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Facebook e Twitter: 2 libri di Federico Guerrini

Studio Baroni riceve e pubblica volentieri news su due libri dell’amico autore Federico Guerrini.

Per gli utenti italiani di Facebook, il social network più famoso al mondo, è il momento dei bilanci. Dopo l’ondata di entusiasmo dello scorso anno, che ha decuplicato in pochi mesi il numero di iscritti alla piattaforma, per molti è l’ora dei dubbi e dei ripensamenti. Un atteggiamento di diffidenza generato spesso da una scarsa conoscenza del mezzo. Quanti dei milioni di membri di Facebook, infatti, sanno davvero come sfruttarne tutte le potenzialità ed evitare i principali rischi?

Questo libro di Federico Guerrini, facebookiano della prima ora e autore di numerose pubblicazioni su Internet e sulle nuove tecnologie, analizza a fondo il fenomeno Facebook: dai suoi riflessi sul mondo del lavoro e sulle storie sentimentali, ai problemi di privacy e tecnodipendenza che affollano le cronache di tutti i giornali. Grande attenzione viene dedicata all’uso consapevole di Facebook e alle applicazioni più utili per trasformare e potenziare l’esperienza di social networking. C’è anche lo spazio per azzardare qualche previsione sugli scenari futuri del Web, in cui Facebook potrebbe recitare sempre più un ruolo da protagonista.

Argomenti trattati nel libro:

  • In continua evoluzione
  • La nuovissima interfaccia utente
  • Applicazioni “Must”
  • Il lato oscuro di Facebook: rischi e precauzioni
  • Per un utilizzo consapevole e sicuro
  • Strategie e scenari futuri
  • Partnership, alleanze e integrazioni

IL MONDO SEGRETO DI TWITTER, recensione di Danilo Ruocco

Twitter è il luogo in cui si comunica a botta di messaggi non superiori a 140 caratteri. Molti non lo amano proprio per la brevità che impone. Altri lo amano proprio per questo. Tanti non vedono l’utilità di usare il microblogging, altri lo usano e basta, senza chiedersi a cosa realmente possa essere utile.

A cosa sia utile Twitter lo decide solo chi Twitter usa. Ogni utente – si può quasi dire senza tema di smentita – fa storia a sé, pur entrando in una enorme community di users.

La nota semplicità di Twitter che consiste non solo nella brevità dei messaggi da postare, ma nel fatto che tutto ruoti attorno a un’unica domanda (“Che c’è di nuovo?”), può trarre in inganno sulle molteplici possibilità che il microblogging creato tramite la piattaforma apre e offre. Esse, infatti, sono tali e tante che per gestirle al meglio la piattaforma Twitter da sola non basta. A venire in soccorso degli utenti ci sono le applicazioni di terze parti, ognuna delle quali si occupa di allargare e monitorare uno o più servizi e opzioni di Twitter.

Di applicazioni ne esistono davvero tantissime e delle più svariate, usabili sia scaricandole sul proprio computer, sia direttamente tramite il browser, sia con il cellulare.

A dare una panoramica di quello che è possibile ottenere e fare da e con Twitter e le varie applicazioni terze ci pensa un libretto di 144 pagine scritto da Federico Guerrini per la collana “I grandi libri di PCWorld” titolato assai correttamente Alla scoperta di Twitter (acquistabile in edicola oppure online, sul sito shop.nuovaperiodici.it).

Il libro è agile e approfondito e spiega in modo chiaro non solo la piattaforma “madre”, ma anche le varie applicazioni terze (loro utilizzo e finalità). Spiega anche come integrare il proprio “cinguettio” con gli altri social network come Facebook, FriendFeed e LinkedIn o come integrarlo con il proprio account GMail.

Un volumetto che vale la pena di essere letto anche dagli utenti “base” di Twitter, al fine di rendersi conto delle possibilità cui si può accedere e, magari, decidere di variare e/o integrare l’utilizzo che fin qui si è fatto del microblogging.

Per alcuni, Twitter è solo un mezzo per i malati di esibizionismo per far sapere a tutti ogni più piccolo dettaglio della loro vita quotidiana in tempo reale: da quando si alzano al mattino al menù del pranzo o della cena; per altri, è uno strumento straordinario, capace di raccontare in diretta rivoluzioni e organizzare i soccorsi in caso di catastrofi naturali o prodotte dall’uomo. Comunque sia, Twitter, il social network del “cinguettìo” lanciato nel 2006 da Jack Dorsey, Biz Stone, Evan Williams e altri, è un fenomeno con cui fare i conti. Capace di contendere a Facebook il primato di miglior social network del mondo…

Federico Guerrini è nato a Milano nel 1972. Giornalista e scrittore, si è occupato di cronaca, cultura e automotive e ha lavorato come traduttore, lettore e valutatore di manoscritti, creatore di prodotti multimediali e addetto stampa. Da qualche anno si dedica al settore delle nuove tecnologie, collaborando con PCWorld Italia e scrivendo libri, concentrandosi in particolare sull’argomento dei social network e sull’uso consapevole di Internet. Ha pubblicato finora: “Tutto su Facebook” (Hoepli, 2008), “Trovare lavoro in Rete” (Hoepli, 2009), “Proteggi la tua privacy”, “Internet Utile”, “Alla scoperta di Twitter”, “facebook reloaded”.

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Il successo di un sito web? Non solo una questione di traffico: i casi Istat, SIS e Sistan

(Articolo di Daniele Frongia tratto da www.sis-statistica.it)

Il posizionamento e il successo di un sito

Come si analizza il successo o l’insuccesso di un sito web o un blog? Esistono numerosi software per l’analisi del traffico di un sito che si basano, prevalentemente, sul numero dei visitatori. Questi strumenti offrono una serie di informazioni come il numero di visitatori, le pagine più visitate, il tempo di permanenza medio, le pagine che attraggono il maggior numero di clic iniziali, o finali, le parole chiave utilizzate per arrivare al sito e l’analisi della distribuzione dei visitatori per provenienza geografica.

Ma è corretto dire che il successo di un sito è una funzione del solo numero di visitatori? Una nuova generazione di strumenti offre oggi l’opportunità di misurare il successo di un sito tenendo meglio conto della sua natura multidimensionale. In particolare possiamo vedere il successo di un sito in funzione, oltre che del traffico, anche del suo posizionamento nella rete [] ovvero della sua solidità di carattere “infrastrutturale”. Il posizionamento è dunque uno dei presupposti per un successo solido e duraturo del sito.

Se da un lato possiamo affermare che il successo di un sito è funzione del traffico e del suo posizionamento, dall’altro non possiamo pensare che la misura di tale successo sia completamente determinabile: il successo è infatti di natura prevalentemente soggettiva, e il dibattito al riguardo è in continua evoluzione. In questo articolo non proporremo quindi alcuna sintesi di questi due fattori per produrre un unico indice del successo.  Tratteremo invece più specificamente il posizionamento: l’aggiunta di questa dimensione di analisi è un aiuto concreto per migliorare la corrispondenza fra misurazione e percezione.

Possiamo descrivere il posizionamento con una metafora: mentre le classiche analisi quantitative sul traffico ci dicono quanti sono e cosa fanno gli ospiti nella nostra casa, l’analisi del posizionamento prova a dirci come e dove è situata la casa, se è in centro o in periferia, se è collegata ad altre strutture, se è così importante e ben vista da influenzare il vicinato (guarda che bel portone, lo voglio anch’io) e così via.

L’analisi del posizionamento fornisce inoltre indicazioni utili per confrontare siti di categorie diverse (se repubblica.it ricevesse 100.000 visite al giorno sarebbe un flop; di contro, un sito altamente specialistico, ben posizionato e con 1000 visite al giorno sarebbe un successo strepitoso) e su sottoreti specifiche, come vedremo nell’ultimo paragrafo, con risultati più puntuali e significativi. In questo articolo definiamo quindi un sito ben posizionato (o centrale) come influente e rilevante nella rete.

Primi metodi di misura del posizionamento

Per definire meglio il posizionamento occorrono due brevi premesse teoriche: il sistema di punteggio assegnato da Google alle pagine web e i recenti studi sulle reti complesse.

Google PageRank (PR). Google assegna a ciascuna pagina  presente nel suo database un proprio punteggio, il PageRank, che consiste in un numero compreso tra 0 e 10, calcolato sulla base di numerose variabili.

Basato sullo specifico carattere “democratico” del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un “voto” espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine “importanti” hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere “importanti” anche le pagine collegate. PageRank assegna ai siti Web importanti e di alta qualità un “voto” più elevato di cui Google tiene conto ogni volta che esegue una ricerca. (Google)

Google PageRank

Analisi delle reti complesse. L’analisi delle reti nasce nel Settecento con il problema dei ponti di Eulero, padre della teoria dei grafi. Da allora l’analisi è stata prevalentemente usata per le reti sociali, con i primi studi di Huber (1802), passando poi per Comte, Galton, Watson, LeBon, Simmel, Marconi (il primo a parlare dei sei gradi di separazione), Moreno e così via dal dopoguerra in poi, con il contributo di molti sociologi e matematici. L’analisi delle reti sociali (social network analysis) ha trovato pieno consolidamento negli anni ’70 per poi trarre nuova linfa dagli studi dei fisici, primi tra tutti quelli di Barabási e della sua equipe alla fine degli anni ‘90. Uno dei risultati più importanti del lavoro di Barabási è l’aver individuato un tratto comune in tutte le reti complesse (WWW, Internet, neuroni-dendriti del cervello, catene alimentari, alleanze aziendali ecc.): la distribuzione del numero di link ricevuti da parte di un nodo segue una legge di potenza. Come noto, infatti, leggi di potenza ricorrono nella distribuzione di probabilità di numerosi fenomeni tra cui il numero di collegamenti ai siti web: le pagine web che ricevono moltissimi link sono pochissime, mentre sono moltissime quelle che ne ricevono zero o uno. 

Legge di potenza

Dunque anche per il PR, che è direttamente proporzionale a numerose variabili tra cui i link in entrata, può essere fatto un discorso analogo. Il punteggio in decimi del PR non va dunque inteso come quello scolastico: la stragrande maggioranza delle pagine ha infatti un PR pari a 0, il valore 3 è già un risultato discreto, 5 è molto buono mentre valori più alti sono generalmente raggiunti da un ristretto sottoinsieme di ottimi blogger, siti di grandi imprese o enti pubblici, oltre che, ovviamente, da giganti come GoogleMicrosoftWikipedia. I siti elitari così ricchi di link e con un alto PR sono chiamati hub.

Per Google il PR è un indicatore necessario e sufficiente a dare un’indicazione del posizionamento. Ma oltre al PR, quali altri indicatori è possibile utilizzare per misurare il posizionamento?

E’ possibile, ad esempio, considerare i seguenti indicatori (il cui contributo è assente o presente in modo marginale nel PR):
- Yahoo backlink: numero di collegamenti ipertestuali indicizzati da Yahoo alle pagine del sito;
- Wikipedia: numero collegamenti esterni negli articoli di Wikipedia alle pagine del sito;
- Delicious: numero segnalibri Delicious in cui viene citato il sito;
- DMOZ: numero collegamenti DMOZ in cui viene citato il sito;
- Twitter: numero tweet di Twitter in cui viene citato il sito;
- Digg: numero articoli su Digg in cui viene citato il sito.

Un sito che presenta valori alti di questi indicatori è ben posizionato nella sua categoria: i suoi contenuti sono sulla bocca di tutti, esso viene “ascoltato”, può influenzare altri siti, insomma è un attore che gode di una posizione (meritatamente) privilegiata nella rete.

Una misura del posizionamento può essere calcolata mediante un’opportuna sintesi di questi indicatori. Vediamo, in pratica, come è possibile procedere.

SIS, Sistan e Istat a confronto

Confrontiamo tre siti che si occupano di statistiche ufficiali e di promozione delle scienze statistiche: l’Istituto Nazionale di Statistica (www.istat.it), il Sistema Statistico Nazionale (www.sistan.it) e la Società Italiana di Statistica (www.sis-statistica.it).

In generale è possibile definire delle misure sintetiche per ciascun sito, seguendo opportune metodologie, ciascuna delle quali prevede la normalizzazione, la standardizzazione e infine l’aggregazione degli indicatori elementari. In questo caso applichiamo il Mazziotta Pareto Index (MPI), un indice sintetico nato in Istat che sopperisce ai fenomeni di compensazione tra indicatori e che varia tra 70 e 130. Per costruire l’indicatore si utilizza una funzione di aggregazione basata sulla non sostituibilità dei caratteri; in questo caso si ritiene infatti che gli indicatori elementari scelti siano egualmente importanti ai fini della valutazione del posizionamento. In particolare, per l’MPI presentato nel prospetto seguente, sono stati presi in considerazione solo il PR e i primi due indicatori (Yahoo e Wikipedia), dal momento che i servizi Delicious, Twitter, DMOZ e Digg sono ancora poco diffusi in Italia.

Per il calcolo del MPI sono stati utilizzati solo i primi tre indicatori. Dati rilevati il 13/09/2009.

Questi risultati indicano che i siti considerati possiedono contenuti di qualità, pertinenti al mondo della statistica ufficiale e che godono di una discreta centralità nella rete. Tuttavia, in un’analisi comparata con altri istituti di statistica europei, la posizione dell’Istat, così come quella della SIS e del Sistan, è certamente migliorabile.

Nuovi metodi di misura del posizionamento

L’approccio precedente presenta alcuni punti deboli tra cui la soggettività della scelta degli indicatori e il fatto che non siano indipendenti. Per queste ragioni, in alternativa, possono essere presi in considerazione nuovi metodi come ad esempio il Coolhunting for Trends on the Web del MIT, che consente di misurare e monitorare il posizionamento di marche, blog o siti sul Web con un approccio basato sia sui database di Google che sulle classiche misure di centralità della social network analysis. L’obiettivo di questo paragrafo è di fornire una prima presentazione di CONDOR, lo strumento software sviluppato nell’ambito progetto del MIT, rispetto ad alcuni risultati ottenuti mediante l’analisi del sito dell’Istat. CONDOR  consente di rappresentare e analizzare le sottoreti tematiche di un sito, ovverosia il sottoinsieme del Web dove il sito viene citato. Di seguito è riportata la blogosfera di riferimento dell’Istat, e cioè l’insieme dei blog dove l’istituto viene citato attraverso un collegamento ipertestuale e i blog ad essi connessi da al più tre gradi di separazione:

Blogosfera Istat.it nel periodo 1-20 settembre 2009
(analisi di Francesca Grippa – UNILE e Daniele Frongia – Istat)

In questo caso l’analisi del posizionamento di un sito può fornire ulteriori informazioni circa le porzioni del Web dove si possono raccogliere e analizzare importanti feedback sul proprio operato e sulla propria immagine.

In conclusione, per l’analisi di un sito occorre tenere in considerazione due fattori: il traffico e il posizionamento nella rete. In questi ultimi anni gli studi di fisici, matematici e sociologi stanno contribuendo a definire nuovi metodi e strumenti per l’analisi del posizionamento. L’argomento non è ancora pienamente maturo ma le potenzialità e le prospettive sono estremamente interessanti, anche per chi produce statistiche ufficiali e diffonde cultura statistica.

Per saperne di più

Analisi delle reti

Freeman L.C. (2007) Lo sviluppo dell’analisi delle reti sociali. Uno studio di sociologia della scienza, FrancoAngeli, Milano

Hanneman R.A., Riddle M. (2005) Introduction to social network methods, University of California, USA

Barabási A.L. (2004) Link. La scienza delle reti, Einaudi, Torino

Frongia, D. (2008), Intervista a Ginestra Bianconi sulle reti complesseSegnalazionIT, Roma

Nuovi metodi di misura del posizionamento

Bennato D. (2009) Vox Internet vox dei! Sarà vero? in Internet Magazine n.134 (gennaio), , pp.26-27, Roma

Gloor P., Krauss J., Nann S., Fischbach K., Schoder D. (2008) Web Science 2.0: Identifying Trends through Semantic Social Network Analysis, USA

Mazziotta Pareto Index

Mazziotta M., Pareto A. (2010) Appendice Metodologia in La dotazione di infrastrutture della sanità, Collana Informazioni, Istat, Roma

L’autore

Daniele Frongia (frongia _at_ istat.it)

Daniele Frongia lavora presso l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) dove si occupa di metodi e strumenti Web 2.0. E’ autore del blog http://segnalazionit.org/.

Bandi europei, Concorsi, enterprise, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca

Nuovo Bando Regione Veneto, ricerca e sviluppo, disponibili oltre 22 milioni €

  • DESTINATARIImprese del Veneto
  • SCADENZA28 febbraio 2010
  • FINALITA’L’intervento si pone l’obiettivo di promuovere l’attivazione e la crescita di strutture di ricerca e innovazione interne alle imprese, oltre che il sostegno al trasferimento tecnologico a favore delle piccole e medie imprese
  • FONDI STANZIATI: 22.625.358 €
  • SITO DI RIFERIMENTO: Regione Veneto, Direzione Sviluppo Economico Ricerca Innovazione

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Ambiente, Comunicazione, digitale, Innovazione, libri, Nanotecnologie, Società della Conoscenza

Comunicare la Fisica

Dal sito Unesco ecco un libro (si può scaricare gratuitamente) in italiano e inglese che spiega cos’è la Fisica.  A cura di Massimo Armeni e introduzione di Piergiorgio Odifreddi.

Come sottolinea anche la Commissione Europea, la scienza e la tecnologia influenzano in maniera crescente la società: «ogni giorno il progresso scientifico e tecnologico fornisce innovazioni essenziali alla nostra qualità di vita. Le nuove scoperte nelle scienze, nella tecnologia dell’informazione, così come nel mondo della fisica, stanno influenzando fortemente le strutture sociali, economiche, politiche e etiche a cui siamo abituati» (estratto da pagina 24).
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Ambiente, Biodiversità, Etica

2010, Anno Internazionale della Biodiversità

Il 2010 è l’Anno Internazionale della Biodiversità. Questo sopra è il logo ufficiale (finanziato dal Canada) presentato in Svezia al meeting dell’Unione Europea “Visions for Biodiversity Beyond 2010 – People, Ecosystem Services, and the Climate Crisis”.

Il logo può essere utilizzato da tutte le nazioni per le manifestazioni e celebrazioni dell’Anno Internazionale della Biodiversità.

Per biodiversità si intende l’insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.

A tal proposito Studio Baroni propone il trailer del film Home, prodotto dal regista Luc Besson in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2009.

Il film, dicono le note di produzione, “è un’ode alla bellezza del pianeta e alla sua delicata armonia. Attraverso i panorami di 54 paesi catturati dall’alto, Yann-Arthus-Bertrand ci porta a compiere un viaggio unico attorno al pianeta, per contemplarlo e per capirlo”.

“Home” denuncia lo stato attuale della Terra, il suo clima e le ripercussioni a lungo termine sul suo futuro. Un tema che viene continuamente espresso lungo tutto il documentario è quello del delicato e fondamentale collegamento che esiste tra tutti gli organismi che vi fanno parte.

Comunicazione, Google, Innovazione, Marketing, Social Network, Software libero, YouTube

Il marketing 2.0 secondo Google: regala Nexus One ai YouTube partner, in cambio chiede di realizzare video

Il marketing 2.0 secondo Google che regala Nexus One ai YouTube partner. In cambio chiede video che, messi in rete, in pochi giorni collezionano centinaia di migliaia di visite. Ecco i  video realizzati con Nexus One:

digitale, Facebook, Google, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Social Network, Software libero, Twitter, Web 2.0, wikipedia, YouTube

Il futuro del lavoro

Interessante presentazione di From Jbrenman che parte da alcune considerazioni su cos’era il web 10 anni fa.

Comunicazione, Concorsi, Partecipazione

Premio europeo giovani giornalisti 17-35 anni

C’è tempo fino al prossimo 28 febbraio per candidarsi alla terza edizione del premio lanciato dalla Direzione Generale per l’Allargamento della Commissione Europea.

Il concorso è aperto ai giornalisti e agli studenti di giornalismo della carta stampata, delle testate on-line o radiofoniche, tra i 17 e i 35 anni, cittadini di uno degli stati membri dell’Unione, di un paese candidato, potenziale candidato o dell’Islanda.

I lavori presentati – che devono essere stati pubblicati tra il 1° ottobre 2007 e il 28 febbraio 2010 – devono concentrarsi sull’allargamento dell’UE esaminandolo da un punto di vista creativo. Singoli individui o gruppi composti al massimo da 3 persone possono inviare da 1 a 3 lavori. Le giurie nazionali in tutta Europa selezioneranno i 36 vincitori nazionali che si aggiudicheranno un viaggio storico-culturale a Istanbul nel maggio del 2010. Tra questi 36 vincitori, una giuria europea selezionerà i tre vincitori dei premi speciali nelle seguenti categorie: più originale; migliore ricerca; migliore stile giornalistico.

I vincitori dei tre premi speciali si aggiudicheranno un viaggio culturale in una capitale europea da loro scelta.

Info: DG Allargamento, European Young Journalist Award – email: info@EUjournalist-award.eu

file premio europeo giovani giornalisti

Città, Industria, ISTAT, Ricerca, Statistiche, Unioncamere, Venezia

Venezia in cifre, la CCIAA pubblica il Rapporto statistico 2009

L’Unità Operativa Studi Statistica e Informazione Economica della Camera di Commercio di Venezia ha realizzato l’edizione 2009 di “Venezia in cifre”, un opuscolo sintetico e di facile consultazione che vuole far conoscere, per mezzo di numeri esposti in tabelle e grafici, la realtà demografica, sociale e culturale e le capacità economiche della provincia di Venezia ad un pubblico, anche di “non addetti ai lavori”, interessato alle caratteristiche e all’evoluzione del territorio provinciale.

I dati provengono da diverse fonti statistiche e amministrative, tra le quali il Sistema Statistico Nazionale e il Sistema camerale, e sono organizzati attraverso quattordici temi che trattano i seguenti aspetti della provincia di Venezia: popolazione residente, condizioni di vita, salute e sanità, cultura, istruzione, mondo del lavoro, agricoltura e ambiente, economia, indici dei prezzi, struttura produttiva, flussi commerciali con l’estero, turismo, trasporti, credito e giustizia.

Venezia in cifre 2009 CCIAA

Fonte: http://www.ve.camcom.it

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Marketing virale: ecco sei regole chiave

fonte: http://www.masternewmedia.org

Il marketing virale o viral marketing è un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.

Il principio del viral marketing si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”, la conoscenza dell’idea.

1. A nessuno interessa dei tuoi prodotti…

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…eccetto te. A nessuno interessa dei tuoi prodotti ed è difficile che le persone ne parlino. Purtroppo è vero. Se parli dei tuoi prodotti, le persone penseranno subito: “Quant’è noioso, passiamo avanti”.

2. Non obbligare le persone a condividere

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Lo fanno perché a loro piace. Non devi convincerli a condividere le tue cose, facendo una specie di gioco o organizzando un qualche concorso o qualsiasi altra cosa per cui le persone pensino : “Voglio condividere questa cosa perché potrei vincere quel premio”. No, non c’è bisogno di obbligare nessuno.

3. Perdi il controllo delle tue informazioni

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La terza cosa è davvero illogica per molte persone: devi perdere il controllo delle informazioni. Una volta che viene diffuso in giro per il mondo, le persone lo vorranno condividere come più gli piace e tu non devi controllare nulla di tutto questo.

Non hai nessun controllo su ciò si dirà e molte volte ai capi delle aziende non piace questa cosa, perché sono abituati a mantenere il totale controllo sulle informazioni. Ancora, ciò che permette alle cose di essere condivise è l’assenza di controllo e il permesso esplicito di condivisione.

4. Metti le radici

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Devi crearti una base da qualche parte nel Web, un posto in cui ti possano trovare come ad esempio un blog.

5. Crea un stimolo

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La quinta cosa: crea uno stimolo che incoraggi le persone a condividere. Crea qualcosa che sia così avvincente e di valore che le persone dicano: “Cavolo, devo condividerlo!”, ecco, questo è uno stimolo.

Uno stimolo potrebbe un video di YouTube, un post davvero interessante, anche una semplice informazione fuori dal comune.

6. Indirizza il mondo verso la tua porta virtuale

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Se indirizzi le persone verso il luogo in cui fornisci qualcosa, dopodiché invitali anche a guardare i tuoi prodotti. Fondamentalmente, quando condividi qualcosa, desideri trovare un modo grazie al quale i tuoi lettori possano tornare nel luogo in cui tu possa fare affari con loro. Per imparare di più su di te, per leggere qualcosa su di te, comprare il tuo prodotto se hai un’attività di e-commerce o se hai un’attività di consulenza, fornisci le informazioni per contattarti in maniera privata.

Queste sono le regole. Se le seguirai, aumenterai vertiginosamente le probabilità di diffusione dei tuoi contenuti. Se non le seguirai, non significa che la tua creazione non si diffonderà, ma di sicuro incontrerà molti più ostacoli.

fonti: