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Enterprise 2.0 e Sviluppo Sostenibile con la Strategia GLOCAL in ottica multistakeholder

Da qualche anno si sente spesso parlare che è in atto una Rivoluzione a più livelli.

Tra i tanti futorologi lo ha detto  Paul Saffo (amico in facebook e docente di Ingegneria negli USA a Stanford) parlando della rivoluzione digitale con la celebre frase:

“Stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni,

quella della carta, non del tutto trascorsa,

e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata”

Quindi, in un’ottica di interdisciplinarietà che è propria dei sistemi complessi, proponiamo di ragionare su quattro termini in modo coordinato: SVILUPPO SOSTENIBILE, STRATEGIA GLOCAL, MULTISTAKEHOLDER ed ENTERPRISE 2.0.

  • SVILUPPO SOSTENIBILE: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo della società (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità ovvero sociale e ambientale ecc.) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo stesso, preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere dunque uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi (ecocompatibilità), operante quindi in regime di equilibrio ambientale. In questa importante direzione si muove il DESS, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che in Italia è stato affidato alla CNI UNESCO dal 2005 fino a tutto il 2014. L’attività del DESS italiano è curata dal Comitato Nazionale e dal Comitato Scientifico DESS sulla base di uno Schema di Implementazione ONU operativo standard a livello Internazionale.
  • STRATEGIA GLOCAL: la cosiddetta neo Strategia Glocal è ispirata dal pensiero contemporaneo di Zygmunt Bauman quando egli parla di GLOCAL, ovvero un termine che deriva da “glocalizzazione” e che nasce dalla fusione di “globale” con “locale”. Nello specifico, la Strategia Glocal pone al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizza il patrimonio locale materiale e immateriale di una Città. Ma essa afferma l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse (ovvero gli stakeholder come si diceva sopra). Essa presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0. La Strategia Glocal tutela, esalta e promuove le caratteristiche di una Città inteso come “prodotto territorio” nella sua relazione con il mercato globale. Ma anche enfatizza il ruolo di una Città nelle relazioni internazionali e promuove la Responsabilità Sociale delle Imprese (detta in sigla RSI o anche CSR, cioè Corporate Social Responsibility). Infatti, tale metodologia è curata principalmente dal Sistema Camerale italiano delle CCIAA, anche allo scopo di dare vita a partnership tra istituzioni pubbliche e private come spiegato ad esempio in Comunicatori Pubblici nell’editoriale di Vittorio Baroni  “Glocal, vivere la città nell’era digitale”.
  • MULTISTAKEHOLDER: Il termine multistakeholder fa riferimento ad un particolare tipo di Cultura Organizzativa (v. approdondimento in www.aiccon.it che pone le basi sul termine stakeholder, per il quale si individuano i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.
  • ENTERPRISE 2.0: Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione. In questo senso è importante fare un link zoom sul concetto Web 2.0 che poi sono tutti parte della stessa famiglia di significati circa le importanti innovazione apportate con la rapida diffusione dello strumento digitale Social Network/Rete Sociale.

Creative Commons… anche in Italia siamo 4.0. Scopri il nuovo modo per essere davvero Internazionale e GLOCAL, per condividere il tuo LOCAL in tutto il mondo

è arrivato creative commons 4.0-its here-275 - by www.creativecommons.itSono da poco uscite le infografiche sullo stato di Creative Commons nel mondo. I dati sono davvero sorprendenti e in forte crescita. Dal 2008 “studio baroni” aderisce agli standard internazionali della condivisione responsabile. Da qualche anno essi possono essere sviluppati anche in chiave ISO 26000, cioè guidati dai suoi 7 temi fondamentali ovvero: 1. governo (governance) dell’organizzazione; 2. diritti umani; 3. rapporti e condizioni di lavoro; 4. ambiente; 5. corrette prassi gestionali; 6. aspetti specifici relativi ai consumatori; 7. coinvolgimento e sviluppo della comunità. Nel 2013 approfondivamo l’argomento qui 

Come scrive il sito nazionale di Creative Commons, le licenze 4.0 sono già attualmente utilizzabili. Esse presentano un testo ad hoc, valido in tutto il mondo. Dopo USA e UK (i primi a partire in chiave Diritto Anglosassone “common law“), anche noi italiani e con tutte le regioni del nostro Bel Paese, siamo entrati in quella che ci piace chiamare “Era della Condivisione Internazionale GLOCAL”.

Simone Aliprandi, nel suo blog “nuove sfide per il diritto d’autore nell’era digitale”, ha da poco pubblicato un interessante sondaggio con l’obiettivo di stimolare il dibattito e a fare successive riflessioni. Aliprandi, nel marzo 2014, aveva lanciato una call pubblica utilizzando strumenti Web 2.o Open Source come il blog al quale ha unito il form realizzato con GoogleDocs. Ecco i risultati:

sondaggio uso Creative Comnons INFOGRAFICA byy Simone Aliprandi - cc 2014

Autore: Simone Aliprandi , fonte: http://aliprandi.blogspot.it

Merita ricordare che, dal dicembre 2012, il Lead di Creative Commons Italia è Federico Morando, attualmente managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN). Il Centro Nexa (Dipartimento di Automatica e Informatica) nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare a livello tecnico, giuridico ed economico.

I primi passi di Creative Commons in Italia

18 novembre 2003: il professor Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons e all’epoca docente a Stanford, annuncia a Torino l’inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons italiane. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per la parte tecnica.

16 dicembre 2004: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con festa) di lancio delle licenze CC italiane. In quella occasione il prof. De Martin diviene Lead del gruppo di lavoro CC Italia, col prof. Ricolfi nel ruolo di Legal Lead.

Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto con la SIAE

Nel dicembre 2008, a Roma, venne formalizzata la costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del gruppo di lavoro Creative Commons Italia (comunicato stampa).

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Le licenze Creative Commons sono lo standard per la condivisione di contenuti gratuiti on-line per i singoli autori, governi, fondazioni e accademici. Le licenze CC hanno cambiato il modo in cui funziona Internet, fornendo una funzione fondamentale per alcune delle più grandi piattaforme di contenuti sul web. Il risultato è un maggiore accesso al sapere e alla cultura per tutti, ovunque.

creative commons numer of licensed work - licenze trend 2006 2010 2014 - studio baroni cc by 4.0 - ISO 26000 - rif. cc sotc2

Smart city e INTELLIGENZA COLLETTIVA: Nicos Komninos e il manuale del MIT con metodo wiki.

smart city exhibition 2013Fervono i preparativi verso l’appuntamento Smart City Exhibition in programma a Bologna da 16 al 18 ottobre 2013.

Secondo il pensiero di Nicos Komninos, la Smart city è una città collettiva che nasce dalla collaborazione, quindi amplificare l’intelligenza di una città vuol dire prima di tutto migliorare la collaborazione. Essa nasce come integrazione di tre elementi: la città, la conoscenza, lo spazio digitale.

La nascita di una Smart city non risponde a un modello, ma Komninos ha individuato un processo tipo roadmap articolato in 7 step;

  1. descrizione della città con i suoi distretti e comunità;
  2. ecosistema dell’innovazione: qual è il processo di conoscenza per affrontare i problemi della città?;
  3. spazio digitale e ambiente intelligente: web 2.0 e crowdsourcing, social media, mobile app utili a supportare fase 1 e 2;
  4.  strategia: integrazione dei punti 1, 2 e 3 per cercare soluzioni intelligenti;
  5.  applicazioni e soluzioni per la città;
  6.  business models per la produzione di nuovi servizi sostenibili;
  7.  misurazione dei risultati.

Komninos evidenzia che il processo consiste nell’analizzare le tre componenti fondamentali (città, conoscenza e spazio digitale) e nel capire come combinare al meglio questi elementi per poi giungere a soluzioni concrete. In sostanza, si tratta di adottare un sistema di pianificazione e governo centrato sul processo piuttosto che definire un modello di Smart city.

MIT Centro Intelligenza CollettivaIntanto al Centro per l’Intelligenza Collettiva del MIT, Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca del mondo, hanno da poco presentato un interessante manuale. E’ strutturato con metodo wiki, cioè modificabile online da tutte le persone lo consultano e desiderano partecipare.

Contenuti proposti dal MIT, utilizzabili con Licenza creative commons:

  • Perché studiare l’intelligenza collettiva ora?
  • Che cos’è l’intelligenza collettiva?
  • Alcuni esempi di intelligenza collettiva
  • Misurare l’intelligenza collettiva e dei fattori che influenzano lo
  • Quali fattori facilitano l’intelligenza collettiva?
  • Quali sono i fattori di inibizione intelligenza collettiva?
  • Prospettive sulla intelligenza collettiva
  • Tecniche per valorizzare l’intelligenza collettiva

Partecipazione al Concorso per il Master EUTROPIA 2011 “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”

A questo link puoi dare il tuo gradimento “mi piace” in pagina fan facebook (N.B. se non sei già fan di EUTROPIA clicca prima sul “mi piace” pagina e poi un altro “mi poace” sul post di candidatura di Vittorio Baroni).

Descrizione dell’immagine

Due persone, padre e figlio, navigano sul web con il loro notebook WiFi, davanti a loro uno scenario che esprime senso di libertà. Colline sinuose nascondono il mare, sembra di essere in Sardegna, dove ci stanno incantevoli paesaggi, nell’entroterra, a pochi chilometri dalla costa. Il padre seduto su un costone di roccia con il cappellino che lo rende ragazzino. Il figlio sta sopra a una piramide di vecchi hard disk rottamati, da notare la fessura del mitico floppy. Diverse età, diverse generazioni che vivono bene il loro rapporto con le tecnologie a contatto comunque con l’ambiente reale e tangibile. Materiale ed immateriale, solida roccia ed impalpabile WiFi che permette di connettere entrambi all’immenso mare della conoscenza e relazioni web. Il padre sprona il figlio a cercare il suo futuro. L’invito non passa in secondo piano e non cade nemmeno nel vuoto che sta sotto ai loro piedi. Il figlio ci pensa un attimo e manifesta subito un feedback all’invito del padre pensando così di agire al meglio per il proprio futuro. Guarda avanti il figlio, guarda al 2020. E’ una cifra non scelta a caso ed è rappresentata in grafica alternata di numeri e punteggiature due volte il 2.0, cioè il web 2.0 che connette le persone vicine e lontane. Già, l’anno 2020… quali padri e quali figli si siederanno tra 10 anni su quelle stesse rocce? Quali tecnologie saranno rottamate? Quale possibile miglior formazione cercheranno le nuove generazioni nel 2020? Tuttavia, quel paesaggio, reale e tangibile, ci sarà ancora come anche le relazioni interpersonali.

La storia di questa idea

L’idea è nata la sera del 16 dicembre 2010 dopo l’attivazione del contatto con Alessandra Polo su LinkedIn e già amica in facebook. Nella colonna di destra, quella dove c’è scritto “Attività di Alessandra” in LinkedIn, compariva una news che mi ricordò  un post che feci il 14 dicembre nella mia bacheca in facebook . Riguardava il bando di concorso con in palio una borsa di studio a copertura totale delle spese per accedere alla 2^ edizione del Master “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”. Ricordo che cliccai il “mi piace” sul post di Luca Conti. Lo avevo visto scorrere nella bacheca generale di facebook. Feci anche un secondo clic sul “condividi” e aggiunsi il link all’evento di Eutropia pubblicato in www.facebook.com/Eutropia.ca. Lì per lì, in quei giorni appunto, pensavo che l’informazione del concorso potesse interessare a qualche amico o amica del mio network in facebook. Poi, dopo LinkedIn, la cosa mi ha incuriosito, ci ho fatto un pensierino e ho letto tutto il bando. Ma sì partecipo, ho detto tra me e me. E così, quasi per gioco,  ho ricavato qualche oretta del mio tempo libero per ideare innazittutto il concept di quello che volevo comunicare. Poi son passato alla fusione di due diverse immagini (fonte: “Google immagini” con query “notebook social” e “landscape”) e al fotoritocco per farla apparire una sola. Ne è seguita la scrittura del lettering con carattere tipo twitter (creato con il programma free www.twitlogo.com), la produzione dell’immagine, la scrittura di queste spiegazioni e la pubblicazione web. Infine, email di comunicazione come da bando di concorso con segnalazione a info@eutropiasviluppo.it e in facebook… nonché tagging alla “fan page” facebook di EUTROPIA 🙂

Vittorio Baroni – Venezia


Facebook per le aziende

E’ uscito “Fare Business con Facebook”,  il nuovo libro dell’amico Luca Conti che ci spiega quali vantaggi possono ottenere le aziende dal crearsi un profilo pubblico su facebook. Promuovere un evento, organizzare le attività di un gruppo e diffondere contenuti originali… il tutto in un’ottica di conversazione continua, ecco il vero asset strategico dell’impresa innovativa.

luca conti fare business con facebook studio vittorio baroni

Facebook è oggi la piattaforma di riferimento per le persone che vogliono comunicare e condividere informazioni con i propri amici, su scala globale. Non esiste altro sito web nel mondo occidentale capace di coinvolgere centinaia di milioni di utenti, giorno dopo giorno, in una piazza virtuale diventata ben più di un fenomeno di costume. Ma Facebook è anche un luogo adatto al business dove le aziende possono “parlare” direttamente con i propri consumatori.

libro digitale 1 studio vittorio baroniE proprio per dimostrare le potenzialità di facebook, Luca ha attivato la pagina fan su facebook (previa richiesta di autorizzazione a facebook) dove ha pubblicato anche il piano dell’opera. Nella premessa sottolinea che l’Italia è il paese dove nel 2008 Facebook è cresciuto di più e all’inizio del 2009 sono quasi 7 milioni i membri italiani del network. L’attività intensa dei membri – Facebook è il sesto sito più visitato in Italia a dicembre 2008 – e il tempo dedicato all’interno sono fattori che rendono il network una piazza virtuale dove chi fa marketing non può restare fuori.

 

Struttura generale dell’opera

Capitolo dopo capitolo, il lettore che vuole capire come usare Facebook in chiave marketing, per promuovere la propria azienda, prodotti o servizi o sé stesso, viene guidato nell’esplorazione delle componenti del network, per familiarizzare con funzioni ed opportunità. Ogni capitolo è caratterizzato da una parte didascalica con l’illustrazione della funzione (profilo, gruppi, pagine, eventi, spazi pubblicitari, ecc.) per una comprensione basilare e alcuni suggerimenti pratici per come usarla al meglio nell’ottica promozionale, includendo casi studio di chi, in Italia e all’estero, ha cominciato ad usare con successo tale strumento.
La struttura comprende ampie schermate che consentono all’utente di usare Facebook con il libro in mano, bilanciata con la parte più contenutistica e di approfondimento dell’uso ragionato. La parte finale ha un focus sulle forme di pubblicità social caratteristiche esclusive di Facebook, così come le opportunità determinate dallo sviluppo di altre forme di ingaggio del pubblico quali le applicazioni.

0 – Introduzione

Perché parliamo di Facebook? La piattaforma per le relazioni online usata da 250 milioni di persone nel mondo, facile da usare e vissuta intensamente. Ottimo terreno per stabilire relazioni con amici, clienti e consumatori. Un ambiente sociale dove la comunicazione e il marketing parlano linguaggi diversi.

Sezione 1 – Le funzioni base: il profilo personale

1 – Il profilo personale

  • Le tue informazioni. Inserire i propri dati personali e professionali, successivo oggetto di target commerciale
  • Foto e video. Facebook è una piattaforma per lo scambio di esperienze e di informazioni non solo testuali, ma anche foto e video
  • La Bacheca e le news. La comunicazione personale si accende nella bacheca con l’aggregazione di tutte le attività e di tutti i flussi informativi, interni ed esterni alla piattaforma: la parte viva del network
  • L’aggiornamento di stato. Comunicare il proprio stato d’animo, segnalare risorse, condividere pensieri in tempo reale e rispondere ai messaggi degli amici
  • Le note. La dimensione più riflessiva e completa, alla quale è possibile agganciare un blog esterno

2 – Gli amici

  • Il network è costituito dagli amici. Con quale criterio aggiungere amici e come gestirli in maniera ordinata e proficua, con i giusti livelli di privacy per ogni diverso flusso informativo

3 – La posta e la chat

  • La comunicazione si arricchisce di un sistema di messaggistica semplice, sicuro e facile da usare. Come gestire le notifiche e quali regole seguire per non essere classificati come spam. La comunicazione in tempo reale avviene grazie alla chat, direttamente dalle pagine di Facebook.

Sezione 2 – Le funzioni base: spazi condivisi

4 – Il gruppo crea relazione

  • Il gruppo è lo spazio pubblico in cui una comunità di utenti si raccoglie intorno ad un tema e con il quale lo discute e lo approfondisce, attivandosi.
  • Come funzionano i gruppi. Un gruppo comprende numerosi strumenti di discussione, relazione e promozione
  • Partecipa ad un gruppo. Iscriversi ad un gruppo, poi che fare? Cosa non è un gruppo e le buone regole di comportamento da adottare
    Crea e gestisci il tuo gruppo. Apri il tuo gruppo per raccogliere utenti appassionati e coinvolgerli nelle tue attività

5 – Promuovi con una pagina

  • La pagina è l’equivalente del profilo personale per i soggetti non personali: aziende, istituzioni, brand o altro
  • Come funziona una pagina. Guida sintetica alle funzionalità di una pagina
  • Trova le pagine dei tuoi soggetti preferiti. Come trovare e diventare fan delle pagine dei propri preferiti e come imparare da loro per la promozione (es. Obama, Nutella, ecc.)
  • Apri la tua pagina per attivare un contatto con i tuoi fan su Facebook

6 – Organizza un evento

  • La piattaforma degli eventi. Facebook è utile per conoscere eventi, sviluppare passaparola e organizzare attività fuori dalla rete
  • Promuovi il tuo evento. Come lanciare, promuovere e organizzare un evento usando Facebook, facendo leva sul passaparola degli utenti

7 – Promuovi una causa

  • Sposare una causa e associare il proprio brand rende l’impresa più responsabile, ne migliora l’immagine e fa del bene

Sezione 3 – Promozione e pubblicità

8 – Tante opportunità

  • Uno sguardo di insieme alle numerose opportunità. Cosa vuol dire pianificare una campagna su Facebook e come si differenzia rispetto agli altri mezzi di pubblicità su Internet. Modalità di interazione e di relazione con gli utenti del network

9 – Crea la tua campagna pubblicitaria

  • Come si crea una campagna pubblicitaria. Strumenti per il monitoraggio. Quali obiettivi raggiungere. Chi può beneficiare da una campagna su Facebook e come si integra nella strategia di marketing e di promozione sul network con gli altri strumenti.

10 – Cosa ci attende domani

  • I banner non sono l’unica opportunità. Il social network come piattaforma di veicolo di messaggi commerciali è un costante laboratorio in continuo divenire. Altri sistemi in fase di sperimentazione, sempre più sviluppati, consentono di sondare gli utenti come in focus group evoluti e altamente a target. Cosa ci possiamo attendere nei prossimi mesi e anni.

Sezione 4 – Le applicazioni

11– Come funziona una applicazione

  • Caratteristiche di una applicazione. La barra delle applicazioni. Applicazioni per uso personale e per relazionarsi con gli altri utenti. Modalità di diffusione virale.

12– Le applicazioni di maggior successo

  • Casi di successo suddivisi per applicazioni sviluppate da servizi ed editori web, aziende per scopi promozionali o da sviluppatori terzi con la possibilità di sponsorizzazione.
  • Cosa imparare dalle applicazioni di successo

13– Sviluppa la tua applicazione

  • I rudimenti per creare la propria applicazione promozionale e cosa chiedere a chi realizza applicazioni per conto terzi per avere un prodotto vincente e di qualità. Suggerimenti di alcuni soggetti ai quali rivolgersi per consulenza tecnica.

14– Il mondo no profit

  • Casi di successo di uso di Facebook per soggetti particolari come le ONG. Intervista finale ad Unicef Italia.

15 – Conclusioni

  • Cosa abbiamo imparato, cosa ci possiamo aspettare per il prossimo futuro e come è bene inserire Facebook all’interno di una strategia più complessiva di relazione con i social media e il mondo del Web 2.0

Appendice I

  • Link diretti ai principali servizi di Facebook visti nel volume
  • Link casi citati nel libro
  • Classifica di brand/personaggi/aziende di maggiore successo

Appendice II

  • Letture consigliate
  • Bibliografia

 

luca-conti studio vittorio baroniClasse 1975, Luca Conti arriva su Facebook a metà del 2007 ed è subito colpo di fulmine. Nel giugno dello stesso anno viene intervistato dal Tg1 per spiegare cosa sia Facebook nel primo servizio della TV italiana dedicato all’argomento. Da allora non ha mai smesso di studiare l’evoluzione del social networking, fino a farne una professione. Consulente per l’uso avanzato dei social media in chiave marketing e comunicazione, collabora con Nova24 de Il Sole 24 Ore su community e rapporto con le aziende. Ha insegnato Web 2.0 e Nuovi indirizzi della rete presso le Università di Urbino e di Macerata.