digitale, Innovazione, Ricerca, Società della Conoscenza

Presentato lo schermo elettronico flessibile

Studio Baroni schermo elettronico flessibile La Repubblica

vedi qui il video

La notizia arriva dall’inviato di Repubblica Giampaolo Cadalanu, dopo 10 anni di ricerca e 180 millioni di € investiti, è pronto ad entrare in commercio lo schermo elettronico flessibile, capace di restituire immagini e video e allo stesso tempo di stare arrotolato dentro una cartella.

digital plastic studio baroni

E’ prodotto dalla “Plastic Logic“, un’azienda di Cambridge (Massachusetts) e per il “Times” sarà un quotidiano magico, come la “Gazzetta del Profeta” letta da Harry Potter.

Il Plastic Logic ha le dimensioni di un foglio A4 e si basa su una tecnologia simile a quella dei lettori elettronici: lo schermo non è a cristalli liquidi, ma a nanosfere, dunque non consuma energia se resta acceso, ma solo quando si gira pagina. A dargli vita non è il consueto microchip di silicio, ma uno di plastica.

I primi schermi Plastic Logic verranno commercializzati negli Stati Uniti all’inizio dell’anno nuovo, a un prezzo simile a quello del lettore rigido Kindle della Amazon, concorrente diretto, cioè attorno ai 300 dollari. In Europa il quotidiano arrotolabile arriverà verso fine 2010 o inizio 2011.

L’avvio della produzione è questione di qualche mese. Per la verità l’azienda è già pronta, ma ci sono ancora perplessità di marketing, dice il vicepresidente della Plastic Martin Jackson: “La gente si preoccupa che lo schermo possa rompersi se lo arrotola e lo mette in cartella”.

digitale, enterprise, Eventi, Social Network, Società della Conoscenza, Web 2.0

Sviluppa le tue idee con MIND THE BRIDGE!

mind the bridge

Sfrutta le opportunità di mentoring, networking e business development fornite dalle associazioni e individui partecipanti nell’iniziativa. Cogli l’occasione per entrare in diretto contatto con l’ecosistema imprenditoriale unico della Silicon Valley.

 

Scarica la documentazione per partecipare (scadenza 25 agosto!)

 

Ecco importanti appuntamenti a breve:

 

            gymgymgym

  • 17 settembre milano (politecnico) presentazione di “The Gym“, cioè il lab in Silicon Valley dove staranno un periodo le imprese selezionate

   venturecamp

  • 6-7 novembre milano (Corriere della Sera) VentureCamp con presentazione dei Business Plans e keynote speech di un *nome di spicco* dell’innovazione tecnologica mondiale.

 

Mind the Bridge foundation è una organizzazione senza fini di lucro, nata in California su iniziativa di Marco Marinucci (Business Development manager @Google, Mountain View) con lo scopo di creare uno sbocco in Silicon Vallley per le migliori start-up italiane.

 

L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è molto selettiva, ma proprio per questo è un’ottima occasione per quelle aziende innovative nate in Italia e alla caccia di possibilità per diventare global.

 

Contenuti realizzati in network collaborativo con:

digitale, Domotica, enterprise, Innovazione, Pedagogia, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Social Network, Società della Conoscenza, Web 2.0

Glossario DOMOTICA

 

2.0

Il Web 2.0 è una locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Ning, Twitter, Gmail, WordPress…). La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni ’90, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle email e l’uso dei motori di ricerca.

 

3.0

Il Web 3.0 è un termine a cui corrispondono significati diversi volti a descrivere l’evoluzione dell’utilizzo del Web e l’interazione fra gli innumerevoli percorsi evolutivi possibili. Questi includono: trasformare il Web in un database, cosa che faciliterebbe l’accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano dei browser; sfruttare al meglio le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale; il web semantico; il Geospatial Web; il Web 3D.

 

ADSL

Acronimo che sta per Asymmetric Digital Subscriber Line. Una tecnologia che permette l’accesso a internet ad alta velocità e la trasmissione di una grande quantità di dati. La peculiarità della linea ADSL è che permette di utilizzare i cavi elettronici esistenti e non richiede linee separate per l’invio dei dati da quelle usate per la comunicazioni vocali.

 

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Annuncio pubblicitario su pagina web.

 

B2B o Business-to-Business

Rapporto commerciale diretto tra aziende. Termine generalmente applicato alle transazioni di commercio elettronico.

 

Biometria

La biometria permette di dire che ogni individuo ha caratteristiche: Universali = tutti devono averla; Uniche = due o più individui non possono avere la stessa uguale caratteristica; Permanenti = questa non varia nel tempo; Collezionabili = deve essere misurata quantitativamente. Le tecniche biometriche di identificazione possono essere applicate sia al controllo dell’accesso a luoghi ed informazioni, sia all’autenticazione di informazioni, in sostituzione di sistemi nome utente/parola chiave, o di dispositivi elettronici o meccanici aventi funzione di chiave. L’utilizzo delle tecniche biometriche avviene attraverso un Sistema di riconoscimento biometrico che permette di identificare una persona per una o più caratteristiche biologiche e/o comportamentali, confrontandole con un’immagine presente nel sistema tramite degli algoritmi. In inglese è noto come AIDC= Automatic Identification and Data Capture.

 

Browser

E’ un programma che permette di navigare in internet. Explorer, Firefox, Netscape, Safari sono alcuni dei browser più comuni, software che permettono agli utenti di visualizzare e interagire con le pagine web.

 

Building automation

Letteralmente significa “automazione degli edifici” e identifica quelle costruzioni progettate e realizzate in modo da consentire la gestione centralizzate integrata dei dispositivi tecnologici e informatici della casa. In genere, la building automation fa riferimento ad ambienti particolarmente estesi come alberghi o centri commerciali. Le occasioni di applicazione della domotica risultano le medesime rispetto a quelle degli ambienti domestici ma con evidenti economie di scala e applicazioni più avanzate. La domotica trova applicazione anche nelle imbarcazioni di prestigio e quindi rappresenta un’eccezione al concetto di building automation legato agli spazi immobili.

 

Cablaggio

Il cablaggio riguarda il collegamento fra dispositivi elettrici ed elettronici mediante un cavo che può essere elettrico o bus (linkare questo ultimo termine).

 

Cavo bus

Le informazioni gestite dalla domotica vengono trasmesse per mezzo di un unico cavo bus e non tramite il fascio di cavi elettrici impiegati nei sistemi tradizionali. Il cavo bus consente di trasmettere, ad elevate velocità, un’ampia serie di informazioni in grado di connettere fra di loro più dispositivi utilizzando un unico cavo, semplificando notevolmente il progetto di elettrificazione e le opere murarie. Il cavo bus non trasmette solo la corrente elettrica ma informazioni in forma di pacchetti di dati.

 

Cl@sse 2.0

Progetto di sviluppo sperimentale avviato nel 2009 nelle scuole secondarie di I grado e promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si inserisce nell’ambito del progetto “Scuola Digitale” Il progetto Scuola Digitale-Lavagna per l’innovazione didattica attraverso l’uso delle tecnologie informatiche.

 

Client

In informatica, con client (in italiano detto anche cliente) si indica una componente che accede ai servizi o alle risorse di un’altra componente, detta server. In questo contesto si può quindi parlare di client riferendosi all’hardware o al software. Un computer collegato ad un server tramite una rete informatica (locale o geografica) ed al quale richiede uno o più servizi, utilizzando uno o più protocolli di rete è un esempio di client hardware. Un programma di posta elettronica è un esempio di client software.

 

Cronotermostato

E’ un dispositivo dedicato alla gestione del riscaldamento domestico. Il suo funzionamento è gestito da un timer impostato dall’utente. Diverse tipologie di cronotermostato si possono integrare nella domotica e utilizzarli come dispositivi di controllo dell’intero sistema e quindi, per esempio al cronotermostato si possono associare la gestione di un evento oppure più eventi in sequenza o scenari.

 

Database

In informatica, il termine database, banca dati, base di dati (soprattutto in testi accademici) o anche base dati, indica un archivio strutturato in modo tale da consentire la gestione dei dati stessi (l’inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di applicazioni software. Il database è un insieme di informazioni, di dati che vengono suddivisi per argomenti in ordine logico (tabelle) e poi tali argomenti vengono suddivisi per categorie (campi). Informalmente e impropriamente, la parola “database” viene spesso usata come abbreviazione dell’espressione Database Management System (DBMS), che si riferisce a una vasta categoria di sistemi software che consentono la creazione e la manipolazione efficiente di database.

 

Dispositivo domestico

All’interno di una abitazione sono previsti dispositivi elettrici ed elettronici programmati per svolgere mansioni particolari: conservare a basse temperature i cibi (congelatore), riprodurre filmati (televisore), rilevare infrazioni (antifurto), registrare le immagini (videosorveglianza), ecc. La forza di integrazione della domotica, consente di mettere i dispositivi domestici in comunicazione fra loro e il loro coordinamento viene operato dalla domotica.

 

Domotica

La domotica si occupa dell’automazione dei dispositivi elettronici e meccanici presenti negli ambienti domestici, come l’apertura di porte e serramenti, oppure l’accensione di luce e riscaldamento. In particolare, la domotica si pone obiettivi di semplificazione delle routine domestiche, garantire la sicurezza delle persone e produrre risparmio energetico, attraverso l’ausilio di un sistema elettronico progettato per gestire in autonomia i processi ripetitivi e poco performanti, prima svolti dall’utente stesso. Un esempio: prima di uscire di casa, basta premere un semplice interruttore per spegnere contemporaneamente le luci, abbassare le tapparelle e inserire l’antifurto.

 

“Domotica FVG”

E’ un progetto avviato in Friuli Venezia Giulia per la diffusione e trasferimento di innovazioni tecnologiche in tutti gli ambienti confinati. L’obiettivo punta a rendere la regione Friuli Venezia Giulia il riferimento internazionale per la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la diffusione dei sistemi domotici, favorendo il trasferimento di tecnologie tra contesti industriali diversi allo scopo di sviluppare nuovi prodotti ed applicazioni a costi competitivi.

 

Doppino

E’ sinonimo di cavo bus. Le informazioni gestite dalla domotica vengono trasmesse per mezzo di un unico cavo bus e non tramite il fascio di cavi elettrici impiegati nei sistemi tradizionali. Il cavo bus consente di trasmettere, ad elevate velocità, un’ampia serie di informazioni in grado di connettere fra di loro più dispositivi utilizzando un unico cavo, semplificando notevolmente il progetto di elettrificazione e le opere murarie. Il cavo bus non trasmette solo la corrente elettrica ma informazioni in forma di pacchetti di dati.

 

Dorsale tecnologica

La dorsale tecnologica rappresenta lo scheletro che consente il funzionamento della domotica, composto da moduli e cavo bus. Ogni modulo è contraddistinto da intelligenza artificiale e indipendente: non esiste un unico centro operativo. La trasmissione dei dati necessari alla comunicazione e al funzionamento della domotica, organizzati in pacchetti, viene gestita secondo una intelligenza distribuita fra i singoli moduli, per mezzo del cavo bus. In caso di malfunzionamento di uno di essi, l’impianto produce auto organizzazione e rimane in funzione per la restante parte rimasta in efficienza.

 

Elettronica

E’ una scienza che studia la propagazione degli elettroni e le sue possibili applicazioni, come la realizzazione di circuiti elettrici. L’elettronica si divide in due branche: analogica e digitale.

 

Elettrosmog

E’ l’inquinamento elettromagnetico prodotto dalla tensione della corrente elettrica che alimenta i vari dispositivi elettrici ed elettronici. Le prese elettriche e gli interruttori rappresentano alcune fonti dell’inquinamento. Gli impianti domotici utilizzano tensioni elettriche venti volte inferiori rispetto alle soluzioni tradizionali e quindi riducono l’elettrosmog.

 

Ethernet

Tecnologia utilizzata per la realizzazione di reti locali (LAN).

 

Extranet

Applicazione e architettura di rete complessa che consente ad una azienda di comunicare con soggetti esterni con i quali deve con regolarità scambiare dati e informazioni (agenti, fornitori, clienti, ecc.).

 

Filodiffusione

Tecnologia che consente di ascoltare programmi radiofonici in tutte le stanze di una casa o di un ufficio. La radio è “diffusa” grazie a una rete di telecomunicazioni che utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti dalla telefonia fissa.

 

Firewall

In Informatica, nell’ambito delle reti di computer, un firewall (termine inglese dal significato originario di parete refrattaria, muro tagliafuoco, muro ignifugo; in italiano anche parafuoco o parafiamma) è un componente passivo di difesa perimetrale che può anche svolgere funzioni di collegamento tra due o più tronconi di rete.

 

Fotovoltaico

Impianto che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica. Questo tipo di impianti beneficia di incentivi statali perché utilizza una fonte rinnovabile, il sole, e non produce inquinamento.

 

Georeferenziazione

Per georeferenziazione si intende l’attribuzione ad un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica; tale posizione è espressa in un particolare sistema geodetico di riferimento. La georeferenziazione è usata nei sistemi GIS, tanto da essere applicata sostanzialmente ad ogni elemento presente, pixel componenti un’immagine, elementi vettoriali come punti, linee o poligoni, e persino annotazioni. Per fare esempi più comuni e conosciuti, un esempio di sistema in cui gli elementi vengono georeferenziati è Google Maps, in cui è possibile cercare negozi o località di interesse dei quali vengono fornite non solo le tipiche informazioni che restituisce un motore di ricerca, ma viene evidenziato sulla mappa la posizione geografica ad essi riferita.

 

Geoweb

Geospatial Web o Geoweb è un termine relativamente nuovo, che comporta la fusione dei geografica (basati sulla localizzazione) di informazioni con il sommario di informazioni che attualmente domina il Internet.

 

GSM

Acronimo che sta per Global System for Mobile communication, è uno standard adottato dai principali operatori di telefonia per le comunicazioni via cellulare, che rispetto alle precedenti tecnologie usa il canale digitale.

 

Home automation

Termine inglese che indentifica la domotica. La domotica si occupa dell’automazione dei dispositivi elettronici e meccanici presenti negli ambienti domestici, come l’apertura di porte e serramenti, oppure l’accensione di luce e riscaldamento. In particolare, la domotica si pone obiettivi di semplificazione delle routine domestiche, garantire la sicurezza delle persone e produrre risparmio energetico, attraverso l’ausilio di un sistema elettronico progettato per gestire in autonomia i processi ripetitivi e poco performanti, prima svolti dall’utente stesso. Un esempio: prima di uscire di casa, basta premere un semplice interruttore per spegnere contemporaneamente le luci, abbassare le tapparelle e inserire l’antifurto.

 

Inbound

Applicato alla telefonia il temine indica le comunicazioni in entrata ed è il contrario di outbound che indica quelle in uscita.

 

Intelligenza distribuita

La struttura della domotica (dorsale tecnologica) è composta da moduli dotati di intelligenza artificiale e indipendente, collegati fra loro da un cavo bus. L’indipendenza di ciascun modulo consente di ottenere un sistema non gestito da un’unica centrale operativa e questo consente di distribuire i compiti fra i moduli installati. L’intelligenza distribuita consente di evitare il blocco dell’intero impianto in caso di malfunzionamento di una delle componenti. In caso di guasto di un modulo, i flussi vengono reindirizzati dagli altri e quindi l’impianto prosegue nel funzionamento, esclusa la parte gestita dal modulo guasto. L’intelligenza distribuita crea una rete di relazioni fra i dispositivi elettrici ed elettronici e questo avviene secondo modalità estremamente flessibili in grado di ottenere performance elevate e costi più ridotti.

 

Intelligenza artificiale

Con il termine intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole) in italiano si intende generalmente l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana. L’intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, la quale manifesta aspetti sia teorici che pratici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un’abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici. Uno dei problemi principali dell’intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell’uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che li concretizzano e realizzano.

 

Internet

E’ una rete di computer mondiale ad accesso pubblico attualmente rappresentante anche uno dei principali mezzi di comunicazione di massa.

 

Interruttore elettronico

Una delle rivoluzioni più significative introdotte dalla domotica riguarda il collegamento flessibile fra l’interruttore e il punto luce. Le soluzioni tradizionali stabilivano un rapporto diretto e rigido fra l’interruttore e il punto luce e questo rimaneva inalterato nel tempo. In caso di modifiche, dovute all’emergere di nuove esigenze, l’utente era impegnato in opere murarie. Con l’interruttore elettronico, la domotica consente di gestire ogni punto luce in modo flessibile in quanto non esiste il collegamento fisico fra l’interruttore e il punto luce specifico. È possibile decidere di accendere lo stesso punto luce tramite un diverso interruttore o addirittura con un interruttore in più, posizionato in una zona diversa dell’abitazione. L’interruttore elettronico non si limita all’illuminazione ma ad esso può essere associata la gestione delle automazioni oppure l’attivazione di uno scenario. L’interruttore elettronico diviene un semplice dispositivo di controllo della domotica.

 

ISDN

Integrated Services Digital Network, è la tecnologia digitale che combina la trasmissione di voce e di dati sul medesimo supporto trasmissivo.

 

Konnex

KNX (abbreviazione di Konnex) rappresenta il linguaggio standard di progettazione di molti sistemi domotici presenti sul mercato. KNX è fondato sulla logica open source e quindi completamente gratuito. I codici sorgente, che contraddistinguono il linguaggio di programmazione, sono pubblici e utilizzati liberamente dai system integrator. KNX è riconosciuto come standard mondiale.

 

LAN

Acronimo per Local Area Network è un tipo di rete informatica con un’estensione limitata, che di solito serve abitazioni private e aziende per facilitare il flusso di dati e informazioni.

 

LIM

La lavagna interattiva multimediale è un dispositivo elettronico avente le dimensioni di una tradizionale lavagna didattica, sul quale è possibile disegnare usando dei pennarelli virtuali. Tipicamente è collegata ad un personal computer, del quale riproduce lo schermo. Permette quindi di mantenere il classico paradigma didattico centrato sulla lavagna, estendendolo con l’integrazione di multimedia, l’accesso ad internet e la possibilità di usare software didattico in modo condiviso.

 

MDM

E’ l’acronomimo del Metadistretto Digital Mediale del Veneto che ha sede a Venezia presso il VEGA, Parco Scientifico Tecnologico. Aderiscono aziende (780), Associazioni di categoria, Università e Centri di Ricerca, Istituzioni ed Enti locali e Associazioni di settore. Nel settore della domotica è attivo con il progetto denominato “Multimedialità e domotica nelle scuole” che ha l’obiettivo dimappare ed integrare, tramite attività di trasferimento tecnologico, prodotti e servizi offerti da imprese venete afferenti al Metadistretto Digital Mediale per la definizione e la progettazione di sistemi multimediali e di building automation per edifici pubblici ed in particolare per le scuole. Il fine è definire le peculiarità della specifica applicazione per disegnare un’offerta integrata che soddisfi alle necessità infrastrutturali e tecnologiche di edifici che ospitano scuole primarie e secondarie.

 

Metadato

Un metadato (dal greco meta- “oltre, dopo” e dal latino datum “informazione” – plurale: data), letteralmente “dato su un (altro) dato”, è l’informazione che descrive un insieme di dati. Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro, cioè dati riguardanti i dati che si riferiscono al libro. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l’autore dell’insieme di dati descritto oppure le modalità d’accesso, con le eventuali limitazioni.

 

Modem

E’ una componente del computer che consente la connessione a internet. Questo strumento modula i segnali digitali trasformandoli in analogici in modo che possano essere trasferiti alle linee telefoniche e viceversa.

 

Modulo

E’ la componente fondamentale dell’impianto domotico. È contraddistinto da intelligenza indipendente in grado di gestire autonomamente tutte le informazioni che vengono convogliate per mezzo del cavo bus. Il modulo rappresenta il cuore pulsante della domotica. Generalmente un impianto cablato in domotica prevede più moduli, detti anche “modulini”; questi formano una rete in grado di gestire numerose serie di informazioni. In caso di guasto di uno dei moduli, l’impianto prosegue a funzionare in quanto riorganizza l’indirizzamento delle informazioni, evitando il blocco. Le funzioni gestite dal modulo guasto, smetteranno di funzionare inviando un eventuale messaggio di allarme.

 

Outbound

Applicato alla telefonia il termine indicale le comunicazioni in uscita ed è l’opposto di inbound.

 

Palmare

Computer di dimensioni contenute che può essere tenuto nel palmo della mano. Alcuni modelli sono dati di schermo touch screen, cioè sensibile al tocco.

 

Panel pc

Il pannel pc (o touch screen) è un computer da incasso, posizionato generalmente all’interno dei muri e dotato di uno schermo sensibile al tocco. Non sono previste tastiere analogiche.

 

Proxy

Un proxy è un programma che si interpone tra un client ed un server, inoltrando le richieste e le risposte dall’uno all’altro. Il client si collega al proxy invece che al server, e gli invia delle richieste. Il proxy a sua volta si collega al server e inoltra la richiesta del client, riceve la risposta e la inoltra al client.

 

 

Router

Dispositivo hardware e software che instrada dati e informazioni nelle reti di comunicazioni, in particolare internet.

 

Scenario

E’ una serie di eventi previsti dall’utente, gestita autonomamente dalla domotica e abilitata a produrre risultati attesi, come alzare le tapparelle al mattino e spegnere l’antifurto. Lo scenario può essere avviato dall’utente oppure da un input specifico, per esempio un principio di allagamento oppure un preciso orario della giornata. La forma dello scenario viene impostata dall’utente sulla base delle personali esigenze e questo avviene in modo flessibile e senza l’intervento del tecnico installatore. Un esempio: l’utente imposta lo “scenario notte”, questo significa che quando l’utente preme un pulsante per attivarlo, automaticamente la casa esegue una serie di “ordini”: spegnere le luci, abbassare il riscaldamento, inserire l’antifurto e l’impianto di video sorveglianza.

 

Server web

E’ un processo, e per estensione il computer su cui è in esecuzione, che si occupa di fornire, su richiesta del browser, una pagina web (spesso scritta in HTML). Le informazioni inviate dal server web viaggiano in rete trasportate dal protocollo HTTP. L’insieme di server web dà vita al World Wide Web, uno dei servizi più utilizzati di Internet.

 

Sistemi proprietari

Lo standard di progettazione della domotica, riconosciuto a livello mondiale e di tipo open source, è Konnex (KNX). Tale linguaggio ha una architettura aperta e quindi la sua struttura è pubblica e utilizzata da numerosi produttori di sistemi domotici. Alcuni attori del mercato della domotica hanno scelto di scrivere un codice proprietario e quindi non convergente rispetto lo standard mondiale (KNX).

 

Smart card

Carta con microchip utilizzata nei modo più disparati (v. ad esempio nei terminali SUN)

 

Smart House

Abitazione soprattutto per anziani e disabili con sistemi tecnologici integrati e gestiti anche via web.

 

Smart Router

Dispositivo elettronico che realizza le funzioni di istradamento dei pacchetti IP, di connessione con i sistemi di allarme e tecnologici, di server web, firewall e proxy utilizzando una linea ISDN o ADSL. Staff: Persone con responsabilità di servizio e quindi non correlate direttamente alla vendita.

 

System integrator

Produttore di domotica che si occupa di integrare dispositivi di terzi al fine di farli dialogare con il proprio sistema. Lo scopo è l’espansione delle potenzialità di funzionamento della domotica. In questo modo l’utente potrà gestire dispositivi di diversa natura: automazioni, sorveglianza, antifurto, home entertainment, etc tramite un canale unico: la domotica. Il fenomeno dell’integrazione dei dispositivi prodotti da terzi porta ad una crescente varietà dell’offerta in termini di prezzo, qualità, design, funzionalità, in grado di soddisfare con maggiore precisione le esigenze del cliente.

 

Streaming

Modalità di fruizione di contenuti audio/video con minimo tempo di attesa da parte dell’utente.

 

TCP/IP

Transport Control Protocol/Internet Protocol è l’insieme di protocolli di comunicazione utilizzati da Internet, ovvero insieme di regole tecniche che, a fronte di un determinato scopo (posta elettronica, web, ecc.), determinano le modalità con cui la comunicazione deve avvenire tra due calcolatori.

 

Touch screen (o pannel pc)

E’ un dispositivo di controllo impiegato dalla domotica e consente di gestire l’impianto elettrico di casa ed ogni sistema integrato, da un unico punto di controllo. I touch screen sono dotati di uno schermo sensibile al tocco e quindi non muniti di tastiera analogica.

 

TV digitale

(in elaborazione)

 

UMTS

Acronimo di Universal Mobile Telecommunication System, è lo standard di telefonia mobile che per le trasmissioni usa internet e la banda larga.

 

Web 3D

Web 3D è un termine usato per indicare i contenuti 3D interattivi inseriti in una pagina HTML, visualizzabili da un comune browser. Si utilizza il concetto di Web 3D anche per indicare una possibile evoluzione del Web in cui viene abbandonata l’idea di pagina e ci si immerge in uno spazio tridimensionale interattivo.

 

Web Semantico

Con il termine web semantico, termine coniato dal suo ideatore, Tim Berners-Lee, si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.

 

Wireless (WiFi)

La comunicazione fra dispositivi elettronici può avvenire anche in assenza di cablaggi (fili). Le trasmissioni dei dati avvengono per mezzo di onde radio emesse a bassa frequenza.

 

WWW

World Wide Web è la rete telematica mondiale. Sistema di informazioni globale. basato sulla combinazione di ricerca e recupero delle informazioni e tecniche ipertestuali.

 

 

Fonti utilizzate per l’elaborazione di questo file:

 

 

Suggerimenti vari per l’approfondimento online:

 

L’autore del file Vittorio Baroni ha pubblicato il glossario su:

http://scuoladomotica.ning.com

http://www.slideshare.net/studiobaroni

https://studiobaroni.wordpress.com

 logo STUDIO BARONI

 

 

Il file è liberamente utilizzabile con medesima citazione delle fonti e autore

 creative commons BY

 

 

 icona Scuola 3.0 con indirizzo ning

ultimo aggiornamento:

22 luglio 2009

 

 

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START UP Internet ed innovazione: bando nazionale da 35 milioni di €

Internet Studio Baroni frame

 

I programmi ammissibili alle agevolazioni del bando riguardano la realizzazione di innovazioni di prodotto e/o di processo nei seguenti settori tecnologici:

  • Internet, limitatamente a: Internet dei contenuti (contenuti multidimensionali, multimediali e multimodali), Internet dei servizi (piattaforme aperte per servizi di “Internet del futuro”) e Internet delle cose (componenti e oggetti intelligenti)
  • materiali innovativi
  • sistemi robotici
  • tecnologie, processi e sistemi di gestione e controllo per la produzione e l’utilizzo ecosostenibile di energia, combustibili e prodotti finiti o semilavorati
  • biotecnologie

 

 Allegati:

  1. allegato PIANO DI SVILUPPO

  2. allegato DICHIARAZIONE REQUISITI

  3. allegato DIMENSIONE

  4. allegato GESTORI

  5. allegato MODULO DOMANDA SINGOLO

  6. allegato MODULO DOMANDA CONGIUNTO

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Polo di innovazione ICT della Regione Piemonte

Con il recente approfondimento dedicato al VEGA di Venezia, inizia una rassegna sullo stato dell’innovazione in Italia. Il punto di vista è quello dei territori digitali e del loro rapporto con le amministrazioni regionali.

 

Nei giorni scorsi in Piemonte si è svolta la terza riunione Plenaria del Polo di innovazione ICT tra le aziende aderenti ed è stata illustrata questa presentazione:

 

 

Il Polo di Innovazione ICT conta 70 imprese e 10 centri di ricerca pubblici e privati operanti nell’Information & Communication Technology: una rete coordinata dalla Fondazione Torino Wireless, in qualità di Ente gestore del Polo ICT, nell’ambito delle politiche regionali per l’innovazione. Ecco il suo modello di funzionamento:

 

Schema funzionamento Polo ICT Regione Piemonte

Questi sono i primi progetti risultanti del lavoro svolto dalle aziende e dagli organismi di ricerca che costituiscono il Polo ICT:

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Il VEGA di Venezia verso la cittadella della Conoscenza, Scienza e Tecnologia

per il VEGA

La Città di Venezia, ormai traguardata in ottica digitale, vede oggi l’affermarsi dei metadistretti del Veneto. Al VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia sono connesse 4.500 aziende per oltre 100.000 addetti. Con i risultati raggiunti mediante “Venice Connected” (che vede come promotore il Comune di Venezia con il Vicesindaco Michele Vianello) il VEGA sembra ormai proiettato verso la dimensione della cittadella della Conoscenza, Scienza e Tecnologia. In molti dicono che Venezia è Laboratorio digitale d’Italia.

 

I programmi già approvati (bonifiche incluse) faranno partire cantieri con uno sviluppo del VEGA pari a 112.000 metri quadri. Già oggi il VEGA esprime dati importanti. Tra le sedi dell’Auriga, Lybra, Pegaso e Pleiadi sono operativi circa 2.000 lavoratori in oltre 200 imprese. Per il 2019 le previsioni sono quelle di quintuplicare addetti e aziende. Venezia ha scelto di firmare e attuare con Padova dei protocolli d’intesa per costruire un asse strategico, urbanistico e socio-economico con il padovano, Venezia è quindi aperta alla multipolarità del Veneto e del Nordest.

 

In questo contesto il VEGA sta entrando in una nuova fase e, in tempi di crisi, Venezia lancia un importante segnale di sviluppo.

I soldi sono già stanziati e tra il Vega 2, 3 e 4 sorgeranno nuovi laboratori, spazi per la produzione materiale ed immateriale, tra un mix vincente di nuove attività commerciali di piccole dimensioni, attività culturali e sei ettari di parco urbano che si affaccerà sull’acqua. C’è anche il recupero archeologico dei grandi edifici della prima zona industriale a rappresentare il simbolo della “Città del lavoro”.

 

 

Un disegno di vent’anni fa che piano piano ha preso forma cercando l’integrazione infrastrutturale tra Marghera e Mestre. Anche se sul fronte della mobilità c’è ancora molto da fare, la costruzione del nuovo cavalcavia ferroviario e il cosiddetto “troso” ha permesso di connettere Via Torino con Via delle Industrie. Va sottolineato che in Via Torino sta crescendo il grande polo scientifico universitario di Ca’ Foscari (vedi nella foto tratta dalla relazione del prof. Ghetti) che porterà sicuramente indotto, sviluppo e innovazione.

 

Polo Scientifico di Via Torino Venezia

 

Negli ultimi anni, ci sia stata progressiva creazione dei Metadistretti, ovvero realtà capaci di aggregare imprese ed enti andando oltre al concetto classico di distretto territoriale. Ed è a questo livello che Venezia può agilmente giocare la propria carta di Città Glocale, ovvero globale e contemporaneamente locale grazie alle tecnologie digitali. Infatti ciò avviene per mezzo dei metadistretti veneti MDM, (digitale multimediale), BBCC (beni culturali), METAS (ambiente e sostenibilità), SKYD (aerospazio e astrofisica), MDTV (turismo) e BIOFAB (biotecnologie).  A questa potenzialità relazionale va inoltre aggiunta quella di Veneto Innovazione, dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio, del Consorzio Venezia Ricerche, di Hydrogen Park, Nanofab e Venezia Tecnologie che hanno tutti sede al Parco Scientifico.

 

Il VEGA ha quindi tutte le potenzialità per assumere la guida del rilancio del territorio, immaginando Porto Marghera come la Valley californiana, capitale dell’innovazione tecnologica italiana.

 

 

 

banner Art-in settembre 2009 Studio Baroni Vittorio Baroni

Leggi l’approfondimento sul VEGA in Art-informa 

 

 

 

Vittorio Baroni è stato per circa otto anni nell’Esecutivo della Municipalità di Marghera. Si è occupato del VEGA nel ruolo di Consigliere Delegato organizzando sopralluoghi e incontri per l’istruttoria di diverse delibere e per aver proposto l’Osservatorio Digitale Porto Marghera (http://www.margheradigitale.it/coses/home.htm). Nelle esperienze istituzionali svolte in Francia, Catalogna e Germania, per conto del Comune di Venezia ha potuto confrontare sul campo la riconversione industriale di Porto Marghera con quella di altre città europee.

 

digitale, Innovazione, Pedagogia, Psicologia, Resilienza, Società della Conoscenza

Mamme, tecnologie e Internet: ricerca Bocconi

tecnomamme grafico utilizzo mezzi informazione bocconi 2009

La ricerca si intitola “Costruirsi un’opinione: le mamme e la ridondanza informativa”, ha analizzato le strategie di gestione della complessità informativa messe in campo da 720 mamme utilizzatrici di tecnologie ed è stata finanziata dal centro ASK (Art, Science and Knowledge) dell’Università Bocconi di Milano.

Paola Dubini e Mario Campana hanno individuato nelle mamme le seguenti cinque strategie per fare fronte alla varietà di informazione:

  • Partecipazione (22,6%).

  • Relazione (22%)

  • Contenuti (20,6%)

  • Iperselezione (19,1%)

  • Abbuffamento (15,7%)

mamme notebook figli

Questi sono i fenomeno associati al concetto di ridondanza informativa:

  • l’aumento esponenziale dei contenuti disponibili, gratuitamente e a pagamento;
  • la facilità e rapidità di diffusione e di ricerca di contenuti, anche decontestualizzati
  • rispetto al mezzo per il quale erano stati originariamente prodotti;
  • la possibilità di modificare contenuti già prodotti da altri e di reimmetterli nel circuito di produzione e distribuzione;
  • la moltiplicazione dei device e dei supporti, che permettono l’aumento delle occasioni;
  • di accesso a messaggi e informazioni nell’arco della giornata;
  • la crescita nel numero dei prodotti e servizi di taglio generalista e specialista;
  • l’aumento nel numero e nelle tipologie di canali di accesso a messaggi e informazioni;
  • la varietà di modi.

Ma vediamo nel dettaglio i cinque profili delle mamme tecnologiche:

  1. La mamma partecipativa (22,6%). È il gruppo più attivo e maturo, fortemente motivato a raccogliere informazione. Sono mamme motivate a cercare informazioni per motivi diversi, che hanno abbracciato con entusiasmo le nuove tecnologie, senza però trovarle alternative all’informazione offerta dai mezzi già presenti sul mercato, in particolare le fonti più autorevoli. Il passaparola è strumento utilizzato per filtrare e validare le informazioni, ma le mamme di questo cluster sono broker informativi attivi e contribuiscono a generare informazione come autrici. La mamma diventa sia autore sia nodo di relazioni, sfruttando i mezzi più appropriati. Selezionano le fonti in funzione del bisogno informativo da soddisfare; il legame relazionale è molto importante al fine di validare e condividere le informazioni raccolte. Tradizionalmente la mamma svolge per i figli un ruolo di gatekeeper, cioè filtra e preseleziona l’informazione che poi arriva ai bambini. Da questo punto di vista la mamma partecipativa tende a coinvolgere progressivamente i figli nelle decisioni familiari secondo l’età; la caratteristica della condivisione si rispecchia anche nelle scelte informative per i figli. La quantità di informazioni ricercata è elevata, ma la mamma partecipativa seleziona le fonti al bisogno; il cluster si caratterizza per il consumo elevato di libri.
  2. La mamma relazionale (22%). Questo gruppo di mamme raccolgono informazioni allo scopo di prendere decisioni che condizionano la vita familiare. Ma tendono a ridurre la complessità decisionale riducendo il numero degli input (si informano poco, utilizzando un po’ tutti i mezzi) e facendo riferimento sulle proprie relazioni personali per selezionare le fonti e validare le informazioni. L’affinità con il modo di pensare proprio e delle comunità di riferimento è l’elemento che caratterizza questo cluster all’interno del nostro campione.
  3. La mamma ancorata al contenuto (20,6%). Le mamme che appartengono a questo gruppo dedicano adeguato tempo all’informazione, ma riducono la ridondanza informativa “ancorandosi” al contenuto e all’autorevolezza della fonte, spesso scelta per autorevolezza. In parte questo comportamento può essere spiegato dal fatto che questo gruppo di mamme sente la responsabilità del ruolo di decisore all’interno della famiglia. Anche per questo cluster, il coinvolgimento dei figli nelle decisioni della famiglia è progressivo e graduale.
  4. La mamma iperselettiva (19,1%). Sono mamme che adottano una strategia informativa basata sulla riduzione della complessità. Rispetto alla quantità di informazione e alla varietà di mezzi utilizzati, le mamme di questo gruppo hanno un comportamento polarizzato fra gli estremi della scala considerata. Il valore di tutti i fattori considerati per costruire il profilo sono negativi, fatta eccezione per un modesto consumo di fonti generaliste; il coinvolgimento dei figli è selettivo su alcuni argomenti, così come è negativo il grado di coinvolgimento da parte delle rispondenti.
  5. La mamma che si abbuffa (15,7%). Queste mamme non hanno paura di affrontare la ridondanza informativa: la definizione “mamma che si abbuffa” è legata al fatto che all’interno del campione sono quelle che hanno dichiarato di informarsi molto e con regolarità su tutti i mezzi considerati in questa analisi. Anche loro sono fortemente motivate, in particolare nell’approfondire temi che le incuriosiscono e dal valore che associano all’informazione come strumento di legittimazione personale, si differenziano rispetto al cluster precedente per una predilezione per le fonti generaliste e per la TV satellitare e per una forte reattività agli stimoli esterni. Hanno un rapporto maturo con l’informazione, e scelgono la fonte in funzione del bisogno informativo specifico, talvolta per affinità con il punto di vista trattato, talaltra per il tipo di contenuto, altre volte in funzione della notorietà e delle caratteristiche della fonte. All’interno del campione considerato è la mamma che filtra meno le informazioni all’interno della famiglia e che maggiormente coinvolge i figli nelle scelte che riguardano la famiglia.

Nelle conclusioni della ricerca viene sottolineato che la ridondanza informativa chiama i consumatori di informazioni ad una responsabilità maggiore rispetto al passato nella valutazione del ruolo che fonti informative diverse possono giocare all’interno dei processi decisionali delle famiglie. All’aumentare delle fonti disponibili il consumatore è chiamato ad un livello di consapevolezza crescente nel suo rapporto con i contenuti. Mancando questa consapevolezza c’è un rapporto di ricezione passiva, un bombardamento di informazioni e di messaggi, sempre meno informato e sempre più in balia “dell’ultima notizia”. Con tale presenza consapevolezza, la ridondanza informativa è una ricchezza e ciascuna fonte offre possibilità specifiche di soddisfare fabbisogni di informazione e conoscenza.

notebook mamma letto

Alla realizzazione della ricerca hanno collaborato le organizzazioni: Fattore Mamma, dols.net, filastrocche.it e Mammeonline.

pdfdownload Domwnload: Mamme tecnologia informazione ricerca Bocconi 2009

Materiale sulla resilienza collegato al ruolo di mamma/genitore:

digitale, enterprise, Società della Conoscenza, Web 2.0

SOCIAL MENTION: nuovo motore di ricerca sociale

social mention logo

Con il rapido sviluppo dei social network inziano ad affacciarsi nuovi strumenti di ricerca digitale. Social Mention è uno di questi e fa parte di una nuova categoria di motori di ricerca sociali.

 

Social Mention si rivela molto utile allo scopo di tracciare tutte le attività sociali svolte nella rete, ovvero l’insieme di modi diversi di comunicare in digitale attraverso social network, servizi di microblogging, commenti, bookmarks (segnalibri), immagini, video, news e blog.

Risulta particolarmente interessante perchè riesce ad interare diversi strumenti come Twitter, Delicious, FriendFeed, Flickr, Digg, YouTube e altri ancora.

digitale, Domotica, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Società della Conoscenza

VADEMECUM DIGITALE TERRESTRE

Il passaggio alla TV digitale è una realtà che sta progressivamente interessando tutto il territorio italiano ed europeo. 

 

globo digitale

 

La televisione digitale terrestre, in sigla DTT (acronimo dell’analogo termine inglese Digital Terrestrial Television), spesso abbreviata in digitale terrestre, è la televisione terrestre rappresentata in forma digitale. Da un punto di vista tecnico infatti, il segnale televisivo è un’informazione elettronica e l’informazione elettronica può essere rappresentata in forma analogica o in forma digitale.

 

La TV digitale si basa sulla tecnologia DVB (Digital Video Broadcasting) di cui standard vengono sviluppati dal DVB Project, ovvero un consorzio internazionale che associa oltre 260 aziende.

 

E’ notizia di ieri che ADICONSUM ha attivato uno sportello online e pubblicato il vademecum che vi proponiamo qui di seguito:

  1. Il passaggio dall’analogico al digitale è per natura problematico. Passare dalla tv analogica a quella digitale è tecnologicamente complesso. Centinaia sono i tecnici impegnati a far sì che i canali televisivi siano visibili da tutti. Forse non tutti sanno che il passaggio al digitale è una scelta europea che garantirà uno sviluppo della televisione a vantaggio della qualità della visione e della quantità di canali, mettendo finalmente ordine nella giungla delle frequenze e garantendo maggiore pluralismo.
  2. Analizzare i propri apparati di ricezione: prima di fare nuovi acquisti occorre verificare il proprio impianto di trasmissione televisiva. Se si ha già in casa un decoder (sat, terrestre o IPTV) durante lo switch-over non occorre fare nulla. Se si ha un televisore privo di presa scart invece si potrebbero avere maggiori difficoltà. Forse sarebbe meglio acquistarne uno nuovo. Per legge i nuovi televisori in commercio hanno al loro interno un decoder digitale, al posto di quello esterno. Importante: per ogni televisore occorre un decoder! Ricordare inoltre che i videoregistratori non hanno il sintonizzatore analogico e quindi possono essere utilizzati solo parzialmente.
  3. Non affrettarsi ad acquistare il decoder: il passaggio alla tv digitale ha un costo. Costo che, purtroppo, pagano i cittadini. Il consiglio è quindi quello di spendere poco e bene. I decoder in commercio non sono tutti uguali. Gli zapper, ad esempio, costano pochissimo (circa €30) e permettono la ricezione dei canali in chiaro, cioè quelli gratuiti. Tutti gli altri costano di più e permettono di vedere anche le tv a pagamento, usare l’interattività e anche, se predisposti, vedere in alta definizione. Infine ci sono i decoder satellitari: free to air, che fanno vedere centinaia di canali e quelli offerti in comodato d’uso dalle pay tv. I decoder IPTV vengono invece offerti in comodato d’uso dalle compagnie telefoniche insieme alla banda larga. I decoder satellitari e IPTV sono utili per chi non ha un buon segnale terrestre. Prima di correre nel negozio è bene informarsi e decidere cosa acquistare.
  4. Informarsi da fonti istituzionali: in questo periodo si ricevono molte notizie sulla tv digitale. Molte di queste non sono attendibili e dietro alla somministrazione di informazioni c’è solo l’interesse a vendere un abbonamento ad una pay-tv o a far noleggiare il decoder di aziende telefoniche o di emittenti a pagamento facendo credere che solo attraverso questa dotazione si può ricevere la tv digitale. Ovviamente non è vero. La tv digitale si può vedere benissimo con decoder acquistati, anche a basso costo, nei negozi. Prima di operare qualsiasi tipo di acquisto è opportuno informarsi utilizzando solo fonti istituzionali, come collegandosi ad esempio con il sito messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico- Settore comunicazioni – o telefonando al numero verde 800.022.000.
  5. Se l’analogico si vede male, effettuare prima una prova con un decoder preso in prestito. Ormai è certo: il digitale terrestre in alcune zone potrebbe non essere visibile. Se attualmente alcuni canali analogici si vedono male, è probabile che non si riceveranno tutti i canali del digitale terrestre. In questo caso è consigliabile non acquistare immediatamente il decoder terrestre, ma provarne uno, preso in prestito da un amico o da un parente, per verificare la ricezione. Se si è residenti in una zona non raggiunta dal segnale terrestre, per vedere la tv digitale bisognerà utilizzare la ricezione da satellite e acquistare un decoder satellitare per i canali in chiaro. Da luglio sarà attivo Tivù sat che permetterà la visione dal satellite di tutti i canali trasmessi sul terrestre.
  6. L’importanza della neutralità tecnologica: la tv digitale non si vede solo con la piattaforma terrestre, che rappresenta il naturale sostituto dell’analogico terrestre. La tv digitale si può vedere anche attraverso la piattaforma satellitare o attraverso il doppino telefonico (piattaforma IPTV). La scelta della piattaforma è a cura dell’utente. È bene, quindi, tenere presenti le seguenti differenze: piattaforma terrestre: è la più economica perché utilizza, nella maggior parte dei casi, le antenne e gli impianti utilizzate per la tv analogica. piattaforma satellitare: indispensabile per chi ha problemi di ricezione del segnale terrestre. In aggiunta ha il costo della parabola e della sua installazione; piattaforma IPTV: è utilizzabile solo per chi ha la banda larga e ha il costo di un abbonamento mensile.
  7. Acquistare come primo decoder uno zapper: per non correre il rischio di una spesa eccessiva e di un incauto acquisto è consigliabile acquistare un decoder zapper abilitato alla sola ricezione dei canali gratuiti, per un solo televisore. Verificato che tutto funziona bene, si può procedere all’acquisto di altri tipi di decoder, anche più evoluti.
  8. Parola d’ordine: risintonizzare e risintonizzare il decoder! Quasi tutti i problemi di ricezione che si presentano durante lo switch-over e lo switch-off si risolvono sintonizzando spesso il decoder. Fino alla chiusura completa dell’analogico, le emittenti televisive, infatti, sono costrette a modificare spesso, senza avviso, le caratteristiche di trasmissione. Diventa, quindi, necessario effettuare nuovamente la sintonizzazione automatica dei canali: tutti gli utenti devono, pazientemente, utilizzare la funzione “sintonizzazione” ogni volta che perdono la visione di qualche canale. Se nonostante la nuova sintonizzazione, la totalità dei canali continua a non essere visibile, è probabile che ci sia bisogno di un intervento sull’impianto di ricezione. Prima di rivolgersi ad un installatore è, però, consigliabile contattare il numero verde del Ministero.
  9. Per ogni evenienza consultare il numero verde del Ministero. 800.022.000 è il numero gratuito messo a disposizione di tutti i cittadini dal Ministero dello Sviluppo Economico – Settore comunicazioni – per ottenere qualsiasi informazione relativa alla tv digitale. Attraverso questo numero è possibile conoscere i decoder ammessi all’incentivo, i canali ricevibili, e ottenere informazioni per utilizzare il decoder acquistato e consigli tecnici in caso di mancata ricezione. Qualsiasi problematica può essere risolta dal numero verde che deve essere consultato per ogni dubbio.
  10. Chiedere l’intervento di un tecnico solo se strettamente necessario. La spesa più grande da sostenere per passare alla tv digitale è quella relativa all’aggiornamento dell’impianto di ricezione, sia personale che condominiale. Tale spesa deve essere fatta solo se strettamente necessaria. Solo dopo aver verificato gli altri punti di questo decalogo e se nonostante tutto sussistono ancora problemi si deve richiedere l’intervento di un tecnico riconosciuto in grado di rilasciare l’obbligatorio certificato di conformità. È sempre consigliabile farsi fare più preventivi da installatori diversi.

Questo è il calendario 2009 per il passaggio al digitale terrestre in Italia (Fonte DGTVi):

italia 2009 passaggio al digitale terrestre

 

E’ curiosa la guerra che si sta aprendo a livello di TV locali. Secondo una notizia dell’ANSA del 24 giugno, gli italiani alle prese con il passaggio di Raidue e Retequattro sul digitale terrestre, stanno ’smanettando’ con il telecomando per continuare tranquillamente a guardare la tv. Ma proprio intorno a questo aggeggio così familiare rischia di consumarsi una piccola guerra, scatenata in particolare dalle emittenti locali che nell’era digitale temono di perdere posizioni acquisite, ciascuna sul proprio territorio. Non è stato ancora raggiunto, infatti, un accordo tra gli operatori sulla numerazione dei canali. “Dovrà farsene carico l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”, ha detto oggi Filippo Rebecchini, presidente della Frt (Federazione radio televisioni), intervenuto alla presentazione del rapporto It-Media Consulting sul mercato televisivo. “Non tutti i decoder permettono infatti ai cittadini di scegliere come impostare il telecomando: in particolare i televisori integrati (cioé con il decoder incorporato, ndr) procedono con la numerazione automatica e sbattono le tv locali dopo il numero 35. In questo modo le piccole emittenti non hanno neanche la possibilità di farsi conoscere”. Il suggerimento di Rebecchini é “adottare numeri a tre cifre, come fa Sky: ci sarebbe più spazio per governare la nuova realtà”. Marco Rossignoli, coordinatore dell’associazione di radio e tv locali Aeranti-Corallo, ha invece proposto di introdurre “la Epg, la guida elettronica ai programmi, consultabili in base alla tipologia”. In pratica, il telecomando non verrebbe più usato in sequenza, come si fa oggi, ma in modo selettivo – ancora una volta sull’esempio di Sky – dividendo così in canali tra generalisti e tematici e articolando questi ultimi in base al tipo di offerta.

Per approfondire:

digitale, enterprise, Imprese 2.0, Resilienza, Ricerca, Sistemi gestionali, Social Network, Società della Conoscenza, Software libero

Cloudworker, consumatore prosumer che fa crescere la propria resilienza

Il “lavoratore nuvola” Cloudworker utilizza il digitale, i social e gli strumenti di collaborazione. Può lavorare con ampi margini di libertà da ogni luogo e in qualsiasi momento, sviluppa notevoli contatti interpersonali nel mondo digitale e in quello reale.

Il Cloudworker sviluppa in piena libertà carriera e stile di vita tagliati su misura sulle proprie esigenze. A tal riguardo Studio Baroni mette in evidenza l’innovativo concetto del prosumer, cioè di persona che, nello stesso tempo, è consumatore e produttore di contenuti o proposte che condivide. In questo modo il consumatore prosumer diventa un testimonial credibile di qualsiasi prodotto o servizio, cioè un influencer.

Da questa prospettiva emergono nuove professionalità, inoltre, ciò contribuisce a far maturare nelle persone interessanti fattori di resilienza.

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