sia in spessore, conferimento di proprietà di resistenza U.V., miglioramento delle caratteristiche idrofobiche , controllo agenti patogeni, etc.
  • Processi ecocompatibili di trattamento, per sviluppare vernici atte a rispondere ad differenti esigenze estetiche coniugando il rispetto dell’ambiente, o sviluppare e migliorare processi produttivi con particolare attenzione al risparmio energetico.
  • Nuovi percorsi di design, attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie legate anche al design emozionale.
  • Impiego strutturale del legno per la diffusione del settore nell’edilizia abitativa e pubblica.

Per ciò che concerne la costruzione di case in legno, infatti, il nostro paese non brilla certamente per la reperibilità di lotti edificabili, soprattutto nelle città, e perdurano i fattori di tipo culturale, che prediligono il “mattone”.

Il gruppo di esperti, proprio riguardo a questo aspetto, ha allora preso in considerazione due fattori:

  1. da un lato le recenti determinazioni assunte nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni ed Enti Locali – Intesa del 31 marzo 2009, che consentono l’ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici uni-bi familiari, con una semplificazione delle procedure per velocizzare la concreta applicazione di quanto previsto.
  2. e dall’altro le norme di progettazione antisismica, oggi di particolare attualità, in virtù dei precedenti e recenti eventi.

Si è pensato allora di proporre un’unità abitativa modulare composta da una struttura portante in grado di aumentare il volume abitativo in verticale o in orizzontale, senza ledere alla portanza statica dell’edificio e costruita con le migliori tecnologie per la coibentazione, la domotica, la salubrità e il risparmio energetico.

La parte superiore dell’unità potrà essere, per esempio, ricoperta con strati filmici fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici, per la produzione diretta di energia elettrica.

Il modello che si intendere assumere è quello delle cabine delle grandi navi passeggeri, che vengono assemblate in fabbrica e, già complete di tutti i sistemi tecnologici e l’impiantistica, solo successivamente issate ed installate a bordo.

L’unità abitativa sarà quindi dotata di tutte le tecnologie e degli impianti, in buona parte autosufficienti, atti a soddisfare tutte le esigenze del committente (condizionamento, illuminotecnica scenografica, amplificazione sonora, video, sicurezza, ecc.) e integrate in un perfetto impianto domotico.

Il legno utilizzato, verrà reso ignifugo, idrorepellente, inattaccabile per un lungo periodo, da agenti atmosferici, inorganici ed organici, mediante specifici trattamenti, utilizzando gli studi più attuali sulle nanotecnologie, grazie anche alle ricerche che attraverso il progetto si stanno attuando.

L’unità modulare potrà naturalmente essere utilizzata sia per estendere un’unità abitativa già esistente, sia per crearne una nuova.

Si intende ribadire il fatto che lo studio del complesso abitativo ne estende l’abitabilità con un utilizzo di tipo completamente modulare e quindi adattabile a qualsiasi specifica esigenza e necessità anche estetiche e di rispetto del patrimonio già costruito.

Gli allestimenti potranno configurarne una fruizione da alloggio minimo o da Penthouse di lusso, da sala per l’home theater, alla camera da letto sotto le stelle, con un’abbondanza di tecnologie hi-tech.

Fonti testi e immagini:

Bandi europei, enterprise, Eventi, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Società della Conoscenza, Unioncamere

Presentazione a Treviso, Bandi di FINANZIAMENTO 7° PROGRAMMA QUADRO UNIONE EUROPEA

Treviso 7 presentazione 7 bando UE

12 ottobre 2009

Unindustria Treviso – Palazzo Giacomelli

Piazza Garibaldi, 13 – Treviso

PRESENTAZIONE DEI BANDI DI FINANZIAMENTO DEL 7° PROGRAMMA QUADRO DELL’UNIONE EUROPEA, NANOTECNOLOGIE, MATERIALI E PRODUZIONE

La sede della Regione Veneto a Brussels, Veneto Nanotech e Unindustria Treviso organizzano lunedì 12 ottobre, presso Palazzo Giacomelli in Piazza Garibaldi a Treviso, una presentazione del 7° Programma Quadro – Nanotecnologie, Materiali e Produzioni con l’obiettivo di promuovere la partecipazione veneta ai bandi europei. Con l’occasione verrà anche illustrata in dettaglio l’iniziativa denominata “PROGETTA!” nata per finanziare la presentazione di progetti europei (“call for proposals” e “calls for tenders”) presentati da soggetti veneti tramite contributi a fondo perduto.

L’evento è organizzato in collaborazione con Apre – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Eurosportello Veneto e Veneto Innovazione.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa iscrizione obbligatoria e fino all’esaurimento dei posti disponibili. Si prega di compilare la scheda di partecipazione ed inviarla a info@venetonanotech.it – fax 049 7705555

Per scaricare la locandina dell’evento: cliccare qui

Per scaricare la scheda di partecipazione: cliccare qui

Per informazioni: Veneto Nanotech, tel 049 7705500

PROGRAMMA

Ore 15.00

Registrazione Partecipanti e Welcome coffee

Ore 15.30

Saluto del Vicepresidente di Unindustria Treviso con delega alla Scuola – Formazione – Ricerca e Innovazione, dott. Ennio Bianco

Saluto del Direttore della Sede di Bruxelles della Regione del Veneto, dott. Gianlorenzo Martini

Saluto dell’Amministratore Delegato di Veneto Nanotech, Nicola Trevisan

Ore 15.45

Presentazione della call 7PQ-NMP-2010

Dott.ssa Cristina Gabellieri, Commissione Europea, DG Ricerca Direzione Tecnologie Industriali/Unità Nanotecnologie

Ore 16.15

Raccomandazioni su aspetti legali e finanziari relativi alla presentazione di un progetto all’interno del 7PQ

Dott.ssa Martina Desole, APRE

Ore 17.00

Presentazione di progetti vincenti delle precedenti call 7PQ-NMP con coordinatori italiani/veneti

Ore 17.15

Presentazione dell’iniziativa “PROGETTA!”

Dott. Andrea Sartori, Regione del Veneto, sede di Bruxelles

Ore 17.30

Conclusioni e dibattito

Fonte: Veneto Nanotech

enterprise, Innovazione, Ricerca, Unioncamere

Bandi Unione Europea: sintesi Unioncamere Veneto al 31 agosto 2009

Enterprise Network Studio Baroni

Sintesi ai bandi UE aperti, selezionati dalla Gazzetta ufficiale serie C e dai siti delle diverse Direzioni Generali della Commissione Europea. Pubblicazione curata dalla Delegazione di Bruxelles di Unioncamere Veneto.

 

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digitale, Innovazione, Ricerca, Società della Conoscenza

Presentato lo schermo elettronico flessibile

Studio Baroni schermo elettronico flessibile La Repubblica

vedi qui il video

La notizia arriva dall’inviato di Repubblica Giampaolo Cadalanu, dopo 10 anni di ricerca e 180 millioni di € investiti, è pronto ad entrare in commercio lo schermo elettronico flessibile, capace di restituire immagini e video e allo stesso tempo di stare arrotolato dentro una cartella.

digital plastic studio baroni

E’ prodotto dalla “Plastic Logic“, un’azienda di Cambridge (Massachusetts) e per il “Times” sarà un quotidiano magico, come la “Gazzetta del Profeta” letta da Harry Potter.

Il Plastic Logic ha le dimensioni di un foglio A4 e si basa su una tecnologia simile a quella dei lettori elettronici: lo schermo non è a cristalli liquidi, ma a nanosfere, dunque non consuma energia se resta acceso, ma solo quando si gira pagina. A dargli vita non è il consueto microchip di silicio, ma uno di plastica.

I primi schermi Plastic Logic verranno commercializzati negli Stati Uniti all’inizio dell’anno nuovo, a un prezzo simile a quello del lettore rigido Kindle della Amazon, concorrente diretto, cioè attorno ai 300 dollari. In Europa il quotidiano arrotolabile arriverà verso fine 2010 o inizio 2011.

L’avvio della produzione è questione di qualche mese. Per la verità l’azienda è già pronta, ma ci sono ancora perplessità di marketing, dice il vicepresidente della Plastic Martin Jackson: “La gente si preoccupa che lo schermo possa rompersi se lo arrotola e lo mette in cartella”.

digitale, Domotica, enterprise, Innovazione, Pedagogia, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Social Network, Società della Conoscenza, Web 2.0

Glossario DOMOTICA

 

2.0

Il Web 2.0 è una locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Ning, Twitter, Gmail, WordPress…). La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni ’90, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle email e l’uso dei motori di ricerca.

 

3.0

Il Web 3.0 è un termine a cui corrispondono significati diversi volti a descrivere l’evoluzione dell’utilizzo del Web e l’interazione fra gli innumerevoli percorsi evolutivi possibili. Questi includono: trasformare il Web in un database, cosa che faciliterebbe l’accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano dei browser; sfruttare al meglio le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale; il web semantico; il Geospatial Web; il Web 3D.

 

ADSL

Acronimo che sta per Asymmetric Digital Subscriber Line. Una tecnologia che permette l’accesso a internet ad alta velocità e la trasmissione di una grande quantità di dati. La peculiarità della linea ADSL è che permette di utilizzare i cavi elettronici esistenti e non richiede linee separate per l’invio dei dati da quelle usate per la comunicazioni vocali.

 

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Annuncio pubblicitario su pagina web.

 

B2B o Business-to-Business

Rapporto commerciale diretto tra aziende. Termine generalmente applicato alle transazioni di commercio elettronico.

 

Biometria

La biometria permette di dire che ogni individuo ha caratteristiche: Universali = tutti devono averla; Uniche = due o più individui non possono avere la stessa uguale caratteristica; Permanenti = questa non varia nel tempo; Collezionabili = deve essere misurata quantitativamente. Le tecniche biometriche di identificazione possono essere applicate sia al controllo dell’accesso a luoghi ed informazioni, sia all’autenticazione di informazioni, in sostituzione di sistemi nome utente/parola chiave, o di dispositivi elettronici o meccanici aventi funzione di chiave. L’utilizzo delle tecniche biometriche avviene attraverso un Sistema di riconoscimento biometrico che permette di identificare una persona per una o più caratteristiche biologiche e/o comportamentali, confrontandole con un’immagine presente nel sistema tramite degli algoritmi. In inglese è noto come AIDC= Automatic Identification and Data Capture.

 

Browser

E’ un programma che permette di navigare in internet. Explorer, Firefox, Netscape, Safari sono alcuni dei browser più comuni, software che permettono agli utenti di visualizzare e interagire con le pagine web.

 

Building automation

Letteralmente significa “automazione degli edifici” e identifica quelle costruzioni progettate e realizzate in modo da consentire la gestione centralizzate integrata dei dispositivi tecnologici e informatici della casa. In genere, la building automation fa riferimento ad ambienti particolarmente estesi come alberghi o centri commerciali. Le occasioni di applicazione della domotica risultano le medesime rispetto a quelle degli ambienti domestici ma con evidenti economie di scala e applicazioni più avanzate. La domotica trova applicazione anche nelle imbarcazioni di prestigio e quindi rappresenta un’eccezione al concetto di building automation legato agli spazi immobili.

 

Cablaggio

Il cablaggio riguarda il collegamento fra dispositivi elettrici ed elettronici mediante un cavo che può essere elettrico o bus (linkare questo ultimo termine).

 

Cavo bus

Le informazioni gestite dalla domotica vengono trasmesse per mezzo di un unico cavo bus e non tramite il fascio di cavi elettrici impiegati nei sistemi tradizionali. Il cavo bus consente di trasmettere, ad elevate velocità, un’ampia serie di informazioni in grado di connettere fra di loro più dispositivi utilizzando un unico cavo, semplificando notevolmente il progetto di elettrificazione e le opere murarie. Il cavo bus non trasmette solo la corrente elettrica ma informazioni in forma di pacchetti di dati.

 

Cl@sse 2.0

Progetto di sviluppo sperimentale avviato nel 2009 nelle scuole secondarie di I grado e promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si inserisce nell’ambito del progetto “Scuola Digitale” Il progetto Scuola Digitale-Lavagna per l’innovazione didattica attraverso l’uso delle tecnologie informatiche.

 

Client

In informatica, con client (in italiano detto anche cliente) si indica una componente che accede ai servizi o alle risorse di un’altra componente, detta server. In questo contesto si può quindi parlare di client riferendosi all’hardware o al software. Un computer collegato ad un server tramite una rete informatica (locale o geografica) ed al quale richiede uno o più servizi, utilizzando uno o più protocolli di rete è un esempio di client hardware. Un programma di posta elettronica è un esempio di client software.

 

Cronotermostato

E’ un dispositivo dedicato alla gestione del riscaldamento domestico. Il suo funzionamento è gestito da un timer impostato dall’utente. Diverse tipologie di cronotermostato si possono integrare nella domotica e utilizzarli come dispositivi di controllo dell’intero sistema e quindi, per esempio al cronotermostato si possono associare la gestione di un evento oppure più eventi in sequenza o scenari.

 

Database

In informatica, il termine database, banca dati, base di dati (soprattutto in testi accademici) o anche base dati, indica un archivio strutturato in modo tale da consentire la gestione dei dati stessi (l’inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di applicazioni software. Il database è un insieme di informazioni, di dati che vengono suddivisi per argomenti in ordine logico (tabelle) e poi tali argomenti vengono suddivisi per categorie (campi). Informalmente e impropriamente, la parola “database” viene spesso usata come abbreviazione dell’espressione Database Management System (DBMS), che si riferisce a una vasta categoria di sistemi software che consentono la creazione e la manipolazione efficiente di database.

 

Dispositivo domestico

All’interno di una abitazione sono previsti dispositivi elettrici ed elettronici programmati per svolgere mansioni particolari: conservare a basse temperature i cibi (congelatore), riprodurre filmati (televisore), rilevare infrazioni (antifurto), registrare le immagini (videosorveglianza), ecc. La forza di integrazione della domotica, consente di mettere i dispositivi domestici in comunicazione fra loro e il loro coordinamento viene operato dalla domotica.

 

Domotica

La domotica si occupa dell’automazione dei dispositivi elettronici e meccanici presenti negli ambienti domestici, come l’apertura di porte e serramenti, oppure l’accensione di luce e riscaldamento. In particolare, la domotica si pone obiettivi di semplificazione delle routine domestiche, garantire la sicurezza delle persone e produrre risparmio energetico, attraverso l’ausilio di un sistema elettronico progettato per gestire in autonomia i processi ripetitivi e poco performanti, prima svolti dall’utente stesso. Un esempio: prima di uscire di casa, basta premere un semplice interruttore per spegnere contemporaneamente le luci, abbassare le tapparelle e inserire l’antifurto.

 

“Domotica FVG”

E’ un progetto avviato in Friuli Venezia Giulia per la diffusione e trasferimento di innovazioni tecnologiche in tutti gli ambienti confinati. L’obiettivo punta a rendere la regione Friuli Venezia Giulia il riferimento internazionale per la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la diffusione dei sistemi domotici, favorendo il trasferimento di tecnologie tra contesti industriali diversi allo scopo di sviluppare nuovi prodotti ed applicazioni a costi competitivi.

 

Doppino

E’ sinonimo di cavo bus. Le informazioni gestite dalla domotica vengono trasmesse per mezzo di un unico cavo bus e non tramite il fascio di cavi elettrici impiegati nei sistemi tradizionali. Il cavo bus consente di trasmettere, ad elevate velocità, un’ampia serie di informazioni in grado di connettere fra di loro più dispositivi utilizzando un unico cavo, semplificando notevolmente il progetto di elettrificazione e le opere murarie. Il cavo bus non trasmette solo la corrente elettrica ma informazioni in forma di pacchetti di dati.

 

Dorsale tecnologica

La dorsale tecnologica rappresenta lo scheletro che consente il funzionamento della domotica, composto da moduli e cavo bus. Ogni modulo è contraddistinto da intelligenza artificiale e indipendente: non esiste un unico centro operativo. La trasmissione dei dati necessari alla comunicazione e al funzionamento della domotica, organizzati in pacchetti, viene gestita secondo una intelligenza distribuita fra i singoli moduli, per mezzo del cavo bus. In caso di malfunzionamento di uno di essi, l’impianto produce auto organizzazione e rimane in funzione per la restante parte rimasta in efficienza.

 

Elettronica

E’ una scienza che studia la propagazione degli elettroni e le sue possibili applicazioni, come la realizzazione di circuiti elettrici. L’elettronica si divide in due branche: analogica e digitale.

 

Elettrosmog

E’ l’inquinamento elettromagnetico prodotto dalla tensione della corrente elettrica che alimenta i vari dispositivi elettrici ed elettronici. Le prese elettriche e gli interruttori rappresentano alcune fonti dell’inquinamento. Gli impianti domotici utilizzano tensioni elettriche venti volte inferiori rispetto alle soluzioni tradizionali e quindi riducono l’elettrosmog.

 

Ethernet

Tecnologia utilizzata per la realizzazione di reti locali (LAN).

 

Extranet

Applicazione e architettura di rete complessa che consente ad una azienda di comunicare con soggetti esterni con i quali deve con regolarità scambiare dati e informazioni (agenti, fornitori, clienti, ecc.).

 

Filodiffusione

Tecnologia che consente di ascoltare programmi radiofonici in tutte le stanze di una casa o di un ufficio. La radio è “diffusa” grazie a una rete di telecomunicazioni che utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti dalla telefonia fissa.

 

Firewall

In Informatica, nell’ambito delle reti di computer, un firewall (termine inglese dal significato originario di parete refrattaria, muro tagliafuoco, muro ignifugo; in italiano anche parafuoco o parafiamma) è un componente passivo di difesa perimetrale che può anche svolgere funzioni di collegamento tra due o più tronconi di rete.

 

Fotovoltaico

Impianto che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica. Questo tipo di impianti beneficia di incentivi statali perché utilizza una fonte rinnovabile, il sole, e non produce inquinamento.

 

Georeferenziazione

Per georeferenziazione si intende l’attribuzione ad un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica; tale posizione è espressa in un particolare sistema geodetico di riferimento. La georeferenziazione è usata nei sistemi GIS, tanto da essere applicata sostanzialmente ad ogni elemento presente, pixel componenti un’immagine, elementi vettoriali come punti, linee o poligoni, e persino annotazioni. Per fare esempi più comuni e conosciuti, un esempio di sistema in cui gli elementi vengono georeferenziati è Google Maps, in cui è possibile cercare negozi o località di interesse dei quali vengono fornite non solo le tipiche informazioni che restituisce un motore di ricerca, ma viene evidenziato sulla mappa la posizione geografica ad essi riferita.

 

Geoweb

Geospatial Web o Geoweb è un termine relativamente nuovo, che comporta la fusione dei geografica (basati sulla localizzazione) di informazioni con il sommario di informazioni che attualmente domina il Internet.

 

GSM

Acronimo che sta per Global System for Mobile communication, è uno standard adottato dai principali operatori di telefonia per le comunicazioni via cellulare, che rispetto alle precedenti tecnologie usa il canale digitale.

 

Home automation

Termine inglese che indentifica la domotica. La domotica si occupa dell’automazione dei dispositivi elettronici e meccanici presenti negli ambienti domestici, come l’apertura di porte e serramenti, oppure l’accensione di luce e riscaldamento. In particolare, la domotica si pone obiettivi di semplificazione delle routine domestiche, garantire la sicurezza delle persone e produrre risparmio energetico, attraverso l’ausilio di un sistema elettronico progettato per gestire in autonomia i processi ripetitivi e poco performanti, prima svolti dall’utente stesso. Un esempio: prima di uscire di casa, basta premere un semplice interruttore per spegnere contemporaneamente le luci, abbassare le tapparelle e inserire l’antifurto.

 

Inbound

Applicato alla telefonia il temine indica le comunicazioni in entrata ed è il contrario di outbound che indica quelle in uscita.

 

Intelligenza distribuita

La struttura della domotica (dorsale tecnologica) è composta da moduli dotati di intelligenza artificiale e indipendente, collegati fra loro da un cavo bus. L’indipendenza di ciascun modulo consente di ottenere un sistema non gestito da un’unica centrale operativa e questo consente di distribuire i compiti fra i moduli installati. L’intelligenza distribuita consente di evitare il blocco dell’intero impianto in caso di malfunzionamento di una delle componenti. In caso di guasto di un modulo, i flussi vengono reindirizzati dagli altri e quindi l’impianto prosegue nel funzionamento, esclusa la parte gestita dal modulo guasto. L’intelligenza distribuita crea una rete di relazioni fra i dispositivi elettrici ed elettronici e questo avviene secondo modalità estremamente flessibili in grado di ottenere performance elevate e costi più ridotti.

 

Intelligenza artificiale

Con il termine intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole) in italiano si intende generalmente l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana. L’intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, la quale manifesta aspetti sia teorici che pratici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un’abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici. Uno dei problemi principali dell’intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell’uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che li concretizzano e realizzano.

 

Internet

E’ una rete di computer mondiale ad accesso pubblico attualmente rappresentante anche uno dei principali mezzi di comunicazione di massa.

 

Interruttore elettronico

Una delle rivoluzioni più significative introdotte dalla domotica riguarda il collegamento flessibile fra l’interruttore e il punto luce. Le soluzioni tradizionali stabilivano un rapporto diretto e rigido fra l’interruttore e il punto luce e questo rimaneva inalterato nel tempo. In caso di modifiche, dovute all’emergere di nuove esigenze, l’utente era impegnato in opere murarie. Con l’interruttore elettronico, la domotica consente di gestire ogni punto luce in modo flessibile in quanto non esiste il collegamento fisico fra l’interruttore e il punto luce specifico. È possibile decidere di accendere lo stesso punto luce tramite un diverso interruttore o addirittura con un interruttore in più, posizionato in una zona diversa dell’abitazione. L’interruttore elettronico non si limita all’illuminazione ma ad esso può essere associata la gestione delle automazioni oppure l’attivazione di uno scenario. L’interruttore elettronico diviene un semplice dispositivo di controllo della domotica.

 

ISDN

Integrated Services Digital Network, è la tecnologia digitale che combina la trasmissione di voce e di dati sul medesimo supporto trasmissivo.

 

Konnex

KNX (abbreviazione di Konnex) rappresenta il linguaggio standard di progettazione di molti sistemi domotici presenti sul mercato. KNX è fondato sulla logica open source e quindi completamente gratuito. I codici sorgente, che contraddistinguono il linguaggio di programmazione, sono pubblici e utilizzati liberamente dai system integrator. KNX è riconosciuto come standard mondiale.

 

LAN

Acronimo per Local Area Network è un tipo di rete informatica con un’estensione limitata, che di solito serve abitazioni private e aziende per facilitare il flusso di dati e informazioni.

 

LIM

La lavagna interattiva multimediale è un dispositivo elettronico avente le dimensioni di una tradizionale lavagna didattica, sul quale è possibile disegnare usando dei pennarelli virtuali. Tipicamente è collegata ad un personal computer, del quale riproduce lo schermo. Permette quindi di mantenere il classico paradigma didattico centrato sulla lavagna, estendendolo con l’integrazione di multimedia, l’accesso ad internet e la possibilità di usare software didattico in modo condiviso.

 

MDM

E’ l’acronomimo del Metadistretto Digital Mediale del Veneto che ha sede a Venezia presso il VEGA, Parco Scientifico Tecnologico. Aderiscono aziende (780), Associazioni di categoria, Università e Centri di Ricerca, Istituzioni ed Enti locali e Associazioni di settore. Nel settore della domotica è attivo con il progetto denominato “Multimedialità e domotica nelle scuole” che ha l’obiettivo dimappare ed integrare, tramite attività di trasferimento tecnologico, prodotti e servizi offerti da imprese venete afferenti al Metadistretto Digital Mediale per la definizione e la progettazione di sistemi multimediali e di building automation per edifici pubblici ed in particolare per le scuole. Il fine è definire le peculiarità della specifica applicazione per disegnare un’offerta integrata che soddisfi alle necessità infrastrutturali e tecnologiche di edifici che ospitano scuole primarie e secondarie.

 

Metadato

Un metadato (dal greco meta- “oltre, dopo” e dal latino datum “informazione” – plurale: data), letteralmente “dato su un (altro) dato”, è l’informazione che descrive un insieme di dati. Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro, cioè dati riguardanti i dati che si riferiscono al libro. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l’autore dell’insieme di dati descritto oppure le modalità d’accesso, con le eventuali limitazioni.

 

Modem

E’ una componente del computer che consente la connessione a internet. Questo strumento modula i segnali digitali trasformandoli in analogici in modo che possano essere trasferiti alle linee telefoniche e viceversa.

 

Modulo

E’ la componente fondamentale dell’impianto domotico. È contraddistinto da intelligenza indipendente in grado di gestire autonomamente tutte le informazioni che vengono convogliate per mezzo del cavo bus. Il modulo rappresenta il cuore pulsante della domotica. Generalmente un impianto cablato in domotica prevede più moduli, detti anche “modulini”; questi formano una rete in grado di gestire numerose serie di informazioni. In caso di guasto di uno dei moduli, l’impianto prosegue a funzionare in quanto riorganizza l’indirizzamento delle informazioni, evitando il blocco. Le funzioni gestite dal modulo guasto, smetteranno di funzionare inviando un eventuale messaggio di allarme.

 

Outbound

Applicato alla telefonia il termine indicale le comunicazioni in uscita ed è l’opposto di inbound.

 

Palmare

Computer di dimensioni contenute che può essere tenuto nel palmo della mano. Alcuni modelli sono dati di schermo touch screen, cioè sensibile al tocco.

 

Panel pc

Il pannel pc (o touch screen) è un computer da incasso, posizionato generalmente all’interno dei muri e dotato di uno schermo sensibile al tocco. Non sono previste tastiere analogiche.

 

Proxy

Un proxy è un programma che si interpone tra un client ed un server, inoltrando le richieste e le risposte dall’uno all’altro. Il client si collega al proxy invece che al server, e gli invia delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client.

 

 

Router

Dispositivo hardware e software che instrada dati e informazioni nelle reti di comunicazioni, in particolare internet.

 

Scenario

E’ una serie di eventi previsti dall’utente, gestita autonomamente dalla domotica e abilitata a produrre risultati attesi, come alzare le tapparelle al mattino e spegnere l’antifurto. Lo scenario può essere avviato dall’utente oppure da un input specifico, per esempio un principio di allagamento oppure un preciso orario della giornata. La forma dello scenario viene impostata dall’utente sulla base delle personali esigenze e questo avviene in modo flessibile e senza l’intervento del tecnico installatore. Un esempio: l’utente imposta lo “scenario notte”, questo significa che quando l’utente preme un pulsante per attivarlo, automaticamente la casa esegue una serie di “ordini”: spegnere le luci, abbassare il riscaldamento, inserire l’antifurto e l’impianto di video sorveglianza.

 

Server web

E’ un processo, e per estensione il computer su cui è in esecuzione, che si occupa di fornire, su richiesta del browser, una pagina web (spesso scritta in HTML). Le informazioni inviate dal server web viaggiano in rete trasportate dal protocollo HTTP. L’insieme di server web dà vita al World Wide Web, uno dei servizi più utilizzati di Internet.

 

Sistemi proprietari

Lo standard di progettazione della domotica, riconosciuto a livello mondiale e di tipo open source, è Konnex (KNX). Tale linguaggio ha una architettura aperta e quindi la sua struttura è pubblica e utilizzata da numerosi produttori di sistemi domotici. Alcuni attori del mercato della domotica hanno scelto di scrivere un codice proprietario e quindi non convergente rispetto lo standard mondiale (KNX).

 

Smart card

Carta con microchip utilizzata nei modo più disparati (v. ad esempio nei terminali SUN)

 

Smart House

Abitazione soprattutto per anziani e disabili con sistemi tecnologici integrati e gestiti anche via web.

 

Smart Router

Dispositivo elettronico che realizza le funzioni di istradamento dei pacchetti IP, di connessione con i sistemi di allarme e tecnologici, di server web, firewall e proxy utilizzando una linea ISDN o ADSL. Staff: Persone con responsabilità di servizio e quindi non correlate direttamente alla vendita.

 

System integrator

Produttore di domotica che si occupa di integrare dispositivi di terzi al fine di farli dialogare con il proprio sistema. Lo scopo è l’espansione delle potenzialità di funzionamento della domotica. In questo modo l’utente potrà gestire dispositivi di diversa natura: automazioni, sorveglianza, antifurto, home entertainment, etc tramite un canale unico: la domotica. Il fenomeno dell’integrazione dei dispositivi prodotti da terzi porta ad una crescente varietà dell’offerta in termini di prezzo, qualità, design, funzionalità, in grado di soddisfare con maggiore precisione le esigenze del cliente.

 

Streaming

Modalità di fruizione di contenuti audio/video con minimo tempo di attesa da parte dell’utente.

 

TCP/IP

Transport Control Protocol/Internet Protocol è l’insieme di protocolli di comunicazione utilizzati da Internet, ovvero insieme di regole tecniche che, a fronte di un determinato scopo (posta elettronica, web, ecc.), determinano le modalità con cui la comunicazione deve avvenire tra due calcolatori.

 

Touch screen (o pannel pc)

E’ un dispositivo di controllo impiegato dalla domotica e consente di gestire l’impianto elettrico di casa ed ogni sistema integrato, da un unico punto di controllo. I touch screen sono dotati di uno schermo sensibile al tocco e quindi non muniti di tastiera analogica.

 

TV digitale

(in elaborazione)

 

UMTS

Acronimo di Universal Mobile Telecommunication System, è lo standard di telefonia mobile che per le trasmissioni usa internet e la banda larga.

 

Web 3D

Web 3D è un termine usato per indicare i contenuti 3D interattivi inseriti in una pagina HTML, visualizzabili da un comune browser. Si utilizza il concetto di Web 3D anche per indicare una possibile evoluzione del Web in cui viene abbandonata l’idea di pagina e ci si immerge in uno spazio tridimensionale interattivo.

 

Web Semantico

Con il termine web semantico, termine coniato dal suo ideatore, Tim Berners-Lee, si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.

 

Wireless (WiFi)

La comunicazione fra dispositivi elettronici può avvenire anche in assenza di cablaggi (fili). Le trasmissioni dei dati avvengono per mezzo di onde radio emesse a bassa frequenza.

 

WWW

World Wide Web è la rete telematica mondiale. Sistema di informazioni globale. basato sulla combinazione di ricerca e recupero delle informazioni e tecniche ipertestuali.

 

 

Fonti utilizzate per l’elaborazione di questo file:

 

 

Suggerimenti vari per l’approfondimento online:

 

L’autore del file Vittorio Baroni ha pubblicato il glossario su:

http://scuoladomotica.ning.com

http://www.slideshare.net/studiobaroni

https://studiobaroni.wordpress.com

 logo STUDIO BARONI

 

 

Il file è liberamente utilizzabile con medesima citazione delle fonti e autore

 creative commons BY

 

 

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ultimo aggiornamento:

22 luglio 2009

 

 

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digitale, enterprise, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca, Società della Conoscenza

Polo di innovazione ICT della Regione Piemonte

Con il recente approfondimento dedicato al VEGA di Venezia, inizia una rassegna sullo stato dell’innovazione in Italia. Il punto di vista è quello dei territori digitali e del loro rapporto con le amministrazioni regionali.

 

Nei giorni scorsi in Piemonte si è svolta la terza riunione Plenaria del Polo di innovazione ICT tra le aziende aderenti ed è stata illustrata questa presentazione:

 

 

Il Polo di Innovazione ICT conta 70 imprese e 10 centri di ricerca pubblici e privati operanti nell’Information & Communication Technology: una rete coordinata dalla Fondazione Torino Wireless, in qualità di Ente gestore del Polo ICT, nell’ambito delle politiche regionali per l’innovazione. Ecco il suo modello di funzionamento:

 

Schema funzionamento Polo ICT Regione Piemonte

Questi sono i primi progetti risultanti del lavoro svolto dalle aziende e dagli organismi di ricerca che costituiscono il Polo ICT:

enterprise, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Società della Conoscenza

Premio Nazionale per l’Innovazione 2009

Premio Innovazione 2009

pdfdownload premiati Premio Nazionale Innovazione 2009

pdfdownload schede premiati Premio Nazionale Innovazione 2009

 

La Giornata Nazionale dell’Innovazione, istituita nel 2008, è un’occasione annuale di sensibilizzazione dei cittadini sui temi dell’innovazione e di coordinamento tra tutti i principali attori pubblici e privati per fare il punto sullo stato dell’innovazione nel Paese e condividere gli obiettivi strategici da raggiungere, anche nel quadro del secondo ciclo di programmazione previsto dalla rinnovata Strategia di Lisbona (2008-2010) e della “Strategia dell’Innovazione” in corso di definizione da parte dell’OCSE.

 Il Premio Nazionale per l’Innovazione è una delle iniziative promosse dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che nel 2008 ha previsto la Giornata Nazionale dell’Innovazione. E’ istituito su concessione del Presidente della Repubblica Italiana, presso la Fondazione Nazionale per l’Innovazione Tecnologica COTEC. L’obiettivo del Premio è valorizzare e sostenere le migliori capacità innovative e creative di aziende, università, amministrazioni, enti o singoli ideatori, anche al fine di favorire la crescita della cultura dell’innovazione nel Paese

Nel contesto della Giornata e del Premio viene organizzato anche un Convegno. Quest’anno ha affrontato il tema dell’innovazione come risorsa indispensabile del Paese per uscire dalla crisi e conservare una posizione di eccellenza a livello internazionale. Oltre alla sessione plenaria della mattina sul tema “l’innovazione risorsa strategica per l’Italia” sono state organizzate quattro sessioni parallele pomeridiane, rispettivamente dedicate ad approfondire il rapporto tra “innovazione e territorio”, “innovazione e impresa”, “innovazione e pubblica amministrazione”, “innovazione e ricerca”.

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Il mercato ICT nelle piccole e medie aziende: Ricerca in Lombardia

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L’Osservatorio ICT & PMI della School of Management del Politecnico di Milano ha prodotto un’interessante Ricerca circa l’utilizzo delle ICT che ha coinvolto circa 500 imprese della Lombardia, con un numero di addetti compreso tra 1 e 500.

La sintesi che segue focalizza l’attenzione sul mercato e i tre tipi di “Maturità”:

  • Maturità applicativa
  • Maturità infrastrutturale
  • Maturità ICT

 

Il mercato

La dimensione complessiva del mercato IT della Lombardia – calcolato come somma degli acquisti di componenti hardware, di licenze software e di servizi IT da parte delle imprese fino a 500 addetti nel corso del 2008 – ammonta a circa 3.100 milioni di Euro, a fronte di una spesa media per addetto pari a circa 1.100 Euro. Circa il 45% del mercato IT è relativo all’acquisto di dispositivi hardware, quali server, PC fissi, PC portatili, Tablet PC, palmari/PDA, sistemi di storage, stampanti e altre periferiche, ecc. Il restante 55% fa riferimento a due componenti principali: l’acquisto di licenze software – relative a tutte le applicazioni pacchettizzate utilizzate nelle imprese (ad esempio, pacchetti di office automation, sistemi gestionali, applicazioni di Business Intelligence, applicazioni di CRM, sistemi CAD/PLM, sistemi di sicurezza, software per la virtualizzazione, ecc.); l’acquisto di servizi IT, che possono essere relativi all’infrastruttura IT dell’impresa (ad esempio, servizi sistemistici, di progettazione, di manutenzione, ecc.) o al parco applicativo (ad esempio, servizi di sviluppo software, di integrazione di applicazioni, ecc.).

 

La Maturità applicativa

La maturità applicativa misura il livello di evoluzione del patrimonio applicativo dell’impresa, in termini di supporto integrato ai processi (ovvero di capacità delle applicazioni di supportare tutti i principali processi aziendali in modo integrato) e di flessibilità (ovvero di capacità del patrimonio applicativo di evolvere e crescere in tempi e costi limitati). Dall’analisi, emergono cinque livelli principali di maturità applicativa.

Nessuna applicazione (condivisa su server), rilevata nell’8% dei casi; si tratta di imprese in cui vengono utilizzate esclusivamente applicazioni di supporto alla produttività individuale (ad esempio, software di Office Automation); in queste imprese gli adempimenti contabili ed amministrativi sono solitamente gestiti da professionisti esterni.

Portafoglio elementare, presente nel 14% dei casi; si tratta di imprese, solitamente di piccole dimensioni, che hanno informatizzato esclusivamente le attività di base (ad esempio, le attività amministrative, contabili e, nel caso di imprese manifatturiere, la gestione del magazzino).

Isole applicative, presenti nel 21% dei casi; si tratta di un patrimonio applicativo che può essere composto da pacchetti elementari complementati attraverso sviluppo ad hoc (pacchetti semplici), oppure dall’utilizzo di diverse applicazioni particolarmente evolute, ciascuna a supporto di specifiche attività (Best of Breed).

Portafoglio integrato, presente nel 22% dei casi; si tratta di imprese che utilizzano come applicazione principale il sistema gestionale, che può essere sviluppato ad hoc (9% dei casi), oppure può essere un pacchetto nazionale (9% dei casi), verticale (3% dei casi) o un ERP internazionale (2% dei casi). Tali sistemi sono nativamente caratterizzati da un elevato livello di completezza ed integrazione dei processi supportarti, anche se presentano diversi livelli di flessibilità (crescente passando dallo sviluppo ad hoc al gestionale verticale, al gestionale nazionale all’ERP internazionale).

Portafoglio integrato “esteso”, presente nel 35% dei casi; si tratta di imprese che utilizzano come applicazione principale il sistema gestionale, “esteso” attraverso l’utilizzo di altre applicazioni. Se guardiamo al sistema gestionale, il 15% utilizza sistemi sviluppati ad hoc, il 5% gestionali verticali, il 9% gestionali nazionali e il 5% ERP internazionali.

Le tipologie di sistemi gestionali estesi possono essere complementate da applicazioni quali, ad esempio:

  • applicazioni di Business Intelligence o di Customer Relationship Management (CRM), che supportano rispettivamente i processi decisionali dei manager dell’impresa e la gestione dei clienti (42% delle imprese caratterizzate da un portafoglio integrato “esteso”);
  • applicazioni Extranet rivolte ai clienti business, ai fornitori o ai contoterzisti, che consentono di supportare lo scambio di documenti e la collaborazione tra gli attori della filiera (52% delle imprese caratterizzate da un portafoglio integrato “esteso”);
  • applicazioni Mobile&Wireless, che consentono di supportare attività “in movimento” dei membri dell’organizzazione, come ad esempio, commerciali, manutentori, addetti ai magazzini, ecc. (63% delle imprese caratterizzate da un portafoglio integrato “esteso”);
  • applicazioni Intranet rivolte ai dipendenti, che consentono di rendere più efficace l’accesso alle informazioni e ai documenti aziendali (83% delle imprese caratterizzate da un portafoglio integrato “esteso”).

 

La Maturità infrastrutturale

La maturità infrastrutturale misura il livello di evoluzione dell’infrastruttura ICT dell’impresa in termini di efficienza, di efficacia e di flessibilità. In particolare, per la determinazione del livello di maturità dell’infrastruttura ICT sono stati valutati i seguenti parametri:

  • la completezza dell’infrastruttura ICT, in termini di adeguatezza dei componenti elementari utilizzati (risorse client e server, centralini basati su tecnologie VoIP, sistemi di storage, sistemi di sicurezza lato server e lato client, ecc.);
  • il livello di aggiornamento dei diversi componenti dell’infrastruttura ICT.

Sulla base del livello di maturità, possiamo classificare le infrastrutture ICT delle PMI della Lombardia nelle seguenti categorie principali:

  • Infrastruttura embrionale; si tratta di un’infrastruttura ICT di base in cui il numero di servizi erogati è molto limitato. In genere, non sono presenti risorse lato server e l’infrastruttura di rete supporta esclusivamente la connettività delle postazioni client. I sistemi di storage sono generalmente assenti, mentre i sistemi di sicurezza sono elementari. Tale tipologia di infrastruttura ICT è stata rilevata solo nel 3% delle imprese, in particolare di piccole dimensioni (con un numero di addetti inferiore a 50) e con necessità informatiche elementari.
  • Infrastruttura conservativa (o proprietaria); si tratta di un’infrastruttura basata quasi completamente su tecnologie proprietarie, in cui la completezza e la coerenza dei servizi possono presentare diversi livelli di evoluzione (in alcuni casi possono essere particolarmente elevate), ma che manifesta limiti di flessibilità a fronte di necessità future di evoluzione. Tale tipologia di infrastruttura è stata rilevata nel 18% dei casi.
  • Infrastruttura in evoluzione; si tratta di un’infrastruttura che, all’opposto rispetto a quella conservativa, presenta un buon livello di flessibilità (le componenti tecnologiche sono in buona parte allo stato dell’arte, anche se in alcuni casi affiancate da sistemi proprietari), ma dal punto di vista della completezza presenta alcuni limiti. Più nel dettaglio, appartengono a questa categoria, due principali tipologie di infrastruttura: (i) quelle che derivano da un processo di apertura di sistemi proprietari precedentemente adottati e che, quindi, combinano le due tipologie di architettura (patchwork). Sono architetture complesse, presenti in prevalenza nelle imprese di dimensioni maggiori, frutto dell’evoluzione nel tempo del sistema informativo aziendale; (ii) quelle basate su architetture aperte (non proprietarie) che, tuttavia, non hanno ancora raggiunto un adeguato livello di completezza (elementari aggiornate). Tale tipologia di architettura è presente nel 39% delle PMI lombarde.
  • Infrastruttura evoluta; si tratta di un’infrastruttura completa e aggiornata, in grado, quindi, di garantire un buon livello di flessibilità rispetto a necessità di cambiamento future. Può comprendere anche architetture proprietarie ma, nel complesso, l’infrastruttura risulta aperta e le scelte razionali ed omogenee. Tale tipologia di infrastruttura è presente nel 40% delle PMI della Lombardia.

 

La Maturità ICT

L’analisi della Maturità applicativa e della Maturità infrastrutturale consente di misurare il livello di Maturità ICT delle imprese del Lombardia. E’ possibile classificare le PMI della Lombardia sulla base di quattro livelli principali di Maturità ICT:

  • Imprese “immature”, pari al 19%; si tratta essenzialmente di imprese di piccole dimensioni, con meno di 50 addetti, in cui il supporto informatico è ridotto alle attività essenziali e in alcuni casi completamente assente. In queste imprese la Spesa IT è estremamente ridotta rispetto alle altre categorie.
  • Imprese “miopi o statiche”, pari al 20%; si tratta di imprese caratterizzate da un buon livello di maturità applicativa, derivante dall’utilizzo di sistemi gestionali nazionali o verticali, oppure da un parco applicativo che pur essendo prevalentemente sviluppato ad hoc, garantisce un livello molto elevato di copertura funzionale. Tuttavia tali imprese utilizzano un’infrastruttura elementare, oppure proprietaria e di conseguenza poco flessibile. La Spesa IT si è rivelata essere piuttosto elevata ed è relativa, prevalentemente, ai costi di manutenzione dell’infrastruttura IT.
  • Imprese “impostate”, pari al 31%; si tratta di imprese in cui sono state poste le basi infrastrutturali per lo sviluppo del sistema informativo ma che non hanno ancora sviluppato adeguatamente il portafoglio applicativo, soprattutto nel caso delle imprese con meno di 50 addetti, o che necessitano di interventi di razionalizzazione. La Spesa IT risulta essere leggermente inferiore rispetto alle imprese “miopi o statiche”, soprattutto in virtù di scelte tecnologiche allo stato dell’arte, sebbene a fronte di un non completo supporto al business.
  • Imprese “lungimiranti”, pari al 30% dei casi; si tratta di imprese che presentano un elevato livello di Maturità ICT, sia infrastrutturale che applicativa. In tali imprese è in genere presente una Direzione IT strutturata e gli investimenti in IT sono più elevati rispetto alle altre categorie.

I settori in media più “maturi”, in cui risultano maggiormente presenti le imprese “lungimiranti”, sono quelli appartenenti al comparto dei Servizi, in particolare Servizi Finanziari, Assicurativi, Media, Informatica, Altri servizi alle imprese, e del Commercio, con particolare riferimento alle imprese di dimensioni maggiori. Anche alcuni settori del Manifatturiero mostrano un buon livello di Maturità ICT, in particolare Chimica-Gomma-Plastica, in cui le ICT giocano un ruolo rilevante a livello di gestione e controllo dei processi produttivi, e Metalmeccanico ed Elettrico, in cui le imprese hanno adottato soluzioni ICT in anticipo rispetto ad altri settori. Al contrario, i settori Tessile-Legno-Arredo, Turismo e Trasporti sono quelli caratterizzati da un livello di Maturità ICT inferiore. Tuttavia sono stati individuati casi interessanti di utilizzo delle ICT da parte di imprese operanti in tutti i comparti, che sono state in grado di ritagliarsi nicchie di mercato particolarmente attrattive, all’interno di settori maturi e, talvolta, in crisi.

 

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Cloudworker, consumatore prosumer che fa crescere la propria resilienza

Il “lavoratore nuvola” Cloudworker utilizza il digitale, i social e gli strumenti di collaborazione. Può lavorare con ampi margini di libertà da ogni luogo e in qualsiasi momento, sviluppa notevoli contatti interpersonali nel mondo digitale e in quello reale.

Il Cloudworker sviluppa in piena libertà carriera e stile di vita tagliati su misura sulle proprie esigenze. A tal riguardo Studio Baroni mette in evidenza l’innovativo concetto del prosumer, cioè di persona che, nello stesso tempo, è consumatore e produttore di contenuti o proposte che condivide. In questo modo il consumatore prosumer diventa un testimonial credibile di qualsiasi prodotto o servizio, cioè un influencer.

Da questa prospettiva emergono nuove professionalità, inoltre, ciò contribuisce a far maturare nelle persone interessanti fattori di resilienza.

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