Comunicazione, Creative Commons, Cultura, digitale, Etica

Creative Commons… anche in Italia siamo 4.0. Scopri il nuovo modo per essere davvero Internazionale e GLOCAL, per condividere il tuo LOCAL in tutto il mondo

è arrivato creative commons 4.0-its here-275 - by www.creativecommons.itSono da poco uscite le infografiche sullo stato di Creative Commons nel mondo. I dati sono davvero sorprendenti e in forte crescita. Dal 2008 “studio baroni” aderisce agli standard internazionali della condivisione responsabile. Da qualche anno essi possono essere sviluppati anche in chiave ISO 26000, cioè guidati dai suoi 7 temi fondamentali ovvero: 1. governo (governance) dell’organizzazione; 2. diritti umani; 3. rapporti e condizioni di lavoro; 4. ambiente; 5. corrette prassi gestionali; 6. aspetti specifici relativi ai consumatori; 7. coinvolgimento e sviluppo della comunità. Nel 2013 approfondivamo l’argomento qui 

Come scrive il sito nazionale di Creative Commons, le licenze 4.0 sono già attualmente utilizzabili. Esse presentano un testo ad hoc, valido in tutto il mondo. Dopo USA e UK (i primi a partire in chiave Diritto Anglosassone “common law“), anche noi italiani e con tutte le regioni del nostro Bel Paese, siamo entrati in quella che ci piace chiamare “Era della Condivisione Internazionale GLOCAL”.

Simone Aliprandi, nel suo blog “nuove sfide per il diritto d’autore nell’era digitale”, ha da poco pubblicato un interessante sondaggio con l’obiettivo di stimolare il dibattito e a fare successive riflessioni. Aliprandi, nel marzo 2014, aveva lanciato una call pubblica utilizzando strumenti Web 2.o Open Source come il blog al quale ha unito il form realizzato con GoogleDocs. Ecco i risultati:

sondaggio uso Creative Comnons INFOGRAFICA byy Simone Aliprandi - cc 2014
Autore: Simone Aliprandi , fonte: http://aliprandi.blogspot.it

Merita ricordare che, dal dicembre 2012, il Lead di Creative Commons Italia è Federico Morando, attualmente managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN). Il Centro Nexa (Dipartimento di Automatica e Informatica) nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare a livello tecnico, giuridico ed economico.

I primi passi di Creative Commons in Italia

18 novembre 2003: il professor Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons e all’epoca docente a Stanford, annuncia a Torino l’inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons italiane. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per la parte tecnica.

16 dicembre 2004: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con festa) di lancio delle licenze CC italiane. In quella occasione il prof. De Martin diviene Lead del gruppo di lavoro CC Italia, col prof. Ricolfi nel ruolo di Legal Lead.

Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto con la SIAE

Nel dicembre 2008, a Roma, venne formalizzata la costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del gruppo di lavoro Creative Commons Italia (comunicato stampa).

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Le licenze Creative Commons sono lo standard per la condivisione di contenuti gratuiti on-line per i singoli autori, governi, fondazioni e accademici. Le licenze CC hanno cambiato il modo in cui funziona Internet, fornendo una funzione fondamentale per alcune delle più grandi piattaforme di contenuti sul web. Il risultato è un maggiore accesso al sapere e alla cultura per tutti, ovunque.

creative commons numer of licensed work - licenze trend 2006 2010 2014 - studio baroni cc by 4.0 - ISO 26000 - rif. cc sotc2

Città, Creative Commons, digitale, Economia, Eventi, Formazione, Imprese 2.0, Industria, Innovazione, Marketing, Nanotecnologie, Nordest, Nordovest, Partecipazione, Politecnico di Torino, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Sistemi gestionali, Social Network, Società della Conoscenza, Software libero, Torino, Venezia, Web 2.0, wikipedia, YouTube

INNOVAZIONE DIGITALE – Ecco tre importanti eventi da oggi a fine novembre tra Venezia e Torino

A proposito di innovazione e sviluppo digitale, questo fine mese di novembre si preannuncia davvero scoppiettante 🙂

Infatti, tra Venezia e Torino, sono in programma tre eventi di grande importanza per la comunità degli innovatori italiani che operano in ottica europea ed internazionale. Vediamoli ad uno ad uno :

    1. TORINO 27 Novembre 2010, seconda Conferenza Annuale del Centro NEXA su Internet & Società. Momento di discussione, da diversi punti di vista, sul Diritto d’Autore internazionale e il tema della libertà di espressione e di informazione online in Italia. I ricercatori e i fellows del Centro NEXA ne parleranno con esperti, policy makers, professionisti, appassionati e semplici cittadini. L’evento includerà anche CCIT2010, una sessione sullo stato di Creative Commons in Italia, riprendendo la tradizione degli incontri “CCIT”. Sempre in tema Creative Commons, in serata avrà luogo il Creative Commons Music Party. La partecipazione alla conferenza NEXA è gratuita, ma occorre registrarsi entro il 25 Novembre, fino a esaurimento posti disponibili (la registrazione è aperta su nexa2010.eventbrite.com);
    2. VENEZIA – TERRAFERMA/MARGHERA, venerdì 26 Novembre al Parco Tecnologico e Scientifico VEGA di Venezia con il patrocinio di APSTI Associazione Parchi Scientifici Tecnologici Italiani. A proposito di questo evento sulla Banda Larga, Studio Baroni raccoglie e rilancia l’invito di Michele Ficara di non perdersi il convegno  “cosa faresti se avessi 300 mbps” nel quale verranno esplorate le possibilità ed opportunità di business per le aziende innovative che decideranno di utilizzare i 300 mb di connettività messi a loro disposizione dal VEGA. Infatti, è ormai noto che la diffusione della banda larga costituisce un asset fondamentale per lo sviluppo del Paese. Se ne fa un gran parlare e un grande polemizzare, ma il VEGA ha deciso di fare e, in accordo con Fastweb, dal prossimo 1 gennaio 2011  i 300 MB saranno una realtà. Con il termine “video on demand” (“video su richiesta”), in sigla VOD, si intende un servizio interattivo della televisione. Il servizio permette agli utenti di fruire, gratuitamente o a pagamento, di un programma televisivo in qualsiasi momento lo desiderino. Ecco il video invito di Michele Ficara:
      . In merito alle prospettive sull’Open Source, va ricordato che lo scorso 11 novembre, sempre al VEGA, è intevenuto Bryan Cheung, Presidente di Liferay Inc., società leader mondiale nelle applicazioni Open Source;
    3. VENEZIA venerdì 19 novembre 2010 Università Ca’ Foscari, Aula Baratto (Dorsoduro 3246, Venezia) giornata di studio “Cinema e videogame nella rete: pratiche di contaminazione”. Nell’epoca del digitale, l’identità di un medium si negozia in maniera sempre più significativa attraverso la ripresa di altri media, più vecchi e più giovani: cinema, videogame, televisione, web attivano processi reciproci di incorporazione e rimodellamento di strategie espressive. Studiosi provenienti da ambiti di ricerca diversi (film studies, media studies, game studies, informatica giuridica) si incontreranno per cercare di cartografare un territorio complesso e mutevole, per discutere nuovi strumenti di indagine e di analisi che sappiano rendere conto della complessità senza tradirla, e che ci offrano i mezzi per orientarci in un’epoca che sempre più prepotentemente ci richiede di essere, oltre che spettatori e lettori, attori consapevoli della produzione culturale. Le due iniziative rientrano nella più ampia manifestazione “I play videogame”, che proporrà anche una mostra, una retrospettiva e una sfida live tra campioni internazionali.

    Rapida evoluzione del digitale nello scenario italiano.

    Come spiegano in qui in “TAFTER cultura é sviluppo”, lo scorso 10 novembre è stato sottoscritto un accordo nazionale pubblico-privato per lo sviluppo di reti a banda larga. Emerge che “il  secondo decisivo passo per l’attuazione del piano “Italia digitale”, dopo quello che il Governo sta operando insieme alle Regioni per il superamento del digital divide nel nostro Paese (oltre 2 milioni di italiani già usciti dal digital divide da inizio legislatura e risorse stanziate e cantieri in apertura per fare uscire dal dd altri 1,2 milioni di italiani entro la metà del 2011). L’Italia segna in questo modo un passaggio fondamentale per raggiungere gli obiettivi definiti dall’Agenda Digitale europea, affinché – entro il 2020 – il 50 per cento degli italiani possa abbonarsi a servizi con velocità superiore a 100 Mbps”.

    Città, Etica, Eventi, Imprese 2.0, Innovazione, Nordest, Padova, Web 2.0

    PADOVA Sostenibile & Responsabile/workshop 12 novembre 2009

    PROGETTO 2.0 ICONA

    Si terrà giovedì 12 novembre alle 10.30 presso il quartiere fieristico di PadovaFiere, in occasione della 12^ edizione dell’ExpoScuola, il workshop progettuale di presentazione dell’iniziativa “Il territorio padovano per la Sostenibilità & Responsabilità” promosso da Confservizi Veneto in collaborazione con Camera di Commercio di Padova, Unesco e Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e di cui saranno media e book partner NordestEuropa.it e FrancoAngeli Editore.

    Per la prima volta in Italia, un’associazione di categoria dei servizi pubblici locali e un ente camerale si sono uniti per sperimentare nel territorio le potenzialità dei Social Network applicate ai temi della sostenibilità e della responsabilità attraverso il corso di formazione “Imprese 2.0”, avviato lo scorso 21 ottobre. Vi partecipano 7 aziende/organizzazioni padovane – AcegasAps, ETRA, Bacino Padova 2, P.R. Consulting, Gaiares Comunicazione, Cartorange e Associazione Daccapo – in un “gruppo pilota” che si farà promotore di un percorso di sensibilizzazione e diffusione dei concetti e dei valori chiave della Responsabilità Sociale di Territorio attraverso la realizzazione concreta del “Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile“.

    Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile verso il workshop 12 novembre 2009

    Il Vocabolario, in distribuzione nel mese di dicembre, verrà presentato nelle sue linee progettuali nel corso del Workshop del prossimo 12 novembre, a cui interverranno, oltre ai componenti del gruppo pilota, Roberto Furlan(Presidente Camera di Commercio Padova) Lamberto Toscani (Presidente Confservizi Veneto), Francesco Tognana (UNESCO – CNI Italia), Nicola Mazzonetto (Direttore Confservizi Veneto), Giampietro Vecchiato (Vicepresidente FERPI), Luca Dalla Libera (Veneto Responsabile). In allegato il programma dell’evento coordinato dal Team manager Vittorio Baroni.

    Il progetto rientra a pieno titolo tra le iniziative del Decennale sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS)proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il periodo 2005-2014 e promosso dall’UNESCO al fine di sensibilizzare governi e società civili alla necessità di educare a un futuro più equo ed armonioso e di promuovere etica e business come due aspetti sinergici e integrati nella gestione aziendale. In questa prospettiva sinergica si colloca la sperimentazione di nuovi paradigmi per l’innovazione e l’organizzazione aziendale basati sulla relazione digitalemediante l’utilizzo dei social network, in ottica di condivisione 2.0. A questo proposito, sono già stati attivati un gruppo su Facebook, un blog del progetto e 2 siti blog per le attività del corso di formazione, un canale file Slideshare e un canale video YouTube e, a breve, una piattaforma Ning.

    fonte:  sostenibileresponsabile

    enterprise, Innovazione, Psicologia, Società della Conoscenza, Web 2.0

    APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE “alla Morin” con il Crowdsourcing e il modello di stile lavorativo in Team Web 2.0

    edgar Morin in studio baroni - foto da fonte by www.lascitasdemivida.blogspot.it
    Edgar Morin

    Questo post prende spunto dalla straordinarietà del pensiero contemporaneo di Edgar Morin.

    Lo scopo è giungere ad un’Ipotesi comprensibile che rafforza il modello di Lavoro Cooperativo basato sul concetto di Mutualità. I primi a operare in tal senso furono i 28 pionieri di Rochdale, tessitori inglesi del Lancashire, contea inglese del nord-ovest.

    Nel 1844, i pionieri di Rochadele “codificarono” in 7 punti i principi basilari della Cooperazione:

    1. adesione volontaria dei soci;
    2. libera elezione, da parte di tutti i soci, degli organi direttivi ed amministrativi della società cooperativa ( “controllo democratico”);
    3. pratica del “ristorno”, o distribuzione degli utili ai soci in proporzione alle transazioni con la cooperativa (acquisti, conferimenti, prestazioni lavorative) effettuate da ciascuno di essi;
    4. interesse limitato alle quote sociali;
    5. vendita per contanti;
    6. neutralità politica e religiosa;
    7. sviluppo della educazione cooperativa.

    Il fine di questo post sta nel promuovere uno stile di collaborazione professionale, sicuramente più adatta e più funzionale alle esigenze della società contemporanea che è in stato di crisi internazionale.

    Cioè, si tratterebbe di valorizzare e sviluppare un modello più flessibile, più plastico, più molecolare e più adattivo èer essere in grado di affrontare ogni tipo di situazione lavorativa.

    Oggi, con la crisi internazionale che sta mettendo alla prova iù resilienza alle istiuzioni, alle aziende, ai territori e – in generale – alle organizzazioni di persone e imprese. quasi perfettamente . In poche parole, uno stile di lavoro abbastanza nuovo, capace di assorbire ed implementare le continue innovazioni – soprattutto digitali – in quello che “studio baroni” abbozza come essere il “Crowsourcing Digital Style – Web 2.0 Team”.

    Edgar Morin, appena agli inizi del III Millennio, porta in provvidenziale evidenza un’importante problematica che “studio baroni” considera di fondamentale interesse per lavorare in Team su qualsiasi tipo di progetto complesso.

    Morin pensa alla transdisciplinarietà e parla di sviluppo della conoscenza in ottica di integrazione, di cooperazione tra le discipline: “le realtà globali complesse sono frammentate; l’umano è smembrato; la sua dimensione biologica, cervello compreso, è rinchiusa nei dipartimenti di biologia; le dimensioni psichica, sociale, religiosa, economica sono nel contempo separate le une dalle altre nei dipartimenti di scienze umane; i caratteri soggettivi, esistenziali, poetici si trovano relegati nei dipartimenti di letteratura e di poesia. La filosofia, che è per natura riflessione su ogni problema umano, è divenuta a sua volta un dominio chiuso su se stesso.”.

    Quindi, è alla luce del pensiero di Morin e del movimento Creative Commons, come si sta espandendo in tutto il mondo per la libera condivisione dei contenuti e della conoscenza, che va interpretata la proposta del “Crowsourcing Digital Style – Web 2.0 Team”.

    Se, fino a qui, il discorso risulta comprensibile, iniziamo allora ad esplorare la materia con l’ausilio di un video YouTube. Poi faremo un rapido passaggio sul “perfetto gioco di squadra” per chiudere su “Wikinomics 2.0″, ovvero la “collaborazione di massa che sta cambiando il mondo” di Don Tapscott ed Anthony D. Williams

    Il termine Crowdsourcing ( da crowd cioè gente comune + outsourcing cioè esternalizzare una parte delle proprie attività) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.

    Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community open source è stata la prima a trovarne beneficio. Wikipedia è un esempio di crowdsourcing volontario. Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.

    perfetto gioco di squadra citazione studio vittorio baroniDa un certo punto di vista, questo modello si collega alle modalità di lavoro impresa 2.o, ovvero che utilizzano il web per collaborare in ottica team working. La multidisciplinarietà che sa valorizzare i singoli ruoli e che favorisce il successo di un’impresa, nel crowdsourcing si caratterizza da un perfetto gioco di squadra tra tutti i settori aziendali e tra le persone che formano i team all’interno di essi.

    Particolare attenzione va prestata al coordinamento delle energie affinché agiscano in modo sinergico e si orientino (anche in forme autogestite) verso un obiettivo comune.

    Secondo Tapscott e Williams la Wikinomics (traducibile con Wikinomia) si basa su quattro principi: apertura, peering, condivisione e azione di portata globale e può rappresentare un motore di innovazione e creazione di ricchezza su una scala mai raggiunta prima.

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    Questo post è stato revisionato in data 8 dicembre 2014.

    digitale, Domotica, Innovazione

    Android verso la domotica

    android-logo studio vittorio baroni

    Come evidenzia Casa Domotica, grandi innovazioni sono previste per la domotica grazie ad Android che non si limita solo agli smartphone.

    Aumentano gli interessi del mercato digitale verso la piattaforma open source per dispositivi mobili basata sul sistema operativo Linux Infatti, l’azienda statunitense Touch Revolution, conta di lanciare sul mercato già da fine 2009 dei prodotti Android da integrare ai sistemi domotici, così da controllare la casa con questo sistema operativo.
    android domotica studio Vittorio Baroni

    Si potranno eseguire tre tipi di funzioni di gestione e controllo dell’abitazione:

    • Controller dei Casalinghi: telecomandi che gestiscono il controllo dell’impianto elettrico, dell’impianto di illuminazione, dell’impianto elettrico e di sicurezza.
    • Telecomandi per il controllo delle apparecchiature multimediali e di intrattenimento della casa, dal televisore all’impianto stereo, al lettore DVD.
    • Controller di telefonia, di tipo avanzato, che usa una connessione WiFi per comunicare in VoIP.
      Sarà un dispositivo con lo schermo LCD Touchcreen, con modalità di connessione WiFi o LAN, secondo le richieste del cliente.

    Il dispositivo viene programmato dall’utente stesso, in linea di massima e possono essere impostate le medesime funzioni degli smartphone, ma ci potrebbero essere delle limitazioni, che ancora alla Touch non hanno chiarito.

     

    In questo video si possono cogliere le potenzialità di innovazione della domotica:

     

    Studio Baroni partecipa all’attivazione del network CRID (Centro Ricerche Innovazione Digitale) che tra i propri obiettivi ha proprio la ricerca applicata ai dispositivi mobili su piattaforma Android.