Comunicazione, Marketing, Nordest, Ricerca, Veneto

Wow Haus a Spinea (Venezia) cinque aziende e un’unica visione. Creatività, marketing e comunicazione motori di sviluppo

Spinea non è solo una città di circa 28.000 abitanti con oltre 2.000 imprese registrate nel prezioso tessuto urbanistico che compone il Decumano Romano, cerniera geografica strategica tra Venezia e la sua terraferma metropolitana, comodo svincolo logistico per il Veneto, il Nordest e l’Europa grazie al Passante dell’Autostrada A4.

A Spinea c’è Wow Haus che opera con nuovi modelli organizzativi capaci di mettere in relazione competenze, filiere e visione strategica. Vediamo di cosa si tratta 👇👇👇

L’esperienza di Wow Haus è nata da Wow Solution, un gruppo che riunisce cinque realtà operative in grado di cooperare in modo strutturato nel marketing e nella comunicazione, superando la logica dell’agenzia tradizionale per avvicinarsi a quella di una vera manifattura del progetto.

Andrea Pilotto, CEO Wow Solution

Il dato economico (fatturato sui 3 milioni €) è solo la superficie. Ciò che merita attenzione, in una prospettiva coerente con l’approccio di Studio Baroni, è il modello del gruppo Wow Haus basato sui fattori chiave di integrazione, cooperazione, innovazione/creatività, governance e capacità di incidere concretamente sui processi di crescita delle imprese.

Bauhaus e comunicazione integrata

Il riferimento culturale al Bauhaus, evocato dal gruppo fin dalla radice nel suo nome e che si riferisce a un’epoca in cui l’Europa cercava di ricostruirsi dalle macerie della guerra, non va letto come citazione estetica, ma come un chiaro richiamo metodologico. Quando nel 1919 Walter Gropius fondò la scuola di Weimar, l’obiettivo non era “fare cose belle”, ma ricostruire un sistema produttivo capace di tenere insieme arte, tecnica e industria.

Oggi, in un contesto profondamente diverso ma altrettanto complesso, Wow Haus applica una logica multidisciplinare analoga al mondo del marketing e della comunicazione. Non una somma di servizi, ma un ecosistema coordinato che accompagna l’impresa dal concept strategico alla realizzazione operativa, fino alla distribuzione dei contenuti e alla misurazione del valore generato.

Cinque aziende, un’unica filiera

Il gruppo Wow Haus opera come una struttura unitaria, pur mantenendo specializzazioni verticali ben definite, cioè:

  • Wow Solution, cuore strategico e consulenziale, presidia branding, identità, social media e piani di marketing.
  • Wow Textura traduce la progettazione in visualizzazione avanzata: render 3D, video e virtual tour diventano strumenti decisionali prima ancora che promozionali.
  • Sombrero Studio sviluppa piattaforme digitali, app e sistemi gestionali, trasformando la creatività in infrastruttura tecnologica.
  • Wow Production presidia la produzione audiovisiva, con un linguaggio che deriva dal cinema più che dall’advertising tradizionale.
  • BeeRedi, startup studio interno, sperimenta nuovi modelli di business e processi di open innovation, innestando progettualità anche al di fuori della comunicazione in senso stretto.

Questo tipo di cooperazione non è episodica, ma strutturale. Le competenze dialogano fin dall’origine del progetto, riducendo incoerenze e inefficienze tipiche dei modelli frammentati che disperdono energie in tanti rivoli.

Comunicazione, leva di governo

Un elemento particolarmente rilevante, in chiave consulenziale, è l’approccio dichiarato dal gruppo, ovvero la creatività è messa al servizio del business, fino ad arrivare – in alcuni casi – alla partecipazione diretta nei CdA delle aziende clienti.

Si tratta di un passaggio culturale netto e innovativo, nel senso che la comunicazione non è una funzione ancillare, ma la comunicazione diventa una vera e propria leva di governo, capace di incidere su posizionamento, processi decisionali e sostenibilità economica. Una visione che dialoga con un’idea matura di impresa, dove strategia, identità e mercato non sono compartimenti stagni.

Risorsa integrata per lo sviluppo

La presenza a Spinea di un centro come Wow Haus rappresenta qualcosa che va oltre il successo di una singola realtà imprenditoriale. È una risorsa integrata, capace di attrarre competenze, trattenere talenti e offrire alle imprese dell’intero Nordest un interlocutore strutturato con cui affrontare mercati sempre più complessi.

In un contesto economico che richiede visione, metodo e capacità di esecuzione, modelli come questo dimostrano che anche fuori dai grandi centri metropolitani è possibile costruire un centro di sviluppo fondato sul lavorare insieme con la cultura del progetto e su una comunicazione finalmente intesa come investimento strategico.

Studio Baroni plaude a questo modello organizzativo veneziano che, nel fare sviluppo con il marketing e la comunicazione, mette al centro il valore della cooperazione e la fondamentale leva della creatività che ci sta tanto a cuore.

Quindi, giunti a questo punto, merita davvero ricordare l’insegnamento del nostro maestro Edward De Bono:“la creatività è una risorsa illimitata”.

SCHEDA WOW SOLUTONS
Fondata nel 2017 da Andrea Pilotto, attuale CEO e Nicolò Mazzurco, Wow Solution ha la propia sede in Via della Costituzione 133 a Spinea/Venezia, tel. +39 0422 498030, info@wowsolution.it, wowsolution.it. Ad oggi, l’azienda che nel frattempo è confluita nel gruppo Wow Haus, ha circa una settantina di progetti con fatturati in crescita fino ai 2,2 milioni € lo scorso anno e un 2025 in crescita, verso i tre milioni €. Fino ad oggi Wow Solution ha sviluppato la propria attività in 5 nazioni con una crescita costante del fatturato nell’ultimo triennio (+90%). Wow Solution opera a livello di gruppo composto da più società. La divisione Progetti Speciali dell’agenzia si dedica all’incubazione e all’accelerazione di iniziative di digital business proprietarie, utilizzando le competenze interne per creare nuove esperienze verticali e anticipare le tendenze del mercato. L’offerta complessiva comprende branding, visual design, web e user experience design, gestione dei social media e performance marketing. L’approccio strategico è centrale: dalla consulenza direzionale per la redazione di piani marketing alla definizione di strategie digitali. La produzione di contenuti multimediali è uno dei punti di forza di Wow Solution, che tratta video, fotografie, rendering 3D, illustrazioni e grafiche. L’attenzione alla distribuzione permette di integrare con fluidità canali online e offline, passando da siti web sviluppati su misura ai social media, dalle edizioni cartacee di pregio a progetti esperienziali in store. 

Comunicazione, digitale, Giovani, Marketing, Ricerca, Veneto

Inizia il progetto Veneto Creators con 28 giovani promotori territoriali

Veneto Creators è un innovativo progetto di marketing territoriale che ha l’obiettivo di promuovere le eccellenze venete mediante nuovi contenuti social su Instagram e TikTok. I protagonisti sono 28 giovani creativi organizzati in sette squadre, una per ciascono dei territori di Belluno, Rovigo, Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza dei quali faranno lo storytelling digitale.

Il progetto è coordinato dalla cafoscarina Veronica Civiero fondatrice di ViralVeneto con laurea in Economia e Gestione delle Imprese e da colui che per primo inziò a raccontare il Veneto sui social, cioè Nicola Canal “Canal il Canal” che sarà la voce narrante dei contenuti prodotti dalle squadre.

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha detto che “Sono l’orgoglio del Veneto. Amano il Veneto e sono orgogliosi di poterlo raccontare e rappresentare nei social network. Sono 28 Veneto Creators e oggi, assieme a loro, la Regione del Veneto dà il via ufficiale alla sfida digitale che racconterà tutto ciò che di più bello e inedito è custodito nelle sette province. Ogni gruppo ha un suo tema che diventerà contenuto digitale e virale, su Instagram o TikTok. Dall’enogastronomia alla natura, passando dalla storia all’arte e usando anche la lingua veneta che fa parte del nostro patrimonio. Toccheranno sia gli aspetti culturali, sia le tematiche importanti come la sostenibilità e l’inclusione. I creators, in questo viaggio di tre mesi, saranno supportati dalle DMO e dai Consorzi di Promozione turistica, una sinergia che darà ancora più valore a ogni singolo luogo. L’obiettivo è che 28 voci creative propaghino il loro messaggio, per migliaia di volte, grazie all’interazione nei social”.

Ecco le 7 squadre di Veneto Creators

Fino al 7 giugno 2023 le sette squadre saranno al lavoro per creare i contenuti, ovvero due video per ogni creator ed un contenuto di squadra. Alla fine dell’attività verranno premiati i tre team che si saranno distinti nella comunicazione e per i loro contenuti.

Belluno

Padova

Rovigo

Treviso

Venezia

Verona

Vicenza 

#venetocreators

Comunicazione, Comunicazione Pubblica, Partecipazione, Ricerca

Contratto di servizio Rai: appello della società civile e delle professioni

Un appello aperto della società civile e delle professioni della comunicazione e dell’informazione per rendere trasparente e partecipato il percorso di rinnovo del contratto di servizio delle Istituzioni con la Rai. Parte la campagna di adesione online alla lettera aperta promossa da Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica (COMPUBBLICA) e INFOCIVICA – Gruppo di Amalfi

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Senza un processo trasparente e partecipato dalla società civile, un atto fondamentale come il contratto di servizio della Rai, la cui scadenza è stata posticipata a settembre 2023, rischia di far perdere all’Italia l’occasione di avere la prima azienda culturale del Paese al passo con i tempi, i valori e le sfide di oggi e dell’immediato futuro.

In una lettera aperta promossa dall’Associazione Italiana della comunicazione pubblica e istituzionale insieme a Infocivica-Gruppo di Amalfi e sottoscritta da un numero crescente di organizzazioni e di esponenti della società civile vengono avanzate tre richieste cogenti:

  • trasparenza dei processi decisionali;
  • priorità del presupposto di “servizio pubblico” per la Rai;
  • valutazione seria ed oggettiva del rispetto degli obblighi da parte della Rai e di tutti i contributi pubblici necessari ad attuare i compiti che le sono affidati.

Secondo i promotori dell’appello, infatti, già la pandemia ha documentato quanto il sistema radiotelevisivo e digitale di servizio pubblico sia il fondamentale riferimento per le persone, soprattutto in momenti emergenziali.

Le sfide culturali dei prossimi anni, tra cui il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda per lo sviluppo sostenibile, la candidatura dell’Italia per l’esposizione universale del 2030 e la costruzione di una società sempre più inclusiva e multiculturale, ma dal chiaro marchio identitario e di tutela delle tradizioni italiane nella traiettoria europea, spingono la società civile ad auspicare un concreto e trasparente lavoro partecipativo per far sì che il contratto di servizio tra il governo e la Rai sia un concreto volano di sviluppo.

La prima azienda culturale del Paese – proseguono i firmatari dell’appello – rappresenta un asset strategico per l’esercizio dei diritti delle persone, in particolare per recuperare alla partecipazione civica la crescente disaffezione elettorale dei cittadini. In quest’ottica il contratto di servizio rappresenta un momento fondamentale per garantire l’efficacia, l’efficienza, l’economicità e l’etica del servizio pubblico in un quadro di trasformazione digitale della media company italiana di servizio pubblico e come tale deve essere oggetto di dibattito e confronto pubblico i più ampi possibili.

APPELLO DELLA SOCIETÀ CIVILE E DELLE PROFESSIONI  SUL CONTRATTO DI SERVIZIO RAI

promosso da:

COMPUBBLICA (Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e Istituzionale)

INFOCIVICA – Gruppo di Amalfi

Il Contratto di Servizio tra la RAI e il Governo definisce l’attività che la Società concessionaria svolge ai fini del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. È il documento che sancisce gli obblighi del servizio pubblico della comunicazione, la cui scadenza era prevista a marzo 2023 ed è stata già prorogata al settembre prossimo. La scadenza ha subìto rinvii per il mancato insediamento della Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI in questa legislatura, ma il confronto tra il Ministero competente e la RAI per il rinnovo (sulla base di linee guida emesse dall’AGCOM) è già iniziato, senza che molto se ne sappia e senza che nulla sia stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica, anche specialistica.Per questa ragione, le Associazioni della società civile e professionali e i soggetti che promuovono e sottoscrivono questo appello ritengono che il nuovo Contratto di Servizio RAI debba essere portato all’attenzione dei cittadini e che diventi oggetto di dibattito e confronto trasparente tra i diversi operatori (sociali, professionali, tecnologici) che siano interessati a renderlo non solo uno strumento di orientamento dell’azienda, ma un indispensabile strumento di servizio pubblico nella trasformazione digitale nel nostro Paese. Infatti, il passaggio epocale in corso nel mondo della comunicazione, con l’ingresso impetuoso della Intelligenza Artificiale nella già tumultuosa rivoluzione o trasformazione digitale, impone al Paese di dotarsi di un moderno soggetto di comunicazione, informazione, coesione sociale, stimolo culturale e educativo, che sia al passo con i tempi e possa agire dando la massima produttività alle risorse investite.

I soggetti firmatari chiedono dunque:

  • Trasparenza dei processi decisionali, attenzione dei media e avvio di un serio dibattito pubblico sul rinnovo del Contratto di Servizio, in modo che questo superi le passate routines e porti la RAI a un sollecito rinnovamento, estendendo, il più possibile, il suo sguardo e la sua offerta alle giovani generazioni.
  • Il presupposto di “servizio pubblico” per la RAI divenga assolutamente prioritario, pur restando l’azienda una realtà che opera sul mercato della comunicazione digitale a tutto campo, passando dal concetto di “digital media  company” a quello di “digital media company di servizio pubblico”.
  • Alla rilevanza dei compiti affidati alla concessionaria corrisponda, contrattualmente, una valutazione, altrettanto seria ed oggettiva, di tutti i contributi pubblici necessari ad attuarli, anche attraverso l’individuazione di strumenti di misurazione e operativi che consentano la verifica, reciproca, della loro realizzazione.

Di seguito, in ordine alfabetico, le Associazioni e le organizzazioni che hanno finora aderito, ma l’appello resta aperto e quindi l’elenco sarà continuamente aggiornato. Chi si riconosce negli obiettivi di trasparenza, democraticità e partecipazione espressi dall’appello può infatti sottoscrivelo inviando email a compubblica@compubblica.it presidenza@infocivica.it.

AGE (Ass. Italiana Genitori), AIART (Ass. Cittadini Mediali) Onlus, AICAB (Ass. Italiana Cabarettisti) Aps, AIMC (Ass. Italiana Maestri Cattolici), AISDET (Ass. Italiana della Sanità Digitale e Telematica), ARTICOLO 21, AIIS (Ass. Italiana per l’Integrità della Salute), CENTRO CULTURALE SAN PAOLO Onlus, CNBA (Coordinamento Biblioteche di Architettura), COMPUBBLICA (Ass. Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale), COPERCOM (Coordinamento per la comunicazione), CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo), EUROVISIONI, FARERETE BENE COMUNE Aps, FONDAZIONE ANNA MARIA CATALANO Onlus, FONDAZIONE SALVATORE CRUCITTI Onlus, FORUMSAD (Forum Permanente per il Sostegno a Distanza) Onlus, INFOCIVICA – Gruppo di Amalfi, LIBENTER, MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), MEDIA AID Onlus, PERIOD Think Tank Asp, RADUNI (Associazione italiana degli operatori e dei media universitari), SGI (Stati Generali dell’Innovazione), UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori), UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana), USIGRAI (Unione Sindacale Giornalisti Rai), WECA (Associazione Web Cattolici Italiani).

Comunicazione

I comunicatori pubblici rinnovano i vertici e applaudono Massimiliana Baumann “la Maxi”

I comunicatori pubblici hanno rinnovato i vertici nell’evento di Roma caratterizzato da un lungo applauso per Massimiliana Baumann “la Maxi”, per un trentennio direttore dell’Associazione Comunicazione Pubblica, scomparsa poche ore prima.

Il Consiglio Direttivo per il triennio 2022-2024 è composto da: Carlo Bianchessi, Rosaria Caltabiano, Alfredo D’Ari, Pier Virgilio Dastoli, Anna Chiara Della Monica, Sonia Fiucci, Leda Guidi, Eugenio Iorio, Antonella Lazzarini, Silvia Elena Lodi, Pierdomenico Lonzi, Marco Magheri, Stefano Mirabelli, Angelo Saccà, Yvonne Spadafora, Claudio Trementozzi. Componenti del Collegio dei Probiviri sono stati eletti: Giuseppe Cattaneo, Gabriele Di Nardo, Amelia Tardivo.

La strategia per il nuovo triennio, emersa nell’Assemblea presso lo Spazio Europa, gestito dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea, punterà a consolidare il ruolo dei comunicatori nella società, difendere i diritti dei cittadini sostenendo la crescita professionale dei comunicatori pubblici sul piano culturale, sociale, contrattuale, deontologico, integrando tutte le modalità di relazione tra cittadini e istituzioni con un approccio omnicanale e innovativo. Comunicazione interna, esterna, utilizzo esperto delle piattaforme digitali, tutela della privacy, trasparenza, integrità, immagine coordinata della PA, cerimoniale e protocollo.

Massimiliana Baumann “la Maxi”

Massimiliana Baumann – Foto tratta da Congedi by Stefano Rolando

Mai invadente, ma determinata. Pronta sempre a tenderti la mano, ma molto chiara sul ruolo di “Compubblica”. Massimiliana Baumann, la “Maxi” come tutti i comunicatori italiani erano abituati a chiamarla, non è riuscita a sconfiggere la terribile malattia contro la quale stava combattendo.

Un dolore immenso. Un grande vuoto per tutti coloro che hanno visto nascere e crescere la nostra Associazione. Lei era il direttore per eccellenza. Si occupava delle relazioni istituzionali, di coordinare lo staff per organizzare le attività di Compubblica: dalla formazione alla rivista, dalla newsletter agli interventi diretti quando i bandi non tenevano conto della normativa in vigore.

Ha accompagnato tutte le fasi della nostra associazione e le saremo per sempre grati.

«Oggi con dolore condividiamo con voi – ha detto la presidente Leda Guidi in apertura della giornata assembleare del 24 giugno scorso – la triste notizia della scomparsa alcuni giorni fa di Massimiliana Baumann, direttrice fino all’anno scorso della nostra associazione, stimata e apprezzata per la rigorosa professionalità e la lunga dedizione alla vita e alla crescita di Compubblica, di cui ha fatto parte fin dalla sua costituzione, oltre trent’anni fa.  Massimiliana – per me e per tanti di noi anche la cara amica Maxi, l’ironica, l’acuta e pratica Maxi – ha dato tanto all’Associazione, ha contribuito in modo generoso, intelligente e fermo, con instancabile continuità, anche al superamento di passaggi difficili, di evoluzione e di cambiamento dell’associazione. Ci mancherà moltissimo».

Anche il segretario generale Marco Magheri, nella sua relazione introduttiva all’assemblea ha voluto ricordare l’enorme contributo dato da Massimiliana: «È con il cuore in pezzi che condivido con voi che questa mattina, mentre in questa sala parlavamo del diritto fondamentale alla comunicazione pubblica e istituzionale nella traiettoria europea, il mio cuore e quello di tanti di noi, era a Montevecchia, a dare l’ultimo saluto a Massimiliana Baumann, che ha diretto, sin dalla sua fondazione la nostra Associazione».

Ciao Maxi e grazie per tutto!

Fonte: compubblica.it

Agenda 2030, Comunicazione, Pubblica Amministrazione, Sostenibilità

Comunicazione pubblica e Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile della PA

Appuntamento online il 17 febbraio pomeriggio dalle 16 alle 18 con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e le sfide della comunicazione pubblica per lo sviluppo sostenibile della PA.

Link per iscriversi.

PROGRAMMA

Introducono:

  • Leda Guidi – Presidente Comunicazione Pubblica
  • Pier Virgilio Dastoli – Presidente Movimento Europeo, Italia

Conduce:

  • Marco Magheri – Segretario Generale Comunicazione Pubblica

Intervengono:

  • Enrico Giovannini – Portavoce ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
  • Federico Pizzarotti – Vice Presidente Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani
  • Valerio Lucciarini De Vincenzi – Direttore Generale ALI – Autonomie Locali Italiane
  • Annalisa Rampin – Presidente Intesa programmatica d’area Asolo – Montegrappa

L’incontro gratuito rientra nelle attività formative dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale e riconosce ai partecipanti l’attribuzione di due (due) crediti formativi professionali ai sensi della Legge 4/2013 utili all’attestazione della qualificazione professionale dei comunicatori pubblici.

Contributi su Agenda 2030 in Studio Baroni:

Agroalimentare, Comunicazione, Cultura, Economia, Google, Marketing, Nordest, Regioni, Smart city, Turismo, Veneto, Vicenza, Web 2.0

L’Agenzia veneta Drago Press e RSE lanciano la prima guida turistica multimediale italiana

Semplice, utile e pratica…  sono le caratteristiche della guida turistica multimediale italiana proposta da Drago Press, Agenzia di comunicazione, marketing, web e digital strategy e l’Editore specializzato RSE.

Tra i centinaia di itinerari realizzati su carta si integrano quelli di dettaglio con geo mappe digitali. Ecco un esempio con a tema Vicenza e l’Arte Palladiana su Google Maps:

Fondata in Veneto negli anni Novanta, Drago Press è presente a Londra, Milano, Bologna e Roma con uffici di rappresentanza. Opera su scala nazionale e internazionale con un team di professionisti capaci di assistere efficacemente strutture che operano nel turismo e nel food&beverage, ma anche luxury, medical, wellness e hotellerie.

GLI OBIETTIVI – Il progetto parte dalla necessità di far conoscere e apprezzare l’arte, la cultura, l’artigianato, i prodotti tipici e le bellezze naturali del nostro Bel Paese. Si tratta di una guida tascabile illustrata e contenuti multimediali a portata di rapido clic con smartphone e ogni strumento digitale. RSE e Drago Press propongono la collana di itinerari, realizzati in modo attento regione per regione, dove l’enogastronomia si fa sintesi perfetta tra cultura e gusto in antichi borghi, città storiche e contesti emozionali che lasciano spazio anche al relax delle aree termali e all’adrenalina dei parchi divertimento.

GLI ITINERARI – Ogni itinerario prevede cinque pagine che conducono alla scoperta del territorio e la sesta dedicata alla descrizione di un sito di ristorazione dove assaporare le specialità tipiche di quella zona. Ogni percorso sviluppa conoscenza su ciò che già è noto e su ciò che ancora non lo è, andando a ricercare piccole e grandi ricchezze storico-artistiche. Un percorso alla scoperta delle eccellenze artigianali e agroalimentari, dei prodotti De.Co., DOC, DOP, IGP e non solo.

LA NOVITA’ – La peculiarità innovativa della guida è che tutti i luoghi descritti dagli itinerari sono dotati di un collegamento ipertestuale che rimanda dal cartaceo al fantastico mondo multimediale, anche con geo mappe su Google Maps. Ogni itinerario è caratterizzato da collegamenti diretti a pagine web con la descrizione del sito d’interesse, dei monumenti presenti nell’area e dei prodotti tipici locali. Mentre l’avventore gusta le pietanze preparate dal ristorante recensito può consultarne la ricetta, scoprire i consigli sulle modalità di preparazione e la storia che ha reso famoso quel piatto. Il progetto coinvolge anche Regioni, Comuni ed Enti Turistici che mettono a disposizione del cittadino i contenuti multimediali presenti nelle loro pagine web.

CHI SCRIVE – Gli itinerari sono realizzati da giornalisti esperti che vivono, conoscono e apprezzano valori, cultura, enogastronomia e risorse del territorio di cui raccontano.

Comunicazione, digitale, Economia, Etica, Facebook, Marketing, Twitter, Verona, YouTube

“BUONDI’ MORTA”, il meteorite che ammazza la mamma (e anche il papà). Ecco come resuscita il marchio Motta con il polemic viral branding.

Certo che l’ironia ci sta, è pubblicità!

Certamente sono anche comprensibili le ire di tante mamme oppure quelle dell’Aiart e di tutte le persone che in questi giorni stanno manifestando. Esprimono reazioni di condanna  verso gli spot della merendina Buondì Motta, quelli realizzati dall’agenzia londinese Saatchi & Saatchi  (video spot 1 mamma e 2 papà).

Colpisce vedere la mamma disintegrata (e poi anche il papà). E’ quello che volevano i creativi degli spot? Volevano far parlare del Buondì Motta e farlo diventare un marchio virale? Se sì l’obiettivo è stato raggiunto.

Come è stato raggiunto lo scopo? Facendo leva sulla potenza mediatica della polemica. Considerato che Saatchi & Saatchi è una tra le più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, è probabile che abbiano progettato gli spot sapendo che avrebbero generato polemiche e calamitato attenzione.  Come diceva Niccolò Machiavelli “il fine giustifica i mezzi”. In tal senso definisco queste tipologie di azioni come polemic viral branding.

Insomma, quale giornale, quale tv, quale radio e su quale social network trovi spazio per la notizia di uno spot pubblicitario? Ovviamente su nessuno. “Pagare moneta, vedere cammello!”. Se vuoi diffondere pubblicità devi pagare. Invece, alimentando ad arte le polemiche, i furbi dell’agenzia inglese brexizzata stanno ottenendo una vastissima copertura nazionale a gratis.

Solo per fare alcuni esempi, la notizia è su Mediaset, la Repubblica, Corriere della Serail Giornale, il Fatto Quotidiano e sta avendo migliaia e migliaia di condivisioni, post e commenti su Facebook, twitter e WhatsApp, etc etc. Se questo accade in Italia, lo sarà di sicuro anche per il branding nei mercati esteri.

Ragionando in termini di marketing e lasciando gli aspetti etici in sospeso, credo sia un buon risultato per gli obiettivi di branding e, ancor meglio, di viral branding. Ottimo per attirare attenzione verso il marchio Motta. Era molto apprezzato con tanti consumatori affezionati, un marchio di successo, ma abbastanza sottotono da parecchi anni con campagne più recenti forse mal riuscite. Come non ricordare invece le simpatiche pubblicità anni ’80 della Girella Motta? E quella dello storico Buondì Mottà che in uno spot aveva come testimonial Raffaella Carrà.

Ora, merito del polemic branding, tanti ne parlano. Dare una massiccia rinvigorita al marchio Motta, anche in chiave innovativa per far viralizzare sui social e generare nuovi influencer, eccome se serve all’azienda veronese Bauli. E’ sicuramente utile e incide in modo quasi subliminale sui circuiti neurali involontari dei consumatori che si trovano a scegliere quali merendine mettere nel carrello della spesa. Che piaccia o meno la pubblicità avrà sicuramente un effetto positivo sulle vendite. Di certo aumenteranno per almeno un paio di motivi. 

Ormai il popolo dei consumatori è condizionato. Grazie alle polemiche e al fatto che se ne parla, si discute e si litiga in modo capillare, la gente sta vivendo un’esperienza emozionale che condiziona . Il secondo motivo è conseguente al condizionamento emotivo ed è puramente statistico e probabilistico. Cioè, l’effetto mediatico e social ha attirato (v. qui tecnica AIDA) curiosità e interesse di molte centinaia di migliaia di persone, se non milioni. Di queste, una gran parte è favorevole allo spot. Come si legge in tanti commenti sui social lo trova “divertente”, c’è chi si schiera a difesa di Motta e chi contro e vuole condanna. Tra la gente che è favorevole allo spot è statisticamente dimostrabile che una gran parte non ha mai acquistato una confezione di Buondì Motta. Perciò è probabile che, davanti agli scaffali di supermercati e negozi, sceglieranno Motta.

Mi permetto di fare solo 2 critiche allo spot originale.

  1. Quello che si vede cadere nello spot doveva essere chiamato meteorite. Se non è stato fatto apposta, la scelta dell’Agenzia è discutibile,  nel senso dell’attribuzione del nome data al “soggetto” principale dello spot, ovvero il masso infuocato che ammazza mamma e papà. Astronomia di base poiché è quasi impossibile che un asteroide precipiti sulla Terra. Gli asteroidi sono masse in orbita solare tra Marte e Giove.  L’unico motivo plausibile di chiamarlo con altro nome sta nel fatto che lo scorso 1 settembre un asteroide è passato a circa 7 milioni di chilometri dalla Terra e ripasserà nell’anno 2.500. Secondo Focus ogni giorno cadono sulla Terra tra i 10 e 50 meteoriti, un motivo in più per dare maggiore realismo alla finzione dello spot. Eppoi, nel linguaggio comune, il concetto del meteorite è spesso usato per fare dei paragoni circa le improbabilità di un evento. Quindi, il termine meteorite è di più facile presa e immediata comprensione verso un pubblico più ampio di quello che conosce il termine asteroide.
  2. La voce stridula e il testo della bambina sono scelte criticabili. Viene percepita come antipatica e saccente in primis dagli stessi bambini (anche loro influencer tra gli scaffali dei market) e dagli adulti che vedono lo spot. A quell’età i bambini non dicono “vorrei una colazione leggera ma decisamente invitante, che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e di golosità”. Una voce meno artefatta e irritante, da vera bambina e un testo più semplice e immediato, avrebbero sicuramente aumentato l’efficacia dello spot.

Concludo con degli apprezzamenti verso il genio creativo di Andrea Camerini.

  • In primo luogo per la divertente parodia dei due spot originali. Ironicamente parlando, si fa “giustizia” perché viene fatta fuori anche la bambina che già si pregustava un futuro di merendine senza quei rompiscatole di genitori. Infatti, al termine dello spot Camerini specifica che “nessuna mamma, papà o figlio sono stati maltrattati durante le riprese. Però, tutti e tre, hanno poi avuto problemi di meteorismo.”.
  • Infine, gran merito a Camerini per le conoscenze astronomiche fondamentali. Infatti, nella parodia l’ha correttamente chiamato meteorite.

vb

p.s. 1 Magari a Natale ci aspetta lo spot del panettone Motta con gli omini verdi che scendono da Marte cavalcando i meteoriti? In ogni caso, per i prossimi spot, sarebbe da consigliare quelli della Bauli di chiedere consulenza a Camerini, magari anche risparmiano.

p.s.2 Video intervista di fanpage ad Alessandro Orlandi, creative director dell’agenzia Saatchi & Saatchi: “Le critiche? Tutto studiato, abbiamo raggiunto l’obiettivo”.

Comunicazione, digitale, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Responsabilità Sociale, Ricerca, Sanità, Sistemi gestionali, Smart city, Società della Conoscenza, Sostenibilità, Statistiche, Veneto

In Veneto addio “ricetta rossa” da mercoledì 1 aprile 2015. Nuovo traguardo digitale nella Sanità.

Non è un pesce d’aprile*, il Veneto cambia davvero.

Il Consorzio Arsenal.IT, dopo i 72 milioni di € già fatti risparmiare alla popolazione veneta, il premio nazionale eGov e i 2 milioni di € all’anno risparmiati per ritirare i referti medici, informa che tra una settimana sarà più semplice e più veloce ottenere le ricette e le prenotazioni, anche cambiare le date per le cure.

Residenti di tutto il Veneto fate attenzione il prossimo mese. Famiglie e persone che lavorate nelle aziende, titolari nell’Artigianato, nel Commercio, Agricoltura, lavoratori professionisti che avete bisogno della prescrizione medica per le cure sanitarie specialistiche. Dalla settimana prossima, quando andrete dal medico di famiglia/medicina generale, non ci sarà più il solito foglietto colorato di rosso. Tutte le persone riceveranno una nuova ricetta senza particolari colori, cioè sarà bianca. Per questo lo slogan della campagna di comunicazione lanciata da Arsenàl.IT è “Cambia il colore, aumenta il valore”.

mr clic 1 aprile 2015 - addio ricetta rossa - cambia il colore aumenta il valore - Arsenàl.IT bb  - CSR ISO 26000 vb

Dal 1 aprile 2015 anche le prescrizioni di visite e prestazioni specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio diventano digitali. Si completa così il percorso di dematerializzazione del ciclo prescrittivo avviato all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale (FSEr) il 1 settembre 2014 quando un promemoria bianco ha sostituito la ricetta rossa farmaceutica.

La nuova procedura garantisce di avere a disposizione in tempo reale in un sistema unico regionale dati verificati delle prestazioni prescritte e prenotate dai cittadini. Il Veneto è la prima regione in Italia che procede a digitalizzare il ciclo prescrittivo attraverso l’attivazione di un sistema di accoglienza regionale oltre a quello previsto per legge a livello di Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cosa cambia? Dal 1 aprile tutta la gente veneta che necessita di una prescrizione di visite e prestazioni specialistiche, esami diagnostici e di laboratorio, al posto della consueta ricetta rossa riceveranno dal medico un promemoria stampato su carta bianca. Una precauzione che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di adottare per evitare disservizi. In un prossimo futuro anche il promemoria scomparirà e l’utente potrà basterà rivolgersi agli sportelli, identificandosi con la Tessera Sanitaria (TS-CNS).

La vera novità sta nel fatto che le innovazioni permetteranno di digitalizzare via via tutti i dati sanitari della popolazione collegati alla prescrizione e, quindi, al suo percorso di cura. Dati disponibili ovunque e in qualsiasi momento on line: questo l’obiettivo del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, chiave di volta per l’accesso ai propri dati da parte dell’assistito, ma soprattutto occasione per garantire migliori processi di cura da parte dei professionisti della sanità.

Alcuni vantaggi reali offerti dalle innovazioni digitali:

  • riduzione tempi delle varie liste d’attesa;
  • eliminazione errori e doppie prenotazioni;
  • garanzia Regionale di conoscenza in tempo reale in merito all’andamento della situazione;
  • monitoraggio costante circa l’effettivo numero e genere di prestazioni prescritte e prenotate dalle persone;
  • gestione intelligente dei dati raccolti e verificati sulla base di un sistema unico regionale.

Quindi, da mercoledì 1 aprile, tutte le persone che prenoteranno una prestazione in una delle aziende ospedaliere o sociosanitarie del Veneto, non potranno più utilizzare il promemoria per una seconda prenotazione in altra struttura. Infatti, grazie al digitale, sarà più semplice procedere ad un cambio di data o sede. Tutto si farà con un clic perché il nuovo sistema Veneto velocizza i tempi della burocrazia.

Per informare la popolazione del Veneto, è già partita la campagna di comunicazione dal titolo “Cambia il colore, aumenta il valore”. Sono disponibili depliant e locandine, video e siti web che spiegano come la ricetta digitale sia una tappa essenziale verso il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale (FSEr).

L’iniziativa è coordinata da Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, il FSEr. Attraverso una complessiva riorganizzazione dei sistemi informativi sanitari di ogni azienda è in corso la rivoluzione dei servizi di cura al fine di garantire una assistenza sociosanitaria più puntuale, efficiente e sostenibile.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pesce_d%27aprile

fonti immagini e video > @consorzioarsenal.it   
[bb (CSR ISO 26000) vb]
Comunicazione, Creative Commons, Cultura, digitale, Etica

Creative Commons… anche in Italia siamo 4.0. Scopri il nuovo modo per essere davvero Internazionale e GLOCAL, per condividere il tuo LOCAL in tutto il mondo

è arrivato creative commons 4.0-its here-275 - by www.creativecommons.itSono da poco uscite le infografiche sullo stato di Creative Commons nel mondo. I dati sono davvero sorprendenti e in forte crescita. Dal 2008 “studio baroni” aderisce agli standard internazionali della condivisione responsabile. Da qualche anno essi possono essere sviluppati anche in chiave ISO 26000, cioè guidati dai suoi 7 temi fondamentali ovvero: 1. governo (governance) dell’organizzazione; 2. diritti umani; 3. rapporti e condizioni di lavoro; 4. ambiente; 5. corrette prassi gestionali; 6. aspetti specifici relativi ai consumatori; 7. coinvolgimento e sviluppo della comunità. Nel 2013 approfondivamo l’argomento qui 

Come scrive il sito nazionale di Creative Commons, le licenze 4.0 sono già attualmente utilizzabili. Esse presentano un testo ad hoc, valido in tutto il mondo. Dopo USA e UK (i primi a partire in chiave Diritto Anglosassone “common law“), anche noi italiani e con tutte le regioni del nostro Bel Paese, siamo entrati in quella che ci piace chiamare “Era della Condivisione Internazionale GLOCAL”.

Simone Aliprandi, nel suo blog “nuove sfide per il diritto d’autore nell’era digitale”, ha da poco pubblicato un interessante sondaggio con l’obiettivo di stimolare il dibattito e a fare successive riflessioni. Aliprandi, nel marzo 2014, aveva lanciato una call pubblica utilizzando strumenti Web 2.o Open Source come il blog al quale ha unito il form realizzato con GoogleDocs. Ecco i risultati:

sondaggio uso Creative Comnons INFOGRAFICA byy Simone Aliprandi - cc 2014
Autore: Simone Aliprandi , fonte: http://aliprandi.blogspot.it

Merita ricordare che, dal dicembre 2012, il Lead di Creative Commons Italia è Federico Morando, attualmente managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN). Il Centro Nexa (Dipartimento di Automatica e Informatica) nasce a partire dalle attività di un gruppo di lavoro multidisciplinare a livello tecnico, giuridico ed economico.

I primi passi di Creative Commons in Italia

18 novembre 2003: il professor Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons e all’epoca docente a Stanford, annuncia a Torino l’inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons italiane. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per la parte tecnica.

16 dicembre 2004: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con festa) di lancio delle licenze CC italiane. In quella occasione il prof. De Martin diviene Lead del gruppo di lavoro CC Italia, col prof. Ricolfi nel ruolo di Legal Lead.

Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto con la SIAE

Nel dicembre 2008, a Roma, venne formalizzata la costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del gruppo di lavoro Creative Commons Italia (comunicato stampa).

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Le licenze Creative Commons sono lo standard per la condivisione di contenuti gratuiti on-line per i singoli autori, governi, fondazioni e accademici. Le licenze CC hanno cambiato il modo in cui funziona Internet, fornendo una funzione fondamentale per alcune delle più grandi piattaforme di contenuti sul web. Il risultato è un maggiore accesso al sapere e alla cultura per tutti, ovunque.

creative commons numer of licensed work - licenze trend 2006 2010 2014 - studio baroni cc by 4.0 - ISO 26000 - rif. cc sotc2

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Nuova guida ai finanziamenti europei

Guida ai finanziamenti europei 2014 ricerca sviluppo tecnologico ambiente agricoltura fiscalità dogane innovazine infrastrutture formazione dg home cooperazione salute sicurezza fiscalità dogane istruzione cultura competitività

download -Guida ai Finanziamenti Europei 2014 – by Unioncamere Veneto

Circa 11 mesi fa la Commissione Europea aveva diffuso un innovativo comunicato stampa. Spiegava come l’Unione ha inteso ricalibrare la Politica di Coesione per l’Europa al fine di massimizzare l’impatto sulla crescita e l’occupazione. La comunicazione venne articolata nei 10 punti riportati più avanti, restando in questo post.

Prima di approfondire i 10 punti, “studio baroni” suggerisce di tener conto del bilancio europeo 2014-2020. La Politica di Coesione investirà 325 miliardi di euro negli Stati membri. Sono interessate soprattutto le regioni ed anche le città europee di qualsiasi dimensione.

Lo scopo della Commissione è orientato a realizzare importanti macro obiettivi in tema di crescita e occupazione. In particolare, sul tema Coesione, vedi qui come si stavano sviluppando gli indirizzi del Governo Italiano.

La notizia di questi giorni è l’avvenuta pubblicazione, da parte di Unioncamere Veneto, della “Guida ai finanziamenti europei“, in versione aggiornata 2014.

Anche questa modalità di comunicazione è interessante perché, a Nordest, il Sistema Camerale ha offerto la possibilità (a tutti gli enti, imprese ed organizzazioni) di seguire passo dopo passo la materia nel corso degli anni.

Per esperienza diretta e, nel richiamare il linguaggio digitale, “studio baroni” evidenzia la buona pratica Pubblica che, in questo questo post, viene intesa sottoforma di “Pubblic Release”. In Francia, giusto per avere un modello statale di riferimento, sanno fare molto bene la Pubblica Amministrazione. Ovvero, i francesi non fanno le riforme e le controriforme come in Italia che spesso si impantanano nelle pastoie dei veti e controveti incrociati, talvolta incomprensibili, sia dalle aziende che dalla stessa popolazione italiana.

“Public Release”, anche nel senso di aggiornare efficacemente la PA con semplicità. Come si fa con le nuove versioni dei software o delle app. Le release, nel linguaggio digitale, possono avere intensità “minor” oppure “major” quando si fa un cambiamento abbastanza radicale.

I francesi, che hanno un oliato sistema deliberativo, sono semplici ed efficaci, come una vera e propria “macchina” della PA. In pochissimo tempo riescono ad implementare le innovazioni. Ci sono moltissimi casi che si potrebbero citare. Così facendo riescono, senza troppa fatica e intoppi burocratici, ad adattarsi allo sviluppo e guidare responsabilmente la propria società contemporanea d’oltralpe. In questo modo ne traggono beneficio tutti, in particolar modo le aziende che hanno riferimenti utili e sicuri. Sono soddisfatti che i loro enti locali perché riescono a stare “al passo con i tempi” in modo intelligente e – soprattutto – nell’interesse generale del loro Paese per il Bene Comune.

Per fare un altro esempio, forse ancora più calzante, è come parlare dello sviluppo di un modello auto. In questo senso, viene più facile pensare ai passi evolutivi, fatti nel tempo dal 1974, dalla Volkswagen con la mitica Golf. Più di altre case automobilistiche, ha saputo comunicare bene le “Auto Release”. Coerenza nel nome del modello e nelle forme dell’auto, migliorando, innovando e progredendo in bellezza, comfort e sicurezza.

Quindi, nel prendere spunto dai concetti di “Public Release” ed “Auto Release”, ecco gli elementi chiave circa questa nuova release UE nei suoi 10 punti essenziali:

  1. Investire in tutte le regioni dell’UE e adattare il livello di sostegno e il contributo nazionale (tasso di cofinanziamento) ai loro livelli di sviluppo: regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE-27); regioni in transizione (PIL dal 75% al 90% della media UE-27); regioni più sviluppate (PIL > 90% della media UE-27). 
  2. Indirizzare le risorse sui settori chiave per la crescita: gli investimenti a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) verranno concentrati su 4 priorità chiave: innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) ed economia a bassa emissione di carbonio, a seconda della categoria della regione (meno sviluppata: 50%, in transizione: 60% e più sviluppata: 80%). Circa 100 miliardi di euro saranno consacrati a questi settori, dei quali almeno 23 miliardi di euro serviranno a sostenere il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio (efficienza energetica ed energie rinnovabili). In relazione a ciò le risorse del FESR saranno soggette a un’opportuna ripartizione (regioni meno sviluppate: 12%, in transizione: 15% e più sviluppate: 20%). Circa 66 miliardi di euro saranno consacrati alla priorità Reti transeuropee di trasporto nonché a progetti per l’infrastruttura ambientale chiave per il tramite del Fondo di coesione. Grazie al Fondo sociale europeo (FSE) la politica di coesione recherà un contributo significativo alle priorità unionali nel campo dell’occupazione, ad esempio mediante azioni di formazione e di apprendimento permanente, di istruzione e di inclusione sociale (almeno il 20% dell’FSE sarà stabilito in funzione delle esigenze di ciascuno Stato membro dovrà essere impiegato per questo obbiettivo). Lo stanziamento minimo per l’FSE sarà stabilito da ciascuno Stato membro, con un minimo predefinito, per un totale di almeno 70 miliardi di euro. La nuova iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, del valore di almeno 6 miliardi di euro, correlata all’FSE, sosterrà l’implementazione della garanzia per i giovani.
  3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e misurabili e parametri di responsabilità e di risultato: i paesi e le regioni dovranno annunciare sin dall’inizio quali obiettivi intendono raggiungere con le risorse disponibili e identificare esattamente in che modo misureranno i progressi compiuti in direzione di tali obiettivi. Ciò consentirà il monitoraggio regolare e la discussione sull’uso delle risorse finanziarie. Ciò significherà che per i programmi che presentano migliori risultati potranno essere resi disponibili finanziamenti addizionali (attraverso la cosiddetta “riserva di efficacia ed efficienza”) verso la fine del periodo.
  4. Definire condizioni prima che i finanziamenti vengano convogliati in modo da assicurare investimenti più efficaci: ad esempio, le strategie di “specializzazione intelligente” volte a identificare i punti di forza particolari e le potenzialità, le riforme favorevoli all’imprenditoria, le strategie dei trasporti, le misure per migliorare i sistemi di appalti pubblici, il rispetto delle normative ambientali, le strategie di lotta contro la disoccupazione e contro la dispersione scolastica o quelle a promozione della parità tra i generi e della non-discriminazione sono tutte precondizioni irrinunciabili.
  5. Definire una strategia comune per assicurare un migliore coordinamento ed evitare le sovrapposizioni: un quadro strategico comune costituirà la base per un migliore coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nella loro qualità dei tre fondi che partecipano alla politica di coesione nonché il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Tale quadro consentirà inoltre di assicurare un migliore collegamento con altri strumenti unionali come Orizzonte 2020, il meccanismo per collegare l’Europa e il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale.
  6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’uso degli investimenti unionali attraverso un insieme comune di regole per tutti i Fondi strutturali e di investimento europei nonché regole di contabilità più semplici, oneri di rendicontazione più mirati e un maggior uso delle tecnologie digitali (“e-cohesion”).
  7. Accrescere la dimensione urbana della politica stanziando un importo minimo delle risorse a valere sul FESR per progetti integrati nelle città, al di là degli altri tipi di spesa consacrata alle zone urbane.
  8. Rafforzare la cooperazione transfrontaliera e agevolare la costituzione di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Assicurare inoltre che strategie macroregionali come quella danubiana e del Baltico siano sostenute dai programmi nazionali e regionali.
  9. Assicurare che la politica di coesione sia meglio correlata alla più ampia governance economica dell’UE: i programmi dovranno essere coerenti con i programmi di riforma nazionali e dovrebbero affrontare le riforme pertinenti identificate nelle raccomandazioni per paese nel contesto del semestre europeo. Se del caso la Commissione può chiedere agli Stati membri, facendo leva sulla cosiddetta clausola di “condizionalità macroeconomica”, di modificare i programmi per sostenere le principali riforme strutturali. In ultima istanza la Commissione può sospendere l’erogazione dei finanziamenti se le raccomandazioni economiche venissero violate ripetutamente e gravemente.
  10. Incoraggiare l’uso degli strumenti finanziari per dare alle PMI maggiore sostegno e accesso al credito: i prestiti, le garanzie e il capitale netto/di ventura riceveranno un sostegno dai fondi dell’UE sulla base di regole comuni, allargando le possibilità del loro uso e erogando incentivi (ad esempio, tassi di cofinanziamento più elevati). L’accento posto sui prestiti piuttosto che sulle sovvenzioni dovrebbe migliorare la qualità dei progetti e scoraggiare la dipendenza dalle sovvenzioni.