digitale, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Nordest, Porto Marghera Venezia, Società della Conoscenza, VEGA, Web 2.0

VEGA Venezia, evento 25 novembre “Vivi l’Innovazione”, INTERAZIONE NATURALE, TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

Mercoledì 25 Novembre 2009, ore 15.30
Vega Parco Scientifico di Venezia – Edificio Porta dell’Innovazione

VENETO D.I. – INTERAZIONE NATURALE CON IL VENETO DIGITALE
MDM METADISTRETTO DIGITALMEDIALE DEL VENETO
TI INVITANO AL WORKSHOP TECNICO DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO SULL’INTERAZIONE NATURALE

Le 17 aziende che partecipano al progetto “Veneto D.I.” condividono le tecnologie, gli strumenti e i risultati del progetto che ha permesso la realizzazione dell’info point turistico ad Interazione Naturale VIKY (Veneto Interactive Key for You) installato presso l’aeroporto di Venezia Marco Polo.


PROGRAMMA
ORE 15.30
Registrazione partecipanti

ORE 16.00
Introduzione – Sala Plenaria
Massimo Colomban
, Rappresentante Metadistretto Digitalmediale MDM
Michele Vianello, Direttore Generale VEGA, Parco Scientifico Tecnologico di Venezia

Leo Pillon
, iO Srl Capofila del progetto
Presentazione del progetto – Realizzazione – Cos’è l’Interazione Naturale
Possibili applicazioni delle tecnologie – Risultati

ORE 17.00
Tavoli Tecnici di Approfondimento Sale 1, 3 e 4


TAVOLO TECNICO
TECNOLOGIA

Descrizione architettura hw-sw
Moduli applicativi
Possibili integrazioni hw-sw

 

Relatore:
iO (R.Follador)

Co-relatori
iO (M.Petruso)
Prase (D.Sari)
ASCO TLC (G.Girotto)

TAVOLO TECNICO
CONTENUTI

Tipologia contenuti (audio,
video/img, testi, animazioni 3D)
Interfaccia utente
Aggiornamento contenuti e content feed
Applicazioni nel settore turistico

 

Relatore:
iO (A.Gabriele)

Co-relatori
CVR (D.Bovo)
Sime Photo (G.Simeone)
TNet Consulting (G.Sartore)
Marcaaperta (G.Merotto)

TAVOLO TECNICO
DIVULGAZIONE COMUNICAZIONE

Come spiegare l’Interazione Naturale
VIKY
Applicazioni business

 

Relatore
Anima (T.Pagotto)

Co-relatori
Bluemotion (E.Sagnotti)
Metaverso (A.Rigo)
2night (S.Tomaello)

ORE 18.00
Aperitivo di chiusura

digitale, Innovazione, Pubblica Amministrazione, sicurezza, Società della Conoscenza

CARTE, Conference&Expo ABI payment cards e sistemi di pagamento innovativi, Roma > 12 e 13 novembre 2009

palazzo dei congressi roma abi eventi CARTE 2009

CARTE è la Conference&Expo ABI sul mondo delle payment cards e dei sistemi di pagamento innovativi.

Promossa e organizzata in collaborazione con il Consorzio BANCOMAT, rappresenta da un decennio il grande appuntamento internazionale dove incontrare i principali protagonisti del mondo dei pagamenti, entrare nel vivo dei progetti di sistema, conoscere lo scenario internazionale, mettere a confronto esperienze e casi di successo, apprendere le ultime novità dal mercato, gli studi e le indagini condotti sia in Italia che all’estero.

Il programma dei lavori è ricco di autorevoli speaker, che si confronteranno all’interno delle Sessioni Plenarie e Parallele e della Tavola Rotonda Conclusiva su temi cruciali e di grande attualità quali lo scenario internazionale sulla SEPA, le nuove regole della PSD per le carte, lo stato dell’arte di EAPS, la tecnologia e i pagamenti innovativi, la sicurezza delle carte, la relazione tra le carte, il cittadino e la PA, i nuovi prodotti e servizi offerti dalle carte

Ecco il panel completo dei Relatori (in ordine alfabetico):

  • Luigi Altavilla, UniCredit
  • Paolo Battiston, MasterCard Italia
  • Ugo Bechis, EAPS
  • Maurizio Blancuzzi, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
  • Federica Brambilla, Wincor Nixdorf
  • Claude Brun, EPC – Banque de l’Economie du Commerce et de la Monétique/Crédit Mutuel
  • Roberto Bruno, Y&R Roma
  • Walter Bruschi, CPP Card Protection Plan
  • Filippo Capanna, Umig Italia
  • Carlo Alberto Carnevale Maffé, Università Bocconi
  • Giovanni Carosio, Banca d’Italia
  • Giuseppe Capponcelli, ICBPI
  • Luciano Cavazzana, Ingenico Italia
  • Rosella Creatini, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
  • Dominique Decavèle, Cartes Bancaires “CB”
  • Massimo Doria, Banca d’Italia
  • Umberto Filotto, Assofin
  • Franco Fiocco, Quercia Software
  • Alessandro Gentili, Arma dei Carabinieri
  • Roberto Giacchi, PosteMobile
  • Gianluigi Giberti, KeyClient Cards&Solution
  • Maria Pia Giovannini, CNIPA
  • Andrea Gnetti, UniCr edit Group
  • Luigi Iannaccone, Gesfin
  • Giuseppe Maresca, MEF – Dipartimento del Tesoro – Direzione V
  • Gian Bruno Mazzi, SIA-SSB
  • Carlo Maria Medaglia, C.A.T.T.I.D. Università di Roma “Sapienza”
  • Andrea Mencarini, Banco Popolare
  • Mara Mignone, RiSSC-Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità
  • Carlo Mochi Sismondi, Forum PA
  • Francesca Nieddu, Intesa Sanpaolo
  • Oscar Occhipinti, Consorzio BANCOMAT
  • Maurizio Panetti, Senior Advisor
  • Fabrizio Paschina, Intesa Sanpaolo
  • Mario Perini, CartaSi
  • Filippo Renga, Osservatorio ICT&Management School of Management Politecnico di Milano
  • Massimo Roccia, ABI
  • Giovanni Sabatini, ABI
  • Raffaele Sandroni, SiTeBa
  • Antonella Sciarrone Alibrandi, Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Filippo Scibilia, Hypercom EMEA
  • Renato A.Sica, Value Partners
  • Enrico Sponza, Consorzio Movincom
  • Davide Steffanini, Visa Europe
  • Luca Vanetti, Gruppo Banca Popolare di Vicenza
  • Angelo Verzili, ABI
  • Ruth Wandhoefer, Citi
  • Alessandro Zollo, ABI – Consorzio BANCOMAT

Fonti:

Città, enterprise, Eventi, Industria, Innovazione, Nordest, Porto Marghera Venezia, Regioni, Società della Conoscenza, Unioncamere, VEGA, Venezia, Waterfront

“nuova economia postindustriale, sostenibilità e innovazione”/Workshop Venezia 10 novembre 2009

Programma workshop 10 novembre 2009

link: PER REGISTRARSI ALL’EVENTO

Dar forza a politiche e investimenti sostenibili orientati verso la nuova economia delle città postindustriali nonché a esperienze e progettualità finalizzate al recupero del patrimonio industriale italiano: questi gli obiettivi del Workshop “nuova economia postindustriale, sostenibilità e innova@zione” che si svolge presso l’Unioncamere al Vega (Marghera), il 10 novembre 2009.

L’evento è riconosciuto dalla CNI UNESCO (v. file pag. 152), promosso dall’associazione Venti di Cultura in collaborazione con Unioncamere Veneto, e patrocinato da enti locali italiani in sinergia con imprese venete. Venti di Cultura ha realizzato il documentario “Le Cattedrali del Mare” in collaborazione con le Amministrazioni Provinciali di Venezia, Latina, Chieti, Macerata, Siracusa, con la Fondazioni Michelagnoli di Taranto e il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, che viene presentato in anteprima al meeting. Il documentario e il convegno sono dedicati al patrimonio industriale dismesso lungo la costa italiana, come straordinario patrimonio del passato e, allo stesso tempo, come decisiva occasione di sviluppo innovativo e sostenibile http://www.cattedralidelmare.it/viaggio.html

Il Workshop è articolato in tre sessioni:

  1. la prima è dedicata alle strategie della Pubblica Amministrazione nel valorizzare il patrimonio industriale, a partire dalle sinergie tra le istituzioni già partecipanti al cabotaggio culturale di Venti di Cultura;
  2. la seconda sessione è dedicata alle reti e ai patrimoni industriali sulla costa del Nordest, come possibile risorsa della candidatura di Venezia e del Nordest a capitale europea della cultura 2019;
  3. la terza sessione è dedicata alla riconversione postindustriale nella laguna di Venezia, con particolare riguardo agli operatori delle trasformazioni in atto a Porto Marghera.

MATTINA

h. 9:30 – Accoglienza partecipanti

h. 10:00 – Dibattito “Valorizzare il patrimonio industriale: le strategie della Pubblica Amministrazione”

Introducono:

  • Francesca Zaccariotto, Presidente della Provincia di Venezia
  • Laura Fincato, assessore al piano Strategico del Comune di Venezia
  • Michele Vianello, direttore VEGA Parco Scientifico Tecnologico Venezia

Partecipano:

  • Alessandro Mecozzi, dirigente settore urbanistica della Provincia di Macerata
  • Enrico Digiannantonio, presidente della Provincia di Chieti
  • Matteo Baradà, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Michelagnoli
  • Enzo Reale, vicepresidente Provincia Regionale di Siracusa
  • Maurizio Fatigoni, assessore all’urbanistica del Comune di Minturno (Latina)
  • Luciano Ottelli, direttore del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Coordina: Francesco Calzolaio

h. 12:00 Proiezione del film documentario “Le Cattedrali del Mare” Anteprima nazionale, prodotto da Venti di Cultura.

icona Workshop Venezia 10 11 2009

h. 12:30 – Interventi flash sul film:

  • Marta Moretti, vicedirettrice centro Città D’Acqua
  • Claudio Paggiarin, presidente associazione 40xvenezia
  • Nicola Pellicani, Fondazione Gianni Pellicani
  • Giorgio Perini, presidente Assonautica Venezia
  • Anna Zemella, direzione comunicazione Audis

Coordina: Maurizio Crema

h. 12:30 – Buffet Terrazza VEGA, a cura di Achille Donazzon Leon D’Oro Top Service Catering & Banqueting – Venezia

POMERIGGIO

h. 14:00 – Visita esterna del cantiere “Urban Market” Nova Marghera, VEGA (Via delle Industrie)

h. 14:30 – II^ Sessione “Economia e patrimonio postindustriale costiero nel Nordest”

Introducono:

  • Gian Angelo Bellati, Direttore Unioncamere Veneto
  • Amerigo Restucci, rettore IUAV, Istituto Universitario di Architettura, Venezia
  • Francesco Calzolaio, Presidente Venti di Cultura

Intervengono:

  • Antonio Paoletti, presidente Camera di Commercio di Trieste
  • Gianfranco Pizzolitto, sindaco di Monfalcone
  • Luana Zanella, assessora alla Produzione Culturale del Comune di Venezia
  • Andrea Rizzo, Confindustria Veneto – Giovani Imprenditori
  • Lino Tosini, direttore Consorzio di Bonifica Delta Po Adige
  • Massimo Medri, presidente del Parco del Delta del Po Emilia-Romagna
  • Vanni Bulgarelli, Coordinamento Nazionale Agenda 21
  • Cristiano Seganfredo, direttore Innov(e)tion Valley – Nordest Italy

Coordina: Laura Trevisan

h. 16:00 – III^ Sessione “Riconversione postindustriale: il caso Venezia”

Introducono:

  • Claudio Menichelli, Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Venezia e Laguna
  • Franco Mancuso, Vicepresidente AIPAI Ass. Naz.le per il Patrimonio Archeologico Industriale
  • Giuseppe Trieste, Presidente FIABA Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche

Testimonianze e conversazioni tra gli operatori delle trasformazioni:

  • Adriana Manaresi Marinese, Chef Executive Officier Nova Marghera
  • Paolo Costa, presidente Autorità Portuale di Venezia*
  • Ilaria Abrami, responsabile comunicazione VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia
  • Giannandrea Mencini, THETIS, Divisione Ingegneria Sistemi della Conoscenza
  • Derek Donadini, Porta di Venezia
  • Giancarlo Tommasin, Immobiliare Complessi*
  • Gabriella Chiellino, eAmbiente

Coordina: Vittorio Baroni

* da confermare

h 18:30 Aperitivo c/o MB O BM, VEGA Edificio Cygnus A cura di Laura Barberi collabora l’Azienda Agricola Salvan

link: PER REGISTRARSI ALL’EVENTO

organizzazione patrocinio ringraziamenti workshop 10 novembre 200 UNESCO

Città, CUOA, Eventi, Industria, Innovazione, Nordest, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Società della Conoscenza

Lean Society Summit > Eliminare lo spreco. Generare valore, VICENZA, 11 – 12 NOVEMBRE 2009

Dowloand file PDF:

enterprise, Innovazione, Psicologia, Società della Conoscenza, Web 2.0

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE “alla Morin” con il Crowdsourcing e il modello di stile lavorativo in Team Web 2.0

edgar Morin in studio baroni - foto da fonte by www.lascitasdemivida.blogspot.it
Edgar Morin

Questo post prende spunto dalla straordinarietà del pensiero contemporaneo di Edgar Morin.

Lo scopo è giungere ad un’Ipotesi comprensibile che rafforza il modello di Lavoro Cooperativo basato sul concetto di Mutualità. I primi a operare in tal senso furono i 28 pionieri di Rochdale, tessitori inglesi del Lancashire, contea inglese del nord-ovest.

Nel 1844, i pionieri di Rochadele “codificarono” in 7 punti i principi basilari della Cooperazione:

  1. adesione volontaria dei soci;
  2. libera elezione, da parte di tutti i soci, degli organi direttivi ed amministrativi della società cooperativa ( “controllo democratico”);
  3. pratica del “ristorno”, o distribuzione degli utili ai soci in proporzione alle transazioni con la cooperativa (acquisti, conferimenti, prestazioni lavorative) effettuate da ciascuno di essi;
  4. interesse limitato alle quote sociali;
  5. vendita per contanti;
  6. neutralità politica e religiosa;
  7. sviluppo della educazione cooperativa.

Il fine di questo post sta nel promuovere uno stile di collaborazione professionale, sicuramente più adatta e più funzionale alle esigenze della società contemporanea che è in stato di crisi internazionale.

Cioè, si tratterebbe di valorizzare e sviluppare un modello più flessibile, più plastico, più molecolare e più adattivo èer essere in grado di affrontare ogni tipo di situazione lavorativa.

Oggi, con la crisi internazionale che sta mettendo alla prova iù resilienza alle istiuzioni, alle aziende, ai territori e – in generale – alle organizzazioni di persone e imprese. quasi perfettamente . In poche parole, uno stile di lavoro abbastanza nuovo, capace di assorbire ed implementare le continue innovazioni – soprattutto digitali – in quello che “studio baroni” abbozza come essere il “Crowsourcing Digital Style – Web 2.0 Team”.

Edgar Morin, appena agli inizi del III Millennio, porta in provvidenziale evidenza un’importante problematica che “studio baroni” considera di fondamentale interesse per lavorare in Team su qualsiasi tipo di progetto complesso.

Morin pensa alla transdisciplinarietà e parla di sviluppo della conoscenza in ottica di integrazione, di cooperazione tra le discipline: “le realtà globali complesse sono frammentate; l’umano è smembrato; la sua dimensione biologica, cervello compreso, è rinchiusa nei dipartimenti di biologia; le dimensioni psichica, sociale, religiosa, economica sono nel contempo separate le une dalle altre nei dipartimenti di scienze umane; i caratteri soggettivi, esistenziali, poetici si trovano relegati nei dipartimenti di letteratura e di poesia. La filosofia, che è per natura riflessione su ogni problema umano, è divenuta a sua volta un dominio chiuso su se stesso.”.

Quindi, è alla luce del pensiero di Morin e del movimento Creative Commons, come si sta espandendo in tutto il mondo per la libera condivisione dei contenuti e della conoscenza, che va interpretata la proposta del “Crowsourcing Digital Style – Web 2.0 Team”.

Se, fino a qui, il discorso risulta comprensibile, iniziamo allora ad esplorare la materia con l’ausilio di un video YouTube. Poi faremo un rapido passaggio sul “perfetto gioco di squadra” per chiudere su “Wikinomics 2.0″, ovvero la “collaborazione di massa che sta cambiando il mondo” di Don Tapscott ed Anthony D. Williams

Il termine Crowdsourcing ( da crowd cioè gente comune + outsourcing cioè esternalizzare una parte delle proprie attività) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.

Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community open source è stata la prima a trovarne beneficio. Wikipedia è un esempio di crowdsourcing volontario. Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.

perfetto gioco di squadra citazione studio vittorio baroniDa un certo punto di vista, questo modello si collega alle modalità di lavoro impresa 2.o, ovvero che utilizzano il web per collaborare in ottica team working. La multidisciplinarietà che sa valorizzare i singoli ruoli e che favorisce il successo di un’impresa, nel crowdsourcing si caratterizza da un perfetto gioco di squadra tra tutti i settori aziendali e tra le persone che formano i team all’interno di essi.

Particolare attenzione va prestata al coordinamento delle energie affinché agiscano in modo sinergico e si orientino (anche in forme autogestite) verso un obiettivo comune.

Secondo Tapscott e Williams la Wikinomics (traducibile con Wikinomia) si basa su quattro principi: apertura, peering, condivisione e azione di portata globale e può rappresentare un motore di innovazione e creazione di ricchezza su una scala mai raggiunta prima.

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Questo post è stato revisionato in data 8 dicembre 2014.

digitale, enterprise, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Social Network, Società della Conoscenza, Web 2.0

Carta Etica Digitale

Carta Etica Digitale INNOVATORI

Per le adesioni alla Carta Etica Digitale invia una e-mail all’indirizzoced@innovatori.it riportando nome, cognome e la parola “aderisco” >>> 25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

ottobre 2009

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Art.1 (Opportunità digitale)

A chiunque deve essere universalmente garantita l’opportunità di accedere ad Internet per la diffusione del proprio libero pensiero

Art.2 (Sviluppo)

I Governi favoriscono l’accesso locale ad Internet quale sviluppo democratico della Societa’ dell’Informazione.

Art.3 (Promozione)

I Governi sostengono l’utilizzo di Internet sviluppando procedure di governance che assicurino trasparenza, efficacia e tempestività nei rapporti tra Stato e cittadino.

Art.4 (Rispetto)

Chiunque nell’utilizzo di Internet e’ chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.

Art.5 (Verifica)

Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare e verificare, prima delle divulgazione delle stesse, la veridicità della fonte.

Art.6 (Segreto)

Chiunque condivide informazioni in Internet non è tenuto a rivelare la fonte dell’informazione se non su richiesta dell’autorità giudiziaria.

Art.7 (Anonimato)

Chiunque può ricorrere a sistemi di anonimizzazione etica qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.

Art.8 (Compilazione)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve rispettare i diritti personali e patrimoniali altrui.

Art.9 (Standard)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve porre ogni azione affinchè sia possibile garantire l’interoperabilità dei sistemi.

Art.10 (Gratuità)

Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza non è tenuto alla corresponsione di alcuna tassa o esser sottoposto a vincoli di controllo.

.>>>25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

versione in formato pdf

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Per le adesioni alla Carta Etica Digitale invia una e-mail all’indirizzoced@innovatori.it riportando nome, cognome e la parola “aderisco”.

Breve presentazione della Carta Etica Digitale

a cura di Massimo Melica

L’errore sovrano nell’approcciarsi alle nuove tecnologie della comunicazione e’ di personalizzarle attraverso le proprie visioni ideologiche e a volte purtroppo commerciali.

Compito di questa Carta Etica Digitale (CED) e’ di tracciare sotto il profilo etico una linea di condotta che sia di indirizzo per il corretto approccio all’”infosfera”, dove per “info” si intende il mondo dell’informazione digitale.

Internet oggi, come in passato, e’ uno strumento di informazione affidato a tutte le persone che liberamente, salvo opportune cautele, hanno la possibilità di informare ed essere informati.

Prima di chiedere “la neutralità della rete” occorre tuttavia che gli utilizzatori della risorsa tecnologica si pongano verso di essa in modo neutrale, evitando altresì che influenzino o siano influenzati da interessi, sociali ed economici, che suscitino il progredire di norme censorie e antiliberali.

L’applicazione sempre più dinamica di Internet in campo sociale, sebbene offra enormi possibilità di sviluppo, contribuisce a creare nuovi problemi etici e sociali e contestualmente a modificarne i vecchi.

Le tecnologie pervadono a tal punto la società da rendere obsoleti i classici modelli di rappresentazione e interpretazione dell’etica, richiedendo una inevitabile evoluzione della stessa così come rappresentato nella Carta Etica Digitale.

Da questa premessa prende vita la Carta Etica Digitale che, attraverso la centralità degli uomini, diventa punto di riferimento per un cammino di interazione tra cittadini, governi e aziende in ambito digitale.
Nonostante i dieci articoli, la Carta Etica Digitale ha il merito, di assolvere a numerose questioni inerenti la condotta etica che, giorno dopo giorno, si pone all’attenzione dell’utilizzatore delle nuove tecnologie della comunicazione digitale.

Internet non è la terra di nessuno, non è un moderno “far west” senza regole dove si afferma il più forte capace solo di urlare, ma è un dinamico e produttivo modello sociale dove le regole possono essere date dal suo interno.

.>>>25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

Hanno aderito: (in aggiornamento)

Associazioni:

INNOVATORI (promotori) ASSODIGITALE Ass. Ita. Industria Digitale
CSIG – Centro Studi Informatica Giuridica ANDIP – Ass. Naz. per la Difesa della Privacy
MDC – Movimento Difesa del Cittadino FSUGitalia Free Software User Group Italia
IWA Italy Inter. Webmasters Association Punto IT
NuoviAbitanti associazione culturale AICEL- Ass. It. Commercio Elettronico

Testate giornalistiche:

KEY4BIZ – Knowledge for Business – Quotidiano on line fondato e diretto da Raffaele Barberio

7thFLOOR Share Your Vision For The Future – diretto da Andrea Genovese

Giornalisti:

MASERA Anna (La STAMPA)


Bloggers:

Michele Ficara Manganelli Stefano Quintarelli
Luca Conti Gianluigi Cogo – webconoscenza
Roberto Scano Stefano Epifani
Vittorio Baroni ComputerLaw 2.0
Technico Blog Nicola Fabiano
NonSoloLug Orizzonti
Michele Iaselli Codice Binario
Ius Reporter ibrid@menti
SySOp GreenInternet

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Hanno aderito inoltre (clicca qui)

Hanno aderito a titolo individuale alla Carta Etica Digitale

(in ordine di adesione – totale 108- 13 ottobre ore 19,15)

per correzioni o integrazioni ced@innovatori.it

indietro

MELICA Massimo PAVESIO Fausta MAGNANI Mauro FICARA MANGANELLI
SCANDELIN Barbara BERARDI Luisa BASSOLI Elena IASELLI Michele
CONTE Bruno BONADIO Gabriele BUCCI Elisa SIDELLA Giuseppe
CARBONARA Fatima POMANTE Gianluca BOLOGNINI Luca VILLECCO Alessandra
LA MESA Eugenio DEL TURCO Ennio BARBERIO Raffaele SERAFINI Giuseppe
MAGGIPINTO Andrea SPADA Rossella BATTISTELLA Andrea TESORO Antonio
BRUSCHI Maria Grazia IRRERA Salvatore GUALTIERI Barbara CELLERINO GUIDO
SCIALDONE Marco CARRIERI Otello MILILLO Marco FABIANO Nicola
CAPITANI Rosanna LAURENTI Stefano CECCARELLI Cristina DITTO Giuseppe
TRANCOSSI Michele QUINTARELLI Stefano PALLANCA Irada MARZANO Flavia
PINI Joanne Maria ALIBERTI Amidani Livia PUCCIO Anna TACCONI Francesco
MANTOVANO Giorgio FIAMMELLA Bruno MARANDOLA Giorgio IORIO Eugenio
PEIA Roberto GUASTONE Carlo SCARPA Lucio BROVELLI Claudio
GIORGINI Aurelio TURRI Roberta BALBO Alessio LOMBARDO Dario M.
GERI Marina Chiara GOVONI Giorgio TRONCHIN Enzo FARMESCHI Nicoletta
SACCANI Paolo

Di GENNARO Gioconda

ZANGA Diego APUZZO Vittorio
FACCHINI Gianandrea LOPRIORE Pasquale MELE Stefano PIRAS Maurizio
JANNIS Giorgio ROSSI Monica MENEGUZZI Maria EPIFANI Stefano
NAVACCHIA Max VISMARA Paolo LAURENZI Gian Luca RICCERI Vincenzo
FAVRETTO Eliana FONTANA Cesare ANGELITTI Anna Maria ROMANO Rino
SPAMPINATO Laura Di RUSCIO Annamaria NASINI Alessandro BRIGANTI Giuseppe
LATTUADA Mauro SPEDALE Andrea ABADINI Graziano GALLERINI Micaela
CASADEI Andrea RUGGIERO Antonio KILZIE Khaled CAMANA Anna
GUAZZARONI Giuliana GENOVESE Andrea BLOISE Vincenzo FERRAZZA Federico
BOVESECCO Alessandro ZIBORDI Emanuela NASINI Alessandro CHISTE’ Aurora
RAMBAUD Riccardo P. PERONE Michele CROCE Lorenza ILARI Andrea
IANNICELLI Giuseppe CLAVARINO Alberto FAVARO Simone TULLISI Carlo
BERRA Mariella CANEPA Stefano

Bandi europei, enterprise, Eventi, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Società della Conoscenza, Unioncamere

Presentazione a Treviso, Bandi di FINANZIAMENTO 7° PROGRAMMA QUADRO UNIONE EUROPEA

Treviso 7 presentazione 7 bando UE

12 ottobre 2009

Unindustria Treviso – Palazzo Giacomelli

Piazza Garibaldi, 13 – Treviso

PRESENTAZIONE DEI BANDI DI FINANZIAMENTO DEL 7° PROGRAMMA QUADRO DELL’UNIONE EUROPEA, NANOTECNOLOGIE, MATERIALI E PRODUZIONE

La sede della Regione Veneto a Brussels, Veneto Nanotech e Unindustria Treviso organizzano lunedì 12 ottobre, presso Palazzo Giacomelli in Piazza Garibaldi a Treviso, una presentazione del 7° Programma Quadro – Nanotecnologie, Materiali e Produzioni con l’obiettivo di promuovere la partecipazione veneta ai bandi europei. Con l’occasione verrà anche illustrata in dettaglio l’iniziativa denominata “PROGETTA!” nata per finanziare la presentazione di progetti europei (“call for proposals” e “calls for tenders”) presentati da soggetti veneti tramite contributi a fondo perduto.

L’evento è organizzato in collaborazione con Apre – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Eurosportello Veneto e Veneto Innovazione.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa iscrizione obbligatoria e fino all’esaurimento dei posti disponibili. Si prega di compilare la scheda di partecipazione ed inviarla a info@venetonanotech.it – fax 049 7705555

Per scaricare la locandina dell’evento: cliccare qui

Per scaricare la scheda di partecipazione: cliccare qui

Per informazioni: Veneto Nanotech, tel 049 7705500

PROGRAMMA

Ore 15.00

Registrazione Partecipanti e Welcome coffee

Ore 15.30

Saluto del Vicepresidente di Unindustria Treviso con delega alla Scuola – Formazione – Ricerca e Innovazione, dott. Ennio Bianco

Saluto del Direttore della Sede di Bruxelles della Regione del Veneto, dott. Gianlorenzo Martini

Saluto dell’Amministratore Delegato di Veneto Nanotech, Nicola Trevisan

Ore 15.45

Presentazione della call 7PQ-NMP-2010

Dott.ssa Cristina Gabellieri, Commissione Europea, DG Ricerca Direzione Tecnologie Industriali/Unità Nanotecnologie

Ore 16.15

Raccomandazioni su aspetti legali e finanziari relativi alla presentazione di un progetto all’interno del 7PQ

Dott.ssa Martina Desole, APRE

Ore 17.00

Presentazione di progetti vincenti delle precedenti call 7PQ-NMP con coordinatori italiani/veneti

Ore 17.15

Presentazione dell’iniziativa “PROGETTA!”

Dott. Andrea Sartori, Regione del Veneto, sede di Bruxelles

Ore 17.30

Conclusioni e dibattito

Fonte: Veneto Nanotech

Città, digitale, Pubblica Amministrazione, Società della Conoscenza

TRIBUNALE DIGITALE: a Modena progetto pilota per velocizzare i processi penali

tribunale online

Il Tribunale di Modena, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Fondazione delle Casse di Risparmio di Modena, Carpi, Mirandola e Vignola, dà il via alla sperimentazione dei “processi in digitale”.


Si tratta, in sintesi, di digitalizzare i fascicoli relativi ai procedimenti penali e creare un archivio informatico del settore penale del Tribunale di Modena con l´obiettivo di velocizzare le diverse fasi del processo. L´iniziativa viene presentata al pubblico sabato 3 ottobre alle ore 11 presso l´aula della Corte d´Assise di Modena in via Gherarda. Nella notizia si trovano maggiori informazioni e il commento dell´assessore alla programmazione territoriale e alla cooperazione con le autonomie locali, Gian Carlo Muzzarelli.

Come funziona la digitalizzazione di processi
Il sistema consiste nella gestione dei fascicoli relativi ai procedimenti penali in fase dibattimentale e nella creazione di un archivio informatico del settore penale del Tribunale di Modena.
Il progetto per la realizzazione  del sistema Sidip consentirà di affiancare ai documenti cartacei (i soli su cui attualmente lavorano giudici, avvocati e personale di cancelleria – ogni anno pervengono e sono generate circa 1 milione di pagine processuali) documenti informatici che potranno essere facilmente consultati, trasferiti, modificati, integrati, sostituiti, sdoppiati, totalmente o parzialmente archiviati.

Di conseguenza, più uffici o più utenti (ad esempio giudice, avvocati e cancelleria) potranno consultare in contemporanea il fascicolo digitale: mentre un soggetto utilizza il fascicolo cartaceo, altri potranno avvalersi di quello informatico e tutti potranno contestualmente produrre atti o provvedimenti sia in formato cartaceo sia in formato digitale, sia giurisdizionali sia amministrativi. I giudici potranno avere immediata conoscenza del “fatto” processuale, e lo studio del fascicolo sarà velocizzato anche grazie ai sistemi di ricerca elettronica (ad esempio segnalibro, full text, indicizzazione automatica, eccetera). Non sarà più necessario quindi sfogliare interi faldoni alla ricerca di un singolo documento; la verifica della regolarità delle notificazioni sarà istantanea; lo studio delle deposizioni, delle perizie e delle consulenze verrà facilitato.

tastiera 1

I fascicoli informatici, resi accessibili ai soli utenti autorizzati grazie ai sistemi di protezione, potranno essere “trasportati” in assoluta sicurezza: la loro consultazione sarà immediata (attualmente occorrono ore, spesso giorni solo per individuare il luogo ove un incarto processuale è custodito) e resa possibile in ogni aula, camera di consiglio, ufficio, nello studio dei giudici e nelle cancellerie e persino a distanza: negli studi professionali o dagli addetti a mezzo di computer portatili.

La domanda di completezza delle informazioni proveniente dai difensori (dopo la conclusione delle indagini preliminari gli avvocati possono accedere liberamente al contenuto degli atti) potrà essere pienamente e immediatamente soddisfatta attraverso l’invio di copie anche a mezzo del servizio di posta elettronica, previa riscossione dei diritti di cancelleria con sistema analogo a quello attualmente in uso per la trasmissione dei verbali d’udienza redatti in stenotipia. Il lavoro della Cancelleria sarà agevolato e reso più rapido, con un personale formato e pronto alla nuova modalità di lavoro.

La realizzazione del progetto consentirà al Tribunale di Modena di dotarsi di un archivio informatico di tutti i procedimenti penali che si formerà automaticamente e sarà di facile e immediata accessibilità (attualmente le ricerche d’archivio sono estremamente difficoltose e richiedono tempi lunghissimi per la lontananza dei depositi e per la mancanza di archivisti professionali).

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La sezione penale del Tribunale di Modena è composta da dieci giudici (coadiuvati da un giudice onorario) con problematiche impegnative. A loro disposizione sedici operatori amministrativi. Le sezioni distaccate sono tre, due delle quali, Carpi e Sassuolo, di grande dimensione. I procedimenti penali sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni: sono passati da 1917 processi iscritti nel 2002 ai 3140 processi iscritti nell’ultimo anno, con un incremento superiore al 60%. Sempre nell’ultimo anno sono stati celebrati 614 processi con rito direttissimo in cui gli  imputati erano in stato d’arresto.

Fonte: ERMES, Portale della regione Emilia-Romagna

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OBAMA: discorso agli studenti e programma 2009.2012

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Questo riportato sotto è il discorso del presidente americano Barack Obama tenuto sul web e in tv l’8 settembre 2009 in occasione della riapertura delle scuole dalla Wakefield High School di Arlington, in Virginia, davanti a centinaia di studenti di tutto il paese dai sei a 18 anni.

Prima di passare alla lettura del discorso, è apportuno sottolinerare che nel programma ufficiale di Obama, quello presentato in campagna elettorale, si trovano interessanti spunti sul tema della formazione e delle nuove tecnologie.

Nell’introduzione di questo file Programma ufficiale di Obama 2009.2012 sviluppo e innovazione tecnologica viene chiaramente individuato un problema da risolvere e viene citato un recente studio internazionale nel quale si è “scoperto che le valutazioni nelle materie scientifiche degli studenti degli Stati Uniti sono peggiori rispetto a quelle degli studenti di altre 16 nazioni economicamente sviluppate, addirittura 20 nel caso delle abilità matematiche. Solo un terzo degli insegnanti di scienze delle scuole medie è qualificato a insegnare la propria materia e soltanto metà degli insegnanti di scienze matematiche ha una formazione in questa disciplina”.

Merita inoltre particolare attenzione il progetto del partito di Obama che si pone l’obiettivo di introdurre un Kindle in ogni zainetto, cioè un E-Book di testo nelle scuole americane.

Discorso di Obama agli studenti, 8 settembre 2009

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So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile.

Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e diceva: «Anche per me non è un picnic, ragazzo».

Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.

Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze.

Oppure potreste diventare un sindaco o un senatore o un giudice della Corte suprema ma lo scoprirete solo se parteciperete a un dibattito studentesco. Non è solo importante per voi e per il vostro futuro. Che cosa farete della vostra possibilità di ricevere un’istruzione deciderà il futuro di questo Paese, nulla di meno. Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera.

Vi occorreranno la creatività e l’ingegno che vengono coltivati in tutti i corsi di studio per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento.

Mi è successo, so com’è. Mio padre lasciò la famiglia quando avevo due anni e sono stato allevato da una madre single che lottava ogni girono per pagare i conti e non sempre riusciva a darci quello che avevano gli altri ragazzi. Spesso sentivo la mancanza di mio padre. A volte mi sentivo solo e pensavo che non ce l’avrei fatta. Non ero sempre così concentrato come avrei dovuto.

Ho fatto cose di cui non vado fiero e sono finito nei guai. E la mia vita avrebbe potuto facilmente prendere una brutta piega.

Ma sono stato fortunato. Ho avuto un sacco di seconde possibilità e l’opportunità di andare al college e alla scuola di legge e seguire i miei sogni. Qualcuno di voi potrebbe non godere di questi vantaggi. Può essere che nella vostra vita non ci siano adulti che vi appoggiano quanto avete bisogno. Magari nelle vostre famiglie qualcuno ha perso il lavoro e il denaro manca. O vivete in un quartiere poco sicuro, o avete amici che cercano di convincervi a fare cose sbagliate. Ma, alla fine dei conti, le circostanze della vostra vita – il vostro aspetto, le vostre origini, la vostra condizione economica e familiare – non sono una scusa per trascurare i compiti o avere un atteggiamento negativo. Non ci sono scuse per rispondere male al proprio insegnante, o saltare le lezioni, o smettere di andare a scuola. Non c’è scusa per chi non ci prova.

Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di intraprendere qualche attività extracurricolare o fare del volontariato. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio.

E in tutto questo, spero vi laviate molto le mani e ve ne stiate a casa se non state bene in modo da evitare il più possibile il contagio dell’influenza quest’inverno. Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la tv vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma è poco probabile, la verità è che il successo è duro da conquistare.

Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio. Con la scuola è lo stesso. Può capitare di dover fare e rifare un esercizio di matematica prima di risolverlo o di dover leggere e rileggere qualcosa prima di capirlo, o dover scrivere e riscrivere qualcosa prima che vada bene. La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio.

È la storia degli studenti che sedevano ai vostri posti 250 anni fa e fecero una rivoluzione per fondare questa nazione. Di quelli che sedevano al vostro posto 75 anni fa e superarono la Depressione e vinsero una guerra mondiale. Che combatterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla Luna. Di quelli che sedevano al vostro posto 20 anni fa e hanno creato Google, Twitter e Facebook cambiando il modo di comunicare.

Così, vi chiedo, quale sarà il vostro contributo? Quali problemi risolverete? Quali scoperte farete? Il presidente che verrà di qui a 20, 50 o 100 anni cosa dirà che avrete fatto per questo Paese? Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per saper rispondere a queste domande. Mi sto dando da fare per garantirvi classi e libri e accessori e computer, tutto il necessario al vostro apprendimento. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Quindi non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo.

Si ringrazia:

  • Garamond per la segnalazione
  • La Stampa per la disponbilità del testo
  • International press per le immagini

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