Comunicazione, Cultura, digitale, Economia, Etica, Facebook, Filosofia, Formazione, Imprese 2.0, Innovazione, Marketing, Nordest 2019, Partecipazione, Pedagogia, Psicologia, Ricerca, Scuola, Sistemi gestionali, Social Network, Società della Conoscenza, Software libero, Sostenibilità, Venezia, Web 2.0, wikipedia, Wordpress

qualcosa su facebook

Il blog “qualcosa su facebook” è nato ispirato grazie alla lettura di un Saggio di Maria Maddalena Mapelli (pubblicato sul n. 347 della rivista Aut Aut, “Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi”, luglio-settembre 2010). Ecco i primi contenuti:

Maria Maddalena Mapelli, filosofa, si occupa di Rinascimento, virtuale e formazione e coordina il blog Ibridamenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Comunicazione, digitale, Economia, enterprise, Etica, Facebook, Google, Imprese 2.0, Industria, Innovazione, Marketing, Partecipazione, Privacy, Pubblica Amministrazione, Ricerca, Social Network, Società della Conoscenza, Web 2.0, wikipedia

Newsletter aziendali e la FIAT con il caso “eco DriveGP”

Quasi tutte le aziende, più o meno grandi che siano, comunicano con il loro mercato di riferimento. Anche con i propri pubblici interni ed esterni con relazioni in ottica stakeholder (o multistakeholder)*

Come possiamo leggere dalla  più consultata e autorevole enciclopedia libera qual’è Wikipedia, per newsletter si intende un notiziario scritto o per immagini diffuso periodicamente per posta elettronica. Oggi è prevalentemente in formato HTML, che permette di gestire anche immagini.

Ma le newsletter sono spesso invasive e talvolta invadono le caselle di posta elettronica in modo spropositato. Parecchi operatori e privati manifestano fastidio di tale invasività e fanno clic su “rimuovi iscrizione! per annullare l’iscrizione alla ricezione (autorizzata ai sensi del D.Lgs 196/2003 detto anche “Codice Privacy”).

Le segnalazioni degli utenti infastiditi o quelle degli studi legali arrivano al Garante Privacy il quale esegue spesso richiami, esprime pareri oppure può anche attivare autonome procedure con procedimenti legali.

Tra i vari operatori di servizi newsletter sul mercato, come il Gruppo SEAT Pagine Gialle (giusto per fare un esempio con le sue controllate Kompass e Consodata) è importante scegliere tra quelli che hanno un CODICE ETICO e soprattutto dichiarino pubblicamente quanto previsto dalla legislazione italiane ed europea. Nel senso che è preferibile scegliere la fornitura di servizi da società affidabili perchè certificate e con chiare regole legali comunicate all’atto dell’invio e nel testo stesso della newsletter.

Nel panorama dei servizi newsletter è preferibile anche scegliere chi opera con formati HTML perché, come dice ancora Wikipedia, il formato testuale permette l’adattamento visuale con strumenti diversi dal personal computer, dotati di monitor più piccoli e di software incapace di interpretare l’HTML in maniera corretta, ovvero strumenti che via via vanno diventando di uso comune e pian piano vengono forniti di software sempre più capaci di leggere lo standard HTML.

L’oggetto della newsletter può spaziare dall’informazione all’intrattenimento, anche se diversi portali e provider spesso usano questo canale in modo invadente e con fini prettamente pubblicitari, che si collocano fra il mailing e lo spam vero e proprio.

La frequenza di invio è varia, può essere giornaliera o mensile-saltuaria. La ricezione in genere è gratuita, anche se talune newsletter divulgative, che trattano argomenti di nicchia, possono essere a pagamento, ma se ne incontrano ben poche.

Le newsletter devono sottostare alla normativa relativa a privacy e vita privata, della quale si occupa il Garante Privacy che afferma come sia vietato inviare messaggi informativi o pubblicitari non sollecitati. La newsletter è caratterizzata da un singolo utente o un gruppo editoriale che invia messaggi unilateralmente verso la massa di iscritti, mentre questi ultimi possono inviare messaggi email al solo mittente originario e non anche a tutta la massa o a qualcuno degli iscritti, che restano vicendevolmente anonimi.

Quest’ultimo aspetto segna la differenza sostanziale fra newsletter e mailing list. Stante che, in quest’ultima, ogni iscritto può inviare messaggi all’intera massa di iscritti, creando discussioni di sorta, private o pubbliche. Come mezzi analoghi alla newsletter c’è la E-zine, ma anche la Webzine e il Giornale on-line.

Per capire cosa significa fare una buona newsletter, vediamo un attimo anche un’interessante caso che aprirebbe una riflessione sulla qualità dei contenuti newsletter (di questo ne parleremo una prossima volta).

La newsletter di FIAT con il caso  “eco DriveGP” propone una comunicazione semplice. In grande evidenza c’è un’unica e accattivante immagine stile vignetta. FIAT invita a partecipare e offre la possibilità di vincere la partecipazione al Motor Show.

bimbiambiente FIAT

Il testo della newsletter è essenziale, asciutto in poche righe e dice:

“Allaccia la cintura, controlla gli specchietti e metti alla prova le tua abilità di guida con eco:DriveGP. Dal 28 ottobre al 22 novembre non perderti la grande sfida che ti premia con il Motor Show di Bologna. Partecipare è semplice come usare eco:Drive: guida nel modo più efficiente possibile per scalare la classifica e diventare il miglior eco:Driver in Italia. Così potrai sfidare i campioni degli altri paesi europei a Bologna”.

Ci sono anche due link e un collegamento al “the king of network” dei social network occidentali, ovvero facebook. Nelle informazioni legali FIAT scrive correttamente: “Ricevi questa newsletter in quanto iscritto ai siti Fiat. Se non desideri piu’ ricevere la newsletter, clicca qui. Questa e-mail e’ generata automaticamente, non rispondere al mittente, ma collegati al sito www.fiat.it e clicca sulla sezione Contattaci.

Per ultimo, ma ne parleremo ancora prossimamente, ci sono altri interessanti casi. La newsletter di Facebook è senza immagini e fa riferimento alle iniziative marketing di “Facebook Ads”.  Le newsletter di Google sono altrettanto interessanti poichè c’è una “Comunità Google” che ci lavora e qui si può leggere un esempio della “qualità relazionale 2.0” con utenti esterni alla “Comunità Google”.

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* stakeholder o multistakeholder

Fonti:

CUOA, enterprise, Imprese 2.0, Industria, Innovazione, Nanotecnolgie, Nordest, Padova, Politecnico di Milano, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca, Scuola, Società della Conoscenza, Unioncamere, VEGA, Veneto, Venezia

Il tema “GLOCAL” nell’Atlante Tecnologico Italia 2010 (“Zeitgeist” ricerca Italia/Germania)

Come si può comprendere l’importanza del Made in Italy delle eccellenze tecnologiche?

Atlante Tecnologico Italia

il portale italo/tedesco che fa lo zeitgeist della ricerca italiana!

(visita il sito: Atlante Tecnologico Italia 2010)

Nell’apertura dell’Atlante viene spiegato che con il termine “Ricerca e Sviluppo” si intende “quel settore di un’impresa industriale (uomini, mezzi e risorse finanziarie), coinvolto nello studio di innovazioni tecnologiche da utilizzare per migliorare i propri prodotti, crearne di nuovi, o migliorare i processi di produzione”.

E proprio nell’ottica dell’innovazione per il miglioramento abbiamo visto l’esempio del Nordest che progetta un sistema “knowledge network” per mettere in rete la conoscenza. Questa prospettiva sembra andare nella stessa direzione indicata da “ditt” quando viene affermato che la “competitività sui mercati internazionali può essere realizzata attraverso l’innovazione nella ricerca, la disponibilità di capitale umano qualificato e la capacità di utilizzare le nuove conoscenze per lo sviluppo tecnologico”.

Considerato che il “fine primario per garantire un incremento di competitività è l’integrazione fra innovazione e ricerca soprattutto a livello internazionale”, torna utile richiamare l'”Orientamento GLOCAL” suggerito da Studio Baroni sul tema del “km zero” e riproposto qui sotto.

Orientamento GLOCAL”

Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

Interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

  • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
  • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e iportatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
  • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
  • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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“Orientamento GLOCAL”: (C) con Licenza Creative Commons “Attribution No Derivatives (by-nd)”



Cultura, digitale, Energia, Imprese 2.0, Innovazione, Regioni, Ricerca, Social Network, Società della Conoscenza, Sostenibilità, Statistiche, Web 2.0, WIRED

Rapporto 2010 WIRED e COTEC sulla cultura dell’innovazione in Italia

Qua’è lo stato della cultura dell’Innovazione in Italia?

Per il secondo anno WIRED e COTEC pubblicano una ricerca condotta su un campione di 2.000 uomini e 2.000 donne tra 30 e 44 anni.

Emerge che per il 70% la tecnologia è utile per conciliare vita personale e professionale e per sfruttare meglio il tempo.

Un tratto distintivo dell’indagine è dato dalla comune percezione (l’influenza della crisi economica sembra essere determinante) di un futuro più problematico del presente.

WIRED è una rivista mensile con sede in California, nata nel 1993 a San Francisco ad opera del giornalista newyorkese Louis Rossetto.  WIRED è presente in Italia dagli inizi 2009 e tratta temi di carattere tecnologico e di come queste influenzino la cultura, l’economia e la politica.

La Fondazione COTEC è una fondazione di diritto privato in cui trovano spazio, intorno al tema dell’Innovazione tecnologica, le capacità, le esperienze e gli interessi delle Istituzioni, delle Imprese e del Sistema della ricerca.

Rapporto 2010 sulla cultura dell’innovazione in Italia – WIRED COTEC

CUOA, digitale, enterprise, Facebook, Formazione, Imprese 2.0, Innovazione, LinkedIn, Marketing, Nordest, Ricerca, Social Network, Veneto, Web 2.0, YouTube

CUOA, studio su imprese 2.0 nei social network

Dopo Aziende 2.0, le Città turistiche che fanno marketing territoriale 2.0, e i consigli pratici per orientare le aziende al Web 2.0, ecco un interessante studio della Fondazione CUOA dal quale emerge che la maggioranza delle imprese è già nel mondo dei social network.

Secondo lo studio del CUOA, gli strumenti più utilizzati sono i social media (soprattutto Facebook, ma anche LinkedIn, YouTube e Twitter), mentre sono relativamente meno diffusi i blog e le funzioni RSS. La “molla” che ha spinto gli imprenditori ad aprirsi al Web 2.0 è la possibilità di contattare nuovi clienti e utenti, oltre alla disponibilità di nuovi canali per promuovere prodotti e servizi a costi relativamente contenuti.

Se la maggior parte degli imprenditori è soddisfatti dai risultati raggiunti e punta a consolidare o espandere la propria presenza, permane la diffidenza per l’uso dei social media da parte dei dipendenti (a riguardo v. sul Sole 24 Ore l’indagine commissionata da Trend Micro a The Economist Intelligence Unit)

Ed è interessante notare come il CUOA ha introdotto nella propria organizzazione l’uso dei social network:

  • Facebook per aggiornamenti e commenti in tempo reale su quello che accade al CUOA;
  • LinkedIn per allargare la rete dei contatti e aprire nuove opportunità di carriera;
  • You Tube dove il CUOA ha raccolti video di presentazione dei master, lezioni particolarmente interessanti, interventi ai seminari dei nostri docenti ed esperti;
  • CUOAspace ovvero il blog con i contributi scientifici, approfondimenti e spunti di riflessione condivisi da docenti e collaboratori su temi di attualità e di expertise CUOA.

fonti:

Comunicazione, Formazione, libri, Marketing, Psicologia, Ricerca

10 step per sviluppare un piano di marketing sociale

Questo articolo è dedicato alla sintesi e l’adattamento della riflessione di Philip Kotler e Nancy Lee sul processo logico da seguire per sviluppare un piano di marketing sociale.

Il marketing sociale trova le proprie radici in molteplici discipline (psicologia, sociologia, antropologia, teorie economiche e della comunicazione…) che contribuiscono a esaminare e comprendere cosa determina il comportamento umano, inteso quale risultante di fattori ambientali, sociali e individuali

L’interessante materiale elaborato da DoRS, Regione Piemonte, è utile per le organizzazioni profit, nonprofit e per il settore pubblico.

download file: Come sviluppare un piano di Marketing Sociale

Ecco i 10 passi suggeriti:

  1. Descrivere il background dello scopo e del focus del piano
  2. Analizzare il contesto
  3. Selezionare i potenziali destinatari (target market)
  4. Definire gli obiettivi
  5. Identificare la concorrenza, le barriere e i fattori motivanti
  6. Posizionare il desiderio
  7. Sviluppare la strategia di marketing mix (4P)
  8. Definire il piano per il monitoraggio e la valutazione
  9. Definire il budget e reperire i finanziamenti
  10. Definire il piano operativo

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Merita la segnalazione di DoRS, un innovativo servizio pubblico finanziato dalla Regione Piemonte – Assessorato alla tutela della salute e sanità. DoRS è indirizzato alle Aziende ASL e ASO, agli operatori della scuola, della ricerca, dell’associazionismo e a coloro i quali, a vario titolo, operano nel campo della Prevenzione e della Promozione della Salute.

credits:

digitale, Ricerca

Uso di Internet: nuovi dati dalla ricerca AW Trends

Dalla ricerca AW Trends emerge che le principali motivazioni all’uso di internet sono l’acquisizione di informazioni e la possibilità di usufruire di servizi come prenotare, rapporti con enti pubblici…

Il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 30,863 milioni di italiani, dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo (casa, ufficio, studio, altri luoghi) e attraverso qualsiasi strumento, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008 pari a 2,9 milioni di individui in più. Sono 10,8 milioni le famiglie con accesso a internet da casa tramite qualsiasi device, ovvero il 51,9% delle famiglie italiane con almeno un componente fino a 74 anni (+13,6% rispetto al 2008). Di queste il 69,5% dispone di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo (abbonamento flat nel 90,3% dei casi con ADSL o cavo/fibra ottica).

Cresce molto la disponibilità di accesso alla Rete da dispositivi mobili – cellulare, smartphone e PDA – che riguarda il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 47,5%. La maggior parte dei possessori di cellulare con accesso a internet usufruisce dei servizi di telefonia mobile da oltre 3 anni (90,8%), usa una scheda prepagata o ricaricabile (84,2%) spendendo mensilmente fino a 30 euro nel 71,1% dei casi.

Link al file da scaricare:

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Bandi europei, Concorsi, enterprise, Industria, Innovazione, Pubblica Amministrazione, Regioni, Ricerca

Nuovo Bando Regione Veneto, ricerca e sviluppo, disponibili oltre 22 milioni €

  • DESTINATARIImprese del Veneto
  • SCADENZA28 febbraio 2010
  • FINALITA’L’intervento si pone l’obiettivo di promuovere l’attivazione e la crescita di strutture di ricerca e innovazione interne alle imprese, oltre che il sostegno al trasferimento tecnologico a favore delle piccole e medie imprese
  • FONDI STANZIATI: 22.625.358 €
  • SITO DI RIFERIMENTO: Regione Veneto, Direzione Sviluppo Economico Ricerca Innovazione

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Città, Industria, ISTAT, Ricerca, Statistiche, Unioncamere, Venezia

Venezia in cifre, la CCIAA pubblica il Rapporto statistico 2009

L’Unità Operativa Studi Statistica e Informazione Economica della Camera di Commercio di Venezia ha realizzato l’edizione 2009 di “Venezia in cifre”, un opuscolo sintetico e di facile consultazione che vuole far conoscere, per mezzo di numeri esposti in tabelle e grafici, la realtà demografica, sociale e culturale e le capacità economiche della provincia di Venezia ad un pubblico, anche di “non addetti ai lavori”, interessato alle caratteristiche e all’evoluzione del territorio provinciale.

I dati provengono da diverse fonti statistiche e amministrative, tra le quali il Sistema Statistico Nazionale e il Sistema camerale, e sono organizzati attraverso quattordici temi che trattano i seguenti aspetti della provincia di Venezia: popolazione residente, condizioni di vita, salute e sanità, cultura, istruzione, mondo del lavoro, agricoltura e ambiente, economia, indici dei prezzi, struttura produttiva, flussi commerciali con l’estero, turismo, trasporti, credito e giustizia.

Venezia in cifre 2009 CCIAA

Fonte: http://www.ve.camcom.it

Etica, Innovazione, Ricerca, Società della Conoscenza

IN QUALI IMPRESE SI LAVORA MEGLIO IN ITALIA?

Great Place to Work® Institute Italia ha stilato la lista dei migliori ambienti di lavoro in Italia del 2010. A proposito del Great Place to Work, Ilaria Verunelli su IlSOLE24ORE.com sottolinea che si tratta di un ambiente nel quale i dipendenti “si fidano delle persone per cui lavorano, sono orgogliosi di ciò che fanno, e si trovano bene con le persone con cui lavorano”.

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Ecco la classifica 2010 stilata per l’Italia:

1 Microsoft Italia
855 dipendenti
www.microsoft.it
Settore: ICT – Software
Proprietà: Quotata in borsa
2 Mars Italia
236 dipendenti
www.mars.it
Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
Proprietà: Di proprietà privata
3 Cisco Systems Italy
479 dipendenti
www.cisco.com
Settore: Telecomunicazioni
Proprietà: Di proprietà privata
4 Elica
1227 dipendenti
www.elica.com
Settore: Industria manifatturiera – Mobili
Proprietà: Quotata in borsa
5 Nissan Italia
187 dipendenti
www.nissan.it
Settore: Industria manifatturiera – Distribuzione carburanti
Proprietà: Di proprietà privata
6 W.L. GORE & Associati
87 dipendenti
www.gore.com
Settore: Industria manifatturiera – Tessile e prodotti per il tessile
Proprietà: Di proprietà privata
7 Tetra Pak
704 dipendenti
www.tetrapak.com
Settore: Industria manifatturiera – Macchine e apparecchiature
Proprietà: Di proprietà privata
8 Janssen-Cilag
634 dipendenti
www.janssen-cilag.it
Settore: Biotecnologia e Farmaceutica – Farmaceutica
Proprietà: Quotata in borsa
9 FedEx Express
892 dipendenti
www.fedex.com
Settore: Trasporti – Trasporti aerei commerciali
Proprietà: Quotata in borsa
10 Medtronic Italia
506 dipendenti
www.medtronic.it
Settore: Medicale – Distributori farmaceutici
Proprietà: Quotata in borsa
11 Decathlon Italia
4418 dipendenti
www.decathlon.it
Settore: Grande distribuzione – Specialità
Proprietà: Di proprietà privata
12 PepsiCo Italia
264 dipendenti
www.pepsi.it
Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
Proprietà: Quotata in borsa
13 Novartis Farma
1716 dipendenti
www.novartis.it
Settore: Biotecnologia e Farmaceutica – Farmaceutica
Proprietà: Quotata in borsa
14 S.C. Johnson Italy
163 dipendenti
www.scjohnson.it
Settore: Industria manifatturiera – Chimico
Proprietà: Di proprietà privata
15 HILTI ITALIA
1258 dipendenti
www.hilti.it
Settore: Industria manifatturiera – Costruzioni
Proprietà: Di proprietà privata
16 Bristol-Myers Squibb
651 dipendenti
www.bms.it
Settore: Biotecnologia e Farmaceutica
Proprietà: Quotata in borsa
17 sanofi-aventis Stabilimento di Scoppito (AQ)
342 dipendenti
www.sanofi-aventis.it
Settore: Medicale – Distributori farmaceutici
Proprietà: Quotata in borsa
18 Innovex
189 dipendenti
www.innovex.com
Settore: Medicale – Servizi sanitari
Proprietà: Di proprietà privata
19 MEDIAMARKET (Media World e Saturn)
6222 dipendenti
www.mediamarkt.de
Settore: Grande distribuzione – Elettronica e computer
Proprietà: Di proprietà privata
20 Zeta Service
55 dipendenti
www.zetaservice.com
Settore: Servizi professionali
Proprietà: Di proprietà privata
21 National Instruments Italy
65 dipendenti
www.ni.com/Italy
Settore: ICT – Hardware
Proprietà: Quotata in borsa
22 ConTe.it
161 dipendenti
www.ni.com/Italy
Settore: Servizi finanziari e assicurativi – Assicurazione auto
Proprietà: Di proprietà privata
23 McDonald’s Italia
3075 dipendenti
www.mcdonalds.it
Settore: Strutture per il turismo – Servizi di ristoro
24 Leroy Merlin Italia
5611 dipendenti
www.leroymerlin.it
Settore: Grande distribuzione – Specialità
Proprietà: Di proprietà privata
25 Kellogg Italia
134 dipendenti
www.kelloggs.it
Settore: Industria manifatturiera – Prodotti alimentari
Proprietà: Di proprietà privata
26 RE/MAX Italia
1400 dipendenti
www.remax.it
Settore: Costruzioni e Proprietà immobiliari – Proprietà immobiliari
Proprietà: Di proprietà privata
27 Best Western Italia
61 dipendenti
www.bestwestern.it
Settore: Strutture per il turismo – Alberghi
Proprietà: Cooperativa
28 Merck Serono
621 dipendenti
www.merckserono.it
Settore: Biotecnologia e Farmaceutica
Proprietà: Quotata in borsa
29 JT International Italia
114 dipendenti
www.jti.com
Settore: Servizi industriali
Proprietà: Di proprietà privata
30 Bon Prix
292 dipendenti
www.bonprix.it
Settore: Grande distribuzione – Abbigliamento
Proprietà: Di proprietà privata
31 Guaber
86 dipendenti
www.guaber.com
Settore: Industria manifatturiera
Proprietà: Di proprietà privata
32 Phoenix Contact
87 dipendenti
www.phoenixcontact.it
Settore: Elettronica
Proprietà: Di proprietà privata
33 Difa Cooper
71 dipendenti
www.difacooper.com
Settore: Biotecnologia e Farmaceutica – Farmaceutica
Proprietà: Di proprietà privata
34 everis Italia
183 dipendenti
www.everis.it
Settore: ICT – Consulenza IT
Proprietà: Di proprietà privata
35 GetaLine
57 dipendenti
www.euronova-italia.it
Settore: ICT – Gestione base dati
Proprietà: Di proprietà privata

A quanto pare il lavoro di analisi viene realizzato soprattutto sulla base di due innovativi strumenti di rilevazione:

  • Il Trust Index© consiste in circa 50 affermazioni su credibilità, rispetto, equità, orgoglio, e cameratismo, ovvero le cinque dimensioni che compongono il Modello© di Great Place to Work® . Ciascuna affermazione, formulata in chiave positiva, rientra in una delle cinque dimensioni del Modello© . Ad esempio su Credibilità: “I Responsabili mi tengono informato/a sulle questioni e sui cambiamenti di rilievo. Alle persone viene data molta responsabilità.”, oppure su Rispetto: “I Responsabili coinvolgono le persone nelle decisioni che influiscono sul loro lavoro e sul loro ambiente lavorativo. Mi vengono offerte opportunità di addestramento e sviluppo per migliorare dal punto di vista professionale.” Inoltre, sempre il Trust Index©, contiene una domanda a risposta aperta che permette ai dipendenti di esprimere, con parole loro, cosa rende la loro azienda eccellente.
  • Il Culture Audit© è uno strumento di rilevazione composto da due parti in questo strumento. Nella parte I, vengono fatte domande sulla demografia dei dipendenti (ad es. numero di dipendenti nel Paese, turnover volontario, composizione etnica, anzianità aziendale, ecc.). Inoltre vengono chieste informazioni generali sull’azienda (ad es. anno di fondazione, fatturati), così come sui benefici offerti ai dipendenti (ad es. palestra, percentuale di premio assicurativo pagato dall’azienda, numero di giorni di ferie). Nella seconda parte del Culture Audit© le domande sono a risposta aperta e permettono all’azienda la possibilità di far conoscere la loro cultura. Le domande della II parte sono in relazione con ill Modello© di Great Place to Work® che è al centro di questa parte della valutazione.

Perché un’azienda si qualifichi per entrare nella classifica dei migliori ambienti organizzativi italiani deve avere un minimo di 50 persone tra personale a tempo pieno e parziale. Qualsiasi organizzazione, privata, pubblica, non profit può partecipare. Il processo di valutazione prevede che un organizzazione esegua le seguenti attività:

  1. Contattare Great Place to Work® Institute Italia , o inviare un email ainfo@greatplacetowork.it per comunicare l’interesse dell’organizzazione a partecipare (n.b. fornire un nome e informazioni di una persona da contattare in azienda).
  2. Distribuire, secondo specifiche linee guida, un questionario di rilevazione degli atteggiamenti (Great Place to Work® Trust Index©) a un campione selezionato casualmente della popolazione aziendale tra le 50 e le 500 persone. La compilazione del questionario richiede alle persone 15′; i dipendenti lo rispediscono in una apposita busta con le spese postali prepagate.
  3. Completare il Questionario azienda (il Culture Audit© di Great Place to Work®); questo strumento richiede dati sull’organizzazione e risposte a domande aperte sulle pratiche di gestione delle persone, la filosofia e l’ambiente di lavoro dell’azienda.
  4. Spedire altro materiale rilevante di documentazione (manuali del dipendente, materiali di orientamento e di reclutamento, newsletter e video per i dipendenti, ecc.) che fornisca un’immagine più completa del perché l’azienda sia un ambiente di lavoro eccellente.

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Fonti:

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